LEVERANO

Vino bianco pugliese

Leverano

Il Leverano bianco è una denominazione che coinvolge un solo comune, in fase di crescita ma ancora troppo piccola per essere notata a livello nazionale.

di Redazione

11 dicembre 2013

La zona vinicola

La zona dove si vinifica il Leverano DOC dista circa 20 chilometri da Lecce, posta sull'area occidentale del Salento dove il territorio è di natura carsica con le terre rosse che caratterizzano il territorio anche delle altre denominazioni dell'area, in particolare per il Galatina e il Copertino DOC, a 5 chilometri dalla zona del Leverano, parte della Pianura Salentina e della Terra d'Arneo. Quest'area geologicamente fa parte dei un basamento carbonatico che ha trovato la sua origine nel Cretaceo. La sua conformazione è a faglie alternate a sedimentazioni fossili marine di origine terziaria e quaternaria. Il fondo marino qui, emerso grazie ai fenomeni geologici del Mesozoico. Grazie alle variazioni teutoniche, a partire da questa era subisce ancora emersioni e sommersioni con il basamento carbonatico che inizia ad avere la conformazione finale. È infatti nel Mesozoico, che rappresenta il Medioevo della storia geologica del pianeta (mesos in greco significa appunto medio) che si formano le rocce sedimentarie. Queste sono costituite principalmente da calcare, di tipo dolomitico e marnoso, e poi arenarie e marne. La zona della Pianura Salentina è piatta, e non presenta nessuna altura. Assenti anche i fiumi e torrenti di superficie, mentre invece la natura carsica del territorio fa si che vi sia tantissima acqua nel sottosuolo, in modo che la siccità classica del sud Italia. Il clima è quello classico appunto del Meridione, con piogge scarse ed estati afose, ma con inverni miti, che non pregiudicano nessuna funzione della pianta. Il clima rimane comunque secco ma non fastidioso per le vigne.

I vitigni bianchi

Il Malvasia e il Bombino bianco sono i vitigni bianchi utilizzati per la produzione del Leverano DOC in versione normale e passito o anche monovitigno Malvasia Bianca. La Malvasia Bianca è tra i vitigni più antichi al mondo, parte della grande famiglia delle Malvasie, coltivata un po ovunque in Italia e in Francia. Si presenta con grandi grappoli conici e alati, a semi-spargolo. Anche gli acini sono di medie dimensioni, tondi e poco pruinosi. Le bucce sottili sono di un classico giallo dorato per le Malvasie, per un vitigno di grande vigoria, buone rese regolari. Ha un ottimo rapporto con l'argilla, meno con i terreni pianeggianti, preferendo di gran lunga la collina. Soffre oidio e mal dell'esca, ma non la siccità. Il vitigno può essere vinificato sia in purezza che in assemblaggio ed è particolarmente adatto nelle versioni passito e spumante. Quindi son anche molteplici gli abbinamenti sia con il pesce che con la pasticceria nel caso dei passiti. Il Bombino Bianco è invece il vitigno bianco classico della Puglia, ma lo si trova anche nel Lazio, Marche, Abruzzo ed Emilia-Romagna. Forse importato dalla Spagna nei secoli passati, il Bombino viene oramai definito un autoctono italiano, e si presenta come un vitigno che regala alte produzioni ma di vini abbastanza neutri. Se si vuole qualità da questo vitigno bisogna quindi limitarne le rese, come ad esempio nel Cacc'e mmitte.

Il Leverano DOC bianco

La denominazione di origine controllata Leverano nasce con il decreto del 15 settembre 1979 e autorizza la vinificazione di bianchi, rossi e rosati limitatamente nel solo comune di Leverano. La base ampelografica per i vini bianchi prevede per il Leverano bianco, Leverano bianco passito e Leverano vendemmia tardiva l'uso del Malvasia bianca per almeno il 50%, con il Bombino bianco per un massimo del 40%. A questo assemblaggio si può aggiungere un 30% di uve a bacca bianca autorizzate nella provincia di Lecce. Per il monovitigno Leverano Malvasia Bianca invece il vitigno menzionato deve essere presente per almeno l’85%. Le rese massime delle uve non possono superare le 15 tonnellate per ettaro, mentre il grado alcolico minimo per il bianco è fissato a 10,00% e per le altre tipologie al 12,00%. Il Leverano Malvasia bianca risulta paglierino e vinoso, con gusti secchi, come anche il Leverano Bianco. Il Leverano Bianco Vendemmia Tardiva invece è dorato con profumi intensi e una bocca vellutato. Il Leverano Bianco Passito è dorato tendente all’ambrato, con buoni gusti dolci.

