verdicchio

Vino bianco marche

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico e Classico Riserva

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è tra i migliori banchi italiani, un vino di altissima qualità prodotto con un vitigni tipico delle Marche.

di Redazione

02 gennaio 2014

La zona vinicola

La zona vinicola del Verdicchio dei Castelli di Jesi si colloca in provincia di Ancona tra la costa adriatica e la catena montuosa degli Appennini che include una regione storicamente molto attiva e importante in particolare nel Medioevo e nel primo Rinascimento, quando si formarono numerosi borghi castellati, i “castelli” appunto, paesi fortificati che fanno da cornice alla produzione di vino. Qui infatti i rilievi collinari sono dolci e coltivati a Verdicchio. I Castelli di Jesi veri a propri sono 14, disposti a ferro di cavallo per circondare la valle di Jesi su un panorama molto suggestivo che ancora oggi rappresenta uno dei migliori patrimoni artistici della nazione. Questa è appunto la patria del Verdicchio, piantato su tutte le colline per ottenere un vino divenuto molto famoso e di grandissimo pregio. I vigneti sono posti tra gli 80 e i 550 metri sul livello del mare, con un punto di vista geologico riassumibile in tre fasce: la fascia a monte costituita da substrati marnosi di arenaria originatasi nel Miocene, in cui il suolo ha forte presenza di calcare ed è abbastanza friabile; vi è poi la fascia intermedia. Originata sempre nel Miocene sempre con substrati marno-arenacei ma con presenza di gesso e di medio impasto; infine troviamo la Fascia di valle dove i terreni invece sono molto solidi, di origine pleistocenica con una composizione argillosa mescolata con arenarea. I vigneti qui godono, in tutte le fasce, di buona ventilazione e in particolare favoriscono il Verdicchio, che qui riesce ad esprimersi al meglio come in nessun altro luogo. Questi terreni sono ottimali per il Verdicchio ma sono le stesse condizioni microclimatiche a rendere quest'area speciale. La ventilazione infatti previene la formazione della muffa che il vitigno non sopporta bene. Le temperature poi sono quelle giuste in qualsiasi periodo per l'anno per il Verdicchio, ovvero miti vicino alla fioritura e calde all'approssimarsi della vendemmia. Di notte invece vi è un abbassamento delle temperature che ha l'effetto di arricchire gli aromi delle uve e quindi del vino.

Il Verdicchio

Il Verdicchio è chiaramente il vitigno con cui si vinifica questo vino, anche se il disciplinare accetta un 15% di uve locali in assemblaggio, praticamente mai utilizzato. Il Verdicchio è un vitigno autoctono proprio delle Marche ed è coltivato su qualche ettaro anche in Umbria, Lazio, Emilia, Toscana, Lombardia e infine in Sardegna. Nelle Marche è coltivata fin dalla notte dei tempi, in particolare proprio nell'area geografica di Jesi dove si parla della sua presenza già dal VII secolo avanti Cristo. L'intuizione deriva dal nome latino viridicare e viridis con cui i Romani avrebbero indicato le bacche di questo vitigno venate di verde. Le analisi di laboratorio sul DNA hanno confermato quel che si sospettava da tempo, ovvero l'uguaglianza con il Trebbiano di Soave e il Trebbiano di Lugana, che qui si sarebbe talmente ben adattato da dare vita a uve che oggi forniscono vini di livello internazionale altissimo. Infatti il Verdicchio dovrebbe essere stato importato solo nel 1400, smentendo così l'intuizione “Latina” che potrebbe riguardare un Trebbiano comune. Oggi comunque viene giustamente considerato un vitigno autoctono e autonomo rispetto agli altri, vista la sua grande qualità irraggiungibile ai suoi simili. Il vitigno ha un'alta vigoria, matura tardi e i grappoli sono grandi, piramidali e alati. Le bacche sono medie, di colore giallo-verde. Contrariamente al Trebbiano qui le rese sono abbastanza basse anche se regolari. Viene coltivato in collina, di preferenza su suoli calcareo-argillosi per i risultati migliori. I vini migliori del Verdicchio sono chiaramente quelli di Jesi ma vengono presi in considerazione anche quelli del Soave e Lugana a nome Trebbiano. In purezza il Verdicchio vinifica con colori paglierino chiaro venati verde brillante. Il naso è molto aromatico, con presenza di frutta e fiori, su fondi di mandorla amara. Il vino ha una struttura solida, fresca, equilibrato dall'acidità citrina utile anche per l'invecchiamento. Ottimo sia fermo che spumantizzato, a volte passito.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG

