Picolit

Vitigni bianchi

Picolit

Il Picolit è un raro e antico vitigno friulano che produce elegantissimi vini difficili da reperire in commercio. Il Picolit è un vino dolce, raffinato e ideale per la meditazione e i grandi piatti di fois gras e i dessert. È tra i migliori della regione e certamente un vino di valore internazionale.

di Redazione

18 settembre 2012

La varietà

Il Picolit è un vitigno a bacca bianca di origini friulane e deve il suo nome probabilmente alle ridotte dimensioni dei suoi chicchi. Non ci sono molte notizie sulle origini del Picolit, ma si sa per certo che sia molto antico e famoso nel Friuli, conosciuto già nella Roma imperiale e apprezzato da numerosi personaggi storici tra cui Carlo Goldoni che lo descriveva come una gemma preziosa. Tra i suoi più entusiasti appassionati si trovano re francesi e papi, imperatori austriaci e zar russi. Si deve al Conte Fabio Asquini di Fagagna il salvataggio del vitigno in un grande momento di crisi che ne fece rischiare l'estinzione, facendolo conoscere nelle migliori piazze internazionali dell'epoca, Londra, Parigi, Milano e le altre capitali europee. Era il 1758 quando il Conte promosse il Picolit nei territori dell'impero Asburgico. Il successo fu talmente grande che subito iniziarono le contraffazioni e nell'arco di un decennio il prezzo aumentò a tal punto che il vino arrivò a costare quasi 40 volte rispetto ad un qualsiasi vino in commercio. Il 1700 fu il secolo del Picolit, che uscì dal Friuli per arrivare a Conegliano e poi in tutta l'Europa, ma il vitigno, scarsamente produttivo, subì una battuta d'arresto con l'aumentare dei volumi di vino richiesti dal mercato e vi fu una caduta di questo nobile talmente forte che si rischiò nuovamente l'estinzione, scongiurata oggi dall'istituzione delle denominazioni di origine che hanno rivalorizzato il vitigno che seppur fornisce rese molto basse, fornisce anche splendidi vini. Salvataggio che si deve anche alla famiglia Perusini che ha dedicato tutto il novecento alla valorizzazione di quest'uva. Viene coltivato quasi esclusivamente nelle zone collinari del Cividalese. Purtroppo il vitigno soffre se non coltivato in zone particolari, e le rese molto basse sono dovute ad un problema congenito nell'allegagione che porta a molti aborti spontanei e naturali dei frutti. Le rese sono quindi scarse e incostanti, nonostante il buon vigore di cui il vitigno gode. Il Picolit si presenta con grappoli di medie dimensioni, alati, a forma piramidale ma scarsamente dotati di acini. Questi sono inoltre molto piccoli, con bucce verdi tendenti all'oro ricoperte da abbondante pruina. Per evitare le basse rese lo si deve coltivare in comune con altri vitigni, ma questo comporta anche il rischio di mutamenti. Germoglia precocemente, con maturazione a cavallo tra settembre e ottobre. Le rese limitatissime hanno però anche il vantaggio di produrre chicchi più dolci, con aromi intensi. La sua coltivazione è prevalente sulle colline delle province di Udine e Gorizia.

I vini del Picolit

Il Picolit viene vinificato spesso in purezza per la vinificazione di ottimi vini dolci, ma anche secchi, fornendo vini giallo paglierino carico, con una complessa gamma olfattiva ai fiori di campo e alla mandorla con aromi fruttati alla pesca e tocchi di castagno che si riflettono al palato strutturato ed elegante con un bel corpo pieno. I vini sono certamente di livello mondiale. Oggi il Picolit è una varietà importante del Collio Goriziano e dei Colli Orientali udinesi. I vini hanno caratteristiche proprie e identitarie, del tutto particolari e non usuali negli altri vini, con produzioni molto limitate. Nelle sue vinificazioni dolci, le migliori e che rappresentano la quasi totalità della produzione, il naso si arricchisce di frutta matura e miele e frutta matura, per essere servito con i dessert. I chicchi molto dolci forniscono inoltre un bel supporto alcolico, con il vino che riesce a raggiungere naturalmente anche i 16% vol, per renderlo anche un vino da meditazione o il dessert. Purtroppo la scarsa produzione lo rende un vino dal prezzo alto, anche per la rarità con cui si trova in commercio. Dal 2006 è stata istituita anche la D.O.C.G. Colli Orientali del Friuli. La zona di produzione migliore è certamente quella di Rosazzo.

