L'elegante bottiglia di Crotta per la Cuvée Particulier

Vino bianco valdaosta

Nus Malvoisie

La Val d'Aosta è una regione che produce vini fini e discreti, da tenere in considerazione soprattutto in abbinamento con i piatti tipici locali.

di Redazione

22 ottobre 2011

La zona vinicola

L'area vinicola del Nus Malvoisie è una ristretta sottozona del più generico Valle d'Aosta DOC, disciplinato anche in lingua francese con il corrispondente tradotto Vallée d’Aoste. La Valle d’Aosta espone in sezione, dalle cime al fondovalle, l’intera crosta terrestre. Nelle Alpi Occidentali la parte rigida della Terra, la litosfera, è entrata in collisione ed è stata fortemente deformata, sprofondata e riesumata a grandi altezze. La Valle d’Aosta nelle sue rocce e nei suoi minerali è un avventuroso documentario vivente del pianeta Terra. Le odierne montagne sono le rocce che stavano negli abissi marini sotto l’oceano giurassico, con le rocce africane lavorate dal calore interno della Terra, e le rocce composte interamente di giada e granato. Come tutte le catene di montagne, le Alpi sono il prodotto della sovrapposizione, in varie fasi, di due placche litosferiche; il rilievo è il risultato dall’ispessimento della crosta conseguente a questo processo. La sovrapposizione di due placche è il modo in cui si rigenera la litosfera terrestre, che nasce continuamente in mezzo agli oceani lungo le dorsali vulcaniche, dove si apre una placca oceanica, e muore sotto un’altra placca litosferica più leggera, immergendosi nel mantello. L’arco alpino è il risultato superficiale di questo processo tra la placca europea sotto la placca africana.

I vitigni

Il vitigno con cui si produce questa denominazione è il Malvoisie, un nome che crea non poca confusione. La sua origine si deve probabilmente al porto di origine greca da cui nel medioevo si commercializzavano parecchi vini di qualità. Infatti con le Malvasie e il Malvoisie, si intende in genere un ampia gamma di varietà, in genere a bacca bianca, che danno vita a vini bianchi aromatici e di buon corpo, per cui anche il Vermentino potrebbe far parte di questa famiglia di uve. In questa area in particolare, per Malvoisie si intende la varietà locale del Pinot Gris, autoctona della valle. Anche per Pinot si intendono varietà differenti, come il Nero o il Menieur.

Il Nus Malvoisie DOC

La denominazione di origine controllata Nus Malvoisie fa parte della più generica Valle d'Aosta, istituita il 16 luglio del 2008 per autorizzare la produzione di numerosi vini nella più piccola regione italiana. Il Nus Malvoisie è una sottozona che comprende i territori comunali di Fénis alla destra orografica della Dora Baltea e di Nus, Quart, Saint-Cristophe, alla sinistra della Dora Baltea, chiaramente in provincia di Aosta, l'unica della regione. La base ampelografica del vino è costituita dalla vinificazione in purezza del solo Malvoisie, la varietà locale di Pinot Gris. Le tipologie previste dal disciplinare sono due: il Valle d’Aosta Malvasia o Vallée d’Aoste Malvoisie nel suo corrispondente francese, obbligatorio per la regione, e il Valle d’Aosta Malvasia Passito o Vallée d’Aoste Malvoisie Flétri in francese. Possono essere utilizzati solo i vigneti entro gli 800 metri sul livello del mare. Le uve devono avere una resa massima di 10 tonnellate per ettaro e garantire un grado alcolometrico minimo naturale di 10,50% vol. Il Passito o Flétri si deve produrre con uve appassite. Il procedimento viene svolto in locali con temperatura controllata per ottenere un contenuto zuccherino pari al 26,00%. In questi metodi non è ammessa l’aggiunta di mosti concentrati o mosti concentrati rettificati e i vini Passiti o Flétri non possono essere commercializzati prima del 1° Novembre dell’anno successivo alla vendemmia. Il bianco Nus invece può essere immesso sul mercato a partire dal 1° Dicembre dell’annata di produzione delle uve. Il Vallée d’Aoste Nus Malvoisie è un vino giallo dorato con riflessi ramati, secco dal gusto gradevole e armonico e dal profumo delicato e persistente. È duttile e si abbina sia con gli antipasti che con i primi piatti o le carni bianche. Il Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste Passito o Flétri ha colore dorato o ramato. Il profumo è fine, intenso, leggermente aromatico, con sapore dolce e caldo. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è di 16,50% vol. Si ottiene dai migliori grappoli, appassiti in ambienti arieggiati e poco luminosi e completa la sua preparazione con una fermentazione lenta e una maturazione in piccole botti di legno. Si ottiene un nettare che profuma di frutta secca e di confettura, ottimo come vino da meditazione e/o aperitivo o da sorseggiare accompagnandolo a sfiziosi dolci secchi.

