Il territorio del Medio Campidano

Vino rosso sardo

Campidano di Terralba

Questa zona produce vini di buona qualità da tempi immemorabili ma soltanto negli ultimi decenni ha iniziato a svilupparsi da una produzione e commercializzazione locale a una più nazionale. I risultati sono buoni e il successo commerciale arriverà

di Redazione

23 settembre 2011

La zona vinicola

La zona vinicola di produzione di questo DOC è un'area a cavallo tra la provincia di Oristano e Cagliari che penetra fino alla Piana di Terralba sfruttando le zone pianeggianti intorno ai monti interni sardi. Il territorio è va dal golfo di Oristano a quello di Cagliari per una lunghezza di 150 chilometri e una larghezza che va dai 15 ai 20 km. L'area è costituita da una fossa tettonica ricolma di sedimenti eocenici, costituiti di marne e calcare e fossili marini, e pleistocenici verso la provincia di Cagliari. Il clima è mediterraneo con piovosità scarsa che però non penalizza le uve vigorose. La zona ha un lignaggio antico, coltivata già dai Felici, Romani e Spagnoli.

I vitigni rossi

I vitigni rossi coltivati per questa denominazione sono il Bovale, sia Sardo che di Spagna, il Pascale di Cagliari, il Greco Nero, localmente conosciuti come Grecu Nieddu, e il Monica. Il Bovale è il vitigno predominante, mentre gli altri sono utilizzati solo per il taglio.

Il Campidano di Terralba Doc

La denominazione è stata istituita per decreto ministeriale il 15 novembre 1975 e autorizza la produzione di vini rossi nei comuni di Arbus, Baressa, Collinas, Gonnosfanadiga, Gonnoscodina, Marrubiu, Masullas, Mogoro, Morgongiori, Pabillonis, Palmas Arborea, Pompu, Sardara, S. Gavino Monreale, S. Giusta, S. Nicolò d'Arcidano, Simala, Siris, Terralba, Uras, Villanovaforru, Guspini, Gonnostramatza, suddivisi tra la provincia di Cagliari e quella di Oristano. Si vinifica il Bovale sardo e il Bovale di Spagna da solo o in assemblaggio con il Monica, il Greco Nero e il Pascale che non devono pero superare il 20% da soli o congiuntamente. Le rese autorizzate non devono superare i 150 quintali per ettaro e sono esclusi dall'iscrizione all'albo i vigneti posti sopra i 400 metri sul livello del mare, quelli su terreni di debole spessore derivati da rocce compatte, quelli sulle dune e i terreni salsi dal con Ph elevato. Il vino non può essere commercializzato prima del 1° marzo successivo alla vendemmia con gradazione minima di 11,5% vol. Ha colori rosso rubino più o meno chiaro; i profumi. vinosi e fruttati, sono intensi, con gusti sapidi e asciutti, con corpo pieno e di carattere. È un vino a tutto pasto ma preferisce le grigliate di carni miste e piatti di maiale e pecora. Sicuramente uno dei vini migliori della Sardegna che va servito sia a basse temperature, intorno ai 13-14°C, che a temperature tra i 18 e i 20°C.

Le aziende

La Cantina Sociale di Mogoro Il Nuraghe in provincia di Oristano sta migliorando la sua produzione sui terreni calcarei e vinifica il Campidano di Terralba con i due Bovale assemblati esattamente al 50% che raggiungono, una volta vinificati, i 13% vol. Il colore è rosso porpora e il naso floreale e minerale con profumi di ribes rosso. Il gusto è fresco e sapido e nei suoi abbinamenti più estremi si serve con le lumachine di mare in salsa di pomodoro. Per abbinamenti più usuali abbiamo gli arrosti di cinghiale e maiale. Esattamente a Terralba la Cantina Bovale produce il rosso DOC Arcuentu di colore rubino intenso. Il profumo è quello dei frutti rossi, la prugna in particolare, con una bocca morbida e vellutata con corpo equilibrato e persistente. A tavola si accompagna a piatti elaborati e di forti sapori, come la cacciagione e gli arrosti sia d'agnello che di anguille, servito alla temperatura di servizio di 18-20°C. Dopo i pasti si accompagna con i formaggi semiduri. La vendemmia viene effettuata manualmente, con rese di 8 tonnellate per ettaro esclusivamente da uve Bovale. La Cantina di Marrubiu vinifica il suo Campidano di Terralba Madrigal, in onore di Don Alvaro De Madrigal, un nobile spagnolo che combatte nella zona per liberarla dal dominio della Repubblica marinara di Pisa. Le uve sono coltivate su terreni sabbiosi, e una volta vinificate, il vino viene fatto maturare per un anno in botti di rovere. Il colore è rosso carico, dai profumi vinosi e il gusto asciutto e il corpo pieno; da servire con cacciagione e arrosti, oppure carni miste alla brace e formaggi semi stagionati. L'azienda Melis commercializza il Dominariu, un Campidano di Terralba di straordinaria morbidezza, ma pieno, sapido e persistente. Al naso esprime frutti di bosco maturi, mentre all'esame visivo traspare un rubino porpora intenso. Si abbina bene con i formaggi, le carni grigliate e i salumi. L'area è disseminata di piccole cantine sociali che commercializzano questa denominazione a livello locale. La miglior via per degustare questo vino tipico è la gita domenicale tra le piccole realtà che sapranno suggestionarvi in un equilibrio tra piatti tipici e vino autoctoni.

