Polifenoli uva

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Polifenoli uva

I polifenoli sono dei composti chimici dell'uva importantissimi per determinare le proprietà organolettiche del vino. Vanno attentamente studiati a seconda della varietà prima di procedere alle vinificazioni.

di Redazione

23 luglio 2012

Polifenoli uva

I polifenoli sono dei composti chimici presenti nei chicchi d'uva e nei raspi, in particolare nelle bucce e nei semi, che conferiscono le caratteristiche organolettiche al vino e quindi il colore, l'olfatto e il gusto, oltre a dare l'astringenza, i tannini e l'amaro o il senso di “piccante” da questi derivato. L'estrazione di questi elementi dagli acini avviene durante i processi di vinificazione, in particolare nella fase di macerazione e, essendo il vino materia vivente anche durante l'affinamento e l'invecchiamento, periodo nel quale il vino continua a subire processi chimici interni cambiando le sue proprietà organolettiche. Conoscere la composizione dei composti nelle bucce e nei chicchi è quindi fondamentale per determinare le qualità del vino. Studiare la composizione fenolica dell'uva è molto difficile e le grandi aziende si affidano a laureati nei vari campi per ottenere il meglio dai propri vitigni.

Polifenoli e caratteristiche

Il colore nei vini rossi viene apportato principalmente dagli antociani che svolgono la funzione di pigmentatori del vino. Questi formano delle catene polimeriche dall'unione con le proantocianidine condensate e vengono poi preservate dalla carica positiva dei rispettivi atomi, mantenendo così il colore. Le proantocianidine che non sono altro che tannini condensati, sono responsabili anche della struttura e del corpo del vino, di eventuali gusti amari e astringenti caratteristici dei vini molto tannici. Sono un misto di oligomeri, polimeri e monomeri con l'astringenza che aumenta con il peso delle molecole e l'interazione con la saliva, che a sua volta diventa infatti “asciutta” a causa dei tannini. La grandezza delle molecole proteiche è determinante per l'interazione con i polifenoli. Se questi ultimi sono troppo grandi infatti non riescono a interagire con le proteine, mentre se troppo piccoli non riescono a legarsi definitivamente. Altra caratteristica importante dei polifenoli è l'ossidazione che permette l'armonizzazione dei colori.

L'estrazione dei polifenoli

L'estrazione dei polifenoli dipende dalla loro concentrazione e dal tipo di vinificazione effettuata, come visto nei numerosi articoli dedicati. Più l'uva è colorata più questa concentrazione è alta e meno tempo sarà necessario all'estrazione che risulterà più facile. Molto dipende dalla parete cellulare e dalla sua permeabilità nelle varie parti del chicco e da quanto questa parete si deteriorerà durante la macerazione. Quello che viene chiamato potenziale polifenolico dipende sostanzialmente dalle cellule e quindi dalla varieta delle uve. Il Cabernet Sauvignon e il Merlot ad esempio hanno una alta concentrazione polifenolica associata ad una fragilità della parete cellulare che rende l'estrazione molto semplici, con tempi di macerazione minori. Molto ricco in tannini e povero in antociani è ad esempio l'Aglianico dove il colore avrà problemi di stabilita mentre il Syrah ha un alto contenuto di antociani. Ogni uva insomma va studiata approfonditamente per determinare i tempi di estrazione anche a seconda del tipo di prodotto che si vuole ottenere.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra antociani e tannini nell'uva?
    Gli antociani e i tannini sono entrambi polifenoli cruciali ma svolgono funzioni distinte. Gli antociani sono i principali responsabili del colore rosso nel vino, agendo come pigmenti naturali che stabilizzano la tonalità attraverso complesse reazioni chimiche. I tannini, invece, specificamente le proantocianidine, influenzano la struttura, il corpo e la sensazione tattile in bocca. Conferiscono astringenza e amarezza, creando quella sensazione di "asciugatura" dovuta all'interazione con le proteine della saliva. Mentre gli antociani definiscono l'aspetto visivo, i tannici modellano la consistenza e la longevità del vino, rendendo essenziale comprenderne il bilanciamento per ogni vitigno.
  • Come varia l'estrazione dei polifenoli in base alla varietà d'uva?
    L'estrazione dei polifenoli non è uniforme e dipende fortemente dal potenziale polifenolico intrinseco della varietà e dalla struttura della parete cellulare degli acini. Ad esempio, il Cabernet Sauvignon e il Merlot presentano pareti cellulari fragili e un'alta concentrazione polifenolica, facilitando un'estrazione rapida e completa con tempi di macerazione ridotti. Al contrario, l'Aglianico è ricco di tannini ma povero di antociani, richiedendo strategie diverse per garantire stabilità cromatica. Il Syrah, invece, offre un alto contenuto di antociani. Ogni vitigno richiede quindi un approccio specifico per ottimizzare il recupero di queste sostanze durante la vinificazione.
  • Cosa succede ai polifenoli durante l'invecchiamento del vino?
    Durante l'invecchiamento, il vino continua a evolversi chimicamente grazie ai polifenoli, che partecipano a processi di ossidazione controllata. Questo fenomeno permette l'armonizzazione dei colori e la stabilizzazione del pigmento attraverso la formazione di catene polimeriche tra antociani e tannini. Man mano che il vino matura, i tannini possono polimerizzarsi, diventando più morbidi e meno aggressivi al palato, migliorando la struttura complessiva. L'ossidazione gioca un ruolo chiave in questo affinamento, trasformando le proprietà organolettiche iniziali in profili più complessi e integrati, tipici dei vini destinati a lungo invecchiamento.
  • Perché la dimensione delle molecole dei tannini è importante?
    La dimensione molecolare dei tannini determina direttamente la loro interazione con le proteine salivari, influenzando la percezione sensoriale dell'astringenza. Molecole di dimensioni intermedie si legano efficacemente alle proteine, causando quella sensazione di secchezza e ruvidità caratteristica. Se le molecole sono troppo grandi, non riescono a interagire adeguatamente; se sono troppo piccole, il legame non è stabile o definitivo. Comprendere questa dinamica aiuta gli enologi a valutare la maturità fenolica dell'uva e a prevedere la struttura finale del vino, poiché l'astringenza aumenta generalmente con il peso molecolare e la capacità di precipitare le proteine della saliva.
  • Come influisce la permeabilità della parete cellulare sull'estrazione?
    La permeabilità della parete cellulare degli acini è un fattore critico durante la macerazione, poiché regola il passaggio dei polifenoli dal solido al liquido. Una parete fragile, come quella di molte varietà moderne selezionate, si deteriora facilmente, permettendo un rilascio rapido e completo di colore e tannini. Al contrario, pareti più resistenti richiedono tempi di contatto prolungati o tecniche di estrazione più intense. La degradazione della parete cellulare durante la fermentazione o la macerazione a freddo determina l'efficienza del processo: una rottura ottimale massimizza il recupero dei composti fenolici senza estrarre componenti indesiderati dai raspi o dai semi.

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