il Bardolino, un classico rosso leggero italiano

Curiosità vino rosso

Vino rosso leggero

Il vino rosso leggero rappresenta la tipologia di vino piu bevuta e piu semplice ma al tempo stesso è una realta molto complessa e dai prodotti ben elaborati nel panorama vinicolo italiano. Accompagna i piatti di tutti i giorni con stili diversi e armonia

di Redazione

15 settembre 2011

Vino rosso leggero

Le tipologie di vino sono molte per tutti i tipi di occasioni. Non sempre la scelta del vino deve ricadere su una bottiglia importante, con corpo robusto e strutturato, anzi, spesso nella maggior parte dei casi la scelta ricade su vini leggeri, di semplice e pronta beva, sia per accompagnare i pasti di tutti i giorni che le riunioni tra amici e in famiglia. In questo il mondo del vino offre una gamma cosi ricca e varia da lasciare al consumatore solo l'imbarazzo della scelta. In tutte le regioni d'Italia, se vini importanti quali il Brunello o l'Amarone rappresentano la Ferrari dell'abbinamento cibi vino, un rosso leggero è paragonabile a un'utilitaria, certamente meno attraente e di impatto, ma sicuramente funzionale e di uso quotidiano. I rossi leggeri rappresentano il cardine e la base stessa della produzione vinicola di una nazione tradizionalmente legata da secoli al prezioso nettare d'uva come l'Italia.

Produrre un rosso leggero

Ogni azienda può bilanciare la propria vinificazione in modo da ottenere risultati che siano più adattabili a un vino di pronta beva, leggero, che ben si adatti alla cucina veloce di tutti i giorni. La scelta delle uve è da subito il primo nodo da sciogliere ma ben più importante è la lavorazione delle stesse per ottenere dei vini che siano più “facili” per la tavola, con gradazioni alcoliche più basse. Non si tratta di vini qualitativamente inferiori, tutt'altro, ma di vini che abbiano il giusto equilibrio e non sia troppo impegnativi davanti a un piatto di pasta semplice magari cucinato dopo una dura giornata in ufficio. La tecnologia moderna ormai consente di misurare la quantità di zuccheri presenti negli acini, in modo da avere un quadro preciso di quale gradazione alcolica avrà il vino una volta vinificato. Una quantità di zuccheri equilibrata puo essere regolata in modo semplice e naturale, influendo ad esempio sulla potatura della vigna, per avere un prodotto più o meno disciolto in concentrazione zuccherina. Meno si agirà nella potatura e meno gli zuccheri saranno concentrati. Anche la scelta del tempo della vendemmia incide, anticiparla infatti significa mantenere un grado di acidità maggiore e una concentrazione zuccherina minore, in modo da ottenere vini più leggeri. Chiaramente questi tipi di processi necessitano di un'esperienza, una conoscenza e una strumentazione che solo i viticoltori possono avere. Alcuni non si affidano nemmeno a strumenti di misurazione degli zuccheri, ma assaggiano letteralmente gli acini per misurarne gli zuccheri contenuti. Si tratta di persone con una tradizione vinicola secolare, che l'uomo di città ha ormai dimenticato. Nella vinificazione non possiamo agire molto sul grado alcolico del vino in quanto tutti gli zuccheri tendono a trasformarsi in alcol e anidride carbonica, e fermare la fermentazione per ottenere un prodotto leggero significherebbe rischiare di avere una quantità eccessiva di zuccheri residui. Ma si può incidere nella corpulenza e nell'intensità del vino, con una pigiatura leggera in modo da avere una colorazione un contenuto di elementi nutritivi e tannici meno marcata e più semplice in tavola. Anche la macerazione può essere corta per risultati meno opulenti.