Il vino in piazza

Gli amanti delle sagre e dei mercatini che vogliono degustare il vino locale possono andare sotto Natale, esattamente dal 20 dicembre a Pula, nel Golfo di Cagliari, dove si svolge la “Fiera di Natale”, con numerose bancarelle che oltre alla classica oggettistica natalizia offrono tutti i prodotti della cucina e dell'enologia locale. La location è il suggestivo sito archeologico di Nora, famosa cittadina fondata dai Fenici e poi conquistata dai Romani che ha proseguito le sue attività fino al medioevo, quando qui si commerciavano i vini dell'isola e grazie alla vicinanza dei porti, si facevano arrivare in tutto il Mediterraneo.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali del Campidano di Terralba DOC?
    Il vitigno principe indiscusso di questa denominazione è il Bovale, presente nelle varianti Sarda e di Spagna, che costituisce la base strutturale del vino. Secondo il disciplinare, il Bovale deve essere vinificato da solo o in assemblaggio con altre varietà a bacca nera come Monica, Greco Nero (Grecu Nieddu) e Pascale di Cagliari. Tuttavia, l'unione di questi vitigni secondari non può mai superare il 20% del totale. Questa composizione garantisce al vino la tipicità sarda, unendo la struttura del Bovale alle note aromatiche degli altri vitigni locali, creando un profilo complesso ma ben bilanciato.
  • A quali temperature va servito il Campidano di Terralba?
    Una caratteristica distintiva di questo vino rosso sardo è la sua versatilità termica. Può essere apprezzato efficacemente a due diverse gamme di temperatura. Per chi preferisce esaltare la freschezza e la vivacità aromatica, si consiglia un servizio a temperature più basse, intorno ai 13-14°C. Chi invece desidera mettere in risalto la struttura, il corpo pieno e i sentiri più complessi, potrà servirlo a una temperatura ambiente controllata, compresa tra i 18 e i 20°C. Questa flessibilità lo rende adatto a diversi momenti della giornata e a diverse tipologie di abbinamento gastronomico.
  • Come si presenta il colore e l'odore di questo vino?
    All'esame visivo, il Campidano di Terralba mostra un colore rosso rubino, che può variare dal più chiaro al più intenso, talvolta tendente al porpora nelle annate più ricche. L'analisi olfattiva rivela profumi intensi, prevalentemente vinosi e fruttati. Si distinguono spesso note di frutti rossi maturi, come ribes e prugne, accompagnate da sfumature floreali e minerali dovute ai terreni calcarei e sabbiosi della zona. Il naso è generalmente pulito e invitante, anticipando un ingresso in bocca sapido, asciutto e di corpo pieno, tipico dei vini rossi sardi di buona struttura.
  • Quali sono i piatti ideali per accompagnare il Campidano di Terralba?
    Essendo un vino a tutto pasto ma con corpo pieno e sapido, si abbina magnificamente con le carni rosse. È particolarmente indicato per grigliate miste, arrosti di maiale e agnello, nonché per la cacciagione. La sua acidità e struttura lo rendono ottimo anche con piatti di pecora e formaggi semi-duri o semistagionati. Alcune etichette specifiche, grazie alla loro morbidezza, si sposano bene persino con preparazioni elaborate o piatti di forte sapore come le anguille. In alternativa, può accompagnare salumi tipici e, in alcune declinazioni più leggere, persino pietanze di mare elaborate come le lumache in salsa di pomodoro.
  • Dove si trova geograficamente la zona di produzione?
    L'area di produzione del Campidano di Terralba DOC si estende in una vasta fascia pianeggiante della Sardegna centrale, a cavallo tra le province di Oristano e Cagliari. La zona penetra nella celebre Piana di Terralba, sfruttando le terre fertili circostanti i monti interni. Geograficamente copre una lunghezza di circa 150 chilometri, dal golfo di Oristano a quello di Cagliari, con una larghezza variabile tra i 15 e i 20 km. Il territorio è costituito da una fossa tettonica ricca di sedimenti eocenici e pleistocenici, offrendo un microclima mediterraneo favorevole alla maturazione delle uve nonostante le scarse precipitazioni.

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