bombino bianco

Vino bianco molise

Pentro di Isernia

Il Pentro d'Isernia bianco è un vino ultimamente ritrovato un pochino nella qualità, dopo essere stato sfruttato per lo più per le alte rese delle uve impiegate.

di Redazione

18 ottobre 2013

La zona vinicola

La zona vinicola del Pentro DOC bianco molisano coinvolge un territorio antico della provincia d'Isernia e la denominazione prende il nome da un popolo di origine Sannita chiamato appunto il popolo dei Pentri antichi abitanti della zona. Questo popolo di origine sannita veniva indicato come il “popolo delle montagne” poi assorbiti dalla civiltà romana. Il vino qui veniva prodotto già in tempi antichi ma solo negli ultimi decenni si è deciso di produrre vino in qualità, mentre in passato era la quantità ad essere ricercata dai viticoltori e produttori. Così le prime documentazioni storiche riguardanti questo vino sono rintracciabili solo nell'Ottocento ma solo per descrivere alte rese. Oggi sono stati cambiati essenzialmente i metodi di allevamento per raggiungere un qualità superiore. Dal punto di vista geologico il Molise ha una geologia complessa e profonda, con delle strutture evolutive continue considerando anche la sua vicinanza a faglie attive con molta attività sismica. Possiamo inquadrare la geologia molisana in vari macro-regioni, di cui quella a noi interessante, quella della provincia d'Isernia, è quella denominata Zona di Transizione. Comunque una caratteristica comune della regione è la sua origine da formazioni sedimentarie di origine marina del Pleistocene. La zona di transizione della provincia di Isernia è costituita da una sedimentazione calcareo-marnoso-selciosa di origine cretacea che fornisce vari stimoli alle uve in crescita, a partire dalle caratteristiche acide conferite dal calcare. La sedimentazione a marne e selce poi regala un buon apporto di minerali e una buona struttura polifenolica alle uve. Manca del tutto invece la presenza argilloso-sabbiosa caratteristica delle altre zone del Molise, in particolare del Biferno.

I vitigni

Nella produzione dei bianchi del Pentro DOC molisano vengono utilizzare le uve del Trebbiano in prevalenza tagliato con del Bombino Bianco. Queste due uve possono essere considerate tra le regine delle varietà bianche del centro Italia, in particolare per quel che riguarda il Trebbiano che è certamente il vitigno più utilizzato. Entrambi i vitigni non sono conosciuti molto per la loro qualità ma piuttosto per la quantità che riescono ad apportare nei vini. Una loro miscela quindi deve essere accompagnata da un'attenta coltivazione e in particolare da una forte limitazione delle rese in modo da concentrare al meglio gli aromi. Le caratteristiche tra i due vitigni sono molto simili con una maggiore qualità nel Bombino che se ben coltivato può garantire ottimi risultati. Sono uve resistenti e produttive dunque, perfette per i vini di consumo quotidiano. In provincia di Isernia il suolo calcareo inoltre esalta l'acidità delle uve, fornendo gusti freschi e secchi ai vini bianchi.

Il Pentro DOC bianco

La denominazione Pentro di Isernia è stata istituita il 17 maggio 1983 per la produzione di vini bianchi, rossi e rosati in una vasta area della provincia d'Isernia. Le uve autorizzate per la produzione di bianchi sono il Trebbiano fino al 70% e il Bombino bianco fino al 40%. Il minimo invece è del 60% per il primo e del 30% per il secondo. Sono 17 i comuni coinvolti nella produzione e coltivazione con vigneti che non superino la quota di 600 metri sul livello del mare. Per aumentare la qualità le rese sono state limitate a 9 tonnellate per ettaro, e i vigneti vengono allevato con sistemi espansi. Se ne ricavano vini freschi e leggeri, leggermente fruttati e di pronta beva da bere ben freddi, attorno agli 8-10° C in calici medi. Sono di gamma olfattiva semplice e altrettanto per quel che riguarda il palato, in genere asciutto, di buona acidità e freschezza. Questi bianchi si servono ottimamente con i latticini ma anche con primi piatti non strutturati, freschi e leggeri. Il vino è paglierino chiaro a sfumature verdognole, con naso delicato e palato bon troppo alcolico, che raggiunge circa i 10,5% vol.

