bardolino

Vino rosso veneto

Bardolino Superiore

Nel cuore della provincia di Verona vede la luce il Bardolino Superiore, uno dei vini rossi DOCG più buoni della regione veneta

di Redazione

22 agosto 2011

A pochi passi dal Lago di Garda, in una terra di vini pregiati

Quando si parla del Veneto si fa riferimento ad una delle regioni italiane più affascinanti, sotto diversi punti di vista. Sotto il profilo turistico, per l'abbondanza delle attrazioni e dei paesaggi naturali, sicuramente, ma anche per la varietà e la bontà dell'offerta enogastronomica che da sempre contraddistingue questa regione del nordest d'Italia. Che si parli della provincia di Vicenza, o di Venezia, la sostanza non cambia: in Veneto si mangia bene e si beve meglio. Se è vero che la Valpolicella, con ben 3 differenti etichette rosse d'eccellenza, è una delle aree più ricche, è altrettanto vero che non rappresenta l'unica zona vinicola conosciuta ed apprezzata in Veneto. Non meno importante, sia come qualità che come quantità, è infatti la zona di produzione del Bardolino, probabilmente il vino rosso veneto più famoso in assoluto. Ci troviamo entro i confini della provincia di Verona, in un territorio composto da 16 comuni, tra cui proprio Bardolino. Si parla di Bardolino Superiore DOCG Classico quando la lavorazione avviene nella roccaforte storica di questo vino, ovvero nei comuni di Bardolino, Garda, Costemano, Lazise, Affi e Cavaion. Le più autentiche bottiglie di Bardolino superiore vedono la luce proprio qui. Ma che vino è il Bardolino superiore DOCG? E perché bisogna considerarlo uno dei migliori vini italiani? Innanzitutto perché ha acquisito la denominazione di origine controllata garantita, e non è per niente un caso, poi perché vanta caratteristiche organolettiche e funzionalità comuni a pochissimi altri rossi italiani.

Focus sul Bardolino Superiore DOCG

Ma guardiamolo da vicino: dopo averlo versato in un ampio calice, ammiriamo il colore rosso rubino carico, passibile di acquisire note di granato con il procedere dell'invecchiamento; al naso non presenta particolari sentori fruttati e vinosi, ma si avverte fin da subito una sensazione di estrema delicatezza. Abbiamo di fronte un vino di tutto rispetto, caratterizzato da un sapore asciutto e armonico e da un'ottima struttura, arricchita da un suggestivo retrogusto amarognolo. In quanto a gradazione alcolica massima, il Bardolino raggiunge i 12 gradi e vede la luce grazie alla lavorazione congiunta di diverse uve regionali. Anche in questo caso – come per l'Amarone della Valpolicella – ci si serve dell'uva Corvina veronese, unita ad un 10% di Corvinone, ma anche di Rondinella, Molinara, Rossignola, oppure Merlot e Marzemino in percentuali differenti. Insomma, per ottenere un prodotto eccellente, ci si serve del meglio di quanto la natura offre alla regione veneta. Per quanto concerne l'invecchiamento, la legge stabilisce un anno di conservazione obbligatoria per ottenere la variante Classica, ma è preferibile portare avanti questa fase fino ad un massimo di 3 anni onde evitare di alterare le proprietà organolettiche del vino, che non vuole riposare molto. E' tutto pronto per il servizio, che deve avvenire preferibilmente ad una temperatura compresa tra i 16 e i 18 gradi centigradi, in abbinamento a primi piatti gustosi ma delicati, quali risotti e pasta asciutta. Da provare anche sulle minestre contadine e sui bolliti di carne.

Enoturismo in Veneto: l'Azienda Vinicola Cavalchina

Uno dei motivi per cui vale la pena trascorrere qualche giorno di vacanza in Veneto, nelle terre del Bardolino ma non soltanto, ha a che vedere con l'abbondanza di enoteche, cantine ed aziende viti-vinicole, che assicurano la possibilità di acquistare bottiglie pregiate e godere della bontà di prodotti tipici di grande valore. Se vi trovate entro i confini della provincia di Verona ed avete intenzione di acquistare delle buone bottiglie Bardolino Superiore DOCG, potete contare su un gran numero di posti dove recarvi. Uno dei nomi più conosciuti ed apprezzati in questa zona è Cavalchina, termine con il quale ci si riferisce ad una località situata a sud dell'anfiteatro morenico del Garda, ma anche ad un'azienda agricola tra le più famose del Veneto. L'azienda, gestita a conduzione familiare, è specializzata nella produzione dei migliori vini locali: qui è possibile acquistare Bardolino DOCG Superiore, ma anche Santa Lucia Bardolino e Custoza, bianco e rosato, facendo affidamento su prezzi che non temono confronti.

