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Uva e Vitigni · Vitigni bianchi

Bellone

Aggiornato il 27 dicembre 20123 capitoli5 domande frequenti
bellone

La varietà

Il Bellone è un vitigno a bacca bianca autoctono del Lazio, dove era conosciuto già in epoca romana e descritto da Plinio come tutto sugo e mosto. Poi venne inclusa nel Bollettino Ampelografico del 1881 come parte della famiglia dei Belli, rilanciando anche la sua coltivazione per la produzione di vini sia in purezza che in assemblaggio. È conosciuto e coltivato quasi esclusivamente nella regione, in particolare nell'area sud di Roma fino alla provincia di Latina, a partire dai Castelli Romani fino a Cori, includendo anche l'area litorale di Anzio e Nettuno. Lo si trova comunque anche in altre regioni, seppur raramente. Tra i vari sinonimi con cui è conosciuto vi è Cacchione, Uva Pane, Zinna Vacca, Pacioccone, Arciprete e molti altri. Il vitigno si presenta con grappoli di dimensioni medio grandi a forma cilindrica-conica, occasionalmente alati e a densità serrata. Le bacche sono anch'esse di dimensioni medio-grandi, sferiche, con bucce spesse gialle e striate di marrone, ricoperte di abbondante pruina. Il vitigno è molto vigoroso, con rese molto generose ma irregolari. Viene allevato con sistemi a media espansione su terreni vari, preferibilmente vulcanici e leggeri, come quelli dei Castelli Romani. Preferisce suoli fertili, ben drenati ma freschi. Presenta una certa sofferenza alla peronospora e al marciume, mentre resiste bene alle altre malattie. La maturazione è tardiva, nei primi dieci giorni di ottobre. Viene segnalata come una varietà calorica, ma con concentrazioni zuccherine alte e digeribili.

I vini del Bellone

Il Bellone viene sempre più vinificato in purezza, grazie alla buona struttura e profumazione dei suoi vini. Questi sono giallo paglierino con belle venature dorate. La gamma olfattiva risulta molto fresca, con note fruttate mature al pompelmo e alla pesca, sfumate da fondi di miele e mandorla. Il palato è ben presente e corposo, con una bella alcolicità elevata e una chiusura amarognola. È un vino da bere giovane, entro due anni, con la classica cucina romana come le minestre con le fave o i risotti aromatizzati alle erbe. Immancabile l'abbinamento con il pecorino romano non stagionato ma è ottimo anche con gli antipasti di affettati magri e il pesce lacustre, specialmente in versione frittura classica del Lazio. In questa regione fa parte di molte denominazioni, come il Nettuno DOC ed il Marino DOC. Sempre nella regione lo si trova in purezza nelle denominazioni IGT, mentre in assemblaggio fa parte del disciplinare del Frascati DOC, del Velletri DOC, del Bianco Capena DOC, del Cori DOC, del Montecompatri Colonna DOC e del Zagarolo DOC.

