paesaggio1

Vino rosso toscano

Sant'Antimo DOC

Il Sant'Antimo DOC è un vino rosso prodotto in provincia di Siena, in un'area piuttosto piccola, che vanta caratteristiche particolari

di Redazione

12 ottobre 2011

Tra una storia millenaria e una natura incontaminata

Se la provincia di Siena è apprezzata e conosciuta a livello internazionale come la culla di tradizioni enogastronomiche tipicamente italiane, il merito è da dividere in parti uguali tra diversi prodotti. Siamo a pochi passi dalla Valdichiana, patria di uno tra i tagli di carne più celebri ed amati al mondo, ma siamo anche nella terra del Montepulciano. In ambito vinicolo, questo nome vuol dire tanto, perché sotto questa etichetta rientrano numerose specialità: oltre al Montepulciano Classico, meritevoli di menzione sono anche il Vino nobile di Montepulciano e il Vin Santo di Montepulciano. Infine, ma non meno importante, la provincia di Siena dà i natali ad un altro vino rosso, annoverabile tra i migliori di tutta la regione, e conosciuto come Sant’Antimo DOC. Anche in questo caso, la zona di produzione è piuttosto limitata, e comprendente soltanto il piccolo paese di Montalcino, nel senese. Da queste parti, del resto, alla quantità si è sempre preferita la quantità.

Il Sant'Antimo DOC

La domanda sorge spontanea: che tipo di vino è il Sant’Antimo DOC? All’esame delle caratteristiche organolettiche, questo prodotto si presenta di un colore rosso rubino piuttosto intenso, passibile di assumere intense note di granato con il procedere dell’invecchiamento. A dire il vero, non mancano coloro che alla versione classica preferiscono quella del Novello, caratterizzata da riflessi violacei e da un profumo molto più gradevole, oltre che arricchito da sentori fruttati. In bocca, il Sant’Antimo è sapido, armonico e contraddistinto da un buon corpo e dal giusto tasso tannico. Per quanto concerne la gradazione alcolica, quella minima non va mai oltre i 12 gradi, mentre la tipologia Novello difficilmente supera gli 11 gradi; l’uvaggio è semplice ed austero, basato sulla ricchezza delle uve rosse locali, tra le migliori d’Italia. Una ulteriore distinzione tra la Versione Novello e quella Classica, va fatta relativamente al periodo di invecchiamento: nel primo caso, il vino è maturo e pronto per essere consumato dopo un periodo di massimo 10 mesi, mentre le bottiglie classiche possono riposare anche 4-5 anni. In effetti, ci troviamo di fronte ad uno dei vini più longevi tra quelli prodotti entro i confini della provincia di Siena. Qual è il modo migliore per godere fino in fondo delle caratteristiche di questo vino? La risposta è molto semplice: basta sorbirlo alla giusta temperatura ed in accompagnamento alle pietanze adatte. Da non trascurare il fatto che ci troviamo di fronte ad un vino rosso corposo ed autorevole, pertanto chi lo consuma ad una temperatura inferiore ai 18 gradi commette un errore grossolano, perché rischia di alterare le proprietà di questa specialità. Il Sant’Antimo DOC si sposa perfettamente con i piatti più rappresentativi della cucina senese: può accompagnare primi piatti succulenti a base di carne, funghi e sugo al ragù, piuttosto che portate di selvaggina in umido, grigliate di carne rossa e bianca e bistecche alla fiorentina.

Vini Camigliano a Montalcino (SI)

Montalcino è uno sicuramente uno di quei paesi che meglio custodiscono la storia e il fascino della Toscana più autentica. Qui il tempo pare si sia fermato, e le tradizioni enogastronomiche rispettate fedelmente come un tempo. Chi si trova da queste parti non può mancare, dunque, una visita alle aziende vinicole e alle cantine più pregiate, per entrare nel mondo del Sant’Antimo e comprendere i segreti di un’enologia che non teme confronti. Una delle aziende più famose e rispettate, risponde al nome di Camigliano, si trova a Montalcino, precisamente al numero 2 di Via d’Ingresso, e dal 1957 specializzata nella produzione e nella vendita dei migliori vini tipici della provincia di Siena. Estesa su una superficie complessiva di 530 ettari, di cui 90 adibiti a vigneti, l’Azienda Camigliano vanta oggi una delle cantine più belle della Toscana, completamente interrata e puntellata da attrezzi all’avanguardia. Del resto, qui il rispetto per la terra e le tradizioni procede da sempre di pari passo con la spinta alla modernizzazione e la necessità di ottenere sempre risultati migliori.

