Biancolella

Vitigni bianchi

Biancolella

Il Biancolella è un vitigno antico, forse di provenienza greca, che viene coltivato soprattutto nell'isola di Ischia, dove approdò già in antichità. Buone le vinificazioni sia in purezza che in assemblaggio, con la presenza in qualche disciplinare delle denominazioni campane.

di Redazione

05 ottobre 2012

La varietà

Il Biancolella è un vitigno a bacca bianca della Campania, che secondo varie fonti, sarebbe di provenienza corsa. Nell'isola francese il vitigno viene allevato con il nome di Petite Blanche, e da qui sarebbe stato introdotto in epoche molto lontane nell'isola di Ischia, altra isola dove è molto coltivato e da dove provengono le prime notizie risalenti alla metà del XIX secolo, quando nel 1868 viene indicato da Guyot tra i più coltivati nell'isola campana e in quella francese, poi confermati da Di Rovasenda e Frojo descriveranno i vitigni coltivati ad Ischia. Bisognerà invece attendere il secolo successivo per avere una descrizione scientifica particolareggiata grazie a De Vermorel e Viala. Alcune fonti riferiscono di una sua iniziale introduzione in Corsica ad opera dei coloni greci del VII e VI secolo avanti Cristo, in particolare dall'isola di Eubea. Il vitigno è abbastanza diffuso in provincia di Caserta e Napoli, con grande concentrazione di superfici vitate ad Ischia. Oltre alla Corsica, il vitigno trova qualche estimatore tra i viticoltori in Sardegna, ma conserva ancora un ruolo del tutto marginale. Il Biancolella si presenta con grappoli di medie dimensioni a forma cilindrica, alati e compatti. Le bacche sono di dimensioni medie, a forma sferica che spesso vengono sottoposte a compressione per divenire ovali nella maturità. Un'abbondante pruina ricopre le bucce fini, di colore verde. Le rese sono nella media e abbastanza regolari. I terreni migliori per il Biancolella sono poco fertili, con strati di formazione vulcanica, anche se non ha problemi nei terreni argillosi. I sistemi d'allevamento più utilizzati sono generalmente poco espansi mentre la potatura utilizzata è quella mista. Tra i vantaggi offerti dal vitigno vi sono la resistenza a condizioni climatiche avverse e alle malattie, mentre soffre la peronospora. Viene indicato anche con i sinonimi di Jancolella e Janculella.

I vini del Biancolella

Il Biancolella viene vinificato sia in purezza che in assemblaggio per far parte di numerose denominazioni di origine campane, il Campi Flegrei DOC, il Capri DOC, il Penisola Sorrentina DOC, il Costa d'Amalfi DOC ma soprattutto il DOC Ischia. In particolare nell'Ischia Doc è vinificato sia in assemblaggio che monovitigno con la menzione Biacolella, ma si hanno anche spumantizzazioni bianche in assemblaggio con la Forestiera. Ad Ischia viene vinificato il Bianco con un assemblaggio di cui fa parte il Forestiera con percentuali che vanno dal 40 al 70 per cento, il Biancolella con percentuali tra il 30 e il 35 per cento, e altri vitigni bianchi autoctoni fino al 15 per cento. Nella versione monovitigno invece, la quantità minima di Biancolella stabilita dal disciplinare è del 85 per cento. In purezza il vitigno si presenta con bei colori paglierini in cui spiccano belle sfumature verdoline. Il naso è piuttosto semplice , anche se vinoso e aromatico, con fiori e frutti bianchi. Nei prodotti migliori sfumano intense profumazioni di erbe aromatiche e a volte venature dolciastre di miele. Al palato risulta un prodotto fresco, bevibile e leggero, con alcune produzioni che offrono una bella sapidità di equilibrio. Negli abbinamenti il Biancolella è un buon vino a tutto pasto, ideale per i primi al pesce, i crostacei o i pesci saporiti come le alici. Ottimo anche con i frutti di mare, vongole e pesci di una certa importanza, ma trova compagnia in tavola anche con il formaggio non stagionato e la mozzarella. Il palato risulta secco, equilibrato. Il servizio va fatto intorno ai 10° C in calici a tulipano.

