Trebbiano Verde

Vitigni bianchi

Trebbiano Verde

Il Trebbiano Verde viene ormai considerato un Verdicchio adattato ai Castelli Romani e a qualche zona dell'Umbria, con produzioni maggiori ma di qualità inferiore.

di Redazione

13 marzo 2013

Il vitigno

Il Trebbiano Verde è un vitigno a bacca bianca autoctono delle Marche ormai considerato un sinonimo del Verdicchio marchigiano coltivato nel Lazio, in particolare sui Castelli Romani. Le analisi del DNA hanno infatti confermato una similitudine molto stretta tra i due vitigni e anche con il Trebbiano di Lugana e quello di Soave, tanto che molti oramai li ritengono identici anche se adattati a climi diversi. La storia del Trebbiano Verde dovrebbe quindi essere quella del Verdicchio e delle uve identificate dai Romani come virdis per il colore caratteristico degli acini. Si hanno le prime notizie della coltivazione del Verdicchio Bianco nella zona di Jesi e Matelica già a partire dal VIII secolo avanti Cristo, a testimonianza di quanto antico sia questo vitigno. Altre ipotesi vedono invece il Verdicchio provenire proprio dal Veronese insieme ad un ondata migratoria nel 400 per sfuggire ad una pestilenza. Oggi il vitigno, con i vari sinonimi di Trebbiano identificato con il territorio e Verdicchio, viene coltivato nelle Marche, in Umbria e sui Castelli Romani, dove prima della crisi fillosserica, era l'uva bianca di riferimento. Il Trebbiano Verde di questa zona si è adattato al clima delle colline intorno alla capitale, ma produce vini meno pregiati anche se con rese maggiori.

I vini del Trebbiano Verde

Il Trebbiano Verde può essere vinificato sia in purezza che in assemblaggio in alcune denominazioni di origine laziali, in particolare nel Velletri, nel castelli Romani, nel Montecompatri-Colonna e nel Marino. Il vitigno fornisce in purezza vini dai delicati colori paglierini a sfumature verdoline, con belle profumazioni delicate ma decise, grazie ad un finale alla mandorla amara. I gusti sono secchi, a volte astringenti, con un palato dotato di un ottima acidità che consente anche l'invecchiamento e la spumantizzazione. Inoltre alcuni produttori impiegano le uve per l'appassimento, ottenendo così vini dolci passiti. Il Trebbiano Verde ben si adatta ad accostamenti con il pesce, i crostacei e le verdure.

I produttori

Il Trebbiano Verde viene vinificato per lo più in assemblaggio con altre uve laziali, come ad esempio nel Cerveteri Bianco Viniae Grande, in cui concorre al 50% con il 30% di Malvasia e il 20% di Chadonnay. È un bel vino paglierino chiaro, con profumazioni fresche e fragranti alla salvia, alla ginestra e alla pesca. Il palato è altrettanto fresco e giovane, molto sapido, da provare con la frittata di verdure. In purezza viene spesso vinificato da moltissime piccole aziende presenti sul territorio, che riforniscono le famose “fraschette” dei Castelli, con vino alla spina. Questo è il miglior modo per degustare il Trebbiano Verde.

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Domande frequenti

  • Trebbiano Verde e Verdicchio sono lo stesso vitigno?
    Sì, le analisi del DNA confermano che il Trebbiano Verde è geneticamente quasi identico al Verdicchio marchigiano. Si ritiene che siano la stessa varietà adattata a climi diversi: il Verdicchio nasce nelle Marche, mentre il Trebbiano Verde si è diffuso nei Castelli Romani e in Umbria. Anche il Trebbiano di Lugana e di Soave mostrano forti affinità genetiche, suggerendo che questi nomi indicano spesso la stessa pianta base, modificata dall'ambiente territoriale. Storicamente, i Romani chiamavano queste uve 'virdis' per il colore verde degli acini.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche del vino Trebbiano Verde?
    Il vino ottenuto da Trebbiano Verde presenta un colore paglierino con sfumature verdoline. Al naso offre profumi delicati ma intensi, con note floreali e fruttate e un finale distintivo di mandorla amara. Al gusto è secco, talvolta leggermente astringente, ma caratterizzato da un'ottima acidità strutturale che ne garantisce freschezza e potenziale di invecchiamento. Questa acidità elevata permette inoltre l'utilizzo dell'uva per la produzione di spumanti tradizionali e vini passiti mediante appassimento.
  • Dove si coltiva principalmente il Trebbiano Verde?
    Sebbene di origine marchigiana (Verdicchio), il Trebbiano Verde è oggi ampiamente coltivato nel Lazio, specialmente nell'area dei Castelli Romani, dove era l'uva bianca di riferimento prima della fillossera. Viene prodotto anche in Umbria e nelle Marche. Nei Castelli Romani, nonostante le rese siano generalmente più elevate rispetto alle zone d'origine, la qualità del vino tende a essere inferiore rispetto al Verdicchio classico, a causa dell'adattamento a un clima diverso e di pratiche produttive intensive.
  • Come si abbina il Trebbiano Verde a tavola?
    Grazie alla sua acidità vivace e ai profumi delicati, il Trebbiano Verde è ideale per accompagnare piatti leggeri e sapidi. Si consiglia abbinarlo con il pesce fresco, i crostacei e le verdure, sia crude che cotte. È particolarmente indicato per piatti regionali come la frittata di verdure o preparazioni a base di erbe aromatiche locali. La sua struttura fresca pulisce il palato, rendendolo perfetto per antipasti marinari e primi piatti leggeri a base di ortaggi di stagione.
  • In quali DOC laziali viene utilizzato il Trebbiano Verde?
    Il Trebbiano Verde è ingrediente chiave in diverse Denominazioni di Origine Controllate del Lazio, tra cui Velletri, Castelli Romani, Montecompatri-Colonna e Marino. Spesso viene vinificato in purezza da piccole aziende che riforniscono le tradizionali fraschette, offrendo vino alla spina di alta qualità locale. Più frequentemente, però, entra in assemblaggio con altre uve autoctone, come la Malvasia Bianca o il Chardonnay, per creare blend complessi e bilanciati tipici della tradizione enologica romana.

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