Castello Banfi: un nome, una garanzia

A Castello di Poggio alle Mura, poco distante da Montalcino, in una cornice mozzafiato, si estendono invece i locali dell’Azienda Vinicola Castello Banfi, un’altra roccaforte dell’enologia senese. Da più di trent’anni, chi si occupa di vino in zona, oppure arrivi da queste parti con l’obiettivo di conoscere il meglio della produzione vinicola locale, può fare dello splendido castello in cui sorge l’azienda, il proprio punto di riferimento privilegiato. Quando nacque, nel 1978, da un’idea degli statunitensi fratelli Mariani, quest’azienda vinicola fu definita il più ambizioso ed intrigante progetto mai realizzato in tutta la Toscana. Castello Banfi si trova nella parte meridionale del territorio montalcinese, ed occupa una superficie di 2830 ettari, di cui ben 850 interamente dedicati alla coltivazione dell’uva. Numeri che spiegano chiaramente la lungimiranza delle idee dei gestori, e testimoniano l’intenzione di arrivare lontano e sempre prima di tutti.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra il Sant'Antimo DOC classico e la versione Novello?
    Le due versioni si distinguono principalmente per il periodo di invecchiamento, il profilo aromatico e la gradazione alcolica. Il Sant'Antimo DOC classico richiede un riposo in bottiglia che può durare dai 4 ai 5 anni, sviluppando colori granato e struttura complessa, con una gradazione minima di 12 gradi. Al contrario, la versione Novello è destinata a un consumo immediato, maturando in massimo 10 mesi. Si presenta con riflessi violacei, offre profumi fruttati più immediati e gradevoli e ha una gradazione alcolica generalmente inferiore, raramente superiore agli 11 gradi. Entrambe le tipologie condividono però l'uvaggio basato sulle uve rosse autoctone della zona di Montalcino.
  • A quale temperatura deve essere servito il Sant'Antimo DOC per esaltarne le qualità?
    Il Sant'Antimo DOC è un vino rosso corposo e autorevole, quindi la temperatura di servizio è cruciale per non alterarne le proprietà organolettiche. È fondamentale servirlo ad almeno 18 gradi; bere il vino a temperature inferiori comporterebbe un errore grave, mascherando aromi e struttura. Mantenendo questa temperatura corretta, il vino potrà esprimere appieno il suo carattere sapido, armonico e il giusto equilibrio tannico, offrendo un'esperienza gustativa completa e soddisfacente che rispecchia la tradizione enologica senese.
  • Con quali piatti della cucina toscana si abbina meglio il Sant'Antimo DOC?
    Grazie alla sua struttura corporea e al giusto tasso tannico, il Sant'Antimo DOC si abbina perfettamente ai piatti più rappresentativi e robusti della cucina senese. È ideale per accompagnare primi piatti succulenti a base di carne, funghi o sughi al ragù. Trova inoltre un abbinamento eccellente con portate di selvaggina in umido, grigliate miste di carni rosse e bianche e, naturalmente, con la celebre bistecca alla fiorentina. Questi piatti, ricchi di sapori intensi, bilanciano la sapidità del vino, creando un'armonia perfetta tra cibo e bevanda tipica del territorio.
  • Dove si produce esattamente il Sant'Antimo DOC e qual è la sua area geografica?
    Il Sant'Antimo DOC è prodotto esclusivamente in provincia di Siena, in un'area di produzione piuttosto limitata e specifica. La zona vitata comprende principalmente il piccolo paese di Montalcino, situato nel cuore della Toscana. Questa circoscrizione territoriale garantisce al vino caratteristiche peculiari legate al terroir locale. Nonostante la piccola estensione rispetto ad altre denominazioni toscane, questa area è rinomata per la qualità eccezionale delle uve rosse impiegate, conferendo al vino un'identità forte e distintiva che riflette la storia millenaria e la natura incontaminata del luogo.
  • Quali sono le cantine storiche e più importanti per produrre questo vino a Montalcino?
    Due realtà rappresentano punti di riferimento assoluti per la produzione del Sant'Antimo DOC a Montalcino. L'Azienda Camigliano, attiva dal 1957, si distingue per una cantina interrata moderna situata in Via d’Ingresso, che unisce tradizione e innovazione su 90 ettari di vigneto. Dall'altra parte, Castello Banfi, fondata nel 1978 dai fratelli Mariani, è un colosso vitivinicolo con oltre 2800 ettari totali, di cui 850 dedicati all'uva. Situato nel sud del territorio montalcinese, il castello rappresenta un esempio di lungimiranza aziendale, combinando vastità territoriale e alta tecnologia per garantire standard qualitativi elevati.

Potrebbe interessarti anche