I classici leggeri

Sono moltissimi i rossi che possono essere scelti per una produzione di vino leggero indipendentemente dalla varietà di uve utilizzata. Un classico esempio è il Bardolino della provincia di Verona ottenuto dal Corvina, dalla Rondinella, dalla Molinara ma anche dal Barbera, dal Merlot, dal Sangiovese, dal Cabernet Sauvignon ma lavorato per ottenere un vino leggero, dal colore rubino chiaro, con odori vinosi e gusti molto delicati che ne fanno un compagno per una gamma vastissima di piatti. In Alto Adige il Santa Maddalena, prodotto con la Schiava, è tra i preferiti della regione autonoma, con i suoi gusti delicati e fruttati derivanti dalla collina morenica dove viene coltivata la vite. La Schiava è una varietà di per se adatta alla produzione di rossi leggeri, in particolare la varietà Schiava Grossa che ha alte rese con sapori poco concentrati e tannini soffici, che possono essere assemblati con l'altra varietà, la Schiava Gentile, dagli acini più piccoli e i profumi più intensi. Nella provincia di Vicenza il Tocai rosso è un vino leggero, dal colore rubino scarico che viene accompagnato con il Baccalà alla Vicentina, un classico della regione. Gli odori sono vinosi ma poco intensi, con note di ciliegia e prugne, con un equilibrio tannico lodevole e retrogusti amarognoli, armonici e delicati. L'associazione con il baccalà va provata, anche se molti trovano quasi eretico bere del rosso con del pesce. Sempre in Veneto abbiamo alcuni Raboso leggeri e vivaci. Ma ogni regione fornisce ottimi rossi leggeri. Dal Piemonte potremmo scegliere un Grignolino d'Asti, per antipasti, minestre, bolliti e formaggi non stagionati se non torte di verdure. In Lombardia la Bonarda dell'Oltre Po Pavese dall'uva Croatina, nella sua versione leggermente frizzante, ha un colore rosso piu o meno intenso, vivace e brioso puo essere servito per gli stessi piatti del Grignolino e per risotti di legumi. Un giovane Sangiovese o Merlot vivace e leggero fa parte della tradizione delle tavole italiane e ben si adatta alla cucina di tutti i giorni, come nel caso del Lazio, dove possiamo trovare Rudestro della Cantina Villa Gianna di Cerveteri di rubino chiaro e accenni di prugne e visciole da accompagnare con i formaggi freschi. Il Merlot della Cantine del Conte Zandotti, a Roma, ha una persistenza media, con sentori di more ma anche di cuoio che può essere servito con carni bianche come il tacchino con salsa di formaggio. Per una semplice bistecca o degli antipasti possiamo optare per un Albiola della provincia di Latina, anche se il prezzo già supera i 10 euro, ma si tratta di un vino equilibrato dal Sangiovese e dal Syrah dai profumi di ciliegia, fragoline di bosco e lampone. Dalla Campania abbiamo una gamma di Sannio ai profumi di erbe, fiori selvatici ma anche ribes nero, con un colore rubino brillante e gusti semplici per bolliti o primi piatti al sugo di carne. Il Montepulciano predominante è sapientemente assemblato con l'Olivella e una bassa percentuale del potente Aglianico che cresce sui terreni di origine vulcanica e da questi ne prende i gusti pieni e corposi. Un San Severo pugliese dal Montepulciano e Sangiovese ha profumi di ciliegia sotto spirito e rose molto bilanciati per riso alle verze o filetti semplici. Sempre dalla Puglia il Salice Salentino si beve con la classicissima pasta con le melanzane, per abbinare il gusto deciso di questi ortaggi con un vino dalle note minerali e more ma dal gusto decisamente fresco. In Basilicata l'Aglianico la fa da padrone ma con alcune produzioni che riescono ad abbinarsi con carni bianche alle mandorle e i fagottini di mortadella ripieni di ricotta e noci.

