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Vino Rosso · Vino rosso liguria

Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua D.O.C.

Aggiornato il 14 agosto 20113 capitoli5 domande frequenti

Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua D.O.C. e le sue Zone di Produzione

Il Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua D.O.C. è un vino rosso ligure che ha ottenuto il titolo di riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata, D.O.C. Questo viene prodotto in una zona geografica che si estende in quattordici comuni, o frazioni di comuni, distribuiti lungo la Val Nervia e la Valle Crosia: viene prodotto nei dintorni di Ventimiglia, in particolare nei comuni di Dolceacqua, Sodano, Apricale, Bairardo, Caporosso, Castelvittorio, Isolabona, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, e San Biagio della Pigna, situati tutti in provincia di Imperia. Secondo alcuni studiosi ed esperti in materia enologica, pare che il vino tipico ligure sia stato importato dagli Etruschi, secondo altri pareri, invece, la vite è stata coltivata dai Greci. C’è un’alta probabilità che ambedue le parti abbiano ragione, ma alcune testimonianze significative dimostrano che le colture ad alberello sono tipiche della Grecia. Probabilmente hanno ragione entrambi, anche se le colture ad alberello, ancora presenti, testimoniano la traccia significativa lasciata dai coloni ellenici.La coltivazione ad alberello di questo vino ligure Rossese di Dolceacqua tende ad ombreggiare con la sua chioma il piede della pianta, la radice, in modo da proteggerla dai raggi del sole. Le foglie di questa vite constano di cinque lobi e di grappoli, la cui grandezza è media e la forma è troncoconica. Per la sua produzione si necessita di una dose di uvaggio precisa: il Rossese, deve essere impiegato in una quantità pari al 95% più l’eventuale aggiunta di altre uve a bacca rossa sempre locali, in una dose pari al 5% . La resa massima per ettaro è pari a 90 quintali, anche se in realtà le quantità di queste viti sono decisamente più contenute. Ciò avviene perché la zona di coltivazione è localizzata in fasce geografiche alquanto inaccessibili, provocando un abbandono delle zone coltivate .

Il Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua D.O.C. e le sue Caratteristiche Organolettiche

Il Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua D.O.C. è un vino ligure, che come esprime il suo stesso nome, ha ottenuto il titolo di riconoscimento di Denominazione di Origine Controllata, ovvero D.O.C. Come ogni vino che si rispetti, per garantire delle qualità eccelse, senza deludere coloro i quali lo anddranno a degustare, sia esperti che non, il Rossese di Dolceacqua deve sottostare a determinate regole. Innanzitutto è doveroso quantificare la giusta dose di uvaggio per la sua produzione. Questo vino viene creato con le seguenti uve nelle seguenti quantità: preponderanza assoluta di uve Rossese (almeno 95%), più un’eventuale aggiunta di altre uve rosse locali, non aromatiche (massimo al 5%). Tra le sue caratteristiche organolettiche, il Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua D.O.C., può vantare la presenza di un colore rosso rubino con riflessi dei violacei. Il colore di questo vino tende al granato con l’ invecchiamento, il suo profumo è ampio e intenso, vinoso, con dei sentore di ribes e rosa appassita. Il sapore del Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua D.O.C. è asciutto e morbido, con un retrogusto amarognolo. La sua gradazione alcoolica è pari ad un minimo di 12% vol. La temperatura di servizio è pari a 18-20°C e va accompagnato da pietanze, quali arrosti, grigliate, coniglio o lepre, carni rosse anche grigliate, cacciagione, selvaggina, formaggi stagionati. Per essere degustato al meglio questo vino deve sottostare ad almeno 4-5 anni di invecchiamento e ottiene la qualifica di Rossese di Dolceacqua Superiore dopo un anno di invecchiamento e ha una gradazione alcoolica pari a 13°C.

