Il panorama dalla tavola

Vino bianco toscano

Cortona

Nella Maremma meridionale si producono i vini di questa piccola denominazione, poco conosciuti ma di sicura qualità, che possono trovare eleganti abbinamenti con i crostacei e altri prodotti marini nobili. Sicuramente un vino da seguire, e proporre ai propri conoscenti, magari durante una cena tra amici.

di Redazione

29 novembre 2011

La zona vinicola

La produzione del Cortona si svolge sulle colline della Toscana meridionale a ridosso del confine con l'Umbria, vicino al Lago Trasimeno. I terreni sono di origine alluvionale, con colline dolci costituite da argille in prevalenza, sabbie e materie organiche provenienti dai fossili preistorici che occupavano il fondo dell'antico mare della Tetide. A differenza di molte altre zona non ci sono grosse presenze calcaree, favorevoli alla coltivazione della vite, i terreni sono comunque di buona fertilità grazie alla presenza di limo, marne e arenarie coadiuvate da molto silicio e scisti. Il lago ha una funzione mitigatrice nell'area, con scambi termici adatti alle coltivazioni collinari. La coltivazione si svolge soprattutto nelle aree pedecollinari, che delimitano la zona pianeggiante. La fertilità dell'area era conosciuta già alla prima civiltà che occupò l'area, gli Etruschi, che furono poi assimilati dai Romani che ne proseguirono e arricchirono la produzione vinicola, grazie alla vicinanza della capitale dell'impero, che importava enormi quantità di vini.

I vitigni bianchi

Per produrre i bianchi cortonesi vengono utilizzate i vitigni delle varietà Trebbiano toscano, Malvasia bianca, Chardonnay, Grechetto e Sauvignon. A queste può essere affiancato il Sangiovese nella produzione dei Vin Santo, una particolarità della zona. Anche la Malvasia bianca si utilizza per la produzione di questo vino passito, insieme al Trebbiano, in quanto è una varietà antica e versatile, capace sia di appassire che di fornire vini giovani e briosi, leggermente frizzanti ma anche versioni ottimamente spumantizzate. Il Trebbiano in questa zona, viene utilizzato con la Malvasia per la produzione dei passiti, grazie alla sua versatilità che con rese controllate può fornire questo tipo di vini anche in purezza.

Il Cortona DOC

La denominazione di origine controllata Cortona fu istituita per autorizzare la produzione di rossi e bianchi nel solo comune di Cortona in provincia di Arezzo. Per la produzione dei bianchi sono autorizzate le tipologie monovarietali Grechetto, Sauvignon e Chardonnay e il Vin Santo, anche Riserva. Per i monovarietali la percentuale di vitigno è il classico 85%, mentre i Vin Santo si devono produrre per almeno il 70% da Grechetto, Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano. Le rese massime autorizzate sono stabilite a 9 tonnellate per ettaro per tutte le tipologie ad eccezione del Vin Santo che deve essere ottenuto da rese massime di 8 tonnellate per ettaro. L'uva per il Vin Santo deve essere appassita fino al 15 dicembre e la messa in vendita non può avvenire prima del 31 marzo del terzo anno per il Vin Santo e prima del 1° novembre del quinto anno di produzione. I vini hanno colori paglierini, con gamme olfattive a seconda del vitigno, che risultano aromatiche e intense, con lo Chardonnay più fruttato. Al palato sono vini secchi, eleganti. I Vin Santo hanno colori classici dei passiti, che variano dall'oro all'ambra, con profumi molto intensi e fruttati, e bocca vellutata. Negli abbinamenti con lo Chardonnay si possono scegliere i ravioli in brodo, il salmone affumicato o le fettuccine ai frutti di mare. Con il Grechetto si passa a sapori più forti, come gli involtini ai carciofi e l'insalata di tonno, ma anche con la pasta con la ricotta. Anche il Sauvignon si abbina con i sapori con cui si accorda lo Chardonnay. I Vin Santo hanno i classici abbinamenti con i dessert e la pasticceria, sia cremosa che secca.

