Uno scorcio di Montescudaio

Vino bianco toscano

Montescudaio

Il sud della provincia di Pisa è il protagonista di questa ottima denominazione che utilizza i vitigni autoctoni e nobili per la produzione di vini di buona qualità e dai molti abbinamenti. Il territorio è molto ricco di elementi favorevoli alla vite, che contribuiscono in maniera decisiva a fornire aromi molto eleganti ai vini bianchi.

di Redazione

06 dicembre 2011

La zona vinicola

L'area di produzione del Montescudaio riguarda la zona pedecollinare a sud di Pisa, zona particolarmente ricca di argille e altri materiali di origine pleistocenica. Queste colline hanno altitudini massime di 200 metri circa, e sono ricche di sedimenti fossili marini e limo, dovute alle alluvioni, con presenza di sabbie. Il clima è temperato, con una buona ventilazione.

I vitigni bianchi

Nella produzione dei vini bianchi vengono impiegati principalmente i vitigni delle varietà Sauvignon, Chardonnay, Vermentino e Trebbiano Toscano. Il Sauvignon fu qui importato durante gli anni settanta, conseguentemente alla moda scoppiata in tutto il mondo per gli ottimi vitigni francesi. È una delle varietà migliori esistenti al mondo, molto aromatica e fragrante, protagonista di molte delle produzioni migliori, soprattutto in Francia. Il suo nome completo sarebbe Sauvignon Blanc, per distinguerlo da altri tipi di Sauvignon (Jaune, Noir, Rosé), ma ormai, dato l'importanza della sua varietà bianca, questa distinzione non viene più applicata, riconoscendo perfettamente la sua identità. La tipicità dei suoi aromi particolari viene attribuita alla presenza di metossipirazine, che conferiscono i caratteristici profumi erbacei, di muschio, frutti verdi e ortiche che si sviluppano al meglio quando le viti vengono coltivate su terreni non troppo pesanti. Nei terreni adatti gli aromi sono tra i più aromatici e rinfrescanti al mondo, tanto che invecchiamenti in rovere potrebbero addirittura coprirli e rovinare l'entusiasmo che questi vini possono creare. I grandi vini Sauvignon in purezza vanno generalmente bevuti giovani, anche se in particolari condizioni si possono raggiungere invecchiamenti fino ai 15 anni.

Il Montescudaio DOC bianco

La denominazione di origine controllata Montescudaio è stata istituita dal decreto ministeriale del 25 ottobre 1999 per autorizzare la produzione di vini bianchi, rossi e rosati nei territori comunali di Montescudaio, Casale Marittimo, Santa Luce, Castellina Marittima, Riparbella, Guardistallo e Montecatini Val di Cecina, tutti in provincia di Pisa. Per la produzione di vini bianchi sono autorizzate le tipologie Bianco e Vin Santo e i monovarietali Chardonnay, Vermentino e Sauvignon. Le basi ampelografiche dei vini devono rispondere alla percentuali di minimo l'85% del vitigno indicato in etichetta per i monovarietali; di un utilizzo di almeno il 50% di Trebbiano Toscano per il Bianco e il Vin Santo. Le rese massime delle uve devo corrispondere a 11 tonnellate per ettaro nel caso della produzione del bianco e a 10 tonnellate per ettaro nelle altre tipologie. L'appassimento anche in locali specifici delle uve impiegate per produrre il Vin Santo può protrarsi fino al 31 marzo, e la commercializzazione deve avvenire non prima dei quattro anni. I vini prodotti sotto questa denominazione hanno colore paglierino che nel caso del Vin Santo può essere anche dorato o ambrato, come nella tipicità di questi vino. I profumi che si possono percepire sono molto variabili nelle varie tipologie. Più fruttati nel bianco e nel Vermentino, assumono toni più delicati nello Chardonnay e nel Sauvignon, mentre nel Vin Santo si fanno più intensi e aromatici, con i classici sentori di miele e fieno. Sono vini piuttosto secchi, con il Vin Santo che viene prodotto anche in versione Amabile. Si possono abbinare con una ampia varietà di piatti. Per il Bianco potremmo scegliere tra gli antipasti a base di uova alle insalate di mare o le cieche alla pisana. Per lo Chardonnay i piatti più indicati sono quelli delicati, antipasti di mare e pesci con salse leggere. Nel Vermentino invece gli accostamenti sono più ampi e riguardano i crostacei, i molluschi ma anche le carni bianche e i formaggi non stagionati, magari dal gusto delicato. Il Sauvignon richiede piatti più decisi e aromatici, mentre per il Vin Santo gli accostamenti sono i classici.

