L esame olfattivo

Sommelier

L'esame olfattivo

L'esame olfattivo è la parte piu importante della degustazione, dove il vino riesce ad esprimere una complessità unica, sia rispetto ad altre bevande alcoliche, che rispetto alle altre fasi della degustazione.

di Redazione

29 maggio 2012

L'importanza del naso

La degustazione del vino è un momento decisivo e trepidante per qualsiasi produttore, che vede messo alla prova e giudicato il lavoro di un intero anno, e spesso più, passato in vigna e in cantina a cercare di produrre una qualità e un'arte superiori. La particolarità dell'uva da vino è quella di avere degli aromi che non sono solo di uva, come negli altri frutti, ma che riescono a richiamare tutta una serie di profumi, tra i più svariati, che sono considerati peculiari di altri frutti, altra piante ed altri elementi della natura. La bellezza del vino, rispetto ad altre bevande alcoliche, è proprio nella sua ricchezza di aromi, tra l'altro variabile a seconda delle condizioni climatiche, del terreno e della vinificazione. Questo perché le uve, in particolare le bucce, sono ricche di sostanze aromatiche presenti anche in altri frutti, ortaggi, ma anche animali e alberi. Il vino riesce a richiamare tutta una serie di odori, con una completezza, che nessuna altra bevanda riesce a fornire. Inoltre la sola fermentazione riesce a mantenere inalterati questi aromi, equilibrando la gradazione alcolica e l'acidità per esaltare i profumi, cosa che non riesce ad esempio ai distillati, sia per le materie prime utilizzate, in genere più povere dal punto di vista organolettico, sia per l'alta gradazione alcolica.

Gli odori del vino

Gli aromi che il vino riesce a trasmettere sono tra i più completi che si possano trovare. Si dividono principalmente in aromi vegetali, floreali, fruttati, minerali e animali. Ogni uva ha spesso la categoria definita e principale, con sfumature nelle altre categorie. E così troviamo ad esempio nel Sauvignon Blanc degli spiccati aromi floreali ma anche vegetali, con qualche accenno animale. Nel Cabernet Sauvignon si riescono a percepire i soliti profumi fruttati, dei frutti rossi, maturi o freschi a seconda dell'invecchiamento, ma la caratteristica principale di quest'uva è la presenza costante dell'aroma vegetale dei peperoni verdi. Lo Chardonnay è prettamente fruttato, ma accompagna spesso la sua degustazione a sfumature floreali e accenni vegetali. Gli aromi animali sono invece gli aromi caratteristici delle grandi uve rosse invecchiate. Il Vermentino invece porta sempre con se i caratteristici toni minerali.

Le tre fasi aromatiche

Nella degustazione olfattiva ogni esperto distingue tra fasi aromatiche: l'aroma primario, l'aroma secondario, e il bouquet, presente solo nei grandi vini invecchiati. Anche la degustazione nella fase olfattiva, la più importante come visto nell'apposito articolo, si effettua in tre fasi, di cui l'ultima necessaria solo nei grandi invecchiati. La prima, quella degli aromi primari, identifica appunto i profumi principali caratteristi ci del vino, quelli più forti che arrivano subito al naso e coprono le sfumature. La seconda è quella degli aromi secondari, che una volta ammorbiditi i primari, iniziano ad essere percepiti più spiccatamente dal naso. È in genere il momento dei minerali, dei fiori delicati o delle sfumature vegetali come cuoio e tabacco. La terza fase, che si presenta solo nei grandi rossi invecchiati, è quella invece del bouquet, molto particolare, con complesse e complete sfumature animali o vegetali, che possono andare dal sottobosco ai funghi, ma molto spesso sulla torrefazione, o su toni caratteristici come la ricercata pipi di gatto.

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Domande frequenti

  • Perché l'esame olfattivo è considerato la fase più importante della degustazione del vino?
    L'esame olfattivo rappresenta il cuore della degustazione perché il vino possiede una complessità aromatica unica, superiore a molte altre bevande alcoliche. A differenza dei distillati, la fermentazione vinicola mantiene intatti gli aromi naturali dell'uva, bilanciando acidità e alcol per esaltarli. Questa ricchezza olfattiva varia in base al clima, al suolo e alla vinificazione, permettendo al naso di cogliere sfumature che nessun'altra bevanda può offrire, rendendo questa fase decisiva per valutare la qualità e l'identità del prodotto.
  • Quali sono le tre categorie principali di aromi che si possono percepire in un vino?
    Gli aromi del vino si suddividono principalmente in cinque macro-categorie: vegetali, floreali, fruttati, minerali e animali. Ogni vitigno tende a presentare una categoria predominante, pur mostrando sfumature nelle altre. Ad esempio, il Sauvignon Blanc unisce note floreali e vegetali, mentre il Vermentino spicca per i toni minerali. Questa diversità deriva dalle sostanze aromatiche presenti nelle bucce dell'uva, che ricordano profumi di altri frutti, piante, animali e elementi naturali, creando un profilo sensoriale estremamente ricco e variegato.
  • Cosa distinguono gli aromi primari, secondari e il bouquet durante la degustazione?
    La degustazione olfattiva segue un ordine cronologico di percezione. Gli aromi primari sono i profumi immediati e intensi tipici del vitigno, che dominano inizialmente. Una volta che questi si attenuano, emergono gli aromi secondari, come minerali, fiori delicati o note di cuoio e tabacco derivanti dalla vinificazione. Infine, il bouquet appare solo nei vini invecchiati di grande qualità; è complesso e include sfumature animali o vegetate avanzate, come sottobosco, funghi, torrefazione o note pungenti tipiche dell'invecchiamento prolungato.
  • Come cambiano gli aromi del Cabernet Sauvignon e dello Chardonnay in base all'invecchiamento?
    Nel Cabernet Sauvignon, gli aromi fruttati dei frutti rossi evolvono da freschi a maturi a seconda dell'invecchiamento, mantenendo però costante la nota vegetale dei peperoni verdi, sua firma distintiva. Lo Chardonnay, prevalentemente fruttato, mostra una maggiore complessità con l'età: affianca le note fruttate primarie a sfumature floreali e accenni vegetali che diventano più evidenti. Entrambi i vitigni dimostrano come la struttura aromatica possa arricchirsi e stratificarsi nel tempo, rivelando nuances diverse rispetto al giovane.

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