L esame visivo

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L'esame visivo

L'esame visivo rappresenta il 10 per cento dell'esame totale di un vino. Attraverso il colore del vino si possono avere molte indicazioni utili sulla tipologia, l'invecchiamento e l'assemblaggio, mentre con l'esame delle lacrime è possibile valutare la struttura del corpo.

di Redazione

31 maggio 2012

Il colore nel vino

Il colore del vino è il primo indicatore per comprendere il vino, e gli appassionati e i sommelier più esperti spesso già da una prima occhiata possono restringere di molto il campo sui possibili assemblaggi nelle degustazioni al buio o nella qualità del vino in esame. Il colore può suggerire sia il tipo di uve impiegate, sia la lavorazione che l'invecchiamento. Nel caso di un vino bianco ad esempio, un colore paglierino è quasi sempre indicatore di un vino secco, mentre un colore ben dorato è sinonimo nella maggioranza dei casi di un vino dolce le cui uve abbiano subito un appassimento o l'attacco della muffa nobile. In un rosso invece un colore chiaro potrà indicare un novello, anche se con la macerazione carbonica questa indicazione è poco utile e l'utilizzo di questa tecnica viene svelato dall'esame completo del vino. Oppure un colore scuro indicherà sicuramente un uvaggio con quelle uve che riescono a fornire le migliori concentrazioni di coloranti, come ad esempio il Cabernet Sauvignon o il Malbec. Per l'indicazione dell'invecchiamento il colore può essere utile, ma è l'esame olfattivo a svelare la vera età del vino.

I colori del vino bianco

Possiamo comunque identificare delle linee generali del vino a seconda del colore. Il giallo-verdolino appartiene generalmente a vini bianchi giovanissimi, abbastanza duri, con vendemmia precoce che abbiano subito parecchie chiarificazioni e filtrazioni. Il giallo paglierino appartiene generalmente a vini bianchi ancora giovani con vendemmie effettuate nei giusti tempi di maturazione e quindi con un rapporto tra acidità e zuccheri molto equilibrato il giallo dorato appartiene generalmente a vini bianchi invecchiati o affinati in rovere, con vendemmie effettuate a uve ben mature o sovrammaturate, e una vinificazione forse inclusa di una piccola macerazione. Questi vini quindi potrebbero avere gusti dolci o dolciastri nelle sfumature. Il giallo ambrato appartiene ai vini passiti o liquorosi, e non si trova in nessun altro tipo di vini. Ci troveremo quindi di fronte a vini dolci da dessert.

I colori del vino rosato

Il rosa tenue indica generalmente vini rosati giovani che siano stati ottenuti dalla vinificazione in bianco di uve rosse. Con delle sfumature violacee invece si puo ipotizzare l'utilizzo di uve bianche delicatamente macerate. Il Pinot Grigio è un uva che se vinificata in rosa assume questa sfumatura caratteristica. Il rosa cerasuolo indica l'utilizzo di uve rosse vinificate in bianco con un contatto più prolungato con il mosto. Il rosa chiaretto ha le stesse caratteristiche precedenti ma con un contatto leggermente più lungo.

I colori del vino rosso

Il rosso porpora appartiene generalmente ai giovani rossi dotati di durezza. Il rosso rubino appartiene invece ai rossi giovani e relativamente giovani che abbiano un ottimo equilibrio tra acidità e morbidezza. Il rosso granato appartiene generalmente ai vini rossi di una certa maturità, con almeno otto anni d'invecchiamento, che abbiano una buona morbidezza al palato. Il rosso aranciato invece appartiene esclusivamente ai vini di lungo invecchiamento, oltre i dieci anni sicuramente se non quindici. Il palato è molto ammorbidito dall'affinamento.

