Rosso di Montepulciano

Vino rosso toscano

Rosso di Montepulciano

Il rosso di Montepulciano si caratterizza per essere prodotto nel medesimo luogo in cui trova origine anche il più famoso Vino Nobile di Montepulciano, quasi come se fosse un fratello minore.

di Redazione

04 settembre 2011

Storia

Sono davvero numerose le testimonianze della tradizione vitivinicola di questi luoghi che sono arrivate fino ai nostri giorni, sopratutto per quanto riguarda il livello qualitativo del Rosso di Montepulciano. Infatti, si tratta di un vino che fu descritto ed anche esaltato nella sua eccellenza, all'interno del poemetto “Bacco in Toscana”, che venne redatto da Francesco Redi nel corso del 1685. Non fu uno scritto come tanti altri, per il semplice motivo che questo particolare poemetto attirò le attenzioni e la fama che il vino di Montepulciano aveva dannatamente bisogno per potersi diffondere su larga scala. Di questo passo, in pochi decenni, divenne uno dei vini maggiormente richiesti anche alla corte di Guglielmo III, il re del Regno Unito.

Zona di produzione

Il rosso di Montepulciano si caratterizza per essere prodotto nel medesimo luogo in cui trova origine anche il più famoso Vino Nobile di Montepulciano, quasi come se fosse un fratello minore. Per chi ha una minima conoscenza del Vino Nobile di Montepulciano, si tratta di un famoso vino rosso toscano, che viene prodotto in un'area particolarmente ristretta, che prende corpo essenzialmente nella zona corrispondente al comune di Montepulciano, in provincia di Siena.

Uvaggio

Per quanto riguarda l'uvaggio che fa riferimento al rosso di Montepulciano DOC, bisogna sottolineare come si mantenga sempre preminente la presenza del Sangiovese, che in queste zone viene chiamato più comunemente con il termine di Prugnolo Gentile. Ad ogni modo la presenza del Sangiovese deve corrispondere ad una percentuale pari ad almeno il 70%. Il secondo vino che può essere integrato è il Canaiolo nero, che può spingersi fino ad una percentuale massima pari al 20%., che però presenta due limitazioni piuttosto importanti: infatti, la percentuale di tutti quei vitigni a bacca bianca non può davvero oltrepassare quella soglia corrispondente al 10%, mentre l'unico vitigno aromatico che viene preso in considerazione e che si può utilizzare all'interno dell'uvaggio è rappresentato dal Malvasia del Chianti.

Disciplinare

Proprio allo stesso modo di quanto è avvenuto con il Rosso di Montalcino DOC, anche all'interno del disciplinare che si riferisce al Rosso di Montepulciano, troviamo un ampio potere discrezionale che viene lasciato ai produttori, sopratutto per quanto concerne l'invecchiamento ed anche la procedura di affinamento. Questa libertà di scelta per quanto riguarda due operazioni fondamentali sul vino che viene lasciata ai produttori consta solamente di una limitazione, che stabilisce come il vino non possa essere posto in commercio prima del primo giorno di marzo dell'anno che segue quello in cui le uve sono state effettivamente prodotte. Il fatto che il disciplinare non preveda delle regole specifiche per quanto riguarda le operazioni di invecchiamento e di affinamento non vuol dire, però, che esse non siano messe in atto: al contrario, il Rosso di Montepulciano affronta entrambi i periodi. Il disciplinare, in realtà, lascia che sia ogni produttore a decidere quale sia il momento migliore e tutta la serie di modalità necessarie per invecchiare ed affinare il vino. E' importante ricordare anche come, nel caso in cui il vino oltrepassi i ventiquattro mesi tra le operazioni di invecchiamento e di affinamento, ha il diritto di potersi fregiare della denominazione di Vino Nobile di Montepulciano DOCG.

Caratteristiche organolettiche

Una volta che viene servito all'interno del bicchiere, questo particolare vino rosso toscano si caratterizza per presentare un ottimo colore rosso rubino, dai tratti estremamente vivaci e briosi, con un profumo elegante, ma intenso e particolarmente vinoso, mentre in alcuni casi si potrebbero sentire anche diverse note di legno, sopratutto se ha subito la procedura di invecchiamento. Il sapore si dimostra sempre molto asciutto e raffinato: in particolar modo è necessaria una piccola precisazione per quanto riguarda il rapporto che intercorre tra tannini e acidità, visto di solito questo vino dovrebbe veder soddisfatta l'esigenza di avere un ulteriore processo di maturazione per fare in modo di avvicinarsi sempre di più alla qualità eccellente che caratterizza il suo fratello maggiore, ovvero il Vino Nobile di Montepulciano.

