Coniglio al vino bianco

Vino bianco in cucina

Coniglio al vino bianco

Il coniglio al vino bianco si può cucinare con delle ricette semplici e gustose, sia in forno che in tegami di coccio, il più indicato in questo genere di cotture lunghe. Nel caso non ne disponiate riducete i tempi di cottura controllando spesso la carne.

di Redazione

10 giugno 2012

La ricetta classica

La ricetta classica del coniglio al vino bianco è semplice da preparare anche se la sua cottura richiederà quasi un'ora di tempo. Va quindi preparata per tempo. Per sei persone dovrete procurarvi: 1 coniglio intero di peso leggermente maggiore di 1 kg 50 cl di vino bianco aromatico a bassa acidità ½ limone 1 spicchio d'aglio 2 foglie d'alloro 2 foglie di timo fresco 2 ciuffetti di prezzemolo olio extravergine d'oliva sale e pepe nero a piacere Il coniglio va lavato e tagliato in pezzi, messo in un tegame e cotto per dieci minuti senza alcun condimento in modo da fargli perdere un pochino d'acqua. Una volta svolta quest'operazione mettete tre cucchiai d'olio in un tegame pulito e quindi iniziare a cucinare di nuovo il coniglio facendolo cuocere bene in tutte le sue parti. Dopo altri 10 minuti iniziate a salare e pepare, aggiungendo il timo e l'alloro. Unite il vino e fate cuocere a fuoco moderato per 40 minuti. Qualche minuti prima del punto di cottura unite anche l'aglio e il prezzemolo, che avrete tritato, il succo del limone e la sua scorza grattugiato. Potrete quindi servire accompagnando questo piatto con fagiolini o zucchine.

Coniglio al rosmarino, salvia e vino bianco

Anche questa ricetta è molto semplice e simile nella preparazione alla precedente. Sempre per sei persone procuratevi: 1 coniglio intero di peso leggermente superiore al chilogrammo 50 cl di vino bianco aromatico a bassa acidità 4 foglie di salvia 2 rametti di rosmarino 25 grammi di burro 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva 2 cucchiai di farina sale e pepe a piacere Lavate il coniglio e tagliatelo a pezzi, come nella ricetta precedente e iniziate a sciogliere il butto con l'olio d'oliva in un tegame ben fondo. Aggiungete quindi il coniglio che avrete preventivamente asciugato e alzate il gas. Tritate l'aglio, il rosmarino e la salvia e aggiungete. Iniziate a sfumare con il vino facendolo evaporare, quindi abbassate il fuoco e coprite il tegame. Fate cuocere per circa mezzora, aggiungendo dopo 15 minuti la farina, il pepe e il sale.

Arrosto di coniglio al vino bianco

Questa è una ricetta più lunga nella preparazione in quanto prevede una marinatura della carne di un giorno, prima della cottura. Per sei persone procuratevi: 1 coniglio intero da 1,5 Kg 1 Lt di vino bianco aromatico a bassa acidità 4 foglie di salvia 2 rametti di rosmarino 2 spicchi d'aglio 4 bacche di ginepro olio extravergine d'oliva 2 cucchiaini di sale grosso sale e pepe a piacere Si comincia il giorno precedente con la marinatura, tagliando e lavando bene il coniglio e asciugandolo. Schiacciate le bacche di ginepro, spezzate i rametti di rosmarino, tritate l'aglio e mettete i pezzi di coniglio asciutto in un contenitore con tutti gli ingredienti, salvia inclusa. Aggiungete quindi il vino fino a coprire il coniglio e lasciate marinare per 12 ore. Il giorno seguente togliete il coniglio e gli odori dal vino e ponete il tutto in un tegame da forno ben unto di olio. Mettete in forno a 160°C per circa 90 minuti, bagnando di tanto in tanto con un mestolino di sughetto di cottura. Alla bisogna potrete bagnare leggermente con il vino della marinatura.

