Il raro Malbec

Vino rosso pugliese

Rosso Barletta

Dal vitigno autoctono Uva di Troia si produce questo buon vino, adatto a tutti i pasti quotidiani, quasi sconosciuto, ma che sta avendo una lenta evoluzione. Per il momento rimane difficile trovarlo sul mercato nazionale, ma se si dovesse passare dalle Murge vale la pena di assaggiarlo in qualche buona trattoria della zona.

di Redazione

06 ottobre 2011

La zona vinicola

L'area vinicola del Rosso di Barletta è una ristretta zona divisa fra le Alte Murge e il Tavoliere delle Puglie. Come tutta la regione siamo in presenza di territori di origine carsica, caratterizzati dal calcare e l'argilla, emersi dal mare nel periodo Cretaceo durante la formazione di questa parte dell'Italia. L’Alta Murgia, più alta, degrada dolcemente verso l'Adriatico e ripidamente verso lo Ionio, ed è caratterizzata dai calcari di Bari, i più antichi della regione, che hanno strati di piccolo spessore (calcari a chiancarelle). L’acqua nel corso dei millenni ha corroso la roccia calcarea e come è evidente dai lunghi solchi, più o meno profondi, detti “lame” e “gravine” che trasportano l'acqua e la fanno sfociare nel Mar Ionio e nel Mar Adriatico. Sono rocce modellate dagli eventi che si alternano a terra rossa (e diversi tipi di terreno), grotte e caverne (utilizzate dall’uomo fin dalla preistoria), cavità, puli, pulicchi, voragini, inghiottitoi, sparsi ovunque insieme ai torrenti sotterranei che si intersecano tra loro fino ad arrivare al mare. Alla millenaria attività delle acque profonde è dovuto quell’inestricabile intrigo di caverne e di grotte, abbellite di stalattiti e stalagmiti, presente nel sottosuolo. Questo sostituisce la cronica mancanza di corsi d'acqua superficiali nel territorio della Terra di Bari. Nella parte del Tavoliere delle Puglie il suolo ha sempre caratteristiche di forte presenza calcarea, profondità e drenaggio. Il Basso Tavoliere presenta zone a morfologia pianeggiante e subpianeggiante, con pendenze moderate e quote che non superano i 400 metri. In particolare questa zona vinicola è vicina al mare, quindi in progressivo degradamento di altitudine. Il clima è temperato con lunghe e secche estati ed inverni miti.

I vitigni rossi

Il vitigno principale utilizzato per la produzione del Rosso di Barletta è l'Uva di Troia, con i secondari Montepulciano, Sangiovese e Malbech. Il Malbech, o meglio Malbec, è un vitigno di origine francese, un tempo molto popolare nel Bordeaux, oggi utilizzato in Argentina e nel Cahors francese, dove oggi è il più piantato, per la produzione di vini rustici e di buone qualità. Ha perso molte superfici vitate a favore del Merlot, del quale riprende i difetti ma non i pregi. Se coltivato su terreni calcarei poco fertili e rocciosi ad alte altitudini, come quelle del Cahors, da luogo a vini densi di colore e struttura, molto apprezzati. Essendo molto sensibile a varie malattie, alla colatura, alle gelate e al marciume, viene utilizzato solo nei tagli e con poche superfici piantate. L'Uva di Troia presuppone un'importazione dalla famosa città distrutta dagli Achei, ma non ci sono fonti storiche a testimonianza di questa ipotesi e la sua origine è misteriosa. La sua presenza in Puglia è comunque molto antica. Ha una buccia spessa e consistente con alte concentrazioni di pruina e colori violetti. Mediamente produttiva ha molta resistenza ai climi caldi, ma la sua produzione è limitata alla sola Puglia.

Il Rosso Barletta DOC

La denominazione di origine controllata Rosso Barletta fu istituita per decreto il 1° giugno 1977 per autorizzare la produzione di vini rossi nei territori comunali di Barletta, Andria e Trani in provincia di Bari, e nei comuni di Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia in provincia di Foggia. Solo per curiosita c'è da dire che il nome di questa denominazione è Rosso Barletta e non Rosso di Barletta, come attesta anche il disciplinare. Le uve autorizzate sono l'Uva di Troia che deve essere minimo il 70% dell'assemblaggio, a cui possono concorrere alla produzione del vino anche le uve provenienti dai vitigni Montepulciano, Sangiovese e Malbech presenti nei vigneti, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 30%. La presenza nei vigneti del vitigno Malbech non dovrà essere superiore al 10% del totale delle viti. Sono autorizzati all'iscrizione all'albo unicamente i vigneti ubicati su terreni di medio impasto o tendenti allo sciolto, sufficientemente profondi e di buona fertilità, sono da considerarsi esclusi i terreni umidi o salmastri. Le rese massime sono fissate a 15 tonnellate per ettaro, e le uve devono assicurare un titolo alcolico naturale di almeno 11,50% vol. Il vino Rosso Barletta ha colore che varia dal rosso rubino granata tende ad assumere riflessi aranciati con l’invecchiamento. Il profumo è vinoso, caratteristico e il sapore asciutto, armonico e di corpo. Ha abbinamenti culinari con l'agnello al cartoccio, l'abbacchio al forno, i formaggi duri, gli antipasti e i primi piatti in genere. Il vino ha diritto alla menzione Invecchiato qualora venga affinato per almeno due anni, dei quali uno in botte, a partire dal 1° novembre successivo alla vendemmia. Per lui gli abbinamenti sono gli stessi.