L'esame visivo

Dopo aver visto quali sono le linee generali per i colori del vino, possiamo quindi passare all'esame visivo, che dovrà essere effettuato ponendo il bicchiere perfettamente pulito e riempito a metà contro una fonte di luce bianca. Il bicchiere dovrà essere ruotato per verificare la consistenza e densità delle lacrime che scendono lungo il bicchiere. Più esse saranno lente nello scendere, più il vino sarà strutturato di corpo. Dopo aver analizzato le lacrime si passera al colore seguendo le indicazioni dei paragrafi precedenti. Una valutazione in più va fatta per gli spumanti, in cui va analizzato anche il perlage, che deve essere fitto, costante e regolare. Esso deve salire verticalmente senza indugi, possibilmente con bollicine fini e piccole, che indicano una distribuzione migliore dell'anidrite carbonica nel vino.

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Domande frequenti

  • Come posso interpretare il colore di un vino bianco per capire se è secco o dolce?
    L'analisi cromatica del vino bianco offre indizi preziosi sulla sua struttura zucarina. Un colore giallo-verdolino segnala solitamente vini bianchi giovanissimi, duri e secchi, derivanti da vendemmie precoci e processi di chiarifica intensi. Al contrario, una tonalità giallo paglierino indica giovani equilibri tra acidità e zuccheri, tipici di una vendemmia tempestiva. Se osservi un colore dorato, è probabile che tu abbia davanti un vino dolce, ottenuto da uve appassite o colpite dalla muffa nobile. Infine, il giallo ambrato è esclusivo dei vini passiti o liquorosi da dessert, confermando una concentrazione elevata di zuccheri residui.
  • Cosa rivelano le 'lacrime' o le 'gambe' del vino nel bicchiere?
    Le lacrime, o gambe, si formano quando il vino scorre lentamente sulle pareti interne del bicchiere dopo essere stato ruotato. Questo fenomeno fisico è legato alla tensione superficiale e alla presenza di alcol e zuccheri. Osservando la velocità con cui queste colonne liquide scendono verso il fondo, puoi valutare la struttura corporea del vino: lacrime che scendono lente indicano un vino strutturato, ricco e corposo, mentre scorrimenti rapidi suggeriscono un corpo più leggero. È fondamentale effettuare questa prova tenendo il bicchiere inclinato e contro una fonte di luce bianca per apprezzare meglio la densità del liquido.
  • Quali differenze ci sono tra i vari colori del vino rosso in base all'invecchiamento?
    Il rosso porpora identifica vini giovani e duri, ricchi di tannini freschi. Man mano che il vino evolve, il colore tende al rosso rubino, tipico di vini giovani ma con un buon equilibrio tra acidità e morbidezza. Superati i primi anni, si passa al rosso granato, associato a vini di almeno otto anni di maturità, più morbidi al palato. Infine, il rosso aranciato è segno distintivo di un invecchiamento molto lungo, superiore ai dieci-quindici anni, dove l'affinamento ha ammorbidito drasticamente la struttura tannica, rendendo il vino estremamente morbido e complesso.
  • Come distinguere un vino rosato giovane da uno con caratteristiche diverse guardandolo?
    La sfumatura del rosa nel vino rosato indica metodi di vinificazione e tipologie di uva specifiche. Un rosa tenue, spesso ottenuto dalla vinificazione in bianco di uve rosse, segnala un vino giovane. Se noti sfumature violacee, potresti trovarsi di fronte a un rosato ottenuto da uve bianche delicatamente macerate, come avviene talvolta con il Pinot Grigio. Un rosa cerasuolo indica un contatto più prolungato con il mosto delle uve rosse, mentre il rosa chiaretto presenta caratteristiche simili ma con una macerazione leggermente più estesa, influenzando così corpo e intensità aromatica del prodotto finale.
  • Che ruolo gioca il colore nell'esame sensoriale totale del vino?
    L'esame visivo costituisce solo il dieci percento della valutazione complessiva di un vino, agendo come una prima finestra informativa piuttosto che definitiva. Sebbene il colore possa restringere il campo sulle possibili varietà d'uva, tecniche di assemblaggio e fasi di invecchiamento, non rivela tutto. Ad esempio, mentre il colore scuro nei rossi può indicare uve concentrate come il Cabernet Sauvignon, è l'esame olfattivo a svelare la vera età e i difetti del vino. Pertanto, il colore è un indice preliminare utile per orientarsi, ma deve essere integrato con analisi olfattive e gustative per una comprensione completa della qualità e dello stile.

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