La Cantina di Terre Bianche

L’azienda vitivinicola fu creata nel 1870 per opera di Tommaso Rondelli, il quale decise di iniziare la coltivazione dei vigneti di Rossese di Dolceacqua.Lo scopo principale e fondamentale della cantina delle Terre Bianche è quello di creare vini che possano esprimere al meglio le qualità intrinseche delle uve della zona. Il locale è situato in Val Nervia, sulla collina ed è caratterizzata da un clima mite e da una terra bianca argillosa. L’azoienda vinicola è dotata di attrezzatura che mescola tecnologia e tradizione tramandata di generazione in generazione. Il risultato di tutto questo progetto non può che essere positivo e ne vengono tratti vini amatissimi, da esperti e non, e vengono anche premiati, come il Rossese di Dolceacqua, prodotto da un vitigno ad uva rossa esclusivo della nostra zona, o il Vermentino e il Pigato. Verso la fine degli anni Novanta, con un ulteriore passaggio di padre in figlio per la gestione dell’azienda vinicola,la qualità dei vini prodotti è aumentata ulteriormente, fino ad arrivare all’ottenimento di riconoscimenti e premi molto importanti.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali del Rossese di Dolceacqua e come cambia con l'invecchiamento?
    Il Rossese di Dolceacqua D.O.C. si presenta inizialmente con un colore rosso rubino dai riflessi violacei, che evolve verso tonalità granate man mano che il vino invecchia. Al naso offre un profumo ampio e intenso, vinoso, con note distintive di ribes e rosa appassita. Al palato è asciutto e morbido, caratterizzato da un lieve retrogusto amarognolo tipico di molti vini liguri. La gradazione alcolica minima è del 12% vol. Per apprezzarne appieno la complessità organolettica, si consiglia un periodo di invecchiamento di almeno 4-5 anni, durante i quali il vino affina i suoi aromi e arrotonda i tannini, diventando più elegante e strutturato.
  • Come si distingue il 'Superiore' dal normale Rossese di Dolceacqua?
    La denominazione 'Rossese di Dolceacqua Superiore' indica una versione di maggiore pregio ottenuta attraverso un invecchiamento obbligatorio di almeno un anno prima della commercializzazione. Questa pratica permette al vino di sviluppare una maggiore complessità aromatica e una struttura più solida. Inoltre, il Superiore richiede una gradazione alcolica naturale minima del 13% vol, contro il 12% del normale, garantendo quindi una concentrazione di zuccheri e sapori più elevata. È la scelta ideale per chi cerca un vino più maturo, pronto da bere o capace di resistere a ulteriori anni di affinamento in bottiglia.
  • Con quali piatti si abbina meglio il Rossese di Dolceacqua?
    Grazie alla sua acidità vivace e al leggero retrogusto amarognolo, il Rossese di Dolceacqua è estremamente versatile in tavola. Si abbina eccellentemente ai sapori forti della cucina ligure e non solo. È perfetto con arrosti, grigliate miste e carni rosse cotte alla brace. Trova grande armonia anche con la cacciagione e la selvaggina da piuma e pelo, dove i suoi tannini aiutano a sgrassare il palato. Non disdegna i formaggi stagionati, che contrastano piacevolmente con la morbidezza del vino. Infine, è eccellente con preparazioni a base di coniglio o lepre, tipici della tradizione gastronomica della zona di produzione.
  • Dove viene prodotto esattamente il Rossese di Dolceacqua D.O.C.?
    La zona di produzione del Rossese di Dolceacqua D.O.C. è ristretta e specifica, situata nella provincia di Imperia, in Liguria. Si estende lungo la Val Nervia e la Valle Crosia, coinvolgendo quattordici comuni o loro frazioni. I centri principali includono Dolceacqua, Ventimiglia, Apricale, Perinaldo, Pigna e Rocchetta Nervina. Questi territori offrono microclimi unici e terreni spesso impervi, che contribuiscono alle caratteristiche peculiari del vino. La vicinanza al mare e l'altitudine delle colline creano condizioni ideali per la maturazione equilibrata delle uve Rossese.
  • Qual è la composizione dell'uvaggio e quali regole tecniche devono rispettare i produttori?
    Per ottenere il marchio D.O.C., il vino deve essere composto prevalentemente dall'uva Rossese, che deve costituire almeno il 95% dell'uvaggio. Il restante 5% può essere integrato con altre uve a bacca rossa, non aromatiche, tipiche della zona di produzione. Un aspetto cruciale è il controllo della resa: sebbene il limite teorico sia di 90 quintali per ettaro, le produzioni reali sono spesso molto inferiori a causa della difficoltà meccanica di lavorare i vigneti situati su pendii ripidi e inaccessibili. Questo fattore naturale garantisce una concentrazione maggiore dei sapori nelle uve raccolte.

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