Le aziende

I Tenimenti Luigi d'Alessandro vinifica un ottimo Cortona Vin Santo con il Trebbiano in purezza. Il risultato è un vino di colore topazio molto brillante, che esprime gamme olfattive con confetture di susine, seguite da mela, frutta caramellata, zafferano e caffè. Il palato è dolce e ben equilibrato da un'ottima sapidità. Il finale è lungo e affumicato, ottimo per la pasticceria con i frutti canditi. Gli Avignonesi vinificano un Sauvignon giallo paglierino, con aromatici profumi fruttati e floreali che ben si abbinano ai crostacei, ai formaggi freschi, ma anche a risotti e carni bianche delicate. Anche l'Azienda Agricola Stefania Mezzetti vinifica il Sauvignon dai toni delicati ma con bocca ben tannica e potente, anche se morbida, da abbinare ai salmoni affumicati e le paste ai frutti di mare. Il Consorzio di Tutela dei vini di Cortona produce tutta la gamma. Lo Chardonnay è di un bel paglierino con profumi di frutta fresca, mentre il Grechetto esprime sentori più aromatici. Giannoni Fabbri vinifica un bel Vin Santo di colore ambrato, dal Trebbiano in purezza dove si esprimono la frutta secca, il dolce del miele e il retrogusto amarognolo degli amaretti. Il palato richiama il naso, con un bel sapore dolce e persistente. L'azienda La Canonica vinifica il Cortona Sauvignon Don Giovanni, sempre giallo paglierino con eleganti sentori di frutta bianca, come la pesca. Al palato freschezza e sapidità rendono il vino molto bevibile, e abbinabile sia ai risotti che alle carni bianche.

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Domande frequenti

  • Quali sono i vitigni principali utilizzati per la produzione del Cortona DOC bianco?
    Il disciplinare del Cortona DOC prevede l'utilizzo di diverse varietà, sia in blend che monovitigno. Le uve autorizzate includono Trebbiano Toscano, Malvasia Bianca, Chardonnay, Grechetto e Sauvignon Blanc. È possibile trovare in commercio versioni monovitigno specifiche per Grechetto, Sauvignon e Chardonnay, caratterizzate da una percentuale minima dell'85% del vitigno indicato. Questa flessibilità permette di ottenere profili sensoriali molto diversi tra loro, spaziando dalla struttura del Grechetto alla fruttuosità del Chardonnay, fino all'aromaticità del Sauvignon.
  • Come si presenta il Cortona Vin Santo e quali sono le sue regole di invecchiamento?
    Il Cortona Vin Santo è un vino passito di grande eleganza, prodotto principalmente da Grechetto, Malvasia Bianca e Trebbiano Toscano (minimo 70%). Ha un colore che varia dall'oro all'ambra e un profumo intenso e fruttato. La normativa impone tempi di maturazione rigorosi: la vendemmia deve essere appassita entro il 15 dicembre e la commercializzazione è vietata prima del 31 marzo del terzo anno successivo alla vendemmia. Esiste inoltre la riserva, che richiede un affinamento ancora più lungo, fino al quinto anno, garantendo complessità e dolcezza equilibrata.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Cortona Chardonnay?
    Il Cortona Chardonnay si distingue per note fruttate e una struttura elegante, ideale per accompagnare piatti raffinati. Si abbina perfettamente ai ravioli in brodo, sfruttando la sua acidità per pulire il palato. È eccellente anche con il salmone affumicato, dove i suoi aromi si fondono armoniosamente con la grassezza del pesce. Un altro abbinamento vincente è quello con le fettuccine ai frutti di mare, poiché il vino riesce a valorizzare i sapori delicati del mare senza coprirli, offrendo una bevibilità immediata e strutturata.
  • Quali sono le peculiarità del territorio di produzione del Cortona DOC?
    La zona di produzione si estende sulle colline della Maremma aretina, al confine con l'Umbria e vicino al Lago Trasimeno. I terreni sono prevalentemente alluvionali, composti da argille, sabbie e resti fossili dell'antica Tetide, con scarsa presenza calcarea. La fertilità è assicurata da limo, marne e arenarie. Il Lago Trasimeno svolge una funzione climatica fondamentale, mitigando le temperature e creando microclimi ideali per la viticoltura. Questa storia geologica e la vicinanza storica agli Etruschi e ai Romani conferiscono ai vini una personalità unica e distinta rispetto ad altre zone toscane.
  • Cosa caratterizza il Cortona Grechetto rispetto alle altre varietà?
    Il Cortona Grechetto offre un profilo sensoriale diverso dagli altri bianchi della denominazione, presentando sentori più aromatici e strutturali. A differenza del Chardonnay più fruttato o del Sauvignon più floreale, il Grechetto mostra una maggiore potenza in bocca. Questo lo rende il compagno ideale per pietanze dal gusto deciso: si abbina magnificamente agli involtini di carciofi, all'insalata di tonno e alla pasta con la ricotta. La sua capacità di reggere sapori intensi lo rende una scelta versatile per chi cerca un bianco toscano con carattere e persistenza.

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