schiacciata

Uva

Schiacciata di uva

La schiacciata di uva è un dolce toscano molto conosciuto nella cultura popolare, derivante dalla tradizione contadina della vendemmia.

di Redazione

14 luglio 2013

La schiacciata di uva

La schiacciata di uva, detta anche il pan coll'uva, fa parte della tradizione culinaria toscana, molto presente nella parte centrale e settentrionale della regione, quella rappresentata dalle province di Prato e Firenze. Naturalmente venne poi diffusa in tutta la regione. Nella provincia di Grosseto è conosciuta come schiacciata ma nelle altre due province sopra menzionate viene chiamato invece pan coll'uva. È un dolce della tradizione povera, quella contadina classica dell'epoca delle vendemmie praticate dall'intera comunità. Una volta infatti la vendemmia era un momento di festa a cui partecipava tutto il villaggio, con le immagini delle donne a pestar l'uva. A margine della vendemmia e della vinificazione vi erano anche altre preparazioni a margine, come quelle dei dolci fatti con uva.

Cosa è la schiacciata

La schiacciata come detto nasce nelle feste popolari a margine delle vendemmie, dove scorrevano fiumi di vino appena fatto e si rinsaldavano i legami della comunità. Gli ingredienti sono quindi i classici della cucina povera italiana, con la semplicità e la bontà che contraddistingue queste preparazioni. Basta infatti dell'impasto per il pane, dello zucchero, dell'olio d'oliva e dell'uva rossa, che i toscani amano indicare nella Canaiola, a loro detta la qualità più adatta, perché con gli acini piccoli e pieni di semi. In realtà la Canaiola fu scelta perché poco adatta alla vinificazione e quindi uva di scarto destinata ad altri usi. Oggi è anche raro trovarla nella stessa Toscana. La schiacciata è molto semplice da realizzare. Bisogna preparare della pasta per il pane e lavorarla con dell'olio e del rosmarino per cuocerla con l'uva per poi spolverarla con lo zucchero a metà cottura.

Come si fa la schiacciata

Per fare la schiacciata procuratevi i seguenti ingredienti: 1 kg di uva rossa usata per la vinificazione 350 gr di farina 20 gr di lievito di birra 8 cucchiai di zucchero 1 bicchiere di acqua tiepida sale olio extravergine d'oliva Prendete il bicchiere d'acqua in cui dovrete sciogliere il lievito di birra, mescolando bene fino a formare una schiumetta in superficie. In una planetaria ponete la farina a forma di vulcano, in modo da versare al centro del cratere il lievito di birra sciolto, un pochino di sale, 4 cucchiai d'olio e 4 di zucchero. Impastate bene fino ad ottenere un composto elastico e uniforme da far riposare e lievitare per un paio d'ore in un posto tiepido e a temperatura costante. Quindi prendete l'impasto e dividetelo in due parti, una delle quali deve essere il doppio dell'altra. Con la più grande preparerete il fondo e i bordi laterali, e con l'altra la parte che ricopre il dolce. Il fondo dovrà essere steso in una teglia d'alluminio ben unta di burro. Stendete gli acini dell'uva quindi dopo averli lavati bene su cui mettere 2 cucchiai di zucchero e un filo di olio. Quindi dovrete coprire con la restante pasta, facendo attenzione a chiudere bene e a non rompere il dolce. Quindi passate ancora un filo d'olio e spargete lo zucchero restante sulla copertura, mettendo molti chicchi di uva a decorazione. Infornate a 180°C per 60 minuti e poi lasciate riposare per almeno 12 ore.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Schiacciata di uva e Pan coll'uva?
    Non esiste una differenza sostanziale nella ricetta o negli ingredienti tra i due nomi; si tratta semplicemente di varianti dialettali legate alla zona geografica di produzione. Nella provincia di Grosseto questa specialità è comunemente chiamata "Schiacciata", mentre nelle aree centrali e settentrionali della Toscana, in particolare nelle province di Firenze e Prato, prevale il termine "Pan coll'uva". Entrambi i termini indicano lo stesso dolce rustico, nato dalla tradizione contadina durante le festività di vendemmia, caratterizzato da un impasto simile al pane arricchito con uva rossa, olio d'oliva e zucchero.
  • Quale varietà di uva è tradizionalmente consigliata per la preparazione?
    Tradizionalmente, i toscani preferiscono utilizzare l'uva Canaiola, considerata la qualità più adatta grazie ai suoi acini piccoli e ricchi di semi. Questa scelta deriva però da una motivazione pratica storica: la Canaiola era spesso un vitigno considerato poco adatto alla vinificazione fine, diventando così un prodotto di scarto ideale per usi diversi dal vino, come la pasticceria. Oggi questa varietà è rara persino in Toscana, quindi è possibile sostituire la Canaiola con altre uve rosse da tavola o da vino, purché siano dolci, succose e resistenti alla cottura senza sfaldarsi eccessivamente.
  • Come si prepara correttamente l'impasto per la Schiacciata di uva?
    L'impasto si ottiene sciogliendo il lievito di birra in acqua tiepida fino a creare una schiumetta. In una ciotola, disponi la farina a forma di vulcano e versa al centro il lievito, sale, metà dell'olio e metà dello zucchero. Impasta fino a ottenere un composto elastico e uniforme. Lascialo lievitare per circa due ore in un luogo tiepido. Successivamente, dividi l'impasto in due porzioni di peso diverso: la più grande formerà la base e i bordi, mentre la più piccola servirà a coprire il dolce. Questo passaggio è cruciale per garantire una struttura solida che regga il ripieno di uva durante la cottura.
  • Quali sono i tempi e le modalità di cottura ideali?
    Dopo aver steso la base nella teglia imburrata, distribuisci uniformemente gli acini di uva lavati e conditi con un po' di zucchero e olio. Copri con la seconda sfoglia di impasto, sigillando bene i bordi per evitare perdite. Spolverizza la superficie con il resto dello zucchero e aggiungi qualche chicco d'uva a decorazione. Inforna a 180°C per circa 60 minuti. Un aspetto fondamentale della tradizione è il riposo post-cottura: la Schiacciata va lasciata raffreddare e maturare per almeno 12 ore prima del consumo. Questo tempo permette agli aromi di amalgamarsi perfettamente e alla struttura di stabilizzarsi, migliorando notevolmente il sapore finale.
  • Qual è l'origine culturale e sociale di questo dolce?
    La Schiacciata di uva affonda le sue radici nella cultura contadina toscana, nata specificamente durante le feste popolari di vendemmia. In passato, la raccolta dell'uva era un evento comunitario che coinvolgeva l'intero villaggio, segnato da abbondanza di vino nuovo e condivisione. Il dolce nasceva come preparazione economica e nutriente per saziare i lavoratori impegnati nella pigiatura e nella vinificazione. Utilizzando ingredienti poveri e di recupero, come l'impasto del pane quotidiano e l'uva di scarto, le famiglie creavano un piatto simbolico che rafforzava i legami sociali e celebrava il lavoro collettivo, trasformando un momento di fatica in una gioia condivisa.

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