Le aziende

La Crotta di Vegneron (il nome Crotta non è un errore ortografico ma quello proprio dell'azienda), coltiva i vigneti tra i 400 e i 600 metri di altitudine. Il suo Vallée d’Aoste Nus Malvoisie Flétri ha 15% vol. Il colore è di un dorato brillante; il naso risulta intenso, di albicocca secca, malto, timo e salvia. In bocca i sapori sono il fruttato e il tostato, il tutto in freschezza e morbidezza. Viene vinificato sia in acciaio che in barrique e invecchiato per 12 mesi sempre in legno e in acciaio. Da degustare con la torta di mandorle. Il Vallée d’Aoste Nus Malvoisie bianco invece ha un bel colore paglierino, con bei profumi di felce, ginestra e pompelmo. L'equilibrio tra alcol e freschezza è il segno indistinguibile di questo vino semplice ma al tempo stesso di buon pregio. Matura 4 mesi in acciaio e si abbina con il taboulé di grano ed erbe valdostano.

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Domande frequenti

  • Qual è la vera identità del vitigno Malvoisie utilizzato nel Nus?
    Nonostante il nome possa trarre in ingasso e ricordare altre varietà aromatiche, nel contesto del Nus Malvoisie DOC la "Malvoisie" corrisponde esattamente al Pinot Gris locale. Questa denominazione deriva storicamente dal termine greco-medievale legato ai commerci portuali, che nel tempo è stato applicato a diverse uve bianche. Per il consumatore moderno, è fondamentale sapere che si tratta di una versione specifica e autoctona del Pinot Gris, coltivata esclusivamente nelle aree limitrofe a Nus e Fénis, garantendo così un profilo varietale coerente con la tradizione valdostana.
  • Quali sono le differenze principali tra il Nus Malvoisie Secco e la versione Passito Flétri?
    Le due tipologie offrono esperienze sensoriali distinte. Il Nus Malvoisie Secco è un vino giallo dorato, dal profumo delicato e persistente, con un gusto secco, gradevole e armonico; è pronto per la vendita dal 1° dicembre dell'annata di vendemmia. Al contrario, il Flétri (Passito) è ottenuto da uve appassite in ambienti controllati fino a raggiungere un elevato tenore zuccherino. Presenta colori dorati o ramati, note intense di frutta secca e confettura, e un titolo alcolico minimo del 16,50%. Il Flétri richiede una maturazione più lunga e non può essere commercializzato prima del 1° novembre dell'anno successivo alla vendemmia, offrendo una struttura più calda e complessa.
  • In quali abbinamenti culinari si consiglia di servire il Nus Malvoisie?
    Grazie alla sua duttilità, il Nus Malvoisie Secco si presta a versatile accostamenti gastronomici. Essendo un vino dal carattere equilibrato e fresco, si abbina eccellentemente con gli antipasti leggeri, i primi piatti tipici valdostani e le carni bianche. Per quanto riguarda la versione Passito Flétri, la sua dolcezza e la nota aromatica lo rendono ideale come vino da meditazione o da aperitivo. In tavola, accompagna perfettamente i dolci secchi, in particolare la tradizionale torta di mandorle, oppure può essere gustato puro per apprezzarne la complessità olfattiva derivante dall'appassimento e dalla maturazione in legno.
  • Quali sono i requisiti territoriali e produttivi per ottenere la denominazione Nus Malvoisie?
    La denominazione è una sottozona del Valle d'Aosta DOC e interessa specifici comuni: Fénis (sulla destra della Dora Baltea) e Nus, Quart, Saint-Cristophe (sulla sinistra). I vigneti devono trovarsi obbligatoriamente a un'altitudine massima di 800 metri sul livello del mare. Dal punto di vista produttivo, la resa massima consentita è di 10 tonnellate per ettaro. Inoltre, le uve devono garantire un grado alcolometrico naturale minimo del 10,50% vol. Questi parametri rigorosi assicurano che il vino rifletta fedelmente il territorio unico delle Alpi Occidentali, caratterizzato da una geologia complessa e antica.

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