Le aziende

Tra le aziende una delle più reputate è la Fattoria Poggio Gagliardo, che con attente vinificazioni produce una vasta gamma di buon i vini anche Montescudaio. Tra i migliori c'è lo Chardonnay Vignalontana, in purezza, di un bel color oro. Il naso esprime eleganti sensazioni di iris e ginestra, seguite dai tocchi della frutta esotica e della vaniglia. Il palato è minerale e fresco, ben solido ed equilibrato dopo un'attenta maturazione in legno. Da provare con il carpaccio di branzino. Il Vermentino Linaglia, tagliato con il 1o% di Sauvignon e il 5% di Chardonnay, è una spanna più sotto, paglierino con sfumature verdognole. Ottimo naso, con profumi floreali di campo, pesca e cedro. Al palato compare un intenso tocco aromatico, supportato da un corpo medio. Un buon vino da associare agli spaghetti alle vongole. Il Podere La Regola produce il Montescudaio Bianco Lauro con il 50% di Vermentino, il 30% di Sauvignon e il 20% di Chardonnay. Il risultato è un bel colore paglierino con riflessi oro, e belle note mature e cremose al naso. Sfilano la crema pasticcera, le pesche e le albicocche mature, e il fresco mandarino. Anche il palato è cremoso, con un bel finale di vaniglia. Ideale per il pollo alle mandorle. Il Bianco Steccaia invece è composto dal 70% di Vermentino e il 30% di Sauvignon, per un naso tutto incentrato sulle erbe aromatiche e il pompelmo, con bei toni speziati di pepe bianco e macchia mediterranea. Molto aromatico anche in bocca, con un buon equilibrio e una discreta persistenza. Un ottimo vino per i risotti ai frutti di mare.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per il Montescudaio DOC bianco?
    Il Montescudaio DOC bianco si distingue per l'utilizzo di vitigni internazionali e autoctoni. I principali sono Sauvignon Blanc, Chardonnay, Vermentino e Trebbiano Toscano. Per le versioni monovitigno, la normativa richiede almeno l'85% del vitigno dichiarato in etichetta. Nelle miscele, come il Bianco classico o il Vin Santo, il Trebbiano Toscano deve costituire almeno il 50% dell'assemblaggio. Questa combinazione permette di ottenere profili aromatici variabili, dall'erba fresca del Sauvignon alla struttura del Chardonnay, fino alla tipicità mediterranea del Vermentino.
  • Come influisce il terreno pedecollinare di Pisa sull'aromaticità del vino?
    I vigneti del Montescudaio sorgono su terreni pedecollinari ricchi di argille, sedimenti fossili marini, limo e sabbie di origine pleistocenica. Questa composizione geologica, unita a un clima temperato e ben ventilato, favorisce uno stress idrico moderato e una maturazione equilibrata degli acini. In particolare, per il Sauvignon Blanc, terreni non eccessivamente pesanti esaltano i composti terpenici e le metossipirazine, rilasciando aromi erbacei, di muschio e frutti verdi unici. Il suolo contribuisce quindi a conferire ai vini bianchi quella freschezza e complessità aromatica che li rende eleganti e distintivi rispetto ad altre zone toscane.
  • Quanto tempo va invecchiato il Montescudaio Vin Santo prima della commercializzazione?
    Il Montescudaio Vin Santo presenta regole precise di affinamento che ne garantiscono la qualità. Le uve destinate a questa tipologia subiscono un processo di appassimento, che può protrarsi fino al 31 marzo nell'anno successivo alla vendemmia. Successivamente, il vino deve invecchiare in botti di legno per un periodo minimo di quattro anni prima di poter essere immesso al commercio. Questo lungo riposo permette allo spumante dolce di sviluppare note intense di miele, fieno e frutta secca, acquisendo una struttura complessa e un colore che varia dal paglierino all'ambrato dorato.
  • Con quali piatti si abbina meglio il Montescudaio Sauvignon?
    Il Montescudaio Sauvignon, grazie ai suoi marcati sentori erbacei e agrumati derivanti dalle metossipirazine, richiede abbinamenti che ne rispettino la vivacità. Si consiglia con piatti dalla cucina decisa e aromatica, come preparazioni a base di erbe officinali, verdure grigliate o piatti di pesce con salse speziate. A differenza di altri bianchi toscani, il Sauvignon trova perfetta armonia con sapori forti che non coprono la sua fragranza. È sconsigliato l'invecchiamento in rovere prolungato per non mascherare i suoi profumi primari; va pertanto servito giovane e ben freddo per apprezzarne tutta la freschezza e la mineralità.
  • Quali sono le caratteristiche organolettiche del Montescudaio Chardonnay?
    Il Montescudaio Chardonnay si presenta con un colore paglierino, talvolta con riflessi dorati se affinato in legno. Al naso offre profumi delicati e strutturati, spesso accompagnati da note di frutta matura, fiori bianchi e, se sottoposto a maturazione in barrique, tocchi di vaniglia e spezie dolci. Al palato risulta elegante, con una buona struttura e una freschezza equilibrata. Le aziende produttrici, come Fattoria Poggio Gagliardo, puntano su vinificazioni curate per mantenere la mineralità del territorio. Si abbida egregiamente con antipasti di mare delicati, pesci bianchi con salse leggere e piatti di carne bianca come il carpaccio di branzino.

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