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Vino bianco lazio

Circeo

Il Circeo DOC bianco sfrutta il Trebbiano e il Malvasia, in un assemblaggio classico nel Lazio. Buon vino per molti abbinamenti, con un ottimo prezzo.

di Redazione

23 dicembre 2013

La zona vinicola

La zona vinicola di produzione della denominazione di origine controllata Circeo DOC corrisponde chiaramente alla regione del famoso promontorio del Lazio meridionale nella provincia di Latina, tra la costa settentrionale e quella meridionale al promontorio del Circeo, e su tutta la Pianura Pontina. La zona del Circeo è stata solo di recente piantata a viti, e in passato ha sofferto dei problemi dovuti alle numerose paludi una volta presenti nell'area, dall'antichità fino agli anni 30 quando furono effettuate le bonifiche. La zona non solo non era coltivata, ma anche evitata per il rischio di malattie. Naturalmente il promontorio stesso non è incluso nelle coltivazioni in quanto parco nazionale non idoneo. Dal punto di vista geologico quindi l'area si costituisce di depositi argillosi e sabbiosi, misti a tracce di tufo e silicio che hanno origine dalle dune di sabbia del quaternario, depositate dal vento nell'arco delle ere sulla sabbia marina già poggiata su una piattaforma marina costituita da calcare. Il tutto sembra abbia avuto origine da un'unica duna primitiva nata da un banco sabbioso a pelo d'acqua, dell'antico mare che in ere passate arrivava fino ai monti Lepini. Da qui deduciamo che il promontorio del Circeo originariamente era un'isola che è stata unita alla terraferma grazie a vari fattori, ovvero vento e moto ondoso hanno depositato le sabbie che hanno colmato il gap tra la terra ferma e l'isola. In realtà con l'andare delle era vi fu sempre più un riempimento da parte delle sabbie fino a creare vari spazi lacustri tra le varie dune, poggiate dalle sabbie e dai depositi alluvionali, spazi lacustri che nella nostra epoca erano poi divenuti le paludi bonificate durante il ventennio fascista. L'azione del vento aveva anche definito una sorta di erosione delle dune. Gli esperti sono giunti a queste conclusioni grazie alla datazione che ha stabilito una nascita ben più antica della duna primordiale mentre la la retrostante pianura alluvionale è più recente, con terreni limosi e argillosi, di argille scure. In questa area retrostante il tufo rappresenta la più antica porzione di emersioni. La geologia si completa con presenza di marne e arenarie, e anche di una porzione di travertino affiorante. Le condizioni climatiche sono particolarmente favorevoli per le viti con le brezze marine a rinfrescare d'estate e i monti a proteggere d'inverno. Il clima è quindi il classico temperato mediterraneo.

I vitigni bianchi

I vitigni principali per la produzione dei bianchi sotto la denominazione del Circeo sono il Trebbiano, lo Chardonnay e la Malvasia del Lazio. Il Trebbiano è l'uva bianca più coltivata al centro Italia, tra le più coltivate al mondo in quanto la più produttiva probabilmente senza pregiudicare la qualità, qualità che a dire la verità è piuttosto modesta, tanto che il Trebbiano è usato quasi esclusivamente in assemblaggio. In questa denominazione infatti sfrutta la grande nobiltà dello Chardonnay, forse la migliore, qualitativamente, migliore uva bianca mondiale, a patto che qui invece, le rese siano tenute a bada, in quanto già dagli 80 q/ha una volta trasformato in vino, la qualità inizia a scendere esponenzialmente. Lo Chardonnay, quando vinificato con accuratezza, rappresenta una gamma olfattiva talmente complessa da essere difficilmente descritta. Qui troviamo i fiori bianchi ma anche frutta esotica, vegetali e minerali, fino a profumazione terziarie tipiche dei grandissimi vini. Il Malvasia del Lazio è un'uva altrettanto diffusa al centro, parte della famiglia delle Malvasie, molto aromatica e perfetta sia per le vinificazioni ferme che per quelle frizzanti e spumantizzate. Ottima anche per vinificare in dolce. La Malvasia è, al centro Italia, il compagno ideale per il Trebbiano, e infatti nel Lazio questo assemblaggio è largamente usato.

Il Circeo DOC bianco

La denominazione di origine controllata Circeo è tra quelle istituite più di recente, essendo nata solo il 21 luglio 2010 con il decreto ministeriale di autorizzazione per la produzione di vini bianchi e rossi nei comuni di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina in provincia di Latina. La base ampelografica per i vini bianchi prevede l'impiego del Trebbiano Toscano per almeno il 55%; lo Chardonnay per un massimo del 30% e la stessa percentuale per il Malvasia del Lazio. Un 15% è riservato ai vitigni bianchi registrati nell'albo regionale. Le uve devono produrre rese massime di 13 tonnellate per ettaro. Gli stabilimenti di tutta la provincia di Latina che erano vinificatori di questi vino prima della nascita della denominazione possono lavorare le uve e imbottigliare le uve. Vengono prodotte le tipologie fermo, frizzante e spumante. Il Circeo Bianco è di colore paglierino con buoni profumi fruttati e un palato asciutto e fresco. La menzione monovitigno Circeo Trebbiano è di un paglierino chiaro con profumi vinosi e delicati. Lo spumante invece ha riflessi verdolini nel colore paglierino, una spuma fine e un odore fruttato.

