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Valdadige

Aggiornato il 03 novembre 20114 capitoli5 domande frequenti
Gli scorci del Trentino

La zona vinicola

Il Valdadige DOC è prodotto in una vasta area che le province di Trento, Bolzano e tre comuni nella provincia di Verona posti tra la Valpolicella e il Lago di Garda. La denominazione prevede anche il nome di Etschtaler in tedesco per la provincia di Bolzano, in ottemperanza agli obblighi di legge per la omonima provincia autonoma. Il vino è strettamente legato con la Valle dell'Adige, della zona che va da Rovereto a nord fino ai confini settentrionali della provincia scaligera, con la coltivazione che si svolge prevalentemente lungo le colline che seguono il fiume. Il territorio è estremamente vario, e rispecchia le caratteristiche alluvionali da cui si è originata la valle. Inoltre bisogna riferirsi alle orogenesi dell'Italia, emersa dai fondali dell'antico mare mesozoico della Tetide, più volte evaporato e poi ricostituito, su cui si sono sedimentati i numerosi fossili marini, soprattutto a conchiglia, che hanno fornito la base calcarea delle rocce. Il suolo è calcareo, con presenza di ciottoli, ghiaia con collante sabbioso, con preponderanza di basalti e detriti verso sud. Il clima presenta forti escursioni termiche tra il giorno e la notte nel periodo di maturazione delle uve che, acquistando caratteristiche particolari nella vinificazione, producono vini unici e di una personalità molto forte dai vitigni nobili coltivati.

I vitigni bianchi

I vitigni coltivati per la produzione dei vini bianchi sono il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Riesling Italico, il Müller Thurgau e lo Chardonnay affiancati dal Trebbiano Toscano, il Nosiola, il Sauvignon e il Garganega. Il Müller Thurgau è un incrocio tedesco, spesso mediocre ma molto popolare, ottenuto unendo la qualità del Riesling con l'affidabilità del Silvaner, anche se recenti test del suggeriscono l'incrocio con lo Chasselas invece del Silvaner. Matura precocemente, e può essere impiantata ovunque, con una produttività elevatissima. Con rese controllate riesce a dare risultati migliori e lievemente aromatici. La sua popolarità nasce nella Germania post bellica, quando la ricostruzione aveva bisogno di risultati quantitativi immediati.

Il Valdadige DOC bianco

La denominazione di origine controllata Valdadige nasce con il decreto ministeriale del 31 maggio 2002 per autorizzare la produzione di vini bianchi, anche frizzanti, rossi e rosat in provincia di Trento e in provincia di Bolzano, con uno sconfinamento in provincia di Verona. La base ampelografica autorizzata per i bianchi prevede l'impiego di Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling Italico, Müller Thurgau e Chardonnay, per un minimo del 20% e Trebbiano Toscano, Nosiola, Sauvignon e Garganega, per un massimo del'80%. Sono previste anche le tipologie Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay e Frizzante ove, nei vini monovarietali, la quantità di vitigno corrispondente in etichetta sia minimo del'85% dell'assemblaggio. La resa massima delle uve deve essere di 15 tonnellate per ettaro, ad eccezione della tipologia Pinot Grigio, dove la quota massima è fissata a 14 tonnellate. Il grado alcolico minimo naturale deve essere di 9,50% vol. I vini Valdadige monovarietali Chardonnay e Pinot Bianco possono essere vinificati nella versione Frizzante esclusivamente con il metodo della rifermentazione naturale ed elaborati in tutta la regione Veneto e nelle province autonome di Trento e di Bolzano. E’ consentito l'arricchimento e la menzione vigna alle condizioni previste dalla legge. Il Valdadige Bianco è di colore giallo paglierino, con profumo vinoso, gradevole, caratteristico e sapore secco, talvolta amabile, fresco, armonico e moderatamente acidulo. Ottimo con gli antipasti di pesce, il minestrone e i piatti di pesce in generale. Nel Valdadige Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio abbiamo sempre un colore giallo paglierino e un profumo gradevole, con sapore secco, fresco, sapido e armonico. Per lo Chardonnay si preferiscono abbinamenti come i formaggi molli, la Frittatensuppe, le lumache, la trota e la zuppa d'orzo. Con il Pinot Bianco meglio le lumache e il riso e piselli, oltre che la zuppa d'orzo e i piatti di pesce in generale. Al Pinot Grigio si associano i formaggi a pasta morbida, il minestrone, le rane e le seppie/ Per il Valdadige Chardonnay e Pinot Bianco nelle tipologie Frizzante la spuma è sottile, persistente, con colore giallo paglierino. Il profumo resta gradevole, fruttato, con sapore secco o amabile, comunque naturalmente frizzante.

