Fumin

Vitigni rossi

Fumin

Il Fumin è un vitigno autoctono valdostano che sta conoscendo un discreta fama grazie a vinificazioni attente e di qualità, in grado di fornire prodotti di livello anche internazionale.

di Redazione

04 dicembre 2012

La varietà

Il Fumin è un vitigno a bacca rossa autoctono della Val d'Aosta, molto rustico, diffuso in particolare in centro Valle, che sta destando le attenzioni degli appassionati negli ultimi anni anche grazie alla protezione della nuova denominazione DOC ad esso dedicata, il Valle d'Aosta Fumin. Le estensioni coltivate sono in espansione, da Saint-Vincent a Villeneuve, specialmente sulla riva sinistra della Dora Baltea fino a quote di 600-650 metri. Inoltre viene coltivato in vecchie vigne a Aymavilles insieme al Petit Rouge, altro noto vitigno valdostano. Il suo successo si deve a padre Costantino Charrère, il primo a vinificarlo in purezza nel 1970. Una volta era particolarmente diffuso ad Envers, con il nome dovuto alla caratteristica affumicata del vino prodotto. Storicamente i primi documenti sul Fumin sono del 1838 ad opera di Lorenzo Gatti che lo descrive nel Saggio sulle viti e sui vini della Valle d’Aosta. Il Fumin si presenta con grappoli di dimensioni medio-piccole, a forma piramidale e alati, con densità medie. Le bacche sono di piccole dimensioni, sferiche. Con colori blu e bucce pruinose e coriacee. Il vitigno risulta percepire molto i vari microclimi, ed è abbastanza fragile anche se resistente alle malattie.

I vini del Fumin

Il Fumin veniva prima vinificato in assemblaggio per fornire acidità e colore, ma ora il suo utilizzo in purezza è sempre più sfruttato, grazie a vini di buona qualità forniti dal vitigno. I vini infatti sono di un bel colore denso, con una gamma olfattiva di tutto rispetto, profonda, erbacea e in continua evoluzione. Il palato risulta corposo, ricco e intrigante, sempre dotato di acidità, secco e austero. Il vino inoltre tende ad invecchiare molto bene, tanto da non essere consigliato in giovinezza, dove risulta troppo aspro. Un affinamento in rovere invece ne ammorbidisce le qualità rendendolo elegante e appetibile dopo qualche anno. Il vino del Fumin non si presta ad essere bevuto giovane, ma deve essere destinato all'affinamento; vien colto al meglio alcuni anni dopo la raccolta, con un minimo di due anni di attesa. Oggi ha visto dedicarsi la denominazione Valle d’Aosta Fumin DOC, dove deve essere presente con almeno il 90 per cento. I vini hanno tannini evidenti ma levigati dall'affinamento. Il naso esprime anche speziature quali pepe e tocchi fruttati alle prugne affiancate da bacche selvatiche. Buona anche la gradazione alcolica fornita.

I produttori

La Crotta dei Vigneron vinifica un ottimo Valle d'Aosta DOC Fumin l'Esprit Follet, un vino rubino dove le erbe di montagna si fondono alla mora e ai mirtilli, con una bella vena mentolata. Il palato è fresco e morbido, con tannini levigati dai 12 mesi di affinamento. Ottimo con il tonno al pomodoro e capperi. Perfetto anche il Valle d'Aosta DOC Fumin Vigne La Tour di Les Crêtes, con preziosi aromi di more, ribes e spezie. Ancora fresco e morbido per le costolette aromatizzate con la menta.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Fumin?
    Il Fumin produce vini dal colore rosso rubino intenso e profondo, spesso definito 'denso'. Al naso offre una gamma olfattiva complessa che evolve nel tempo, presentando note erbacee, speziate come il pepe, e frutti di bosco come prugne, more e mirtilli. In bocca si distingue per essere corposo, ricco e strutturato, con una spiccata acidità e tannini evidenti ma che tendono a levigarsi con l'invecchiamento. Il profilo è generalmente secco e austero, con una buona struttura alcolica che ne garantisce longevità.
  • Perché il Fumin non è consigliato per il consumo immediato dopo la vendemmia?
    Il Fumin è un vitigno che richiede pazienza perché, allo stato giovanile, il vino risultante appare eccessivamente aspro e tannico, rendendone difficile l'approccio immediato. La sua vera espressione si raggiunge solo dopo un periodo di affinamento, solitamente di almeno due anni. Durante questo tempo, i tannini si arrotondano e le note aromatiche si integrano armoniosamente. L'utilizzo di barrique in legno può accelerare questo processo di ammorbidimento, rendendo il vino più elegante e accessibile dopo pochi anni dalla raccolta.
  • Cosa prevede la normativa per il Valle d'Aosta Fumin DOC?
    La denominazione di origine controllata Valle d'Aosta Fumin DOC impone che il vitigno Fumin sia presente nell'uva per almeno il 90%. Questa regolamentazione garantisce l'autenticità e la tipicità del prodotto, proteggendo la tradizione enologica locale. La DOC permette di distinguere questi vini dagli assemblaggi storici precedenti, dove il Fumin veniva usato principalmente per aggiungere colore e acidità ad altri vitigni. Oggi, la vinificazione in purezza è la norma per i vini che portano questa etichetta specifica.
  • Come si abbina il vino Fumin con il cibo?
    Grazie alla sua struttura corpulenta e ai tannini levigati, il Fumin si sposa perfettamente con piatti robusti e saporiti. È eccellente abbinato a carni rosse cotte lentamente, come le costolette di maiale aromatizzate alla menta, oppure a preparazioni ittiche ricche di sapori intensi come il tonno al pomodoro e capperi. Le note erbacee e fruttate del vino trovano riscontro ideale nelle erbe di montagna e nei frutti di bosco presenti nei piatti, creando un equilibrio armonioso tra il bicchiere e il piatto.
  • Dove e come viene coltivato il vitigno Fumin in Valle d'Aosta?
    Il Fumin è autoctono della Val d'Aosta, coltivato prevalentemente nella parte centrale della valle, con una concentrazione significativa sulla riva sinistra della Dora Baltea. Le vigne si estendono da Saint-Vincent a Villeneuve, raggiungendo quote che possono arrivare a 600-650 metri. Il vitigno è rustico ma sensibile ai microclimi, mostrando una certa fragilità nonostante la resistenza alle malattie comuni. Viene spesso piantato in vecchie vigne, talvolta in consociazione con il Petit Rouge, come ad esempio ad Aymavilles.

Potrebbe interessarti anche