fortana

Vitigni rossi

Fortana

Il Fortana è un vitigno antico, oggi poco utilizzato anche se nella sua terra d'origine rappresenta ancora un prodotto tradizionale e tipico.

di Redazione

24 luglio 2013

Il vitigno

Il Fortana è un vitigno a bacca rossa localizzato nella Pianura Padana, in particolare nella regione Emilia Romagna. La sua origine si dice sia addirittura Burgondina, proveniente niente di meno che dalla famosa Côte-D'Or. La narrazione lo vuole importato in Italia e in particolare nella pianua emiliana dalla duchessa di Ferrara, Renata di Francia, figlia di Luigi XII di Francia, principessa e sposata con Ercole II D'Este. Nel suo trasferimento dal paese transalpino alla ridente Ferrara la principessa portò con se, sempre stando alla narrazione, la sua uva locale come dote di matrimonio nel 1528. Nella provincia di Ferrara oggi il vitigno viene denominato Fortana del Bosco Eliceo o Uva d'Oro. La sua presenza in Emilia viene attestata alla metà del Seicento da Agostino Gallo. Egli si riferisce al Fortana come vitigno produttivo e profumato dal nome di Uva d'Oro appunto. Nome ripreso anche da Vincenzo Tanara nel 1674 quando scrisse L’Economia del cittadino in villa lodando questo vitigno come tra i migliori. Infine la descrizione del vitigno passa per l'Acerbi che la colloca nell'Oltrepò Pavese nella sua opera del 1825. Qui l'autore usa però l'attuale nome di Fortana, che sembra sia derivato dalla parola fruttana che indicherebbe la ricchezza e l'abbondanza fornita dal vitigno. Il vitigno è conosciuto anche con i sinonimi di Brugnola, Dallora nera, Prungentile, Uva francese nera in ricordo della sua origine e molti altri sinonimi. Oggi il Fortana viene coltivato nell'area di Bosco Eliceo che coinvolge le due province, di Ferrara e Ravenna. Naturalmente presente anche nel resto dell'Emilia, in particolare nella Bassa Parmense dove riesce a sfruttare un microclima particolare, caratterizzato dal terreno di medio impasto ricco di argilla. Nell'area di Bosco inoltre i vitigni godono anche di una forte concentrazione sabbiosa che ha portato alla coltivazione dei vigneti franchi di piede, ormai molto rari nella nostra penisola. Si tratta di quei vitigni che non hanno dovuto essere innestati sui portinnesti americani a causa della fillossera. La farfalla infatti non ama il terreno sabbioso, e non depone quindi le uova nelle radici che affossano in questo tipo di geologia. Nella pianura di Parma invece viene coltivato lungo il fiume Taro, a Busseto, patria di Giuseppe Verdi,e a Soragna. Il vitigno si presenta con grandi grappoli di forma piramidale allungata, con densità serrato. Gli acini sono di grandi dimensioni a forma ellittica, con bucce sottili e poco coriacee ma difese da grandi concentrazioni di pruina. I colori sono molto scuri, con acini neri tendenti alle sfumature blu. Il vitigno matura tardi.

I vini del Fortana

Il Fortana viene raramente vinificato in purezza in quanto produce vini di scarsa qualità, piuttosto acidi, e di basso tenore alcolico. L'Acidità è spesso eccessiva, e va abbassata con dei tagli, ma viene anche bilanciata dalla buona sapidità e tannicità. Nell'area del fiume Taro il Fortana riesce a guadagnare un po di qualità e viene protetto dall'Indicazione Geografica Tipica Fortana di Taro della Bassa Parmense. È comunque sia un vino leggero, anche nei profumi, generalmente fruttati di rosso. Il vino è saporito ma molto fresco, e astringente data l'elevata acidità, che li rende ottimi per accompagnare i salumi freschi, il culatello e la spalla cotta di San Secondo. Viene presentato infatti ogni anno a settembre alla Fiera di San Secondo della Fortana e della Spalla cotta. Nella sua zona di origine invece, quella del Ferrarese e del Bosco, il fortana sfrutta il suolo sabbioso, tanto da essere chiamati il vino delle sabbie, fino al Ravennate, dove sul litorale sono naturalmente presenti la terra sabbiosa e una rigogliosa vegetazione. Qui i vigneti a piede franco si alternano ai boschi e alle paludi, per produrre dei vini rossi leggermente frizzanti, rossi e spumosi, ottimi con il pesce locale di laguna. Qui il Fortana chiamato Uva d’Oro ha conquistato la sua denominazione d'origine nella DOC Bosco Eliceo del 1989.

