Il Piave DOC è un vino rosso del Veneto, prodotto in un'ampia area tra Treviso e Venezia. Il colore rubino evolve in granaro con l'invecchiamento, ...
I Colli di Conegliano Rosso, prodotto nella provincia di Treviso, è un rosso veneto dal colore rubino carico e profilo tannico. L'uvaggio principale ...
Il Colli Berici Merlot è un vino rosso prodotto nella provincia di Vicenza con uve Merlot in purezza. Caratterizzato da colore rubino e corpo pieno, ...
Il Breganze Rosso è un vino DOC della provincia di Vicenza prodotto prevalentemente con uve Merlot. Caratterizzato da colore rubino e struttura ...
I Colli di Conegliano, nel Trevigiano, vantano suoli morenici e un clima mite ideali per vitigni come Merlot e Marzemino. La zona ospita la storica ...
La denominazione Piave DOC copre aree di Treviso e Venezia, sfruttando suoli alluvionali fertili e un clima protetto per produrre vini rossi di ...
Il Breganze DOC nasce nelle colline vicentine, tra Astico e Brenta, sfruttando terreni tufacei e climi miti. Produce vini rossi e bianchi, con il ...
La zona collinare dei Colli Berici, nota come Vigne del Palladio, offre terreni calcarei e vulcanici ideali per vini Rossi e bianchi. La disciplina ...
La Valpolicella DOC è un’area collinare veronese con una viticoltura millenaria, nata dai Galli Cisalpini e celebrata da autori latini, evoluta fino ...
La Valpolicella è una zona collinare veronese nota per la viticoltura storica, coltivata sin dall’età antica e celebrata dagli autori latini.
Il Colli Euganei DOC è un vino rosso veneto prodotto in 17 comuni della provincia di Padova. Si distingue per uve Merlot predominanti e profili ...
Il Recioto della Valpolicella è un vino rosso DOC prodotto nella zona veronese, noto per il suo colore rubino e i profumi intensi di ciliegia marasca ...
Il Veneto offre vini rossi d’eccellenza come il Bardolino Superiore e il Breganze, quest’ultimo ottenuto prevalentemente da Merlot.
Il testo analizza i principali rossi DOCG del Veneto, concentrandosi sul Bardolino Superiore prodotto in provincia di Verona e sul Garda.
Tra le aree geografiche del Veneto, una nota di rilievo merita senza dubbio la zona del fiume Piave, dove all’interno di una vallata i cui vigneti sono tutelati dal marchio della denominazione di origine controllata, tra le province di Treviso e quella di Venezia. Si tratta di una zona enologica che si estende a sud fino al mare Adriatico e a nord ovest fino alle colline di Valdobbiadene, mentre a nord est troviamo la vicina regione Friuli. Il Veneto dunque si estende dalle Alpi al litorale adriatico, inglobando in se il versante italiano delle Alpi orientali e l’area prealpina inclus la pianura veneta fino al fiume Isonzo. Il clima, su un territorio così vasto, non può essere che variabile dal tipo alpino fino al tipo mediterraneo, scendendo dalle zone montuose e giungendo alle zone di pianura e a quelle litoranee. Ben famosa è la zona dei colli Asolani e dell’area di Montello; in questa zona geografica, importante dal punto di vista enologico, troviamo tradizioni antiche e storia del passato. Questa area, già ben conosciuta nel trecento, viene citata da Dante nella divina commedia e descritta due secoli più tardi dal pittore Gigione. Nel Rinascimento diviene un importante centro della corte rinascimentale della regina Corsaro, la sovrana esule del regno di Cipro in Asolo nel 1450. Questa è anche l’area della Repubblica della Serenissima, cioè l’antica repubblica veneziana. In queste vallate, da secoli, si coltivano vitigni e i vini che se ne producono sono considerati tra i migliori, al giorno d’oggi come nel passato. Questa area geografica così delimitata è attraversata nel senso della lunghezza dal fiume Piave, e questa è una delle zone doc più grandi di tutta l’Italia del nord. La vite qui viene coltivata almeno da tremila anni, come da testimonianza di reperti preistorici. Ma è solo verso i primi anni del secolo scorso che questa cultura enologica si è rafforzata e ha visto l’impianto di numerosi vigneti. Il tutto sotto l’attento controllo della scuola enologica di Conegliano, fondata nel 1876 che ha la caratteristica di essere stata la prima in questo settore. Il suolo è costituito da sabbie e ghiaie ed è soprattutto argilloso su base di caranto, un miscuglio di terra e roccia dolomitica depositatosi nel corso dei secoli ad opera delle innondazioni del Piave. Questo terreno particolare è irrorato da vene