La denominazione di origine controllata e garantita Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva, in cui è inclusa anche il Riserva Classico, nasce il 18 Febbraio 2010 dopo che in precedenza era stato incluso in un disciplinare di solo DOC. Il disciplinare prevede due soli vini, il Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva e il Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva classico, la cui base ampelografica deve essere con il Verdicchio presente per un minimo del 85%. Si possono aggiungere i vitigni autorizzate in provincia di Macerata ed Ancona, ma questo avviene molto raramente. I comuni autorizzati alla coltivazione sono una ventina in provincia di Ancona, tra i quali Bàrbara, Serra de’ Conti, Montecarotto, Poggio San Marcello, Morro d’Alba, Senigaglia, San Marcello e San Paolo di Jesi e poi nei comuni di Apiro e Cingoli in provincia di Macerata. La menzione “Classico” può essere utilizzata solo dai vini prodotti nella zona originaria più antica, ovvero quella della riva sinistra del Fiume Misa e dei comuni di Ostra e di Senigaglia. Le rese sono fissate per entrambe le tipologie a 10,00 tonnellate per ettaro e il grado alcolico minimo deve essere si 12,00% vol. “Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva classico” 12,00% vol. Il vino deve essere invecchiato per almeno 18 mesi 6 dei quali in bottiglia prima di essere commercializzato a partire dal 1° Dicembre dell’anno di vendemmia.

I produttori

Sono numerosi i vini di grandissima qualità prodotti sotto questa denominazione. Tra i più importanti il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Villa Bucci Riserva dell'azienda Bucci. Vino perfetto già dal colore oro e smeraldo. Il naso è molto complesso, con aromi di pietra focaia, nocciola e boisé, con agrumi, fieno, tiglio e camomilla, seguiti poi dalla ginestra, tocchi mielati e minerali. Fresco e brioso il palato segnala agrumi, note balsamiche e sapidità minerali. Perfetto per i gamberoni freschi o appena passati alla piastra, magari con un goccio di olio di prima qualità.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Verdicchio dei Castelli di Jesi normale e la versione Classico Riserva?
    La distinzione fondamentale risiede nella zonizzazione geografica e nei requisiti di invecchiamento. La menzione 'Classico' è riservata esclusivamente ai vini prodotti nelle zone storiche e originarie, situate sulla riva sinistra del fiume Misa e nei comuni di Ostra e Senigaglia, aree considerate il cuore produttivo del vitigno. Inoltre, mentre entrambi i tipi condividono una base ampelografica di almeno l'85% di Verdicchio, la versione Riserva Classica impone un invecchiamento obbligatorio di almeno 18 mesi, di cui 6 specifici in bottiglia, prima della commercializzazione. Questo processo lungo conferisce al vino una complessità aromatica superiore e una struttura più solida rispetto alle versioni standard, permettendo una maggiore evoluzione organolettica.
  • Perché il Verdicchio dei Castelli di Jesi è considerato unico rispetto ad altri vitigni bianchi italiani?
    Il Verdicchio si distingue per la sua capacità di esprimere un profilo aromatico complesso e minerale grazie a condizioni pedoclimatiche specifiche. I vigneti, situati tra gli 80 e i 550 metri di quota, beneficiano di terreni variegati (marnosi, arenacei e argillosi) che garantiscono ottima ventilazione, prevenendo malattie fungine come la muffa. Il microclima offre estati calde ma con notti fresche, fondamentali per preservare l'acidità e arricchire gli aromi. A differenza di altri vitigni simili, il Verdicchio di Jesi sviluppa note distintive di mandorla amara, agrumi e fiori, mantenendo una struttura solida e bilanciata che lo rende eccellente sia giovane che invecchiato, raggiungendo livelli qualitativi internazionali difficili da eguagliare.
  • Come si presenta il colore e il profumo di un Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva?
    Alla vista, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva mostra un colore paglierino chiaro, talvolta tendente all'oro smeraldino man mano che il vino matura in bottiglia. Al naso, il profumo è intenso e complesso: emergono inizialmente note floreali e fruttate, seguite da sentori caratteristici di mandorla amara, pietra focaia e legno tostato (boisé) negli esemplari più evoluti. Si aggiungono spesso sfumature di agrumi, fieno, tiglio, camomilla e tocchi mielati o minerali. In bocca, il vino risulta fresco, brioso e sapido, con un'acidità citrina ben integrata che ne sostiene la struttura e ne garantisce la longevità, offrendo una bevuta elegante e persistente.
  • Quali piatti consiglia di abbinare a un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva?
    Data la sua struttura solida, l'acidità vivace e le note minerali, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva è estremamente versatile in tavola. Si abbina magnificamente ai frutti di mare, in particolare ai crostacei come i gamberoni freschi o appena scottati alla piastra, dove la sapidità del vino esalta la dolcezza della carne. È ideale anche con primi piatti a base di pesce, risotti allo scoglio o piatti della cucina marchigiana a base di carciofi e tartufi bianchi. L'olio extravergine d'oliva di alta qualità, usato come condimento, crea un connubio armonioso con le note erbacee e minerali del vino, rendendolo perfetto per antipasti sofisticati e formaggi stagionati medi.

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