scheda di degustazione

Sommelier

Tecniche di degustazione

Le tecniche di degustazione per il vino sono molto precise e vanno descritte sulle apposite schede in maniera dettagliata seguendo uno schema ed un linguaggio ben definiti.

di Redazione

18 giugno 2012

La tecnica di degustazione

La tecnica di degustazione classica del vino prevede la considerazione di alcuni fattori molto importanti nella valutazione, e poi la sua trascrizione su apposite schede, dette appunto schede di degustazione dove si annotano questi fattori. Naturalmente iniziando dal nome del vino, deve essere poi annotata la temperatura di servizio, il bicchiere, l'impatto visivo, quello olfattivo e quello gustativo, con i sommelier più esperti che termineranno con una conclusione, più o meno positiva chiaramente, anche su quelle che possono essere le evoluzioni nel caso si tratti di un vino con ulteriori possibilità di affinamento ed invecchiamento.

La temperatura

In genere esistono temperature standard nel servizio del vino, ma queste possono essere alzate, nel caso delle degustazioni professionali, per far esprimere meglio gli aromi. Questa soluzione va fatta però solo da sommelier esperti, che sono in grado di valutare bene le risposte alle varie temperature. Le temperature standard invece sono i canonici 8°C per gli spumanti e gli champagne giovani, mentre si sale a 10°C per gli invecchiati e gli aristocratici. Per i bianchi la temperatura di degustazione è di 10°C, da alzare a 12°C nel caso dei grandi vini. I vini da dessert invece vanno generalmente degustati sui 12°C, senza aumentarne la temperatura in nessun caso. Per i giovani rossi invece, freschi e con basse concentrazioni di tannini, la giusta temperatura è di 14°C. Per quelli che abbiano una concentrazione tannica e un'età maggiore ma sempre relativamente giovane la temperatura ideale si aggira sui 16°C mentre per i grandi invecchiati o i grandi strutturati si preferiscono temperature leggermente superiori, intorno ai 18°C, con particolare attenzione ai grandi invecchiati, molto delicati, in cui una temperatura eccessiva potrebbe pregiudicare il vino. Fortunatamente in genere questi ultimi vengono degustati sempre alla presenza di persone molto esperte che preparano la degustazione nel migliore dei modi.

Bicchiere ed esame

La tecnica chiaramente prevede la scelta del bicchiere giusto, in modo che gli aromi vengano distribuiti nel tempo e con la giusta velocità di salita al naso. si parte sempre da una valutazione visiva in cui si deve indicare sulla scheda di degustazione il giusto colore associato al vino, la densità rilevabile attraverso le “lacrime”, e nel caso degli spumanti il flusso dell'effervescenza, descritto in densità, grandezza delle bollicine e velocità. Passando poi all'esame olfattivo, vanno prima trascritti gli aromi primari, e poi, attendendo almeno cinque minuti, i secondari. Nel caso dei grandi invecchiati bisognerà aggiungere anche il bouquet. Tutte tre le fasi devono essere descritte in maniera ben distinta. Una volta passati poi alla fase gustativa, bisognerà indicare con precisione il tipo di vino, se secco, abboccato o dolce ad esempio, la struttura tannica, la solidità del corpo e la chiusura con i relativi tempi. Si dovranno trascrivere inoltre i sapori e le eventuali mineralità. Nelle conclusioni potranno essere indicate le potenzialità del vino, gli abbinamenti e gli eventuali invecchiamenti aggiuntivi. Il tutto va descritto con un linguaggio ben definito, che si acquisisce con il tempo, in modo che ognuno sia in grado di comprendere la scheda in esame di lettura.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le temperature ideali di servizio per le diverse categorie di vino?
    Le temperature di servizio variano significativamente in base al tipo di vino per esaltarne le caratteristiche. Gli spumanti giovani e gli Champagne si servono a 8°C, mentre quelli invecchiati richiedono 10°C. I bianchi freschi vanno serviti a 10°C, alzandosi a 12°C per i grandi bianchi e i vini da dessert. Per i rossi, la scala va dai 14°C dei giovani e leggeri, ai 16°C dei rossi con struttura media, fino ai 18°C dei grandi invecchiati e strutturati. È fondamentale non superare mai i 18°C per i vini delicati per evitare di alterarne l'equilibrio aromatico.
  • Come si svolge correttamente l'esame olfattivo durante una degustazione professionale?
    L'esame olfattivo richiede pazienza e distinzione temporale. Inizialmente si registrano gli aromi primari, derivanti dall'uva stessa. Successivamente, bisogna attendere almeno cinque minuti agitando delicamente il bicchiere per permettere l'ossigenazione e identificare gli aromi secondari, legati alla fermentazione. Nei vini invecchiati di grande pregio, dopo ulteriore attesa, emerge il bouquet, complesso e terziario. Ogni fase deve essere descritta separatamente sulla scheda per garantire una valutazione precisa e riproducibile, evitando confusione tra le diverse fonti aromatiche.
  • Cosa analizzare nell'esame visivo del vino e come descriverlo?
    Nell'esame visivo, fondamentale per la scheda di degustazione, si valutano colore, densità ed effervescenza (se presente). Il colore indica la maturità e l'età del vino. La densità si osserva attraverso le "lacrime" o gambe del vino che scendono lungo le pareti del calice, suggerendo alcolicità e zuccheri residui. Per gli spumanti, si analizza il flusso della bollicina, valutandone la finezza, la costanza e la velocità di risalita. Questi parametri forniscono indizi immediati sulla struttura e sulla qualità potenziale del vino prima ancora di annusarlo o berlo.
  • Perché i sommelier esperti talvolta aumentano la temperatura di servizio oltre lo standard?
    I professionisti possono alzare leggermente la temperatura rispetto agli standard canonici esclusivamente durante degustazioni analitiche per far emergere completamente il profilo aromatico del vino, specialmente nei vini complessi o invecchiati. Tuttavia, questa pratica è riservata a esperti capaci di interpretare correttamente le reazioni chimiche e sensoriali a temperature più elevate. Per il consumatore medio o il servizio in tavola, è invece cruciale rispettare le temperature standard per garantire l'equilibrio corretto tra acidità, alcol e aromi, evitando che il calore mascheri le sfumature delicate del vino.
  • quali elementi devono essere inclusi nelle conclusioni della scheda di degustazione?
    La fase conclusiva della scheda non si limita al giudizio soggettivo, ma include indicazioni pratiche e prospettive future. Si annotano le potenzialità di invecchiamento del vino, indicando se ha ancora margine di evoluzione positiva in bottiglia. Si suggeriscono gli abbinamenti gastronomici più idonei basati sulla struttura e sui sapori rilevati. Infine, si valuta la chiusura in bocca e la persistenza. Questo resoconto completo permette ad altri addetti ai lavori o al consumatore di comprendere non solo la qualità attuale, ma anche il comportamento del vino nel tempo e il suo utilizzo ideale a tavola.

Potrebbe interessarti anche