I produttori

Tra i grandissimi abbiamo il Colli Orientali Picolit DOCG di Rocca Bernarda, un bellissimo color oro, con uno splendido naso di miele, frutta candita, dattero, frutta cotta, uva passa e crostate di frutta bianca dolce. Il palato è equilibrato e dolce, perfetto, con una grande persistenza aromatica, per delle uve appassite sui graticci e un affinamento di 15 mesi in legno, prima di abbinarsi al foie gras. Splendido anche il Picolit di Rodaro, sempre nella DOCG dei Colli orientali, con un bel vestito topazio venato d'ambrato. Il naso è pieno di frutti sciroppati, pesce e albicocche, con fichi secchi, giuggiole, miele e torrone. Il palato è ben cremoso, dolce e maturo sopo l'affinamento in legno. Un vino senza dubbio da meditazione. Grande Picolit Riserva DOCG anche da Livio Felluga, un aristocratico vestito di oro, con intensi aromi di pera cotta, frutti canditi e torrone alle mandorle. Palato dalla chiusura infinita e dolce, per delle uve in parte appassite e in parte vendemmiate sovra-mature. Anche lui un grande vino da meditazione. Picolit di ottima fattura anche da Aquila del Torre, vestito d'oro antico luminoso e brillante, con frutta candita e fichi secchi equilibrati dalla fragranza delle crostate. Palato cremoso, dolce e molto persistente, da provare con la frutta caramellata.

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Domande frequenti

  • Perché il Picolit ha rese così basse e quali sono le conseguenze sulla qualità del vino?
    Le rese estremamente limitate del Picolit derivano da un difetto genetico congenito chiamato 'abbacchimento', che causa l'aborto spontaneo di gran parte degli acini durante la fioritura. Questo fenomeno naturale riduce drasticamente il numero di frutti per grappolo, ma ha un enorme vantaggio qualitativo: gli acini superstiti concentrano zuccheri e aromi in modo intenso. Di conseguenza, il vino finale risulta più dolce, strutturato e complesso. Sebbene questa scarsa produttività renda il vitigno economicamente svantaggioso e difficile da coltivare su larga scala, garantisce una qualità superiore, giustificando il prezzo elevato e la rarità in commercio.
  • Quali sono i principali abbinamenti gastronomici consigliati per il Picolit?
    Grazie alla sua struttura piena, all'elevata gradazione alcolica (spesso vicina al 16%) e ai profumi intensi di miele, frutta matura e fiori, il Picolit è eccellente per accompagnare piatti ricchi e sapidi. L'abbinamento classico e più prestigioso è con il foie gras, dove la dolcezza del vino bilancia perfettamente la grassità del patè. È inoltre ideale per dessert a base di frutta candita, crostate, torte della nonna o formaggi erborinati e stagionati. La sua versatilità lo rende un ottimo vino da meditazione, capace di accompagnare anche pasticceria secca come il torrone o le mandorle.
  • Dove si coltiva principalmente il Picolit e qual è la zona di eccellenza?
    Il Picolit è coltivato quasi esclusivamente in Friuli Venezia Giulia, specificamente nelle zone collinari delle province di Udine e Gorizia. Le aree di produzione più importanti e rinomate sono i Colli Orientali del Friuli e il Collio Goriziano. All'interno di queste denominazioni, la zona di Rosazzo è considerata particolarmente vocata per la produzione di vini di alta qualità. La coltivazione richiede siti specifici con esposizione e suolo adatti a mitigare le difficoltà intrinseche del vitigno, rendendo questi territori unici per la sopravvivenza e l'espressione ottimale di questa antica varietà autoctona.
  • Cosa distingue il Picolit DOCG dai vini bianchi comuni del Friuli?
    A differenza della maggior parte dei vini bianchi friulani, noti per la loro freschezza e acidità (come il Ribolla Gialla o il Sauvignon), il Picolit è celebre per le sue versioni dolci e liquorose. Ottenuto da uve parzialmente appassite o sovramature, offre un profilo aromatico ricco di miele, frutta cotta, fichi secchi e note di castagno, con un corpo pieno e una persistenza aromatica lunga. La Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) dei Colli Orientali del Friuli tutela queste caratteristiche uniche, distinguendo il Picolit come un vino di lusso, complesso e adatto all'invecchiamento, piuttosto che come un bianco da bere giovane e dissetante.
  • Chi sono i produttori storici e di riferimento per il Picolit?
    La storia del Picolit moderno è legata a figure chiave come il Conte Fabio Asquini, che ne salvò il vitigno nel XVIII secolo, e la famiglia Perusini nel Novecento. Oggi, tra i produttori più prestigiosi e riconosciuti internacionalmente spiccano nomi come Rocca Bernarda, noto per il suo Colli Orientali Picolit DOCG affinato in legno; Rodaro, celebre per la sua versione cremosa e ricca di frutti sciroppati; Livio Felluga, con il suo Riserva aristocratico e persistente; e Aquila del Torre, apprezzato per l'equilibrio tra frutta candita e note di crostata. Questi cantine garantiscono standard qualitativi elevati, essenziali per un vitigno così raro e pregiato.

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