La preparazione preliminare

Vino rosso in cucina

Brasato al barolo

Il brasato al barolo è un classico della tradizione piemontese che utlizza il vino rosso in cucina. Ottimo come seconda portata per un pranzo classico accompagnato con un buon vino Barolo e un contorno di polenta gialla. Sfizio in più: riscaldato il giorno dopo in un sandwich per l'ufficio.

di Redazione

15 settembre 2014

Un po' di storia

Barolo non è solo un tipo di vino ma una bellissima località del Piemonte. Caratteristico rispetto a tutti gli altri paesi della provincia di Cuneo, si distingue in quanto è arroccato sulle montagne come un piccolo nucleo urbano immerso tra i vigneti che producono le favolose uve nebbiolo che invecchiate prendono proprio il nome di Barolo. Vino conosciuto in tutto il mondo. Vista la propensione all'allevamento montano delle mucche piemontesi, prima fra tutti la Fassona dalla tenera carne. Queste condizioni uniche, insieme alla presenza sui pendii adiacenti di preziose erbe aromatiche danno i natali a questo secondo piatto, principe non solo della tradizione piemontese ma conosciuto ed apprezzato in tutta Italia e nel mondo. Come ogni ricetta tradizionale, anche il brasato al barolo risente di molte versioni, praticamente ogni famiglia lo cucina in modo diverso: chi sostiene che il sughetto debba essere passato e chi sostiene che debbano vedersi i pezzi solo triturati. La costante immutabile è solo il barolo stesso.

La cottura

Mettete il pezzo di carne rossa prescelto per il brasato in una casseruola di terracotta insieme alle carote pulite e fatte in pezzi, alle cipolle sbucciate intere, al rosmarino, al ginepro e alle altre spezie. Coprire con un coperchio e riporre in un luogo fresco e asciutto per una notte. Trascorso il tempo necessario, scolate la carne avendo cura di conservare la marinata. Sarà proprio questo lo straordinario sughetto del brasato. Una volta tolta la carne dalla marinata a base di vino Barolo togliete le verdure e tagliatele molto finemente al coltello. A questo punto fate soffriggere a fuoco lento fino a quando la cipolla non sarà praticamente sciolta. Mentre le verdure amabilmente soffriggono, filtrate il vino. Teniamo da parte i chiodi di garofano e le bacche di ginepro e le altre spezie presenti nel colino. Aggiungete il pezzo di carne intero al soffritto e fatelo rosolare in tutte le sue parti alzando la fiamma. Fatto ciò copriamo la carne e le verdure con tutto il vino, abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere a fuoco lento fino a quando il vino non si sarà ridotto di 3/4.

L'impiattamento

A questo punto, il brasato è cotto ed ha bisogno solamente di essere tagliato e impiattato. Prelevate la carne dal sughetto che si sarà formato e tagliatela a fettine sottili circa un centimetro. Per evitare di rompere le fette e pregiudicare la bellezza del piatto, usate un coltello molto affilato. Ad ogni modo, la cottura nel vino avrà reso il taglio prescelto molto tenero. Anzi la tenerezza è la caratteristica base di questa ricetta. Disponete le fettine di carne in una pirofila con i bordi alti. Aggiungete i chiodi di garofano e le spezie messe da parte tranne le bacche di ginepro alle verdure rimaste in pentola. Con un frullatore ad immersione tritate il tutto fino a renderlo una crema morbida, né troppo liquida nè troppo soda. Con un cucchiaio versate la salsina appena ottenuta sulle fette, aggiungete le bacche di ginepro come decorazione e servite in tavola.

Il contorno ideale

Il contorno ideale per il brasato al barolo è la polenta. Piatto tipicamente invernale, si accompagna squisitamente alla ricetta appena realizzata. Per una preparazione appetitosa e scenografica è bene realizzare delle roselline di polenta mettendo la polenta ancora calda in degli stampini da biscotti, anche in silicone e lasciare riposare fino a quando si saranno raffreddati. Potete farlo la sera prima. Disponete il piatto con una fetta di brasato irrorata con il suo sughetto e accanto tre roselline di polenta. In questo modo anche l'occhio è soddisfatto. Altrimenti potete usare la polenta calda, stenderne un generoso strato sul fondo del piatto e adagiarvi sopra il brasato avendo cura che la salsetta al vino Barolo coli sulla polenta e la condisca. In qualsiasi modo la mettiate questo è un piatto talmente prelibato e goloso che anche il più semplice degli impiattamenti, ovvero la fetta con il sughetto e la polenta gialla a fianco risulterà essere una scelta raffinata. Buon appetito.

