Una vecchia cantina

Caratteristiche cantina

Modelli di cantina

Le cantine nell'arco dei secoli sono cambiate molto. Da semplici magazzini dove lasciare il vino in attesa della vendita a luoghi dove farlo maturare nelle condizioni più adatte, fino ai giorni nostri, dove l'appassionato si trasforma da semplice consumatore a turista e partecipante, in qualche modo, al ritmo naturale della vinificazione.

di Redazione

11 aprile 2012

La cantina dell'antichità

La conservazione del vino così come la conosciamo oggi, è un fenomeno prettamente moderno, dovuto alla nuova economia, che via via ha preso piede con il mercantilismo anglosassone che, a partire dalla fine del seicento, nel corso dei secoli, è divenuto il modello dominante. In precedenza, nonostante ci fosse un discreto commercio del vino, soprattutto nell'Impero Romano, la conservazione del vino era intesa in modo nettamente diverso, e le tecnologie, se così si potevano chiamare, erano molto differenti. Nell'antichità, come fino alla metà del settecento, la conservazione del vino era intesa solo come sistema per mantenere inalterate le caratteristiche del vino il tempo necessario al trasporto e al consumo. Non erano infatti sviluppati ne il concetto dell'invecchiamento del vino per scopi qualitativi, ne tanto meno alcuna metodologia che lo permettesse. Il vino era consumato giovane, e gli unici tentativi di conservazione, al solo scopo di trasporto, erano l'aggiunta di spezie e miele, utili anche a dare un sapore all'epoca di moda. Le cantine dell'antichità, non erano dei veri spazi conservare vini da maturare o invecchiare, ma solo delle classiche dispense usate normalmente nella conservazione di qualsiasi derrata alimentare, più o meno dei magazzini. Anche nel medioevo la situazione non cambiò di molto, anche se nelle abbazie si iniziavano degli studi più accurati con sperimentazioni sulla conservazione, e i primi “magazzini” dedicati solo al vino, in condizioni di temperatura migliori.

Le prime vere cantine

Per le prime vere cantine bisogna attendere il mercantilismo anglosassone che dalla fine del seicento, lentamente fino ai giorni nostri, diventerà il modello economico moderno. Sulla base dei lavori svolti precedentemente, iniziarono a nascere le prime aziende di vinificazione moderne, che videro il pieno sviluppo a partire dall'ottocento, quando la vinificazione non era più ormai una prerogativa esclusiva degli istituti clericali, ma un settore industriale ed economico ben definito, con investimenti congrui che miravano al profitto. Queste aziende cominciarono a comparire nella Francia, in special modo nella Champagne e nel Bordolese, in quanto erano le regione più legate commercialmente a Londra. In Italia la prima zona a capire l'importanza del commercio moderno fu certamente quella del Marsala. In tutte queste zone da cui partì l'enologia moderna, si iniziò a sentire l'esigenza di una grande produzione, non destinata al solo consumo locale a breve tempo, ma maggiormente incentrata sulle esportazioni. Queste grandi produzione avevano quindi la necessità di luoghi in cui questo vino potesse essere conservato per un tempo molti maggiore di quello necessario al solo trasporto e consumo. La nuova enologia iniziò così a creare i primi vini da invecchiamento, e di conseguenza i luoghi adatti per conservarli e maturarli. Grazie agli studi fatti fino ad allora si iniziarono quindi a creare dei luoghi, spesso sotterranei, a temperatura e umidità costanti e controllati, certamente non con le tecnologie moderne ma attraverso le conoscenze edili dell'epoca. Per questo le cantine erano sempre sotterranee, in odo da mantenersi fresche e umide. Molto importanti furono anche le innovazioni apportate dal settecento in poi nella fabbricazione delle bottiglie, essenziali nelle lunghe conservazioni. Se prima la cantina era costituita da sole botti di legno, dove conservare il vino, con le moderne bottiglie, che arrivarono sul mercato a partire dalla metà del settecento, il vino poteva maturare in un ambiente neutro, senza quindi subire nuovi processi chimici dovuti al legno. Il legno infatti poteva essere utile nella conservazione del vino fino a massimo due anni, ma poi non riusciva a mantenere quelle caratteristiche di neutralità verso il prodotto, continuando ad apportare elementi che potevano risultare eccessivi. Le cantine quindi iniziarono un lento processo evolutivo, da semplici magazzini dove il vino veniva stoccato per brevi periodi in attesa di una vendita locale, a luoghi di lavorazione e conservazione di prodotti ben più complessi, che dovevano creare un nuovo settore e un nuovo mercato destinato non più alla sola pronta beva, ma a fenomeni più complessi. Esse erano destinate a fenomeni puramente produttivi, per un mercato in piena espansione che prevedeva alte produzioni per alti consumi globali. Nacquero così le cantine moderne, polverose e umide, destinate esclusivamente alla produttività del vino, spesso fabbricate senza nessun rispetto di vincolo ambientale, che hanno resistito come concetto fino agli anni 50 e 60 del novecento.