Cantine Guerrieri Rizzardi

Un altro nome caldo dell'enologia veneta e, nella fattispecie, veronese, è quello dell'Azienda Vinicola Guerrieri Rizzardi, presieduta dalla Contessa Giuseppina Guerrieri Rizzardi, Cavaliere del Lavoro dal 2010. Da sempre, l'azienda produce vini di qualità nella convinzione di rappresentare in maniera fedele il territorio veneto, ma soprattutto la gente che anima questa splendida regione. L'azienda sorge a Bardolino, nel cuore della produzione del “nostro” vino, precisamente al numero 4 di Via Verdi: chi la raggiunge può contare su una vasta gamma di vini di qualità, ma anche su interessanti di tour di degustazione delle specialità locali.

Vini Gianola a Palazzolo di Sona (VR)

Rimanendo nella provincia di Verona, ma spostandosi a Palazzolo di Sona, si possono infine raggiungere i locali dell'Azienda Vinicola Gianola, diretta da Umberto Gianola e specializzata nella produzione di Bardolino e Custoza.

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Domande frequenti

  • Quali sono le uve principali utilizzate per produrre il Bardolino Superiore DOCG?
    Il Bardolino Superiore nasce dall’assemblaggio di vitipi autoctoni e internazionali tipici del veronese. La base fondamentale è costituita dalle uve Corvina Veronese e Corvinone (quest'ultima fino al 10%), affiancate dalla Rondinella. Alla blend possono partecipare altre varietà locali come la Molinara, la Rossignola e il Marzemino, oltre a uve internazionali come il Merlot. Questa combinazione garantisce quel profilo aromatico delicato e strutturato che caratterizza il vino, sfruttando al meglio le specificità pedoclimatiche del territorio gardesano.
  • Quanto tempo deve invecchiare il Bardolino Superiore prima di essere imbottigliato?
    La normativa DOCG impone un periodo di invecchiamento obbligatorio minimo di un anno prima del rilascio al consumo. Tuttavia, gli esperti consigliano di non spingersi oltre i tre anni di affinamento. Il Bardolino Superiore è un vino che predilige la freschezza e la delicatezza aromatica; un invecchiamento troppo prolungato rischierebbe di appiattire queste caratteristiche organolettiche, rendendo il vino meno vivace e perdendo quella tipica nota amarognola finale che lo rende unico.
  • A quale temperatura va servito il Bardolino Superiore per esaltarne i sapori?
    Per apprezzarne appieno le sfumature, il Bardolino Superiore deve essere servito ad una temperatura compresa tra i 16 e i 18 gradi Celsius. Una temperatura troppo alta accentuerebbe eccessivamente l'alcolicità (fino a 12 gradi), mentre una troppo fredda ne maschererebbe i profumi delicati e il retrogusto amarognolo. Versarlo in un calice ample permette inoltre di ossigenarsi leggermente, liberando quelle note sottili che distinguono questa DOCG dagli altri rossi leggeri.
  • In quali zone specifiche del Veneto si produce il Bardolino Superiore Classico?
    La denominazione 'Classico' è riservata ai vini prodotti esclusivamente nell'area storica di origine, situata nella provincia di Verona. I comuni riconosciuti come zona di produzione per il Bardolino Superiore Classico includono Bardolino, Garda, Costermano, Lazise, Affi e Cavaion. Queste terre, bagnate dalle acque del Lago di Garda e influenzate dai venti, offrono le condizioni ideali per ottenere le bottiglie più autentiche e rappresentative della tradizione enologica locale.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Bardolino Superiore?
    Grazie alla sua acidità vivace e al corpo medio, il Bardolino Superiore si abbina magnificamente a piatti che richiedono eleganza senza essere troppo pesanti. È ideale con primi piatti gustosi ma delicati, come risotti ai funghi o paste asciutte al ragù leggero. Trova perfetta armonia anche con le minestre contadine tradizionali e i bolliti misti, dove la sua struttura aiuta a pulire il palato, mentre il lieve retrogusto amaro accompagna le carni bianche o magre.

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