I vigneti

Vino bianco toscano

Parrina

Nella zona di Orbetello viene vinificata questa piccola denominazione dai buoni risultati, ancora sconosciuta ma, se saprà valorizzarsi, dal buon futuro. Un buon vino anche negli abbinamenti, molteplici, che riguardano perlopiù piatti a base di pesce e antipasti. Nelle sue versioni migliori supporta bene crostacei e molluschi, ma anche piatti più elaborati.

di Redazione

09 dicembre 2011

La zona vinicola

La produzione della denominazione Parrina riguarda una stretta aerea collinare costiera rappresentata dal comune di Orbetello, caratterizzata dalla presenza del promontorio dell'Argentario che una volta era un'isola poi unita alla terraferma dai numerosi stravolgimenti che la placca terrestre ha subito durante le vaie ere geologiche. I territori su questa parte di costa sono caratterizzati da arenarie e marne, a forte presenza di scisti. Inoltre sono presenti anche buone quantità di silicio, rocce carbonatiche e granitiche risultanti da antiche attività vulcaniche. Le alte temperature e pressioni hanno infatti espulso in passato il silicio e trasformato le rocce di profondità successivamente salite verso la crosta. Il clima è tipicamente mediterraneo e temperato, con una buona ventilazione ed escursione termica.

I vitigni bianchi

La produzione dei vini bianchi viene affidata ai vitigni delle varietà Ansonica, Trebbiano toscano, qui chiamato anche Procanico, Vermentino, Chardonnay e Sauvignon. Tranne il Trebbiano Toscano ci si trova di fronte ad alcune delle migliori ed aromatiche uve del mondo, che assicurano ai vini aromi molto fini ed eleganti. Lo Chardonnay è forse, tra queste, la varietà dagli aromi più delicati, anche con un buon apporto alcolico. È stata a lungo la regina dei vitigni bianchi, rientrando in tutte le produzioni enologiche migliori, per il suo complesso apporto aromatico che varia dai lamponi alla frutta esotica, passando anche per piacevoli sentori di tabacco, pomodori, tè e sensazioni floreali alle rose e al biancospino. È inoltre molto apprezzato per la sua facilita di coltivazione, in cui si ha solo l'esigenza di controllarne le rese troppo abbondanti che rischiano di diluire troppo il vino. I piu grandi Chardonnay del molto sono limitati a una produzione massima di 8 tonnellate per ettaro, con una resa in vino di 30 ettolitri per ettaro. Il Sauvignon è ancor più aromatico e fragrante, capace di produrre eccellenti e molto reputati bianchi secchi, tra i migliori al mondo, con sensazioni muschiate ed erbacee. Viene anche impiegato nella produzione di grandi vini dolci, lasciato attaccare dalla muffa nobile che trova in questi acini una perfetta simbiosi e uno scambio aromatico aristocratico.

Il Parrina DOC bianco

La denominazione di origine controllata Parrina è stata istituita dal decreto ministeriale del 28 settembre 2009 per autorizzare la produzione di vini bianchi, rosati e rossi nel territorio comunale di Orbetello in provincia di Grosseto. Per la produzione dei vini bianchi sono autorizzate le tipologie Parrina Bianco e Vin Santo e i monovarietali Sauvignon, Vermentino e Chardonnay. La base ampelografica del vino bianco e del Vin Santo deve essere composta dal Trebbiano toscano con percentuali variabili tra il 10 e il 30% dell'assemblaggio, tagliato con l'Ansonica dal 30 al 50% e con il Vermentino dal 20 al 40%. Il vino può essere finito con Chardonnay e Sauvignon per un massimo del 20%. Per i monovarietali la base ampelografica deve essere composta dal classico 85% del vitigno indicato in etichetta come da norma di legge in Italia. Le rese massime delle uve non possono superare le 10 tonnellate per ettaro, mentre quelle destinate alla produzione del Vin Santo devono essere sottoposte al classico metodo dell'appassimento fino ad almeno al 1° dicembre e fino al massimo al 31 marzo. Il vino deve essere commercializzato dopo il 1° novembre dal terzo anno di produzione, ed aver subito un invecchiamento in botti di legno per almeno due anni. Per tutte le altre tipologie la commercializzazione è autorizzata solo dopo il 31 dicembre. I vini hanno colori paglierini, che tendono al dorato nel caso del Bianco, e hanno riflessi verdognoli nel Vermentino. I profumi sono ben vinosi e intensi, con una bella eleganza e aromaticità nello Chardonnay e nel Sauvignon, e profumi più fruttati per il Vermentino. I vini al palato sono di gusto secco, più fruttati e vellutati nel Vermentino che riprende le sensazioni olfattive, e aromatici nelle altre tipologie. Il Bianco ha anche un buon retrogusto amarognolo. Negli abbinamenti il Bianco si accompagna ai molluschi e i crostacei, ma anche agli antipasti magri e le grigliate di pesce. Per lo Chardonnay si va su piatti più delicati di pesce e gli antipasti crudi di mare, mentre per il Sauvignon si può scegliere qualcosa di più saporito, come i risotti ai frutti di mare e i pesci al cartoccio. Per il Vermentino un ottimo abbinamento sono gli spaghetti alle vongole o alle cozze, ma anche i risotti e i formaggi molli.