Le aziende

Sono molte le aziende locali che nel Lazio vinificano il Bellone in purezza. Per esempio la Cantina Sociale Cincinnato con più di 250 soci e 550 ettari vitati che ha puntato molto sulla qualità riducendo le rese abbondanti del vitigno tra le 6 e le 8 tonnellate per ettaro. I vigneti sono quelli classici dei Castelli Romani, vulcanici e argillosi, con il vino che viene vinificato in rovere per 10 giorni e poi affinato sui sedimenti della fermentazione per 8 mesi, una rarità per un vino bianco, che viene ulteriormente maturato in bottiglia ancora per 6 mesi. Ne risulta un vino dal colore paglierino carico e luminoso. La gamma olfattiva ne risulta quindi complessa, bisognosa di tempo per esprimere tutte le sue potenzialità, che una volta scoperte offrono aromi splendidi di ribes bianco, pesca stramatura, con speziature al pepe bianco e tocchi salmastri. Il palato è ben dotato e strutturato, complesso ed elegante. Il corpo è pieno, equilibrato tra una buona sapidità e una bella acidità che chiude con una bella persistenza al miele. È un ottimo abbinamento con i frutti di mare e con i risotti, ma anche con pesci strutturati. Ottimo anche il Bellone IGT de I Pàmpini, in provincia di Latina ad Acciarella, sul litorale dove il vitigno viene coltivato con le tecniche biologiche che prevedono la vendemmia a metà settembre. Questo vino a differenza del precedente viene vinificato in acciaio per un vino profumato e fruttato, con aromi di pesca e pera mature e un palato ben presente, dal corpo pieno ed alcolico. È un ottimo abbinamento per i frutti di mare e i crostacei. Ottimo anche con la classica cucina romana, come i carciofi alla giudia, le minestre di verdure e legumi ma anche carni bianche e asparagi. Ottimo anche con pesci saporiti e molluschi. Ottimo anche il Lentisco di Terra delle Ginestre, con la vendemmia manuale e la fermentazione parziale in legno di castagno. Bella la colorazione carica, con venature dorate antico. Grande naso penetrante e maturo, con frutta bianca e miele, e ancora mandorla. Al palato invece caffè tostato, su un fondo tutto affumicato dalla fermentazione in legno. Bella persistenza al palato, per abbinamenti con piatti equilibrati, pesce e verdure ma anche formaggi ben stagionati.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Bellone?
    Il vino Bellone si presenta di colore giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso offre una gamma olfattiva fresca, dominata da note fruttate mature come pompelmo e pesca, arricchite da sfumature di miele, mandorla e, nelle versioni in legno, da spezie e sentori salmastri. Al palato è un vino ben presente e corposo, caratterizzato da un'elevata alcolicità e una chiusura amarognola. Nelle elaborazioni più complesse, come quelle affinate in barrique, emerge una struttura elegante con buona sapidità e acidità, che garantisce una lunga persistenza finale, spesso ricordante il miele.
  • Come va abbinato il vino Bellone ai cibi?
    Grazie alla sua versatilità, il Bellone si abbina perfettamente alla tradizione culinaria laziale. Si consiglia con le minestre con le fave, i risotti aromatizzati alle erbe e i carciofi alla giudia. L'abbinamento classico è con il Pecorino Romano non stagionato. Nelle versioni più strutturate o affinate in legno, diventa ideale per accompagnare frutti di mare, crostacei, pesce lacustre fritto, pesci strutturati e molluschi. Si sposa bene anche con antipasti di affettati magri, carni bianche, asparagi e formaggi ben stagionati, sfruttando la sua sapidità e corpo pieno.
  • In quali zone del Lazio viene coltivato principalmente il vitigno Bellone?
    Il Bellone è un vitigno autoctono coltivato quasi esclusivamente nel Lazio. Il suo areale principale si estende dall'area sud di Roma fino alla provincia di Latina. Comprende tipicamente i Castelli Romani, arrivando fino a Cori, e include anche l'area litoranea di Anzio e Nettuno. Sebbene sia raro trovarlo in altre regioni italiane, la sua coltivazione è storicamente radicata in questi territori, dove predilige terreni vulcanici, leggeri, fertili e ben drenati, tipici dell'ambiente castrense.
  • Quali sono le Denominazioni di Origine (DOC/IGT) che includono il Bellone?
    Il Bellone è presente in numerose denominazioni laziali. Può essere trovato in purezza nelle IGT regionali e in alcune DOC specifiche come Nettuno DOC e Marino DOC. Inoltre, è componente obbligatorio o facoltativo in importanti blend come il Frascati DOC, il Velletri DOC, il Bianco Capena DOC, il Cori DOC, il Montecompatri Colonna DOC e il Zagarolo DOC. Questa presenza diffusa testimonia la sua adattabilità sia come vitigno monovarietale che come elemento di assemblaggio per vini di alta qualità.
  • Quali sono le peculiarità agronomiche e la resistenza del vitigno Bellone?
    Il Bellone è un vitigno molto vigoroso con rese generose ma irregolari, che richiede una gestione attenta per controllare la produzione. Matura tardivamente, generalmente nei primi dieci giorni di ottobre. Agronomicamente, mostra una certa sensibilità alla peronospora e al marciume, pur resistendo bene ad altre comuni malattie della vite. Predilige suoli freschi e ben drenati. La vendemmia può avvenire in periodi diversi a seconda dello stile voluto: prima metà settembre per vini freschi in acciaio, o più tardi per concentrare zuccheri e aromi in preparazioni complesse.

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