Abbinamenti

Nel momento in cui si ha intenzione di servire a tavola un vino del genere, dobbiamo sottolineare come si possa utilizzare sopratutto come vino a tutto pasto. In realtà, il vino Rosso di Montepulciano DOC riesce ad esprimere tutte le sue enormi potenzialità nel momento in cui viene servito con dei primi piatti a base di ragù, ma anche con tutte quelle grigliate di carne, sia rosse che bianche. Ad ogni modo, il Rosso di Montepulciano DOC si dimostra un'ottima alternativa anche nel momento in cui si ha la necessità di accompagnare degli arrosti, del pollame nobile e dei piatti a base di funghi. Si tratta di un vino rosso toscano che riesce a dare il meglio di sé anche nel momento in cui viene abbinato a dei formaggi e dei salumi, ma è meglio prestare un particolare livello di attenzione per quanto riguarda dei piatti troppo complessi che potrebbero oscurare il sapore del vino stesso.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Rosso di Montepulciano e il Vino Nobile di Montepulciano?
    La distinzione fondamentale risiede nell'invecchiamento e nella denominazione legale. Entrambi i vini provengono dalla stessa area di Montepulciano e condividono lo stesso uvaggio predominante di Sangiovese (Prugnolo Gentile). Tuttavia, il Rosso di Montepulciano DOC è concepito come un vino più giovane e immediato, destinato a essere bevuto prima rispetto al Vino Nobile. Mentre il Rosso può essere immesso al mercato dopo il 1° marzo dell'anno successivo alla vendemmia, il Vino Nobile richiede tempi di affinamento più lunghi; specificamente, se il vino supera i 24 mesi tra invecchiamento e affinamento, può ottenere la prestigiosa denominazione DOCG Vino Nobile di Montepulciano.
  • Come si presenta il colore e l'odore tipico del Rosso di Montepulciano?
    Al calice, il Rosso di Montepulciano offre un colore rosso rubivo vivace e brioso, che riflette la sua natura fresca e accessibile. L'olfatto è caratterizzato da un profilo elegante ma intenso, con una marcata vinosità tipica del Sangiovese. A seconda dell'affinamento, possono emergere delicate note legnose, specialmente se il vino è stato sottoposto a trattamenti in botti di rovere. L'equilibrio sensoriale generale punta sulla immediatezza, pur mantenendo una struttura che invita a una breve maturazione in bottiglia per arrotondare i tannini.
  • Quali sono i vitigni autorizzati per produrre il Rosso di Montepulciano DOC?
    L'uvaggio è dominato dal Sangiovese, localmente noto come Prugnolo Gentile, che deve costituire almeno il 70% del blend. Come vitigni complementari, è consentito l'utilizzo del Canaiolo Nero fino al massimo del 20%. Sono inoltre ammesse piccole percentuali di vitigni a bacca bianca, il cui totale non può superare il 10%; tra questi, l'unica varietà aromatica esplicitamente permessa dal disciplinare è la Malvasia del Chianti. Questa composizione garantisce al vino la sua identità strutturale e fruttata, tipica della Toscana centrale.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Rosso di Montepulciano?
    Grazie alla sua acidità ben bilanciata e ai tannini moderati, il Rosso di Montepulciano è un eccellente compagno da tavolo versatile. Si abbina magnificamente ai primi piatti conditi con ragù di carne, alle grigliate miste (sia carni rosse che bianche) e agli arrosti. Trova spazio anche accanto al pollame nobile e a pietanze a base di funghi, grazie alla sua capacità di pulire il palato. Inoltre, funziona bene con formaggi stagionati e salumi tipici, evitando però piatti eccessivamente complessi o speziati che potrebbero sopraffare la sua eleganza.
  • È necessario invecchiare il Rosso di Montepulciano prima di berlo?
    Non è obbligatorio, poiché il vino nasce per essere fruito giovane, rispettando la norma che ne vieta la commercializzazione prima del 1° marzo successivo alla vendemmia. Tuttavia, una breve fase di maturazione in bottiglia può migliorare significativamente la sua espressione. Questo periodo permette ai tannini, talvolta ancora giovani e marcati, di arrotondarsi e integrarsi meglio con l'acidità, avvicinando il profilo sensoriale a quello più raffinato del suo 'fratello maggiore', il Vino Nobile. L'invecchiamento dipende quindi dalle scelte del produttore e dal gusto personale del consumatore.

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