Le aziende

Molte aziende preferiscono vinificare in denominazioni più autoctone come Alto Adige o Trentina, e questa denominazione è un po' messa in sordina da questa tendenza. La Cantina Valdadige invece fa eccezione e utilizza anche nel suo nome la volontà di essere protagonista di questa DOC. il Bianco Doc ha un bel giallo paglierino, con sapore asciutto, sapido, leggermente acidulo e sapido, per piatti strutturati. Il Pinot Grigio Santa Margherita offre tutte le potenzialità di questo vitigno, con una varietà di abbinamenti che vanno dall'aperitivo all'insalata di mare, dai piatti di pesce e crostacei alle zuppe saporite e ricche. Particolare abbinamenti anche con i pesci bolliti o alla griglia, e con le carni bianche di vitello, pollo e coniglio.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vitigni utilizzati per produrre il Valdadige DOC bianco?
    La denominazione Valdadige DOC bianco si basa principalmente su un assemblaggio di vitigni internazionali e locali. I vitigni che devono costituire almeno il 20% dell'assemblaggio includono Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling Italico, Müller Thurgau e Chardonnay. A questi si aggiungono Trebbiano Toscano, Nosiola, Sauvignon e Garganega, che possono rappresentare fino all'80% del blend. È importante notare che esistono anche versioni monovarietali (Pinot Grigio, Pinot Bianco, Chardonnay) dove il vitigno indicato deve essere presente per almeno l'85%, garantendo così una maggiore espressività varietale specifica.
  • In quali province viene prodotto il vino Valdadige DOC?
    La zona di produzione del Valdadige DOC è piuttosto ampia e comprende tre province italiane. La maggior parte della viticoltura si svolge nelle province autonome di Trento e Bolzano, seguendo il corso del fiume Adige da Rovereto verso sud. Tuttavia, la denominazione include anche uno sconfinamento nella provincia di Verona, nel Veneto, specificamente in tre comuni situati tra la Valpolicella e il Lago di Garda. Questa estensione territoriale permette al vino di riflettere le diverse influenze climatiche e pedologiche tipiche della valle dell'Adige e delle sue aree limitrofe.
  • Come si presentano le caratteristiche organolettiche del Valdadige Bianco?
    Il Valdadige Bianco si distingue per un colore giallo paglierino più o meno intenso. Al naso presenta un profumo vinoso, gradevole e caratteristico, mentre al palato si conferma secco, talvolta leggermente amabile, risultando fresco, armonico e moderatamente acidulo. Queste caratteristiche lo rendono un vino versatile e strutturato. Nelle versioni frizzante, ottenute tramite rifermentazione naturale, la spuma è sottile e persistente, mantenendo un profilo fruttato e un sapore che può variare dal secco all'amabile, offrendo un'esperienza gustativa vivace e immediata.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per il Valdadige Chardonnay?
    Il Valdadige Chardonnay, grazie al suo profilo sapido e armonico, si abbina eccellentemente a pietanze delicate ma strutturate. Tra i consigli principali vi sono i formaggi molli, che ne esaltano la cremosità, e preparazioni a base di pesce come la trota o le lumache. Un altro abbinamento classico è la frittatensuppe, una zuppa tradizionale, oppure la zuppa d'orzo. La versatilità del Chardonnay Valdadige permette inoltre di accompagnare piatti di pesce in generale, rendendolo un'ottima scelta per chi cerca un vino bianco elegante capace di dialogare sia con antipasti che con primi piatti sofisticati.
  • Perché il Valdadige DOC è considerato meno conosciuto rispetto ad altre denominazioni locali?
    Il Valdadige DOC soffre spesso di una certa invisibilità commerciale perché molte cantine della zona preferiscono vinificare le proprie uve sotto denominazioni più prestigiose e autoctone, come l'Alto Adige DOC o il Trentino DOC. Questo fenomeno ha tenuto la denominazione Valdadige 'in sordina', nonostante la qualità dei vini. L'unica eccezione significativa è rappresentata da realtà come la Cantina Valdadige, che ha scelto di valorizzare proprio questa DOC nel proprio nome, cercando di portare avanti la tradizione e la tipicità di un territorio vasto che spazia dal Trentino al Veneto.

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