Vigneti sui Colli Piacentini

Vino rosso emiliano-romagnolo

Vino Gutturnio

Andiamo a fare la conoscenza del vino Gutturnio, uno dei primi vini ad aver ottenuto la certificazione DOC. Un vino dalla storia piuttosto singolare, che è legata intrinsecamente al suo territorio e alla cucina locale. Parleremo delle sue caratteristiche e conosceremo la cucina piacentina.

di Redazione

03 novembre 2014

Il Gutturnio dei Colli Piacentini

Il vino Gutturnio dei Colli Piacentini DOC viene prodotto utilizzando uve Barbera e Croatina, in percentuali che, secondo la normativa, variano dal 55 al 70% per le prime e dal 30 al 45% per le seconde. Le due tipologie di uve vengono vinificate separatamente, a causa dei differenti tempi di maturazione. Il suo territorio di produzione è l'intera provincia di Piacenza. La versione più conosciuta di questo vino è quella Frizzante, da bersi nel corso dell'annata. Esistono tuttavia anche il Gutturnio fermo e quello Riserva, che viene messo in vendita dopo due anni di affinamento. Il colore è rosso rubino brillante, odore vinoso e gradazione che varia dai 12 a 12,5 gradi. Si abbina bene ai piatti tipici piacentini: antipasti di salumi e formaggi, pisarei e, nelle versioni ferme, ad arrosti e carni alla griglia.

Storia del Gutturnio

Il vino Gutturnio era già conosciuto in epoca romana, venne infatti prodotto per la prima volta dal suocero di Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone. Veniva bevuto in grosse coppe da due litri chiamate proprio gutturnium, dalle quali deriva il nome del vino. I commensali se le passavano di mano in mano e bevevano, partendo dal padrone di casa. A testimonianza di ciò, nel 1878 venne trovata a Velleia, località del comune di Lugagnano Val D'Arda, una coppa gutturnium in argento. Curiosamente, anche oggigiorno nel piacentino vi è l'usanza di bere il vino in scodelle. In epoca moderna, un vino con questa denominazione fu prodotto dall'azienda Manara nel 1939. Già nel 1941 era tra i vini italiani di pregio, mentre con la nascita della normativa DOC il Gutturnio ottenne il marchio nel 1967.

I vitigni da cui nasce

Il vino Gutturnio nasce dalla combinazione di uve Barbera e Croatina. Il vitigno di tipo Barbera ha origini piemontesi, come dimostrerebbero dei documenti del XVII secolo conservati nel municipio di Nizza Monferrato. La selezione delle uve Barbera dovrebbe essere avvenuta verso la fine del '400, quando venivano denominate "grisa" o "grisola". Per quanto riguarda invece il vitigno Croatina, esso è noto e coltivato fin dal medioevo nel territorio della Bassa Padana pavese e piacentina. Le origini per l'esattezza dovrebbero essere pavesi, nel territorio del comune di Rovescala. Si parlò con precisione di questo vitigno in diverse pubblicazioni nella seconda metà dell'800. In queste zone la Croatina è denominata anche Bonarda, portando i profani a confonderla con l'omonimo vitigno piemontese.

La cucina piacentina e il Gutturnio

Nella cucina piacentina si ritrovano diverse influenze regionali, con piatti lombardi e piemontesi che si aggiungono alla base emiliana. La cucina dei contadini, dominata dalla polenta e dai salumi, si è arricchita con i piatti delle grandi tavolate aristocratiche. Particolarmente apprezzati gli antipasti con coppa, pancetta e salame accompagnati dagli gnocchi fritti e un calice di vino Gutturnio Frizzante. Tra i primi i "pisarei" (gnocchetti) coi fagioli, gli "anolini" (sorta di ravioli) in brodo e tortelli. Tra i secondi troviamo la "picula" (carne di cavallo tagliata a pezzettini da accompagnare alla polenta), lo stracotto d'asina e la "faldia" (cotoletta sottile di cavallo). Lo stracotto alla piacentina è preparato invece con carne di manzo, cotta nel sugo di pomodoro e vino. A questi piatti si possono abbinare il vino Gutturnio Classico o Riserva.

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Domande frequenti

  • Quali sono le percentuali obbligatorie di Barbera e Croatina nel Gutturnio?
    La normativa DOC stabilisce precise proporzioni per la composizione del Gutturnio. L'uva Barbera deve costituire dal 55% al 70% del blend, mentre la Croatina deve essere presente in misura compresa tra il 30% e il 45%. Questa combinazione garantisce l'equilibro tipico del vino, unendo la struttura della Barbera alle note aromatiche della Croatina. È importante notare che le due uve vengono vinificate separatamente, poiché presentano tempi di maturazione diversi, per poi essere assemblate solo successivamente.
  • Cosa significa il termine "Gutturnio" e qual è la sua origine etimologica?
    Il nome Gutturnio deriva direttamente dal "gutturnium", una grande coppa in argilla o metallo, spesso d'argento, utilizzata nell'antica Roma per bere il vino. Queste coppe potevano contenere fino a due litri e il consumo avveniva in modo sociale, passando di mano in mano tra i commensali, iniziando dal padrone di casa. L'uso di questo termine per identificare il vino moderno rievoca l'antico rito conviviale romano, testimoniato anche da reperti archeologici trovati nella zona di Velleia, nel piacentino.
  • Quali sono le differenze principali tra Gutturnio Frizzante, Fermo e Riserva?
    Esistono tre versioni distinte del Gutturnio. La più diffusa è quella Frizzante, leggera e da bere giovane durante l'anno, ideale per l'estate. Il Gutturnio Fermo offre una struttura più piena e può essere abbinato a piatti più sostanziosi. Infine, il Gutturnio Riserva subisce un affinamento obbligatorio di almeno due anni, sviluppando maggiore complessità aromatica e tannica. Tutte le versioni hanno una gradazione alcolica che varia generalmente tra i 12 e i 12,5 gradi.
  • Come si abbina il Gutturnio alla cucina tipica piacentina?
    Il Gutturnio è il compagno ideale della tradizione culinaria piacentina. La versione Frizzante accompagna perfettamente gli antipasti di salumi locali (come coppa, pancetta e salame), i formaggi e gli gnocchi fritti. Per i primi piatti come i pisarei e fagioli, gli anolini in brodo o i tortelli, si consiglia spesso il Gutturnio Classico. Nelle versioni Fermo o Riserva, il vino si sposa egregiamente con i secondi piatti robusti, come arrosti, carni alla griglia, lo stracotto di manzo o la picula di cavallo con polenta.
  • È vero che la Croatina nel Gutturnio è la stessa del Bonarda piemontese?
    No, non si tratta dello stesso vitigno. Sebbene nel territorio piacentino e pavese la Croatina sia comunemente chiamata "Bonarda", essa è geneticamente diversa dalla Bonarda Piemontese (che è in realtà la Dolcetto). La Croatina ha origini medievali nella Bassa Padana, probabilmente nel pavese, ed è nota fin dal Medioevo. Questa distinzione è cruciale per evitare confusioni enologiche, poiché i profili sensoriali e le caratteristiche agronomiche dei due vitigni sono significativamente diversi.

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