Le aziende

Le aziende che producono questa denominazione sono poche e concentrate al livello locale, mentre nel panorama nazionale sono ancora sconosciute. L'Azienda Antica Fattoria La Parrina, già dal nome fa intendere di essere specializzata in questa denominazione. Il suo Parrina Bianco è un assemblaggio del 50% di Trebbiano, 30% di Chardonnay e 20% di Sauvignon, con un bel colore paglierino dai riflessi verdognoli. Il naso sprigiona intense note di origano, nespola e biancospino. In bocca il vino risulta ben sapido e fruttato, con un buon equilibrio. Un vino abbinabile al tortino di gamberetti e zucchine. Il resto della produzione è perlopiù concentrata sui rossi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per produrre il Parrina DOC bianco?
    Il Parrina Bianco nasce principalmente dall'assemblaggio di Trebbiano Toscano (Procanico), Ansonica e Vermentino, con percentuali precise stabilite dal disciplinare: il Trebbiano deve coprire dal 10 al 30%, l'Ansonica dal 30 al 50% e il Vermentino dal 20 al 40%. Alla base di questo blend, i produttori possono aggiungere fino al 20% di Chardonnay e Sauvignon per arricchire l'aromaticità. Esistono inoltre versioni monovitigno dedicate esclusivamente a Sauvignon, Vermentino o Chardonnay, che devono contenere almeno l'85% del vitigno dichiarato in etichetta, garantendo profili sensoriali distinti e più intensi rispetto all'assemblaggio tradizionale.
  • Come si presenta il profilo aromatico e gustativo del Parrina Bianco?
    Al naso, il Parrina Bianco mostra profumi intensi e ben vinosi, con sfumature diverse in base ai vitigni predominanti: il Chardonnay e il Sauvignon apportano eleganza e note floreali o erbacee, mentre il Vermentino offre sentori più fruttati. Al palato, il vino è secco, con una struttura vellutata e fruttata, specialmente nelle versioni a prevalenza di Vermentino. Le annate migliori presentano un finale con un gradevole retrogusto amarognolo, tipico di alcuni vitigni autoctoni toscani, che conferisce struttura e persistenza al bicchiere, bilanciando la freschezza mediterranea tipica della zona di Orbetello.
  • Con quali piatti di mare è consigliato abbinare il Parrina DOC?
    Grazie alla sua acidità e freschezza, il Parrina Bianco è eccellente con molluschi e crostacei, antipasti leggeri e grigliate di pesce. Specificamente, il Vermentino si abbina perfettamente a spaghetti alle vongole o cozze, risotti e formaggi molli. Il Chardonnay, più delicato, si sposa con piatti di pesce raffinati e antipasti crudi di mare. Il Sauvignon, essendo più aromatico e saporito, è ideale per risotti ai frutti di mare o pesci al cartoccio. In generale, la versatilità del vino permette di accompagnare anche piatti a base di pesce più elaborati, sfruttando la sua capacità di pulire il palato senza sovrastare i sapori.
  • Dove si produce esattamente il Parrina DOC e qual è il terroir?
    La denominazione Parrina DOC è prodotta esclusivamente nel territorio comunale di Orbetello, in provincia di Grosseto, Toscana. Questa zona è caratterizzata da un paesaggio collinare costiero unico, dominato dal promontorio dell'Argentario, un tempo isola separata dalla terraferma. Il suolo è composto da arenarie, marne, scisti e rocce carbonatiche ricche di silicio e granito, derivanti da antiche attività vulcaniche. Il clima è mediterraneo, temperato, con buona ventilazione e escursione termica, condizioni ideali per maturare uve bianche aromatiche mantenendo freschezza e mineralità.
  • Quando può essere immesso al commercio il Parrina Bianco e il Vin Santo?
    I tempi di commercializzazione variano in base alla tipologia. Il Parrina Bianco può essere venduto solo dopo il 31 dicembre dell'anno di vendemmia. Per il Parrina Vin Santo, le regole sono più stringenti: le uve subiscono un processo di appassimento obbligatorio dal 1° dicembre fino al 31 marzo successivo. Il vino deve poi invecchiare in botti di legno per almeno due anni e può essere commercializzato solo dopo il 1° novembre del terzo anno dalla vendemmia. Queste tempistiche garantiscono la corretta evoluzione fenolica e aromatica, specialmente per la versione passita.

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