Il perlage del Prosecco Superiore

Vino bianco veneto

Valdobbiadene Prosecco Superiore

Dopo 40 anni di appartenenza alla DOC il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene ha ottenuto la DOCG dal 2009 per differenziare la sua ottima produzione dalle altre zone di qualità buona ma certamente inferiore.

di Redazione

01 novembre 2011

La zona vinicola

La zona di produzione del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è racchiusa nella fascia pedemontana della provincia di Treviso, tra Valdobbiadene e Conegliano, e comprende una quindicina di comuni, con circa 5.000 ettari di vigneto. L’area si trova a 50 km da Venezia, a uguale distanza dalle Dolomiti e dall’Adriatico, combinazione che influenza positivamente il clima. Le colline del Conegliano-Valdobbiadene sono caratterizzate da erosioni selettive su un substrato monoclinare. Sono di origine tettonica, depositi antichi di materiali sciolti divenuti rocce, e modellati dalle spinte e il sollevamento dovuto ai movimenti della crosta terrestre e del suo interno, Anche per l'erosione, la pressione e la circolazione dei fluidi minerali, la sedimentazione del deposito di detriti col tempo si è trasformato in rocce. Nelle località di Miane e San Boldo affiorano le rocce più antiche, calcari e dolomite del Giurassico(150 milioni di anni fa), nate dal fondo del grande bacino marino della Tetide. 65 milioni di anni fa avvenne la deposizione sul fondale marino di fanghi calcarei ed argille. Con il ritiro del mare, si depositarono fanghi con livelli più ricchi di calcare alternati a fanghi più sabbiosi che aumentano di grandezza e frequenza durante le varie ere geologiche. Si formarono così rocce tenere e facilmente erodibili visibili oggi. Durante questo processo si depositò una grande quantità di sabbia con intercalazioni argillose dovute alla presenza di un mare poco profondo che sparì per un brusco sollevamento delle Alpi e delle Prealpi per lo scontro delle placche africana ed europea. Grandi quantità di detriti ghiaiosi vennero trasportati a valle da due grandi corsi d’acqua, probabilmente gli attuali Brenta e Piave. Nacque in questo periodo una rigogliosa foresta che poi si fossilizzò nel sottosuolo sotto forma di lignite. I depositi odierni hanno uno spessore di 1 Km e costituiscono le colline più meridionali. Nel Messiano superiore si ha un nuovo avanzamento del mare, sul cui fondo si depositavano argille, ghiaie e sabbie riconoscibili oggi nel Felettano. Nel Pliocene si torna a un nuovo e rapido sollevamento del fondo con formazione delle catene montuose che portano con loro i sedimenti marini una volta sommersi. La presenza della catena prealpina impedisce l'arrivo di venti freddi, mentre a le colline di Conegliano Valdobbiadene sono sempre esposte all’insolazione. La temperatura media si aggira tra i 15-20 gradi con clima piuttosto fresco dovuto alla presenza delle colline e del Piave. Le precipitazioni annue raggiungono i massimi in primavera-autunno e periodi piuttosto secchi in inverno-estate.

I vitigni

Dal 1° agosto 2009 il legislatore ha deciso di utilizzare il sinonimo di Glera per il vitigno Prosecco, in modo da differenziare la produzione del vino dal vitigno. Parleremo quindi di Glera riferendoci al vitigno Prosecco, nome proveniente dalla terminologia locale di quest'uva. Il Glera viene poi affiancato dal Verdiso, la Bianchetta Trevigiana, il Perera e la Glera Lunga. Il Glera è un vitigno rustico e vigoroso, con tralci colore nocciola e grappoli piuttosto grandi, con acini di un bel giallo dorato. La prima citazione scritta risale al 1772 nel VIII volume de Giornale d’Italia. Il Glera fornisce la base al vino di Conegliano-Valdobbiadene, ma possono essere utilizzati in piccola parte gli altri vitigni per completare la struttura del vino. Il Verdiso è coltivato nella zona dal 1700 ed era abbastanza diffuso. Oggi viene utilizzato per aumentare l’acidità e la sapidità del vino. La Perera, anch’essa diffusa già nel secolo scorso, è utilizzata per aumentare profumo e aroma. Il nome si deve alla forma dell’acino o al gusto particolare di pera.

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG

La denominazione di origine controllata e garantita Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG fa parte del disciplinare istituito per decreto legge il 17 luglio del 2009 che autorizza la produzione di vini bianchi tranquilli, frizzanti e spumati sotto la denominazione d'origine controllata e garantita Conegliano Valdobbiadene - Prosecco, o Conegliano - Prosecco o Valdobbiadene - Prosecco per le tipologie Conegliano Valdobbiadene-Prosecco, Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Frizzante e Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Spumante, accompagnato dalla menzione Superiore. I vini Conegliano Valdobbiadene - Prosecco Spumante Superiore devono essere ottenuti dal vitigno Glera, e possono concorrere fino ad un massimo del 15%, da sole o congiuntamente, le uve del Verdiso, della Bianchetta Trevigiana, del Perera e del Glera Lunga. Sono idonei per l'iscrizione all'albo soltanto i vigneti ben esposti ubicati su terreni collinari con esclusione dei vigneti di fondovalle, di quelli esposti a tramontana e di quelli di bassa pianura. Sono vietate le forme di allevamento espanse. Le uve per la tipologia spumante che riporta in etichetta la menzione rive vengono da vendemmia manuale e la resa massima delle uve non deve essere superiore a 13 tonnellate per ettaro. Per le altre tipologie le rese massime sono fissate a 13,50 tonnellate. Il Valdobbiadene - Prosecco nella versione spumante può menzionare in etichetta tutte le tipologie ammesse ad esclusione dei tipi extra-brut e dolce. Il Valdobbiadene - Prosecco Spumante Superiore ha colore giallo paglierino brillante dalla spuma persistente. L'odore è fruttato con sapore fresco, e fruttato.