d’acqua profonda: si tratta infatti di una particolare conformazione del terreno che dona ai vitigni locali le loro caratteristiche tipiche di questa regione. L’area geografica dove si producono i vini rossi del Veneto presenta una varietà di microclimi dovuti alla diversità del terreno da zona a zona; questo permette di ottenere vini rossi che si differenziano tra loro per la provenienza da diversi vitigni. Risulta quindi difficile definire un carattere generale per i vini rossi veneti, che sono diversi tra loro per tipologia e storia, oltre che per tradizioni di lavorazione delle uve. Queste uve spaziano per qualità fino a vitigni internazionali che sono presenti in questa zona da almeno duecento anni, e che qui hanno trovato il loro habitat naturale. Anche perché in Veneto esiste una tradizione vitivinicola aperta alla ricerca e alla sperimentazione. Tra le uve a bacca nera troviamo il merlot, il cabernet sauvignon e il cabernet franc, oltre al pinot nero e al famoso refosco; queste tipologie sono tra le più coltivate e diffuse. Altrettanto ben coltivato è il vitigno raboso, un vitigno austero e robusto, legato alla produzione vinicola del Veneto orientale e ha due varianti, il raboso veronese e il raboso piave. La provincia di Treviso dista solo pochi chilometri dalla città capoluogo Venezia, ed è conosciuta con il nome di marca trevigiana, e si estende tra i lidi adriatici e le pendici delle Dolomiti, in una vasta pianura dove troviamo una saggia combinazione tra paesaggio, arte e storia. Qui troviamo la via che unisce la laguna veneziana con la dorsale delle Prealpi.
Il raboso Piave porta il nome del fiume per il fatto di essere legato per le proprie radici storiche; questo vigneto ha trovato l’habitat ideale in queste terre e attualmente viene coltivato nell’intera provincia di Treviso, cioè nella zona che va dai colli di Montello e di Conegliano, fino a comprendere tutta la pianura giungendo alle sponde del fiume Piave. Il raboso è una uva nera forte che non teme la siccità estiva o il freddo intenso: i terreni ghiaiosi delle Grave del Piave conferiscono a questo vino un profumo unico e caratteristico, mentre i terreni argillosi dell’entroterra sono quelli che donano la giusta struttura. Riguardo alle caratteristiche ampelografiche, possiamo dire che il raboso Piave è un vitigno rustico che tende a maturare in modo tardino e quindi si vendemmia non prima del periodo che va dalla fine del mese di Ottobre ai primi di Novembre. È un vitigno che si è abituato a questi terreni alluvionali e quindi adatti alla produzione di ottimi vini rossi ideali per un invecchiamento in cantina. Inoltre questi terreni sono profondi e fertili e questo permette di garantire alte rese produttive di questi vigneti, rispetto alla produzione per ettaro. Il grappolo del Reboso è di forma cilindrica, di medie dimensioni e con due evidenti ali. Il peduncolo è robusto e legnoso e l’acino ha una buccia decisamente pruinosa e di colore nero tendente al bluastro, di forma sferioidiale con un apolpa che presenta un sentore di viola. La produzione di questo vigneto è solitamente costante e abbondante.
L’amarone della Valpolicella è sicuramente uno dei vini più noti tra quelli prodotti in questa area geografica: è considerato il migliore vino rosso veneto ed è conosciuto nel mondo. La zona di produzione sono i terreni della Valpolicella, quindi le colline intorno a Verona e i comuni di Marano e Fumane, tra gli altri. I vitigni impiegati sono quelli delle uve corvina, rondinella e molinara. Queste uve dopo la tardiva vendemmia nel mese di ottobre, vengono poste su speciali graticci su un unico strato in modo da assicurare la circolazione d’aria. Questo luogo di essiccatura è chiamato fruttaio e qui l’uva resta alcuni mesi. Dopo 4 mesi ha perso la metà del proprio peso, e questa è una fase delicata che richiede cura da parte dei produttori. Ai primi di Febbraio, l’uva essiccata viene pigiata e avviata alla lunga macerazione delle bucce e alla lenta fermentazione a bassa temperatura. Questa fermentazione può durare quasi due mesi: è il momento in cui gli zuccheri si trasformano in alcol per effetto dei lieviti. Se il vino avrà poi una presenza di zuccheri inferiore a 4 grammi per litro, sarà definito Amarone. Se invece la quantità è superiore a tale limiti, il vino rosso prodotto si definisce Recioto. In ogni caso è un vino dal colore rosso rubino e dalle intense sfumature granato.