Il Girò di Cagliari di Donna Jolanda

Vino rosso sardo

Girò di Cagliari

La Sardegna sud occidentale è coltivata a vite dall'epoca fenicia e produce vini autoctoni dalla varietà Girò di notevole fattura. Questa vite viene vinificata in tipologia mono varietale sia in versione secco che liquorosa, dolce o secca, che ricorda la sua terra d'origine: la Spagna.

di Redazione

24 settembre 2011

La zona vinicola

La zona vinicola dove viene coltivato il Girò è molto vasta e variegata. Nella provincia di Cagliari e parte dei quella di Oristano la vite è coltivata da secoli, a cominciare dal periodo della dominazione fenicia e cartaginese. Si narra che anche Amilcare, figlio di Annibale, si fosse ritirato in questa zona della Sardegna per praticare la viticultura. Dai riferimenti storici sembra che i Cartaginesi, dopo la loro conquista dell'isola, danneggiarono molti dei vigneti autoctoni per favorire l'esportazione dei loro prodotti. Ma questa documentazione è incerta e con il passare del tempo comunque i Fenici incentivarono la coltivazione della pianta, seguiti poi naturalmente dai Romani che impiantarono numerose fattorie tutte provviste di celle vinarie e coinvolte nella produzione. Le invasioni barbariche fecero decadere la coltivazione della vite nella zona che riprese vigore grazie ai commerci delle Repubbliche Marinare genovese e pisana. Alla caduta delle due repubbliche la vite rimase di primaria importanza e la zona fu interessata da alcune legislazioni a difesa della qualità come la Carta de Logu del 1395 ad opera del giudice Eleonora d'Arborea, che vietava le coltivazioni di cattivo allevamento per favorire quelle di alta qualità. Nei secoli successivi, nel quattrocento gli Spagnoli prima, e i Piemontesi dopo il 1718, inserirono e affiancarono una serie di loro vigneti a quelli autoctoni per produrre vini di alta qualità grazie al suolo e al clima favorevoli della Sardegna sud occidentale.

Il Girò, vitigno rosso

Probabilmente questa varietà fu importata dagli spagnoli. Le prime notizie risalgono infatti al quattrocento, coincidendo con l'inizio della dominazione da parte della penisola iberica. È un uva a maturazione precoce che però può essere appassita per produrre vini fortificati e liquorosi. La coltivazione di questa varietà si concentra quasi tutta nella parte meridionale dell'isola, dove si espanse dal Campidano di Cagliari lentamente fino a penetrare l'Alto Campidano in provincia di Oristano. Nei vari documenti è indicato con vari nomi quali Zirone di Spagna, Nieddu Alzu e Girone di Spagna, a indicare la sua origine.

Il Girò di Cagliari DOC

La denominazione di origine controllata fu istituita dal decreto ministeriale del 1979 per autorizzare la produzione di vini rossi con l'impiego esclusivo della varietà Girò. L'area interessata è molto vasta e coinvolge una sessantina di comuni sparsi nella provincia di Oristano e tutti i comuni di quella di Cagliari. La produzione è incentrata su vini caratteristici e di buona fattura dagli odori delicati e ai profumi di uva e mosto, con una bocca calda e vellutata. Sorprende l'alta gradazione alcolica, intorno ai 14,5% vol., e il colore rosso rubino tenue. Le rese massime autorizzate sono di 12 tonnellate per ettaro e sono esclusi dall'iscrizione all'albo i vigneti al di sopra dei 400 metri sul livello del mare, i terreni di debole compattezza derivate da rocce compatte e le dune sabbiose attuali. Il disciplinare autorizza anche un massimo del 5% di colture di vigneti diversi per favorire l'impollinazione purche questi non vengano vinificati per produrre il DOC che deve restare al 100% di Girò. Il grado alcolico minimo deve essere di 13% vol., e l'immissione in commercio non deve avvenire prima del 1° luglio successivo alla vendemmia. Sono consentiti leggeri appassimenti per la concentrazione degli zuccheri su stuoie e graticci ma è assolutamente vietata la fortificazione tramite mosto concentrato o assemblaggi con mosti precedentemente fortificati. Le tipologie autorizzate dal disciplinare sono il Rosso Secco e Dolce e il Liquoroso nelle versioni Secco, Dolce e Riserva, dove per Riserva si intendono i vini “Liquoroso” che siano stati invecchiati almeno due anni, di cui uno in botti di rovere o castagno. Nella tipologia Rosso Secco o Dry il colore è rubino tenue, asciutto e vellutato dai sentori di uva. È accompagnato da pasticceria a pasta non lievitata, pasticceria secca e di mandorle, con crostate di frutti rossi o frutti secchi, formaggi e pecorini maturi con temperature di servizio basse, intorno ai 13°C. Il Rosso Dolce invece è morbido, alcolico e gradevole conservando i profumi. Il Liquoroso Secco assume toni rubino brillante, con profumi persistenti, fini ed eleganti per una bocca calda e vellutata, naturalmente asciutta. Con pasticceria secca si esalta meglio come vino da meditazione. Il tipo Liquoroso Dolce mantiene le stesse caratteristiche del Liquoroso Secco ma naturalmente i gusti sono dolci e morbidi. I suoi abbinamenti ideali sono le crostate di frutti rossi in confettura e la pasticceria da forno. La gradazione alcolica minima deve essere di 17,5% vol. La temperatura di servizio varia dai 10 ai 14°C.