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Domande frequenti

  • Quale tipo di vino bianco è meglio utilizzare per cucinare il coniglio?
    Per la preparazione del coniglio al vino bianco, la scelta del vitigno è cruciale per bilanciare i sapori. Si consiglia vivamente l'utilizzo di un vino bianco aromatico ma caratterizzato da una bassa acidità. L'elevata acidità potrebbe rendere la carne dura e sgradevole al palato durante la cottura lenta, mentre un vino aromatico a bassa acidità contribuisce a insaporire la carne mantenendola tenera. Evita assolutamente vini dolci o troppo strutturati; opta invece per bianchi freschi come un Pinot Grigio, un Vermentino o un Sauvignon Blanc di buona qualità, purché non siano eccessivamente acidi. Ricorda che il vino usato in cucina deve essere bere: se non lo berresti, non usarlo in pentola.
  • Come si prepara il coniglio prima di cuocerlo per eliminare l'odore forte?
    Il coniglio, specialmente se selvatico o di allevamento intensivo, può avere un odore persistente. Per neutralizzarlo efficacemente, il primo passo fondamentale è lavare accuratamente i pezzi e asciugarli bene con carta assorbente. Nella ricetta classica, un trucco efficace consiste nel far rosolare il coniglio in un tegame pulito, senza condimenti aggiuntivi, per circa dieci minuti: questo permette alla carne di rilasciare parte dei liquidi di vegetazione e degli eventuali residui sgradevoli. Successivamente, si cambia tegame e si procede con la cottura vera e propria. Inoltre, l'uso di aromi forti come aglio, rosmarino, salvia e ginepro nella marinatura o durante la cottura aiuta ulteriormente a mascherare qualsiasi residuo odoroso.
  • Qual è la differenza tra la cottura in tegame e quella in forno per il coniglio?
    La cottura in tegame, preferibilmente di coccio o ghisa, è ideale per stufati e cotture lente umide, come nelle ricette classiche con vino bianco. Questo metodo permette ai sapori di fondersi gradualmente e mantiene la carne morbida grazie al liquido di cottura. Al contrario, l'arrosto al forno richiede una preparazione preliminare più complessa, come la marinatura di 12 ore, e una temperatura costante (circa 160°C). La cottura in forno sviluppa una crostina esterna e concentra i sapori in modo diverso, risultando in una texture più compatta. Se scegli il tegame, monitora attentamente il livello di liquido per evitare che la carne si secchi; se usi il forno, bagna periodicamente con il sugo di cottura per mantenere l'umidità necessaria a una carne tenera.
  • Posso usare il burro insieme all'olio extravergine d'oliva per rosolare il coniglio?
    Sì, l'abbinamento di burro e olio extravergine d'oliva è non solo possibile ma spesso consigliato, specialmente in ricette come quella al rosmarino e salvia. L'olio d'oliva ha un punto di fumo più alto rispetto al burro puro, il che previene l'ustione immediata dei grassi durante la fase iniziale di rosolatura ad alta temperatura. Il burro, aggiunto successivamente o mescolato all'inizio, conferisce una nota ricca, cremosa e aromatica che esalta perfettamente i sapori del coniglio e delle erbe officinali. Assicurati però di non bruciare il burro: inizia con l'olio per scaldare la padella, poi aggiungi il burro quando la fiamma è già moderata, oppure usa burro chiarificato se prevedi temperature molto elevate.
  • Quanto tempo deve cuocere il coniglio per essere tenero e non stopposo?
    I tempi di cottura variano in base al metodo scelto. Per la ricetta classica in tegame, dopo la rosolatura iniziale, sono necessari circa 40 minuti di cottura a fuoco moderato con il vino. Nell'alternativa con rosmarino e salvia, la cottura totale è di circa 30 minuti, con aggiunta di farina a metà processo. Per l'arrosto in forno, che include la marinatura, i tempi si allungano a circa 90 minuti a 160°C. È fondamentale verificare la tenerezza: la carne è pronta quando si separa facilmente dall'osso. Se utilizzi un tegame meno adatto alla ritenzione termica rispetto al coccio, potresti dover ridurre leggermente i tempi o controllare frequentemente il livello di liquido per evitare che la carne diventi dura per essiccazione.

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