Le aziende

Buon Circeo bianco dalla Cantina Villa Gianna, con il 45% di Trebbiano e stessa percentuale di Malvasia, con un 10% di Chardonnay. Paglierino scarico, il vino profuma di fiori gialli, salsedine e fieno. Il gusto è semplice e sapido. Ottimo con la frittata di verdure. Molto buono il Circeo Bianco Dune di Sant'Andrea, con il 60% di Trebbiano e il 40% di Malvasia, dorato e luminoso. Gamma olfattiva caratterizzata dal legno, con odori di vaniglia e banana surmatura. Palato alcolico, 14% vol, e spiccata sapidità. Ottimo col pollo al vino.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni obbligatori e consentiti per la produzione del Circeo DOC bianco?
    Il disciplinare del Circeo DOC bianco impone una composizione specifica per garantire il tipico profilo del vino. Il vitigno principale deve essere il Trebbiano Toscano, che non può mai superare il 95% e deve essere presente per almeno il 55%. A supporto del Trebbiano, sono ammessi lo Chardonnay e la Malvasia del Lazio, ciascuno con una quota massima del 30%. Questa combinazione permette di bilanciare la struttura del Trebbiano con l'aromaticità della Malvasia e la complessità dello Chardonnay. Inoltre, fino al 15% del blend può essere composto da altri vitigni a bacca bianca iscritti nell'albo regionale, offrendo una certa flessibilità ai produttori per adattare il vino alle annate specifiche.
  • Come influisce il territorio e il clima della Pianura Pontina sulle caratteristiche organolettiche del vino?
    La zona di produzione del Circeo DOC, situata nella provincia di Latina, beneficia di un terreno unico derivato da antiche dune marine e successivamente bonificato. I suoli, prevalentemente argillosi e sabbiosi con tracce di tufo e silicio, garantiscono un buon drenaggio e contribuiscono alla sapidità del vino. Il clima è temperato mediterraneo, caratterizzato da estati calde ma mitigate dalle fresche brezze marine provenienti dal Tirreno, fondamentali per preservare l'acidità e la freschezza degli acini. D'inverno, i Monti Lepini proteggono la zona dai venti freddi del nord. Questo equilibrio termico permette una maturazione lenta e regolare delle uve, conferendo al vino finale note fruttate, floreali e una struttura elegante e fresca.
  • Quali sono le diverse tipologie di Circeo Bianco disponibili e come si distinguono?
    La denominazione Circeo DOC offre tre distinte tipologie di vino bianco, ciascuna con caratteristiche uniche. La versione 'Fermo' presenta un colore paglierino, profumi fruttati e un palato asciutto e fresco, ideale per un consumo quotidiano. Esiste inoltre la menzione monovitigno 'Circeo Trebbiano', che evidenzia le note vinosi e delicate tipiche di questo vitigno, con un colore paglierino più chiaro. Infine, la tipologia 'Spumante' si distingue per riflessi verdolini nel colore paglierino, una spuma fine e persistente e un profumo fruttato vivace. Queste varianti permettono di apprezzare il potenziale della zona in diversi stili, dal tranquillo allo effervescente, adattandosi a diverse occasioni di degustazione.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Circeo DOC bianco?
    Grazie alla sua acidità vivace e alla sapidità, il Circeo DOC bianco è estremamente versatile in tavola. Si abbina eccellentemente con i primi piatti leggeri, come pasta al limone o risotti alle erbe, e con i secondi di pesce, specialmente quelli cotti al forno o alla griglia. La versione con note più strutturate e sapide, come alcuni esempi prodotti da cantine locali, si sposa perfettamente con piatti di carne bianca, ad esempio pollo al vino o frittate di verdure. L'abbinamento con formaggi freschi e erborinati, nonché con antipasti di mare, è altrettanto consigliato. La sua freschezza pulisce il palato, rendendolo un compagno ideale per pranzi estivi o cene informali dove si desidera un vino facile da bere ma dal carattere definito.
  • Cosa rende unico lo Chardonnay nel contesto del Circeo DOC rispetto ad altre zone di produzione?
    Nel contesto del Circeo DOC, lo Chardonnay assume un ruolo cruciale non solo come vitigno aromatico, ma come elemento di elevazione qualitativa dell'assemblaggio. Sebbene il Trebbiano fornisca la struttura di base, lo Chardonnay apporta una gamma olfattiva complessa che include fiori bianchi, frutta esotica e note minerali. La chiave per esprimere appieno il potenziale di questo vitigno nel Circeo sta nel controllo rigoroso delle rese in vigna; superando gli 80 quintali per ettaro, la qualità scende drasticamente. Mantenendo rese contenute, lo Chardonnay sviluppa profili sensoriali sofisticati, talvolta evolvendosi verso note terziarie tipiche dei grandi vini, distinguendosi così da produzioni meno curate e offrendo una maggiore profondità e persistenza al calice.

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