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Domande frequenti

  • Perché è fondamentale marinare la carne nel Barolo durante la notte?
    La marinatura notturna nel Barolo non serve solo a insaporire, ma è cruciale per ammorbidire le fibre della carne, specialmente se si utilizza un taglio robusto come quello della Fassona. Il tannino presente nel vino agisce come un enzima naturale, scomponendo le proteine dure e garantendo quella tenerezza caratteristica del brasato perfetto. Inoltre, permette ai sapori aromatici delle erbe e delle spezie di penetrare profondamente nella carne. Dopo la marinatura, è essenziale scolcare il liquido e conservarlo: quel sughetto diventerà la base aromatica del piatto, portando in cottura tutta l'intensità e la struttura del vino che ha lavorato sulla carne durante le ore di riposo.
  • Qual è il segreto per ottenere una salsa cremosa e non acquosa?
    Il segreto risiede nella riduzione del vino e nell'utilizzo delle verdure cotte. Dopo aver rosolato la carne, si aggiunge il vino filtrato dalla marinatura e si lascia cuocere a fuoco lento finché non si riduce di almeno tre quarti. Questa concentrazione elimina l'acqua e intensifica i sapori. Successivamente, le verdure soffritte vengono frullate con il fondo di cottura rimasto in pentola. Usare un frullatore ad immersione crea una crema omogenea che lega perfettamente il grasso della carne al liquido. È importante non aggiungere acqua o brodo extra; la consistenza deve derivare esclusivamente dalle fibre vegetali frullate e dal vino concentrato, evitando così una salsa troppo liquida o diluita.
  • Come si deve tagliare il brasato per presentarlo in modo elegante?
    Anche se la cottura rende la carne estremamente tenera, il taglio richiede attenzione per mantenere l'estetica del piatto. Si consiglia di utilizzare un coltello molto affilato, preferibilmente lungo e sottile, per evitare di sbriciolare la carne. Le fette devono avere uno spessore uniforme di circa un centimetro: troppo sottili rischierebbero di disintegrarsi, troppo spesse risulterebbero pesanti. Tagliando controfibra, si garantisce la massima masticabilità. Una volta tagliate, le fette vanno disposte ordinatamente in una pirofila dai bordi alti, pronte per ricevere la salsa. Questo metodo di presentazione classica valorizza il colore rubino della carne e la lucentezza del sughetto, rendendo il piatto visivamente invitante.
  • Quale tipo di carne è meglio usare per un autentico brasato al Barolo?
    Per un'autentica esperienza piemontese, la scelta migliore è la carne della razza Fassona, allevata nelle zone collinari del Piemonte. I tagli tradizionali includono la noce, il muscolo o la punta di petto, tutti caratterizzati da una buona venatura di grasso intramuscolare che si scioglie lentamente durante la lunga cottura. La Fassona è nota per la sua carne magra ma tenera e dal sapore delicato. Evitare carni di bovini giovani o tagli troppo magri senza tessuto connettivo, poiché il brasato necessita di tempi lunghi di cottura umida per trasformare il collagene in gelatina, donando succosità e morbidezza. La qualità della materia prima è determinante per il risultato finale.
  • È possibile preparare il brasato al Barolo in anticipo?
    Assolutamente sì, anzi, il brasato al Barolo migliora notevolmente se preparato in anticipo. I sapori hanno il tempo di fondersi e stabilizzarsi durante il riposo, spesso risultando più armoniosi il giorno successivo. Una volta cotto e raffreddato, il piatto può essere conservato in frigorifero per diversi giorni. Prima di servire, basta riscaldarlo delicamente a fuoco basso, aggiungendo un mestolino di acqua o brodo se la salsa fosse diventata troppo densa. Questa caratteristica lo rende ideale per la meal prep o per inviti imprevisti, permettendo al cuoco di gestire i tempi in modo rilassato e garantendo un risultato finale sempre eccellente e ricco di sapori.

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