Carricante

Vitigni bianchi

Carricante

Il Carricante è un vitigno che fa parte della storia etnea, secolare, con buone produzioni che in qualche caso riescono ad arrivare all'eccellenza, ma nella maggior parte, fornisce più che altro quantità alle altre uve.

di Redazione

02 agosto 2012

La varietà

Il Carricante è un vitigno bianco autoctono siciliano, in via di scomparsa dopo essere stata una delle uve più coltivate. Le prime testimonianze risalgono al 1760, che lo descrivono coltivato gia da secoli intorno all'Etna. La rinuncia a molte delle sue coltivazioni si deve però a delle vinificazioni più qualitative, come ormai è prerogativa di tutta l'isola che si sta segnalando anche a livello internazionale. Il Carricante invece non riesce a fornire la stessa struttura di altre uve, anche se ha ottime rese che dovrebbero essere all'origine del nome. Si presenta con grappoli di media grandezza, alato e a spargolo. Anche i chicchi sono di media grandezza, ellittici e molto pruinosi, di colore verde tendente al giallo e bianco. Non ha particolari problemi di terreno ma necessita di irrigazioni abbastanza sostenute in quanto soffre la siccità. Anche il sistema di allevamento deve essere specifico, non espanso e potato corto. Ma le alte e costanti rese ne fanno un vitigno utile nei tagli. Ha problemi con le gelate in primavera, e con le malattie crittogamiche. Matura tardi. La sua diffusione è circoscritta alla provincia di Catania.

I vini del Carricante

Una volta era molto coltivato e vinificato anche in purezza in molte produzioni, sempre minori per via della sua mancanza di struttura nei vini. Oggi viene più che altro impiegato nei tagli con il Catarratto e l'Ansonica, ma anche con il Nerello Mascalese in un inusuale assemblaggio con un uva rossa. Nei vini comunque riesce ad apportare una certa morbidezza, con aromi fini, con buone aromaticità. I profumi predominanti sono erbacei e floreali, con un palato che segue le tendenze olfattive. Una buona caratteristica di questo vino è la sua acidità che gli consente dei piccoli affinamenti nelle botti, anche con dei veri e propri invecchiamenti. In bocca inoltre conserva una certa sapidità che lo rende un buon accompagnamento per piatti strutturati. Questo ne fa ancora un ottimo vino che se ben vinificato offre grandi prodotti. È presente nel DOC Etna bianco, dove è sempre stato storicamente coltivato.

I produttori

Anche se raramente, quando vinificato a dovere in purezza il Carricante può dare grandissimi vini, come l'Etna Bianco Superiore Pietramarina, un top ten di Benanti. Un gran colore oro è da preludio ai profumi di frutta bianca, girasole, pompelmo, con erbe aromatiche e miele supportate da mineralità e tostature di noci. Un vino che vuole un abbinamento ben strutturato, come le capesante con besciamella e tartufo. Nel Edèlmio, sempre di Benanti, divide alla pari l'assemblaggio con lo Chardonnay, sempre con un bel colore oro, con struttura densa, sapida e ben calda. L'olfatto apre ai fiori e poi al melone e l'ananas, sostenuti da una buona mineralità. Ottimo con il tonno siciliano.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Carricante?
    Il Carricante si distingue per un profilo aromatico fine e complesso, dominato da note erbacee e floreali che si riflettono anche al palato. Al naso emergono spesso sentori di frutta bianca, agrumi come il pompelmo, fiori di campo e talvolta accenni di miele o mineralità. In bocca, la sua caratteristica più rilevante è l'acidità vivace, che garantisce freschezza e struttura. Questa acidità, unita a una discreta sapidità, permette al vino di mantenere equilibrio anche dopo brevi affinamenti in legno. Il risultato è un vino elegante, non eccessivamente corpulento ma dotato di personalità, capace di esprimere la tipicità del territorio vulcanico da cui proviene.
  • Come si abbina il Carricante ai cibi?
    Grazie alla sua acidità e sapidità, il Carricante è estremamente versatile in tavola. Si presta perfettamente come aperitivo grazie alla sua freschezza, ma brilla soprattutto con piatti strutturati. È ideale con antipasti di mare elaborati, come le capesante con besciamella e tartufo, o con secondi di pesce nobile come il tonno rosso siciliano. La sua capacità di pulire il palato lo rende adatto anche a primi piatti con salse cremose o crostacei. Sebbene sia un vino bianco, la sua struttura gli permette di reggere abbinamenti complessi senza risultare stucchevole, offrendo un contrasto armonioso con i grassi e le proteine animali.
  • Dove viene coltivato principalmente il vitigno Carricante?
    La coltivazione del Carricante è quasi esclusivamente confinata alla provincia di Catania, in Sicilia, con un forte legame storico e geografico con i versanti dell'Etna. È il vitigno principe dell'Etna Bianco, denominazione DOC che ne certifica l'origine e la qualità. Sebbene in passato fosse diffuso altrove, oggi la sua produzione è legata specificamente a questi territori vulcanici. L'ambiente particolare, con suoli ricchi di minerali e clima influenzato dal monte, conferisce al vitigno quelle caratteristiche di sapidità e acidità che lo rendono unico rispetto ad altri vitigni siciliani simili come il Catarratto o l'Ansonica.
  • Perché il Carricante è spesso usato in taglio piuttosto che in purezza?
    Storicamente, il Carricante è stato utilizzato prevalentemente in assemblaggio perché, da solo, tende a produrre vini privi di una struttura corpulenta sufficiente per competere con varietà più robuste. Tuttavia, questa percezione sta cambiando con l'avvento di vinificazioni moderne e attente. Oggi, mentre rimane un componente chiave nei tagli con Catarratto e Ansonica per aggiungere aromaticità, viene sempre più valorizzato in purezza dai produttori migliori. Quando vinificato con cura, specialmente nelle zone alte dell'Etna, dimostra di poter raggiungere eccellenze assolute, mostrando che il suo potenziale reale era spesso nascosto da rese elevate o tecniche di allevamento obsolete.
  • Quali sono le criticità colturali del Carricante?
    Il Carricante presenta diverse sfide agronomiche che hanno limitato la sua diffusione nel tempo. Soffre significativamente la siccità, richiedendo quindi irrigazioni sostenute per mantenere rese e qualità. Inoltre, è vulnerabile alle gelate primaverili tardive, che possono danneggiare i germogli, e alle malattie crittogamiche, comuni nelle zone umide. Richiede sistemi di allevamento specifici, non espansivi e con potatura corta, per gestire le sue alte rese naturali. La maturazione è tarda, il che espone i grappuli a rischi climatici fino alla vendemmia. Questi fattori richiedono una gestione attenta del vigneto per ottenere vini di alta qualità, spiegando perché molti viticoltori abbiano preferito varietà più resistenti.

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