I produttori

Sono pochi i produttori che riescono a segnalarsi a livello nazionale con la vinificazione del Fortana in purezza. Tra questi vi sono i Fratelli Bergamaschi di Samboseto. Questa azienda sfrutta un vigneto molto antico dove coltiva il vitigno per produrre il suo Fortana del Taro IGT. Il vigneto produce grandi chicchi tondi che forniscono un buon vino di colore rosso rubino, dalla gamma olfattiva fruttata. Il palato offre una buona dolcezza e freschezza, con un brio frizzante e allegro. È un vino leggerissimo che raramente arriva ai 10 gradi volumetrici in alcol. Il vino si segnala anche per la forte presenza di polifenoli, che ne fanno un vino salutare. Anche qui l'abbinamento è con i salumi e le temperature di servizio di 12º C.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del vino Fortana e perché è raro trovarlo in purezza?
    Il Fortana è un vitigno antico originario della Pianura Padana, coltivato principalmente in Emilia-Romagna. Produce vini generalmente leggeri, con bassa gradazione alcolica e un'acidità marcata che può risultare eccessiva se non bilanciata. Per questo motivo, è raramente vinificato in purezza, poiché tende a dare vini acidi; spesso viene tagliato con altre uve per migliorare la struttura. Tuttavia, nelle zone specifiche come il Bosco Eliceo o la Bassa Parmense, grazie a terreni sabbiosi o argillosi particolari, riesce a esprimere meglio il suo potenziale, dando vita a vini freschi, frullati e sapidi, talvolta anche leggermente frizzanti.
  • Cosa significa 'vigneti franchi di piede' e perché sono importanti per il Fortana?
    I vigneti franchi di piede sono piante di vite che crescono sulle proprie radici, senza essere state innestate su portinnesti americani. Questa pratica era comune prima della diffusione della fillossera, un parassita distruttivo per le viti europee. Il Fortana, specialmente nell'area del Bosco Eliceo, sopravvive in questi vigneti perché il terreno prevalentemente sabbioso impedisce alla fillossera di sopravvivere e riprodursi. Questi vigneti antichi rappresentano un patrimonio storico e agricolo raro in Italia, garantendo vini con caratteristiche uniche e autentiche, legate direttamente al suolo originale senza interferenze di innesti moderni.
  • Come si abbinano i vini Fortana con gli alimenti tipici locali?
    Grazie alla sua elevata acidità e freschezza, il Fortana è eccellente come accompagnamento per piatti ricchi e saporiti. Nella zona del fiume Taro, si abbina perfettamente ai salumi freschi, al culatello e alla spalla cotta di San Secondo, tagliente l'eccesso di grasso. Nelle aree costiere del Ravennate, dove il vino può essere leggermente frizzante, diventa ideale per il pesce di laguna. La sua natura leggera e fruttata lo rende un partner versatile per antipasti freddi e formaggi freschi, mantenendo sempre una temperatura di servizio intorno ai 12°C per esaltarne la vivacità.
  • Dove si trova geograficamente il territorio di produzione del Fortana?
    Il Fortana è storicamente legato all'Emilia-Romagna, con una forte presenza nelle province di Ferrara e Ravenna, in particolare nell'area del Bosco Eliceo, dove gode della Denominazione di Origine Controllata (DOC). Un'altra area significativa è la Bassa Parmense, lungo il fiume Taro, dove il vitigno è tutelato dall'IGT Fortana di Taro. Qui, vicino a città come Busseto e Soragna, il clima e i terreni argillosi permettono al vitigno di maturare bene. La sua storia risale al Cinquecento, introdotto probabilmente da Renata di Francia, e si è diffuso gradualmente in queste pianure fertili.
  • Chi sono alcuni produttori noti che vinificano il Fortana?
    Tra i produttori più riconosciuti che valorizzano il Fortana in purezza ci sono i Fratelli Bergamaschi di Samboseto, situati nella zona del Taro. La loro cantina produce un Fortana del Taro IGT che mantiene le caratteristiche tipiche del vitigno: colore rosso rubino, profumo fruttato e un palato fresco con note di briochette. Questo vino, leggero e ricco di polifenoli, raggiunge raramente i 10 gradi alcolici. Altri produttori minori esistono, ma la nicchia è ristretta a chi crede nel recupero di questa varietà antica, spesso legata a piccole realtà artigianali che puntano sulla qualità e sull'identità territoriale.

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