Le aziende

Sono molte le aziende che producono il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, tutte con notevoli risultati come Adami e il suo Vigneto Giardino vinificato in purezza. Paglierino con un perlage fino, è un vino spumante fruttato, con mela, pesca e melone in evidenza, seguiti da glicine e fiori d'arancia. Rotondo e gradevole si abbina agli involtini di pesce spada con le zucchine. Astoria coltiva la vite su terreni a 150 metri sul livello del mare. Produzione vasta e di qualità che comprende l'Anniversario e il Prosecco Superiore. Altri ottimi Prosecco Superiore sono prodotti da Bortolin, Canevel, dalla Cantina Produttori di Valdobbiadene, De Faveri, Drusian, Merotto, Nino Franco, e moltissimi altri riuniti nel Consorzio Prosecco Superiore di Valdobbiadene.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Prosecco DOC generico e il Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG?
    La distinzione fondamentale risiede nella qualità e nella zonizzazione geografica. Mentre il Prosecco DOC può essere prodotto in un'ampia area del Veneto e del Friuli, il Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è limitato alle colline pedemontane della provincia di Treviso, tra i comuni di Conegliano e Valdobbiadene. Questa denominazione superiore garantisce uve provenienti da vigneti collinari ben esposti, con rese per ettaro più basse (massimo 13 tonnellate per le Rive) rispetto alla versione DOC, assicurando una concentrazione aromatica e una struttura migliore. Inoltre, il disciplinare DOCG impone standard produttivi più rigorosi, distinguendo nettamente questa categoria dalle produzioni di massa a base di uve di pianura.
  • Che ruolo svolgono i vitigni accessori come Verdiso, Bianchetta Trevigiana e Perera nel blend?
    Il vitigno principe è il Glera, che deve costituire la quasi totalità dell'uvaggio (fino al 85% o più a seconda delle versioni specifiche). Tuttavia, il disciplinale permette l'aggiunta fino al 15% di altri vitigni autoctoni per arricchire il profilo organolettico. In particolare, il Verdiso viene impiegato per incrementare l'acidità e la sapidità, conferendo freschezza; la Bianchetta Trevigiana e la Perera contribuiscono invece ad ampliare il bouquet aromatico, aggiungendo note profumate e fruttate. La Glera Lunga, infine, offre struttura. Questi vitigni secondari non dominano, ma completano la base fornita dal Glera, bilanciando acidità, profumo e struttura del vino finale.
  • Come influisce il terreno geologico delle colline di Valdobbiadene sulle caratteristiche del vino?
    I vigneti di Valdobbiadene crescono su un substrato complesso derivato dall'antico mare della Tetide e dai movimenti tettonici alpini. Si tratta di rocce monoclinarie, spesso argilloso-calcaree o arenacee, con affioramenti di calcari e dolomie giurassiche. Questa composizione geologica, unita al forte drenaggio naturale delle pendici collinari, costringe le radici a scendere in profondità per cercare nutrienti, stressando moderatamente la pianta. Tale stress favorisce una maggiore concentrazione di polifenoli e aromi negli acini. Inoltre, la natura porosa del suolo aiuta a regolare l'apporto idrico, contribuendo a quel carattere minerale, sapido e strutturato che distingue i Prosecco Superiori di alta gamma da quelli prodotti in pianura.
  • Cosa significa la menzione 'Rive' sull'etichetta del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG?
    La menzione 'Rive' indica che il vino proviene da vigneti situati in specifici comuni o frazioni della zona DOCG, caratterizzati da pendenze significative e microclimi unici. Per ottenere questa qualifica, le uve devono essere raccolte esclusivamente con vendemmia manuale, poiché il lavoro meccanizzato è proibito sui ripidi pendii. Inoltre, la resa massima di uva per ettaro è ulteriormente ridotta a 13 tonnellate (contro le 13,5 della versione base), garantendo una maggiore concentrazione. Ogni 'Rive' è identificata dal nome del comune o della località specifica (es. Rive di Jarlsberg, Rive di Oltremonte), permettendo al consumatore di riconoscere l'unicità territoriale e l'elevata qualità artigianale del prodotto.
  • Quali sono le caratteristiche sensoriali tipiche di un Valdobbiadene Prosecco Superiore Spumante?
    Un Valdobbiadene Prosecco Superiore Spumante presenta generalmente un colore giallo paglierino brillante e un perlage fine e persistente. Al naso, il profilo è prevalentemente fruttato, con note evidenti di mela verde, pesca bianca, melone e talvolta fiori bianchi come glicine o arancio. Al palato, si conferma la freschezza e la fruitività, con una struttura rotonda ma mai appesantita. A differenza del Prosecco DOC più leggero, quello Superiore mostra spesso una migliore sapidità e una persistenza aromatica più lunga, grazie alla maturazione delle uve su terreni collinari. È importante notare che nelle etichette superiors non si trovano le tipologie Extra Brut o Dolce, ma si va solitamente dal Brut al Demi-Sec.

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