Innesto uva

Uva

Innesto uva

Gli innesti della vite sono praticati largamente per vari scopi, tra cui la salvaguardia della specie, la conservazione delle caratteristiche o il miglioramento della varietà. Sono abbastanza semplici da eseguire ma bisogna ricordare sempre le norme igieniche.

di Redazione

25 giugno 2012

Cosa è l'innesto

L'innesto è una pratica di moltiplicazione per le piante che si effettua con parti di pianta adulta inserite secondo determinate metodologie. Questa tecnica, si usa per la moltiplicazione asessuata detta moltiplicazione agamica, in modo da ottenere una pianta esattamente uguale alla pianta madre. In questo modo si evitano tutte le modificazioni genetiche dovute all'unione tra due piante con geni diversi, nonostante siano della stessa specie. Grazie a questo si possono ottenere piante con con caratteristiche uguali tutti gli anni, in modo che per esempio nella vite, la varietà non cambi nel tempo. Altro vantaggio derivante da questa tecnica è l'ibridazione con specie diverse in modo da migliorare la varietà o, come successe in passato, di salvarla da pericolose epidemie. Fu infatti nell'ottocento che la vite europea fu salvata dall'estinzione a causa della fillossera, grazie agli innesti delle varietà europee su portinnesti americani. La funzione degli innesti è quindi molto utile per la conservazione delle caratteristiche della pianta, il suo miglioramento e la sua salvaguardia. Gli innesti si possono effettuare solo su piante legnose o semi-legnose, come arbusti e alberi.

L'innesto della vite

L'innesto della vite è divenuta una pratica comune per le grandi aziende, che confidano in questo modo di riuscire a produrre tutti gli anni vini delle stesse caratteristiche, condizioni climatiche variabili escluse. Su queste ultime purtroppo non si può agire, ma d'altra parte la bellezza del vino è proprio la grande esperienza del produttore che ogni anno deve calibrare le sue scelte in base all'andamento della stagione. Gli innesti nella vite si praticano alla ripresa vegetativa della pianta, in modo che la parte innestata cresca velocemente e non debba subire il gelo.

Come effettuare l'innesto

L'innesto più pratico è quello a spacco. Il rametto da preparare per l'innesto dovrà essere lungo pochi centimetri, non più di dieci, e contenere almeno tre gemme per dare vita ad un nuovo ramo. Dovrà rispettare le polarità, ovvero la parte inferiore sarà quella da innestare. Essa dovrà essere preparata a punta tagliando diagonalmente il rametto in modo da formare un piccolo cuneo. Il ramo su cui innestare il rametto deve essere ugualmente preparato. Esso deve essere tagliato opportunamente. Per fare ciò nelle viti vengono usati dei ceppi portinnesti da tagliare verticalmente in modo da infilare verticalmente il rametto. In piccolo ceppo deve avere possibilmente un diametro di poco superiore a quello del rametto. Una volta completato l'innesto va fasciato con della garza di rafia, per evitare le infezioni. Anche le attrezzature da utilizzare devono essere sterilizzate per scongiurare lo stesso pericolo.

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Domande frequenti

  • Qual è il motivo storico principale per cui oggi si usano quasi esclusivamente innesti sulla vite?
    La pratica dell'innesto è diventata fondamentale dopo la crisi della fillossera nell'Ottocento, un parassita radicale che decimò i vigneti europei. Le varietà di vite europea (Vitis vinifera) erano estremamente sensibili a questo insetto, mentre le specie americane possedevano naturali resistenze. Innestando i preziosi vitelli europei sui robusti portainnesti americani, si è riusciti a salvare la produzione vinicola continentale dall'estinzione. Oggi, oltre alla salvagardia dalle malattie radicali, l'innesto permette di mantenere intatte le caratteristiche genetiche della varietà madre, garantendo coerenza produttiva anno dopo anno.
  • In quale periodo dell'anno è consigliabile effettuare l'innesto della vite?
    Il momento ideale per innestare la vite coincide con la ripresa vegetativa primaverile. È cruciale operare quando la pianta sta uscendo dal riposo invernale, poiché in questa fase la linfa circola attivamente e i tessuti sono più ricettivi alla fusione. Effettuare l'innesto in primavera garantisce che la parte innestata possa crescere rapidamente e indurirsi prima dell'arrivo dei freddi invernali, riducendo drasticamente il rischio che il taglio subisca danni da gelo. Evitare assolutamente i periodi estivi troppo secchi o quelli invernali rigidi, dove la crescita è bloccata o rallentata.
  • Come si prepara correttamente il rametto (marza) per l'innesto a spacco?
    Per un innesto a spaccio efficace, il rametto da prelevare, chiamato marza, deve essere lungo al massimo dieci centimetri e contenere almeno tre gemme vitali. La preparazione richiede precisione: la parte inferiore del rametto va tagliata diagonalmente per formare un cuneo affilato e simmetrico. È essenziale rispettare la polarità della pianta, assicurandosi che il basso del rametto corrisponda alla direzione di crescita verso il suolo. Questo cuneo dovrà incastrarsi perfettamente nello spacco verticale praticato sul portainnesto, massimizzando la superficie di contatto tra i cambii delle due piante per favorire la guarigione.
  • Quali precauzioni igieniche sono indispensabili durante la procedura di innesto?
    L'igiene è il fattore critico per il successo dell'innesto, poiché le ferite aperte sulle piante sono porte d'ingresso per funghi e batteri patogeni. Tutte le attrezzature, specialmente coltelli e forbici, devono essere accuratamente sterilizzate prima dell'uso, preferibilmente con alcool o fiamma, per evitare contaminazioni crociate. Inoltre, subito dopo aver accostato le due parti, il punto di innesto va avvolto strettamente con garza di rafia o nastro specifico. Questa fasciatura non tiene ferma la marza, ma isola la ferita dall'aria e dagli agenti esterni, prevenendo dissecamento e infezioni fino alla completa saldatura dei tessuti.
  • Cosa succede se il diametro del portinnesto e della marza sono molto diversi?
    Affinché l'innesto abbia successo, è necessario che i diametri del portinnesto (la base) e della marza (il rametto innestato) siano quanto più simili possibile. Idealmente, il ceppo portinnesto dovrebbe avere un diametro leggermente superiore a quello del rametto, permettendo un incastro stabile senza eccessive pressioni. Se c'è una differenza marcata, la comunicazione vascolare tra le due piante risulterà compromessa: la linfa non scorrerà efficientemente, causando il disseccamento della marza o la morte dell'intera pianta. In caso di discrepanze, si consiglia di scegliere marze più spesse o di optare per tecniche di innesto meno esigenti in termini di corrispondenza dimensionale.

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