I nuovi concetti di cantina

Oggi il concetto di cantina, a partire dagli anni 50, sta lentamente mutando, grazie anche alle nuove tendenze biologiche e alle nuove mode del vino. Il vino infatti, grazie anche alle denominazioni di origine, sta lentamente trasformando le cantine da luogo polveroso e spesso anti ecologico, a un luogo di rispetto verso la natura, pulito e vivibile, in armonia con l'ambiente, con un'anima ben definita. La nuova tendenza verso i vini di qualità ha infatti posto il problema di armonizzare la produzione e la conservazione con la natura e renderla visitabile agli appassionati. Le cantine moderne vengono realizzate con materiali ecologici, costruite con bassi impatti ambientali e visitabili dal pubblico, che grazie alla nuova cultura enologica, sta sviluppando, in linea con le tendenze agroturistiche, un nuovo tipo di turismo, che prevede visite in vigna e in cantina.

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Domande frequenti

  • Qual è stata la svolta storica che ha trasformato la cantina da semplice magazzino a luogo di affinamento?
    La trasformazione radicale delle cantine è avvenuta tra la fine del Seicento e l'Ottocento, con l'avvento del mercantilismo e l'industrializzazione della vinificazione. Prima di questo periodo, il vino era consumato giovane e le cantine fungevano da dispense temporanee per il trasporto. Con l'aumento delle esportazioni, specialmente dalle regioni francesi verso Londra e dal Marsala in Italia, nacque l'esigenza di conservare il vino per lunghi periodi. Questo portò alla creazione di ambienti sotterranei a temperatura costante e all'introduzione delle bottiglie di vetro, che permisero un'affinamento neutro senza i sapori eccessivi del legno, dando vita al concetto moderno di vino da invecchiamento.
  • Perché le prime cantine moderne erano costruite prevalentemente sottoterra?
    Le cantine storiche erano realizzate sottoterra principalmente per sfruttare le proprietà termiche naturali del terreno. L'ambiente ipogeo garantiva temperature fresche e umidità costante, condizioni essenziali per la conservazione a lungo termine del vino prima dell'avvento del controllo climatico artificiale. Questa architettura passiva permetteva di mantenere il vino stabile durante i lunghi periodi di affinamento necessari per i mercati di export, proteggendolo dalle sbalzi termici superficiali che avrebbero potuto comprometterne la qualità e la stabilità chimica.
  • Quale ruolo hanno avuto le bottiglie di vetro nell'evoluzione della cantina?
    L'introduzione delle bottiglie di vetro, diffusa a partire dalla metà del Settecento, fu cruciale perché permise al vino di maturare in un contenitore neutro. A differenza delle botti di legno, che influenzano il gusto e possono alterare il vino dopo due anni, il vetro non apporta saponi estranei né reazioni chimiche indesiderate. Questo consentì ai produttori di preservare le caratteristiche intrinseche del vitigno e del territorio, spostando l'attenzione dalla semplice conservazione in legno all'affinamento controllato in bottiglia, fondamentale per la nascita dei vini di alta gamma destinati al mercato internazionale.
  • Come si è evoluto il concetto di cantina negli ultimi decenni?
    A partire dagli anni Cinquanta e Sessanta, il concetto di cantina è passato da luogo puramente produttivo e spesso inquinante a spazio sostenibile e turistico. La crescente attenzione alla qualità, alle denominazioni di origine e alla bioedilizia ha spinto verso cantine ecologiche, a basso impatto ambientale e visivamente curate. Oggi la cantina non è solo un luogo di lavoro, ma diventa parte integrante dell'esperienza enoturistica, invitando il visitatore a partecipare attivamente alla filiera, unendo produzione artigianale, rispetto della natura e accoglienza del pubblico.

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