Una scoperta regionale e locale

Anche nel caso dei rossi leggeri fare una lista in un paese come l'Italia risulterebbe ostico e non esaudiente, con penalizzazione di numerose realtà locali quasi sconosciute. I ristoratori sapranno indirizzarvi verso i vini locali, spesso sottovalutati, che rappresentano pero delle scoperte eccezionali e sovente eccitanti per gli amatori del buon vino. Vale la pena perdersi senza meta in qualche regione dell'Appennino tosco-emiliano o in qualche collina pugliese, magari entrando nelle piccole trattorie a gestione famigliare, dove i proprietari saranno orgogliosi di mostrare i prodotti della loro terra e legami antichi.

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Domande frequenti

  • Come si produce tecnicamente un vino rosso leggero?
    La produzione di un rosso leggero richiede interventi precisi in vigna e in cantina. In vigna, anticipando la vendemmia si riduce la concentrazione zuccherina, ottenendo così una gradazione alcolica inferiore. Inoltre, una potatura meno intensa limita la concentrazione degli zuccheri negli acini. In cantina, la chiave sta nella vinificazione: una pigiatura delicata e una macerazione breve riducono l'estrazione di tannini e pigmenti, evitando che il vino risulti troppo strutturato o aggressivo. L'obiettivo non è abbassare artificialmente l'alcol, ma creare un equilibrio naturale dove la beva risulta immediata, fresca e adatta all'uso quotidiano.
  • Quali sono i migliori abbinamenti alimentari per i rossi leggeri?
    I rossi leggeri sono estremamente versatili e ideali per la cucina di tutti i giorni. Si sposano perfettamente con piatti semplici come paste al pomodoro, minestre, bolliti misti e formaggi freschi o non stagionati. Grazie alla loro acidità e ai tannini morbidi, possono accompagnare anche carni bianche, come tacchino o pollo, e persino alcuni pesci, come il baccalà alla vicentina o filetti di pesce bianco. Sono inoltre eccellenti come aperitivi o per accompagnare antipasti, salumi leggeri e verdure grigliate, offrendo freschezza senza sopraffare i sapori del cibo.
  • Cosa distingue un vino rosso leggero da uno strutturato come il Barolo?
    A differenza dei grandi rossi strutturati, pensati per l'invecchiamento e dotati di alta gradazione alcolica, tannini marcati e grande corpo, i rossi leggeri sono concepiti per la 'pronta beva'. Hanno un colore rubino chiaro, aromi fruttati e floreali immediati e una struttura tannica soffice e discreta. Mentre i vini importanti richiedono decantazione e tempi lunghi per esprimersi, quelli leggeri sono funzionali, energetici e pronti da bere appena imbottigliati, rappresentando la quotidianità enologica piuttosto che l'eccellenza monumentale.
  • Quali sono gli esempi più noti di rossi leggeri italiani?
    L'Italia offre una vasta gamma di rossi leggeri regionali. Tra i più celebri vi sono il Bardolino veneto, il Santa Maddalena altoatesino (da uva Schiava), il Grignolino d'Asti piemontese e il Bonarda pavese. Altri esempi includono il Tocai Rosso veneto, il Rudestro laziale, il Sannio campano e il Salice Salentino pugliese. Ognuno di questi vini riflette il territorio di provenienza, offrendo profili aromatici unici ma condividendo la caratteristica comune di essere freschi, facili da bere e perfetti per un consumo regolare.
  • È vero chebere il rosso con il pesce è sbagliato?
    Non è affatto sbagliato; dipende esclusivamente dal tipo di rosso e dal tipo di pesce. I rossi strutturati e tannici possono risultare sgradevoli con il pesce, ma i rossi leggeri, ricchi di acidità e poveri di tannini, creano armonie sorprendenti. Un esempio classico è l'abbinamento del Tocai Rosso veneto con il Baccalà alla Vicentina. Anche con filetti di pesce bianco o preparazioni delicate, un rosso leggero può esaltare i sapori senza coprirli, dimostrando che la regola generale ha molte eccezioni valide quando si sceglie il vino giusto.

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