I produttori

I produttori migliori, pochi a dire la verità, sono quasi tutti concentrati sull'isola di Ischia. Casa d'Ambra vinifica un ottimo Biancolella in purezza nel suo Ischia Biancolella Frassitelli con un colore paglierino venato di riflessi dorati. Il vino è elegante seppur semplice, con bei sentori di albicocca e pesca su fondi di miele e fiori di zagara. Il palato si segnala per sapidità e ricchezza, con una bella struttura morbida. Chiude lungo e va abbinato a piatti importanti come le linguine all'astice. Buono, sempre della stessa azienda, anche l'Ischia Biancolella tagliato con il 15 per cento di Forastiera, stavolta principalmente floreale con un seguito di erbe aromatiche e susine. Il palato segnala ancora una buona sapidità, con una struttura leggera che lo rende un ottimo aperitivo. L'altra grande azienda di Ischia, Il Giardino Mediterraneo, vinifica l'Ischia Biancolella Il Giardino di Odette con il vitigno in purezza dal naso complesso di mele e miele, erba limoncella e fiori di glicine, poggiati su tocchi iodati e salmastri. Sapidità e eleganza per un palato morbido e persistente per la coda di rospo ai carciofi. Vinifica anche l'Ischia Biancolella tagliato con il 15 per cento di Forestiera, sempre salmastro e floreale. Ancora sapido e fresco, con una lunga persistenza per le grigliate di pesce. L'azienda Furore di Marisa Cuomo vinifica il Costa d'Amalfi Furore Bianco con il 40 per cento di Biancolella a tagliare la Falanghina. Ne risulta un vino paglierino con piccoli riflessi verdi, morbidi profumi agrumati e alla pesca bianca, con un fondo di fiori di mandorlo. Fresco e sapido, si avvale anche di una bella persistenza. Ottimo con la spigola.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Biancolella?
    Il Biancolella si presenta con un colore paglierino tendente al verdolino. Al naso offre un profilo aromatico semplice ma vinoso, dominato da fiori bianchi, frutta a polpa bianca e, nelle versioni di maggiore qualità, note di erbe aromatiche e talvolta sfumature mielose. Al palato è un vino fresco, leggero e ben bilanciato, caratterizzato da una marcata sapidità che ne evidenzia la tipicità territoriale. La struttura può variare da leggera a morbida, con una chiusura spesso persistente, rendendolo estremamente bevibile.
  • In quali zone geografiche viene coltivato il vitigno Biancolella?
    La coltivazione del Biancolella è fortemente concentrata nell'isola di Ischia, in Campania, dove trova le condizioni ideali grazie ai terreni vulcanici. È presente anche in altre aree campane come la provincia di Caserta e Napoli, ed è inserito in diverse DOC regionali come Campi Flegrei, Capri, Penisola Sorrentina e Costa d'Amalfi. Storicamente, il vitigno ha origini legate alla Corsica (dove è noto come Petite Blanche) e potrebbe derivare da introduzioni greche antiche, mantenendo comunque una presenza marginale in Sardegna.
  • Come deve essere servito il vino Biancolella per esaltarne le qualità?
    Per apprezzarne appieno il freschezza e la sapidità, il Biancolella va servito a una temperatura compresa tra gli 8 e i 10°C. La scelta del calice è fondamentale: si consiglia un calice a tulipano, preferibilmente di piccole-medie dimensioni, per concentrare i profumi floreali e fruttati senza disperderli troppo rapidamente. Questo accorgimento permette di guidare il vino direttamente al palato, esaltando l'equilibrio tra acidità e struttura, tipico di questa varietà bianca campana.
  • Con quali piatti si abbina meglio il vino Biancolella?
    Grazie alla sua acidità vivace e alla sapidità, il Biancolella è un compagno eccellente per la cucina di mare. Si abbina perfettamente ai primi piatti a base di pesce, ai crostacei, alle alici e alle vongole. È ideale anche con i frutti di mare e i pesci di taglia medio-grande. Non disdegna però la terra: trova ottima compagnia con formaggi freschi non stagionati, come la mozzarella di bufala, e con preparazioni vegetali come i carciofi, specialmente se gratinati o in frittura.
  • Quali sono le aziende produttrici di riferimento per il Biancolella?
    I produttori più prestigiosi sono quasi esclusivamente ubicati ad Ischia. Casa d'Ambra è rinomata per il 'Frassitelli', un Biancolella in purezza strutturato e sapido, adatto a piatti importanti come le linguine all'astice. Il Giardino Mediterraneo propone l'etichetta 'Il Giardino di Odette', noto per la sua complessità aromatica e persistenza, ideale con i carciofi. Un altro nome importante è Furore di Marisa Cuomo, che inserisce il Biancolella in blend come il Costa d'Amalfi, creando vini agrumati e freschi perfetti con la spigola.

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