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Champagne Grand Cru

Aggiornato il 26 gennaio 20123 capitoli4 domande frequenti
I vigneti grand cru di Vernezay

Il significato di Cru

Il significato della parola francese Cru nella terminologia enologica moderna, pur rispettando un determinato concetto, puo assumere significati leggermente diversi a seconda della zona di produzione del vino. In alcuni casi, come in Borgogna e in Alsazia, il termine cru indica un determinato vigneto con le medesime caratteristiche di terroir, più o meno piccolo, classificato in base alle regole vigenti. Per la Champagne invece il termine cru indica un villaggio, ovvero una porzione di territorio più vasta, generalmente con caratteristiche omogenee ma non totalmente uguali come è normale trovare in un solo vigneto. Nelle classificazioni francesi, indipendentemente dalla regione, i termini grand cru, premier cru, deuxieme cru e via dicendo, a seconda del disciplinare, indicano delle differenti valutazioni di qualita delle parcelle classificate. Queste valutazioni vengono spesso decise periodicamente, ad esempio nel bordolese ogni cinque anni, dagli stessi enti che contribuiscono alle legislazioni per i miglioramenti della qualità, che sono gestite dallo stato e dai viticoltori stessi.

Il Grand cru

Il grand cru rappresenta il gradino qualitativo più alto e migliore tra tutti i cru, ponendo l'azienda detentrice della parcella in posizioni produttive piu vantaggiose rispetto alle altre maison. Ormai le parcelle della Champagne sono quasi tutte occupate, e non è semplice trovare una porzione di terreno libera classificata come migliore. Questa classificazione incide molto sui prezzi sia dei terreni in vendita che delle uve prodotte nel caso i proprietari dei terreni sia dei semplici raccoglitori come indicato nella terminologia francese, ovvero quegli agricoltori che si occupano solo della fase vegetativa dei vigneti senza intervenire nella produzione del vino. Questi agricoltori si occupano solo di una buona crescita delle piante e della successiva vendita dei raccolti ai produttori di vino. Le scelte che determinano questa situazione sono molte, e riguardano le strategie commerciali e le possibilità del singolo coltivatore di mettere in piedi un'azienda valida, con tutti i costi che comportano. Potersi fregiare in etichetta della menzione grand cru non solo è un simbolo e una garanzia di qualità, ma anche una possibilità di guadagni maggiore rispetto a classificazioni inferiori.

I gran cru sul mercato

Durante l'ottocento e il novecento le migliori case produttrici si sono accaparrate le parcelle di terreno migliore quando i prezzi erano ancora accessibili e su questi terreni hanno fondato la loro storia e la loro qualità. Non è un caso quindi che le aziende migliori siano quelle che più producono i grand cru. Per un'azienda che nascesse adesso ci sarebbe bisogno di uno sforzo finanziario ben maggiore per ottenere queste parcelle. Per questo spesso le aziende acquistano dai proprietari di questi terreni solo le uve, con il vantaggio di avere minori costi e di poter rinunciare alle annate piu sfavorevoli, che rimangono al coltivatore come un mancato guadagno in quanto è costretto a svendere il raccolto.

Domande frequenti

  • Cosa distingue esattamente un vigneto Grand Cru nella Champagne rispetto ad altre regioni vinicole?
    Nella Champagne, il termine 'cru' non si riferisce a un singolo vigneto come avviene in Borgogna o Alsazia, ma indica un intero villaggio o una porzione di territorio più ampia. Questo sistema classifica i comuni in base alla qualità intrinseca del loro terroir. Il titolo di Grand Cru rappresenta il massimo livello qualitativo assegnato a questi villaggi, riconoscendo caratteristiche pedologiche e climatiche superiori. A differenza di altre denominazioni dove il cru può variare per estensione, qui la classificazione è legata all'identità storica e geologica dell'intera comunità viticola, garantendo standard elevati e coerenti per tutto il territorio classificato.
  • Come funziona la classificazione dei Grand Cru e chi decide quali villaggi ottengono questo titolo?
    La classificazione dei cru in Champagne è gestita congiuntamente dallo Stato e dalle organizzazioni dei viticoltori, attraverso enti specifici che vigilano sulla qualità. Sebbene la scala dei valori (dal Grand Cru al Deuxième Cru) sia stabilita dal disciplinare ufficiale, le valutazioni possono essere riviste periodicamente per adeguarsi ai cambiamenti ambientali o agronomici. Il Grand Cru è il gradino più alto, riservato ai villaggi considerati ideali per la coltivazione delle uve principali dello Champagne. Questa gerarchia non è statica; viene monitorata costantemente per assicurare che le aree designate mantengano effettivamente le caratteristiche qualitative che giustificano il loro prestigioso status commerciale e tecnico.
  • Qual è l'impatto economico del titolo Grand Cru sui prezzi delle uve e dei terreni?
    Il titolo Grand Cru ha un impatto economico diretto e significativo, poiché agisce come un potente moltiplicatore di valore. Essendo il massimo riconoscimento qualitativo, le parcelle di terra nei villaggi classificati raggiungono prezzi di mercato molto elevati, rendendoli beni rari e competitivi. Di conseguenza, anche le uve prodotte in queste zone costano molto di più rispetto a quelle dei villaggi classificati Premier Cru o inferiori. Per i vendemmiatori (raccoglitori), possedere o lavorare in un Grand Cru significa poter vendere il raccolto a tariffe premium, ottenendo margini di guadagno nettamente superiori rispetto ad altri territori, compensando così i costi di gestione e i rischi agricoli.
  • Perché le grandi Maison di Champagne preferiscono acquistare uve dai Grand Cru piuttosto che possedere i terreni?
    Le grandi Case produttrici spesso scelgono di acquistare esclusivamente le uve dai proprietari dei terreni Grand Cru invece di acquisire direttamente la proprietà fondiaria. Questa strategia permette loro di accedere a materie prime di altissima qualità senza sostenere gli enormi investimenti iniziali richiesti dall'acquisto di terre ormai quasi tutte occupate e valutate al massimo. Inoltre, questa modalità offre flessibilità operativa: le Maison possono decidere di non acquistare uve nelle annate sfavorevoli, trasferendo il rischio climatico e di resa sui viticoltori locali, che sono costretti a vendere il raccolto a condizioni meno vantaggiose. È un modello commerciale che bilancia qualità costante e ottimizzazione dei costi.

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