Le aziende

Le nuove regole qualitative, in particolare la limitazione delle rese hanno migliorato il prodotto ma attualmente è ancora difficilmente reperibile a livello nazionale. Sono circa 8 i produttori oggi che riescono a lavorare a livello regionale, ma la quantità prodotta è ancora di poche bottiglie, tanto che alla Camera di Commercio risultano iscritti solo 1,67 ettari. Si pensa che vengano prodotti appena 100 hl di vino bianco sotto la denominazione. Le notizie su questa denominazione sono quindi molto scarse, e si consiglia di approfittare una volta sul luogo per maggiori informazioni. Si possono infatti vantare numerose produzioni artigianali per cui vi potrete imbattere sicuramente in qualche osteria locale che produce del buon vino bianco sotto la denominazione magari servendolo in anonime caraffe. Questo vin comunque potrà conquistare fette di mercato per la categoria pronta beva ma non riuscirà ad arrivare ad alti livelli se non se ne modifica l'assemblaggio.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per il Pentro di Isernia bianco?
    Il Pentro di Isernia bianco è prodotto prevalentemente con uve Trebbiano, che devono costituire almeno il 60% dell'assemblaggio e possono arrivare fino al 70%. A queste si aggiunge il Bombino Bianco, presente in una percentuale compresa tra il 30% e il 40%. Entrambe le varietà sono tipiche del centro Italia e note per la loro elevata produttività; tuttavia, per ottenere un vino di qualità superiore rispetto al passato, i viticoltori moderni applicano rigorose limitazioni alle rese in vigna. Questa pratica agricola consente di concentrare meglio gli aromi nelle uve, trasformando varietà tradizionalmente associate alla quantità in ingredienti per un vino fresco e strutturato.
  • Come influisce il terreno calcareo sulle caratteristiche organolettiche del vino?
    La zona di produzione del Pentro di Isernia, situata nella 'Zona di Transizione' della provincia, presenta un suolo composto da sedimenti calcareo-marnosi e selciosi di origine cretacea. Questa specifica composizione geologica gioca un ruolo fondamentale nel conferire al vino la sua identità distintiva. Il calcare, in particolare, esalta l'acidità naturale delle uve, garantendo al prodotto finale una spiccata freschezza e una struttura solida. Inoltre, la presenza di marne e selce apporta minerali utili che contribuiscono alla buona struttura polifenolica delle uve, distinguendosi nettamente dalle zone molisane caratterizzate da terreni argilloso-sabbiosi.
  • A quale temperatura va servito il Pentro di Isernia bianco?
    Essendo un vino bianco leggero, fresco e di pronta beva, il Pentro di Isernia bianco richiede una servitura ben fredda per esprimere al meglio le sue doti aromatiche e la sua vivacità. La temperatura ideale si aggira tra gli 8 e i 10 gradi Celsius. Servirlo a questa temperatura permette di preservare la freschezza e l'acidità brillante, tipiche della zona, evitando che l'alcol, che si attesta intorno al 10,5% vol., risulti eccessivamente percepibile. È consigliabile utilizzare calici di medie dimensioni per apprezzarne appieno il profumo delicato e il sapore asciutto.
  • Con quali piatti si abbina meglio questo vino?
    Grazie alla sua acidità vivace, al profilo secco e alla leggerezza, il Pentro di Isernia bianco si abbina eccellentemente con pietanze che richiedono freschezza in bocca. È perfetto per accompagnare i latticini locali, formaggi freschi e erborinati, nonché primi piatti non strutturati come paste al forno leggere, risotti vegetali o piatti a base di pesce di fiume e piccoli crostacei. Evita abbinamenti con carni rosse o piatti molto conditi, poiché la delicatezza del vino verrebbe sopraffatta. La sua natura di 'pronta beva' lo rende ideale per un aperitivo o per un pranzo informale durante i mesi caldi.
  • Perché è difficile trovare questo vino fuori dal Molise?
    Nonostante il miglioramento qualitativo ottenuto grazie alle nuove normative sulla limitazione delle rese (9 tonnellate per ettaro), il Pentro di Isernia bianco rimane un prodotto di nicchia e scarsamente diffuso a livello nazionale. Attualmente ci sono solo pochi produttori attivi nella zona, con una superficie vitata registrata estremamente ridotta (circa 1,67 ettari) e una produzione totale stimata in sole 100 ettolitri all'anno. Questa bassa disponibilità commerciale rende il vino raramente visibile sui grandi mercati esteri, rendendo l'acquisto possibile principalmente attraverso contatti diretti con le cantine locali o frequentando osterie e ristoranti della zona di Isernia.

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