Le aziende

Le aziende operano ancora nel mercato locale per la commercializzazione del Rosso di Barletta, ed è un po' difficile trovarlo fuori dal suo territorio. Tra le aziende segnaliamo l'azienda Vinicola Falcone che vinifica il Rosso di Barletta dall'Uva di troia, il Sangiovese e il Montepulciano. Il vino ha colore rosso granato, con riflessi arancioni che si accentuano nell'invecchiamento. Il naso è vinoso ed etereo, con sapore asciutto, pieno e vellutato, con un corpo armonico che accompagna bene la cacciagione, gli arrosti e tutti i piatti tipici pugliesi in generale. Le Cantine della Bardulia vinificano il Rosso Barletta di un rosso rubino dalle accese sfumature granata. La gamma olfattiva è ampia, con note di caffè tostato e spezie. Il palato ai frutti di bosco è equilibrato. Ci si puo rivolgere anche alla Cantina Sociale di Barletta, una cooperativa di 500 soci che riesce a lavorare fino a 160.000 tonnellate di uva.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra "Rosso Barletta" e "Rosso di Barletta"?
    Non esiste alcuna differenza enologica o legale; è semplicemente una questione di nomenclatura ufficiale. Il Disciplinare di Produzione della Denominazione di Origine Controllata (DOC) stabilisce chiaramente che il nome corretto da utilizzare è "Rosso Barletta", senza l'articolo "di". Questa precisazione è importante per chi cerca informazioni tecniche o vuole acquistare il vino rispettando la denominazione ufficiale registrata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
  • Come si presenta il colore e l'odore del Rosso Barletta?
    Il Rosso Barletta si distingue per un colore rosso rubino intenso che, con l'invecchiamento, tende a virare verso il granata e ad assumere riflessi aranciati. Al naso offre un profumo vinoso, caratteristico e spesso definito etereo nelle versioni più curate. Al palatose si conferma asciutto, armonico e di corpo, con una struttura che può variare dal pieno al vellutato a seconda dell'invecchiamento e della cantina produttrice. È un vino che esprime chiaramente il carattere del territorio murgiano.
  • Cosa significa la menzione "Invecchiato" sul Rosso Barletta?
    La menzione "Invecchiato" è un riconoscimento qualitativo previsto dal disciplinare DOC. Per ottenere questa dicitura, il vino deve essere sottoposto a un affinamento di almeno due anni, calcolati a partire dal 1° novembre successivo alla vendemmia. Di questi due anni, almeno uno deve trascorrere in botti di legno. Questo processo permette al vino di sviluppare maggiore complessità aromatica, ammorbidire i tannini e acquisire quei riflessi aranciati e note di spezie e caffè tostato tipiche delle versioni invecchiate.
  • Con quali cibi si abbina meglio il Rosso Barletta?
    Grazie alla sua struttura armonica e al sapore asciutto, il Rosso Barletta è estremamente versatile in tavola. Si abbina splendidamente ai piatti tradizionali pugliesi, in particolare con l'agnello al cartoccio e l'abbacchino al forno, dove i sapori forti della carne si bilanciano con l'acidità e la struttura del vino. È ottimo anche con formaggi stagionati e duri, primi piatti in genere (soprattutto quelli a base di carni rosse o sughi robusti) e cacciagione. La versione invecchiata, più complessa, risalta ulteriormente queste abbinamenti.
  • Perché è difficile trovare il Rosso Barletta fuori dalla Puglia?
    Il Rosso Barletta rimane principalmente un vino a vocazione locale e territoriale. La maggior parte delle aziende produttrici, come Vinicola Falcone o le Cantine della Bardulia, concentra la propria commercializzazione sul mercato regionale pugliese. Di conseguenza, è raro trovarlo sugli scaffali dei supermercati nazionali o nei negozi specializzati fuori regione. Per assaggiarlo autenticamente, il consiglio migliore è recarsi nelle trattorie delle Murge o di Barletta, dove i produttori locali offrono le loro migliori annate direttamente ai consumatori.

Potrebbe interessarti anche