Bianchetta Genovese

Vitigni bianchi

Bianchetta Genovese

Il Bianchetta Genovese è un vitigno antico, da sempre coltivato in Liguria, che viene utilizzato per lo più negli assemblaggi con il Bosco e il Vermentino, con cui trova ottimi equilibri utilizzato fino al 20 per cento. Apporta una buona sapidità e corpo nel vino, senza disturbare i grandi aromi delicati del Vermentino.

di Redazione

20 settembre 2012

La varietà

La Bianchetta Genovese è un vitigno a bacca bianca autoctono ligure, ma che viene coltivato da tempi molto antichi anche in Toscana nella provincia di Massa-Carrara. Il suo territorio è molto vasto, e comprende quasi tutta la Riviera di Levante, anche con il nome di Albarola, un vitigno per cui le analisi del DNA hanno rivelato somiglianze coincidenti molto forti, per cui vengono considerati un unica varietà. Alcuni storici del cinquecento la ritengono di provenienza trevigiana, dove veniva impiegata per ammorbidire il Prosecco grazie ad una maturazione precoce che le consentiva l'ottimizzazione della maturità negli anni più freddi. Per questa caratteristica si trova a suo agio sui rilievi liguri, ad alte quote con terreni difficili, allevata con un altro vitigno dalle stesse caratteristiche, il Verdiso. Il Bianchetta Genovese è un vitigno vigoroso, che preferisce terreni e climi freschi e e le aree collinari con buone esposizioni e ventilazioni. Non ha infatti problemi con i venti salini provenienti dal mare. Presenta dei grappoli di dimensioni medie, alati, con bacche invece piccole o tuttalpiù medie di colore verde tendente al giallo, con bucce di spessore fine e concentrazioni medie di pruina. Oggi viene allevata in tutta la Liguria e nella parte confinante della Toscana.

I vini del Bianchetta Genovese

Il Bianchetta Genovese fa parte di alcune denominazioni di origine liguri, come il Colli di Luni, il Golfo del Tigullio, nel Colli di Levante e il Val Polcevera indicato come Albarola, mentre nel Cinque Terre viene chiamato Bianchetta. Viene impiegato anche per lo Sciacchetrà, ma ha anche la sua tipologia nel DOC Colline di Levante. Il suo impiego è quasi sempre in assemblaggio e raramente viene impiegata in purezza, apportando dei profumi delicati ed eleganti, spesso floreali e poco fruttati, mentre al palato apporta una buona sapidità equilibrata da gusti asciutti con un bel corpo pieno. Si abbina bene ai pesci grassi, e a pesci di grandi dimensioni magari cucinati agli agrumi. Bene anche con salumi freschi e formaggi mediamente stagionati.

I produttori

Il Bianchetta lo troviamo quasi sempre in assemblaggio e pochi produttori si dedicano alle vinificazioni in purezza. Con il 10 per cento fa parte dell'assemblaggio con Bosco e Vermentino del Cinque Terre Sciacchetrà Terre di Levante di Sassarini, un gran bel vino dolce dai riflessi ambrati, con un bel naso alle confetture di albicocche e zafferano. Ottima sapidità al palato ad equilibrare la dolcezza, da abbinare al pandolce della Liguria. Presenza al 20 per cento sempre con Vermentino e Bosco per il Colline di Levanto Costa di Biazzo di La Cantina Levantese, un bel vino secco dagli aromi citrini e le note fresche della menta e del pompelmo. Al palato è fresco ma anche morbido, per incontrare il risotto al nero di seppia.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Bianchetta Genovese e Albarola?
    Dal punto di vista ampelografico e genetico, non esiste alcuna differenza sostanziale: le analisi del DNA hanno confermato che Bianchetta Genovese e Albarola sono la stessa varietà. La distinzione nasce esclusivamente dalla nomenclatura geografica e storica. In Liguria, specificamente nelle zone di Colli di Levante e Val Polcevera, il vitigno è comunemente noto come Albarola. Tuttavia, nelle Cinque Terre e in alcune altre aree limitrofe, mantiene il nome tradizionale di Bianchetta Genovese. Entrambi i nomi riferiscono quindi allo stesso vitigno bianco autoctono, caratterizzato da grappoli medio-piccoli e bacche verdi-gialle, adattissimo ai climi marini liguri.
  • Come si presenta il profilo aromatico e gustativo del Bianchetta Genovese?
    Il Bianchetta Genovese offre un profilo elegante e raffinato, tipico dei vitigni mediterranei esposti alla brezza marina. Al naso predomina una fragranza delicata, prevalentemente floreale, con scarse note fruttate immediate che possono evolvere verso sentori più complessi con l'invecchiamento. Al palato, la caratteristica distintiva è una sapidità marcata e ben integrata, che conferisce struttura e corpo al vino senza appesantirlo. I gusti sono asciutti e puliti, bilanciati da una morbidezza che ne facilita la bevuta. Questa combinazione di acidità vivace, sapidità e struttura media lo rende un vino ideale per accompagnare piatti di mare ricchi di mineralità.
  • Con quali altri vitigni viene generalmente assemblato il Bianchetta Genovese?
    Il Bianchetta Genovese raramente viene vinificato in purezza; il suo impiego principale è nell'assemblaggio, dove svolge un ruolo fondamentale di armonizzatore. Le combinazioni più classiche e apprezzate avvengono con il Bosco e il Vermentino, due pilastri della viticoltura ligure. In questi blend, il Bianchetta può arrivare fino al 20% della composizione. Il suo contributo è cruciale: apporta corpo, struttura e quella nota sapida necessaria a sostenere i vini, senza coprire gli aromi delicati e varietali del Vermentino. Questo equilibrio permette di ottenere vini completi, strutturati ma allo stesso tempo eleganti e profumati, tipici delle DOC liguri come Colline di Levante e Cinque Terre.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per i vini ottenuti da questo vitigno?
    Grazie alla sua sapidità e al corpo pieno, il Bianchetta Genovese eccelle nell'accostamento con il pesce, specialmente quello grasso o di grandi dimensioni. È perfetto per piatti preparati con agrumi, che esaltano la sua freschezza, o per il celebre risotto al nero di seppia, dove la sapidità del vino dialoga armoniosamente con il fondo di cottura. Inoltre, la sua versatilità lo rende adatto a salumi freschi e a formaggi mediamente stagionati, che non sovrastano la delicatezza aromatica del vino. Se si tratta di versioni dolci come lo Sciacchetrà, l'abbinamento ideale diventa il pandolce genovese, dove la sapidità bilancia perfettamente la dolcezza della pasta.
  • In quali zone geografiche viene coltivato principalmente il Bianchetta Genovese?
    Il territorio di coltivazione del Bianchetta Genovese (o Albarola) è storicamente legato alla Liguria, dove viene coltivato da secoli. Copre quasi tutta la Riviera di Levante, incluse le aree dei Colli di Levante, del Golfo del Tigullio, del Val Polcevera e le famose Cinque Terre. Oltreconfine, la varietà è presente anche in Toscana, precisamente nella provincia di Massa-Carrara, in particolare nell'area dei Colli di Luni, zona di confine storico-culturale con la Liguria. Predilige ambienti collinari ben ventilati, adatti alla sua natura vigorosa e resistente ai venti salini marini, dimostrando una forte adattabilità ai microclimi costieri e sub-costieri dell'Italia nord-occidentale.

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