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Il vino rosso e la gravidanza

Aggiornato il 07 settembre 20115 capitoli5 domande frequenti
un bicchiere di rosso a settimana durante la gravidanza

Il vino in gravidanza

La gravidanza è certamente uno dei periodi più entusiasmanti in una famiglia ma comporta spesso delle rinunce da parte della donna a protezione del feto. Una delle domande e degli aspetti più discussi è certamente la possibilità o meno di bere vino. Mentre per quel che riguarda i super alcolici gli esperti sono tutti concordi nel divieto assoluto di consumo di queste bevande, per il vino gli studi sono più concilianti, cosi come gli atteggiamenti e i consigli dei medici.

I danni alla salute

Vediamo innanzi tutto quali sono i danni che l'assunzione di alcol potrebbe arrecare al feto. La placenta non è in grado di schermare il feto e lascia passare l'etanolo fino al bambino, che di conseguenza si trova ad assumere una sostanza fortemente nociva nel suo periodo più delicato. I danni potrebbero essere diversi, da quelli permanenti al sistema nervoso centrale al sottosviluppo e al danneggiamento cellulare, fino a danni celebrali quali problemi mnemonici, scarsa attenzione, ritardo mentale e comportamenti impulsivi.

Le proprietà del vino rosso in gravidanza

Mentre molti medici continuano a vietare assolutamente il consumo di qualsiasi alcol durante la gravidanza e l'allattamento, altri invece ne consentono il consumo molto moderato di vino rosso durante i pasti. Questo perché si ritiene il suo effetto benefico sia per la digestione che per il contenuto di ferro. Ma ultimamente alcune ricerche effettuate al CNR di Roma hanno aggiunto delle informazioni in piu riguardo al consumo di vino rosso durante la gestazione. Sembra infatti che i suoi composti, in particolare i polifenoli e gli antociani, siano in grado di limitare gli effetti nocivi dell'alcol sul feto. Questo studio spiegherebbe quello che fino ad oggi si era solo intuito nell'osservazione delle statistiche, ovvero nei paesi dove il consumo di vino rosso è preponderante rispetto a quello delle altre bevande alcoliche, i neonati non soffrono di disturbi cognitivi.

Cosa dicono le ricerche

L'Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del CNR di Roma ha effettuato esperimenti di laboratorio su topi, sottoponendo le mamme a soluzioni di etanolo e altre a somministrazioni di vino rosso. Mentre i nati da mamme a cui è stato somministrato l'etanolo hanno riscontrato gravi problemi cognitivi, sottosviluppo e danni celebrali, quelli nati da mamme a cui è stato somministrato del vino rosso non solo non hanno mostrato questi segni, ma anche a livello epatico il danno è stato minimo, tanto da ridurre i problemi di crescita regolare sia cellulare che al livello prettamente visivo. Dallo studio sono emersi notevoli danni nell'ippocampo e nelle altre aree celebrali per i topi sottoposti a somministrazione di etanolo, mentre i danni si sono rivelati limitati e in molti casi addirittura nulli per quelli a cui è stato somministrato del vino rosso. I ricercatori ritengono cosi di spiegare i motivi per cui nell'aera mediterranea, dove il consumo di vino rosso è nettamente maggiore di quello di altri alcolici, la Sindrome Feto-Alcolica incide molto raramente rispetto al altri paesi dove il consumo di superalcolici è invece molto elevato. A incidere soprattutto nelle aree celebrali, dicono gli esperti, sono la NGF e il BDNF. La prima è una proteina, scoperta dalla Levi-Montalcini, il Nerve Growth Factor, e risulta essere essenziale per le cellule del cervello e il sistema nervoso periferico, mentre la seconda, il Brain Derived Neurotrophic Factor è una molecola che previene la degenerazione delle cellule celebrali. Sicuramente i risultati della ricerca non vogliono incoraggiare il consumo di vino durante la gravidanza e i medici rimangono molto cauti nell'autorizzare qualsiasi alcolico anche nel caso del vino rosso. Infatti l'Università di Helsinki invece afferma che il consumo di sostanze alcoliche, oltre a comportare possibili danni celebrali, comporta anche disturbi del sonno durante i primi anni di vita del bambino.