I produttori

Tra i produttori protagonisti nella produzione di questa piccola denominazione vi è la famosissima azienda Conti Zecchi, con il suo buon Leverano Bianco Saraceno con l'80% di Malvasia Bianca. Ottimo il rapporto qualità/prezzo, e bello il colore cristallino del vino. Il profumo è quello della mandorla fresca, con belle note minerali. Perfetto nella bocca nel suo equilibrio morbido e sapido. Bella chiusura all'alloro e alla nespola. È un vino perfetto per gli spaghetti con le telline. Altri buoni vini della denominazione vengono prodotti da Vecchia Torre, con sede proprio a Leverano, una cooperativa in crescita da tenere d'occhio per il futuro per la sua qualità.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali e le regole di assemblaggio per il Leverano DOC bianco?
    Il Leverano DOC bianco si basa prevalentemente sulla Malvasia Bianca, che deve costituire almeno il 50% dell'assemblaggio, affiancata dal Bombino Bianco fino al 40%. È possibile integrare fino al 30% di altre uve a bacca bianca autorizzate nella provincia di Lecce. Esiste inoltre la specifica 'Leverano Malvasia Bianca', riservata ai vini dove tale vitigno supera l'85% della composizione. Questa struttura garantisce un profilo aromatico distinto, tipico della tradizione salentina, bilanciando la struttura della Malvasia con la neutralità produttiva del Bombino.
  • Come influisce il terreno carsico e il clima del Salento sulle caratteristiche del vino?
    La zona di Leverano si distingue per un suolo carsico composto da calcare, marne e arenarie, ricco di acqua nel sottosuolo nonostante l'assenza di corsi superficiali. Questo ambiente, unito a un clima mediterraneo secco con estati calde e inverni miti, permette alle vigne di attingere risorse idriche profonde, resistendo bene alla siccità. La natura carbonatica del terreno conferisce ai vini bianchi, specialmente quelli a base Malvasia, quelle note minerali e sapide che li rendono eleganti, pur richiedendo attenzione verso malattie fungine come l'oidio.
  • Quali sono le differenze sensoriali tra il Leverano Bianco secco e le versioni passito o vendemmia tardiva?
    Le varianti del Leverano DOC offrono esperienze gustative molto diverse. Il Leverano Bianco standard è di colore paglierino vinoso, con un gusto secco, morbido e sapido, ideale per l'abbinamento con piatti di mare. Al contrario, il Leverano Bianco Vendemmia Tardiva presenta un colore dorato, profumi intensi e una bocca vellutata. Il Passito, infine, tende all'ambrato ed è caratterizzato da gusti dolci strutturati, perfetti per accompagnare la pasticceria secca o formaggi stagionati, sfruttando la concentrazione zuccherina delle uve lasciate appassire.
  • Chi sono i produttori storici o di riferimento per il Leverano DOC?
    Tra i produttori più noti spicca Conti Zecchi, rinomata per il suo Leverano Bianco 'Saraceno', composto per l'80% da Malvasia Bianca. Questo vino è apprezzato per il suo eccellente rapporto qualità-prezzo, il colore cristallino e il profilo aromatico che spazia dalla mandorla fresca alle note minerali, con una chiusura sapida. Un'altra realtà significativa è Vecchia Torre, una cooperativa locale con sede a Leverano in costante crescita, che sta guadagnando riconoscimento per la qualità dei suoi vini e rappresenta un punto di riferimento emergente per chi cerca espressioni autentiche di questa piccola denominazione.
  • Perché il Bombino Bianco è considerato un vitigno chiave nonostante i suoi vini siano spesso definiti 'neutri'?
    Il Bombino Bianco, sebbene possa produrre vini dal carattere piuttosto neutro, è fondamentale per il Leverano DOC perché fornisce volume e struttura all'assemblaggio, arrivando fino al 40% della composizione. La sua presenza bilancia l'intensità aromatica della Malvasia Bianca. Per ottenere vini di alta qualità da questo vitigno, è necessario controllare rigorosamente le rese in vigneto, come avviene in altre zone pugliesi prestigiose. In questo contesto, contribuisce a creare un profilo armonioso, evitando che il vino risulti eccessivamente aggressivo o privo di freschezza.

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