Le aziende

Tra le aziende segnaliamo il Girò di Cagliari Donna Jolanda della Cantina Meloni.

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Domande frequenti

  • Qual è l'origine del vitigno Girò e perché viene associato alla Spagna?
    Il vitigno Girò, noto storicamente anche come 'Zirone di Spagna' o 'Girone di Spagna', presenta evidenti legami con la penisola iberica. Le prime testimonianze certe risalgono al XV secolo, coincidente con l'inizio della dominazione spagnola in Sardegna. Si ritiene che la varietà sia stata introdotta o diffusa dagli Spagnoli, che integrarono i vigneti locali con nuove cultivar. Questa origine spiega il nome comune e la sua adattabilità al clima del Sud-Ovest sardo, dove si è radicata profondamente, espandendosi dal Campidano di Cagliari fino all'Alto Campidano in provincia di Oristano, mantenendo un legame culturale e storico indissolubile con la tradizione vitivinicola iberica.
  • Quali sono le differenze principali tra le tipologie di Girò di Cagliari DOC?
    Il disciplinare del Girò di Cagliari DOC autorizza diverse tipologie che variano per dolcezza e struttura. Il Rosso Secco è asciutto, vellutato e fresco, ideale per accompagnare formaggi maturi. Il Rosso Dolce offre morbidezza e alcolicità preservando i profumi fruttati. Esistono poi le versioni Liquorose, ottenute mediante appassimento naturale dell'uva: il Liquoroso Secco è elegante e adatto alla meditazione, mentre quello Dolce è più morbido e si abbina perfettamente a dolci alla frutta. Una sotto-categoria speciale è il Liquoroso Riserva, che richiede almeno due anni di invecchiamento, di cui uno in legno, sviluppando maggiore complessità e struttura rispetto alle altre versioni.
  • Come si consiglia di servire e abbinare il Girò di Cagliari Rosso Secco?
    Il Girò di Cagliari Rosso Secco va servito a una temperatura fresca, compresa tra i 13°C e i 14°C, per esaltare la sua freschezza e i sentori primari di uva e mosto. Al palato si presenta con un colore rubino tenue e una bocca calda ma vellutata. Gli abbinamenti gastronomici ideali includono la pasticceria sarda non lievitata, come le carasau o le pistoccas, nonché la pasticceria secca alle mandorle. In alternativa, si accompagna egregiamente a formaggi stagionati, in particolare pecorini maturi, e a crostate di frutti rossi. La sua struttura moderatamente alcolica (minimo 13% vol.) lo rende versatile per pasti che richiedono un vino strutturato ma non eccessivamente tannico.
  • Quali sono i requisiti geografici e produttivi per ottenere il marchio DOC?
    Per ottenere la denominazione DOC Girò di Cagliari, i vigneti devono trovarsi esclusivamente nelle province di Cagliari e Oristano, coinvolgendo circa sessanta comuni. Il disciplinare impone severi limiti territoriali: sono esclusi i terreni situati oltre i 400 metri sul livello del mare, così come le dune sabbiose attive e i suoli a debole compattezza derivati da rocce dure. La resa massima autorizzata è di 12 tonnellate per ettaro. Inoltre, il vino deve essere composto al 100% da uve Girò, sebbene sia consentito un massimo del 5% di altri vitigni solo per finalità di impollinazione, purché non partecipino alla vinificazione finale. L'immissione in commercio è permessa solo dopo il 1° luglio dell'anno successivo alla vendemmia.
  • Cosa distingue il Girò di Cagliari Liquoroso dalle altre versioni in termini di produzione?
    La caratteristica distintiva del Girò di Cagliari Liquoroso risiede nel processo di concentrazione degli zuccheri attraverso l'appassimento naturale delle uve su stuoie o graticci, senza aggiunta di alcol o mosti concentrati esterni. Questo metodo conferisce al vino una gradazione alcolica minima elevata, pari a 17,5% vol., e profili aromatici intensi, persistenti ed eleganti. A differenza del semplice passito, il disciplinare permette varianti secche e dolci. La versione Riserva impone un ulteriore step qualitativo: un invecchiamento obbligatorio di almeno due anni, di cui uno in botti di rovere o castagno, che arrotonda i tannini e affina i profumi, rendendolo un vino da meditazione particolarmente sofisticato.

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