Conclusioni

I consigli sono molti, dal divieto assoluto a un bicchiere di rosso a settimana nei paesi nordici, dove l'alcol crea numerosi problemi sociali, a un bicchiere al giorno sempre di rosso durante i pasti nei paesi mediterranei dove il problema è meno scabroso. Nel dubbio si preferisce comunque evitare per i nove mesi e il successivo allattamento il consumo di alcol. Certo è, come osservano molti, che l'alcol è bevuto da tempo immemorabile dall'uomo, senza per questo causare la nascita di bambini malformati o ritardati soprattutto nelle comunità rurali del passato, dove rappresentava un alimento considerato salutare e benefico per il corpo. Altri, come già osservato dai nutrizionisti ortodossi e da numerosi dietologi, osservano che il corpo non ha bisogno nei suoi nutrienti ne di vino ne di altri alcolici, e quindi può essere tranquillamente evitato in un periodo cosi delicato per la vita sia della mamma che del feto. In ogni caso lo sviluppo e le condizioni di vita del periodo prenatale sono fondamentali, vale quindi la pena di non rischiare se si riesce a fare a meno del vino. L'invito a consumare alcol con moderazione è tuttavia valido nel corso di tutta la vita.

Domande frequenti

  • È sicuro bere vino rosso durante la gravidanza?
    Non esiste un consenso medico unanime sulla sicurezza del consumo di alcol in gravidanza. Sebbene alcuni studi suggeriscano che i polifenoli del vino rosso possano mitigare parzialmente i danni neurologici dell'etanolo, le autorità sanitarie internazionali raccomandano generalmente l'astensione totale. L'alcol attraversa la placenta e può interferire con lo sviluppo del feto. Pertanto, per prevenire qualsiasi rischio di Sindrome Feto-Alcolica o disturbi dello sviluppo, la prudenza impone di evitare il vino rosso e tutte le altre bevande alcoliche durante i nove mesi di gestazione e l'allattamento.
  • Quali danni specifici può causare l'alcol al feto?
    L'etanolo passa liberamente attraverso la placenta, esponendo il feto a concentrazioni simili a quelle materne. Poiché il fegato fetale non è ancora maturo per metabolizzare l'alcol, questa sostanza agisce come tossina diretta. I danni possono includere deficit permanenti del sistema nervoso centrale, ritardo mentale, problemi di memoria, scarsa attenzione e comportamenti impulsivi. Inoltre, l'esposizione prenatale è associata a un aumento del rischio di sindrome feto-alcolica, caratterizzata da anomalie fisiche e cognitive che persistono per tutta la vita del soggetto.
  • Cosa dice la ricerca del CNR sui polifenoli del vino rosso?
    Studi condotti presso il CNR di Roma hanno evidenziato che i composti bioattivi del vino rosso, come polifenoli e antociani, sembrano proteggere il cervello fetale dai danni dell'etanolo. Nei modelli sperimentali, l'assunzione di vino rosso ha ridotto significativamente i danni cerebrali ed epatici rispetto alla sola assunzione di alcol puro. I ricercatori attribuiscono questa protezione all'aumento di fattori neurotrofici come NGF e BDNF, essenziali per la sopravvivenza neuronale. Tuttavia, questi risultati preliminari non giustificano l'inizio del consumo di alcol in gravidanza, ma spiegano statisticamente la minore incidenza di sindrome feto-alcolica nelle zone mediterranee tradizionali.
  • Perché il consumo di vino rosso è diverso tra paesi mediterranei e nordici?
    Le differenze culturali e dietetiche influenzano la percezione del rischio. Nei paesi nordici, dove il consumo di alcol è spesso legato a episodi di abbuffata e i problemi sociali correlati sono più evidenti, il consiglio medico tende verso il divieto assoluto. Nelle aree mediterranee, il vino rosso viene tradizionalmente consumato con moderazione durante i pasti, accompagnato da una dieta sana. Questa modalità di consumo, unita agli effetti protettivi dei polifenoli, potrebbe contribuire a una minore incidenza di gravi malformazioni cognitive, sebbene il principio di precauzione resti la norma guida per la salute pubblica globale.
  • Il vino rosso può causare disturbi del sonno nel neonato?
    Sì, l'esposizione prenatale all'alcol, incluso il vino rosso, è stata collegata a disturbi del sonno nei primi anni di vita del bambino. Ricerche, come quelle dell'Università di Helsinki, indicano che l'alcol interfere con lo sviluppo dei centri regolatori del sonno nel cervello fetale. Oltre ai potenziali effetti cognitivi, la madre che consuma alcol durante la gravidanza rischia di alterare il ciclo sonno-veglia del piccolo, causando difficoltà di addormentamento o risvegli frequenti. Questo rappresenta un ulteriore motivo per privilegiare l'astensione completa durante la gestazione.

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