Il Piemonte DOC Cortese

Vino bianco piemontese

Piemonte

Il Piemonte DOC designa una vasta area che comprende discrete produzioni di bianchi ma anche qualche eccellenza che può arrivare alle vette internazionali.

di Redazione

25 ottobre 2011

La zona vinicola

L'area di produzione del Piemonte DOC è vastissima e abbraccia quasi interamente le province di Alessandria, Asti e Cuneo, con una diversita di suoli e terreni che però possono tutti far riferimento all'orogenesi del Piemonte, nato dalla sollevazione del fondale marino della Tetide, antico bacino marino preistorico, dovuto allo scontro tra le placche africana ed europea. Le rocce erano costituite da crosta sialica ricoperta da sedimenti provenienti dalle terre emerse con la maggior parte dei sedimenti che finirono nell'oceano per accumularsi. Il clima continentale, segue le variazioni microclimatiche da zona a zona.

I vitigni

I vitigni utilizzati per la produzione del Piemonte DOC nelle sue varie tipologie sono il Cortese, lo Chardonnay, il Pinot Grigio, Bianco e Nero e il Moscato Bianco. Il Pinot Nero viene utilizzato nella produzione di spumanti, come nella migliore tradizione classica proveniente dalla Champagne.

Il Piemonte DOC bianco

La denominazione di origine controllata Piemonte nasce con il decreto ministeriale del 22 novembre 1994 per autorizzare la produzione di numerose tipologie di vini bianchi, rossi e rosati in più di cento comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Anche le tipologie introdotte sono numerose e dipendono sia dal vitigno che dalla vinificazione, con una base ampelografica molto ampia dai vitigni di Cortese, Chardonnay, Pinot Grigio Bianco e Nero e Moscato Bianco. Il Piemonte Cortese e Chardonnay devono avere i vitigni menzionati in etichetta per almeno l'85% dell'assemblaggio, a cui possono concorrere, per la restante parte, gli altri vitigni a bacca bianca. La denominazione Piemonte Moscato e Piemonte Moscato Passito è ottenuta dal vitigno Moscato bianco per il 100%. Senza alcuna menzione il vino è spumante ottenuto dai vigneti di Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero. Il vino Piemonte che reca sull'etichetta i vitigni Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero, deve avere nel taglio i rispettivi vitigni per almeno l'85%. Fanno parte della denominazione Piemonte anche le tipologie Piemonte Cortese dei vini a Doc Cortese dell'Alto Monferrato, Cortese di Gavi, Colli Tortonesi Cortese e Monferrato Casalese, Piemonte Chardonnay dei vini a Doc Langhe Chardonnay, Piemonte Moscato e Piemonte Moscato Passito, e i vini a Doc e Docg Asti, Loazzolo, tutti purché rispondano ai requisiti del disciplinare. La denominazione Piemonte con la specificazioni del vitigno Cortese e Chardonnay può essere utilizzata per elaborare i vini spumanti, e la spumantizzazione effettuata con il metodo della fermentazione in autoclave o in bottiglia, con l'esclusione di qualsiasi aggiunta di anidride carbonica. L'invecchiamento del Moscato Passito deve essere di un anno. Il Piemonte Spumante Pinot bianco, Piemonte Spumante Pinot Grigio e Piemonte Spumante Pinot nero hanno colore giallo paglierino, con odore fruttato e sapore sapido. I Pinot sono ottimi in aperitivo, con i dessert o i dolci, ma anche con gnocchi alla bava, rane fritte e in umido e piatti leggeri di pesce. Il Piemonte Cortese ha colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, odore delicato e persistente. Il palato è fresco e secco. Riso in insalata per lui, insalata russa, formaggi a pasta molle e cipolle, mentre per la versione Spumante meglio il pesce o in aperitivo. Nel Piemonte Chardonnay tranquillo il colore è sempre paglierino chiaro con sfumature verdognole. Il suo odore è leggero, con sapore secco, vellutato, morbido e armonico. Da degustare con risotti alle erbe, piatti a base di pesce o uova e insalata di ovoli, anche per la tipologia Spumante. Il Piemonte Moscato nel colore è paglierino o giallo dorato più o meno intenso. L'odore ha il profumo caratteristico dell'uva moscato, e il sapore dall'aroma caratteristico è talvolta frizzante. Ottimo fuori pasto o con il budino piemontese. Nel Piemonte Moscato Passito il colore giallo oro tende all'ambrato più o meno intenso. L'odore ha un profumo intenso, complesso, con sentore muschiato caratteristico dell'uva moscato. Al sapore si presenta dolce, armonico, vellutato e aromatico. Il titolo alcolico totale minimo deve essere di 15,5% vol. In abbinamento con gli amaretti o in meditazione.

Le aziende

La Montagnetta ha il Piemonte Chardonnay Pian d'La Dus giovane e fresco, con aromi di mughetto, fiori di campo, limone, pere ed erbe aromatiche. Di piacevole beva e buona struttura, incontra il rotolo al crescione con scalogno. La Spinetta produce l'eccellente Moscato Oro Passito con freschi aromi agrumati e floreali. Il gusto molto equilibrato, dolce, con forte sapore ancora di pesca, molto lungo. Per lui abbinamento con il murianengo. Anche il suo Chardonnay Lidia è di gran pregio, con mela, pompelmo e pesca bianca in evidenza, su fondi minerali e di rovere. Corposo, per il merluzzo con patate e acciughe. Dalle Tenuta Cisa Asinari un Moscato Passito L'Altro Moscato dalla marcata dolcezza, con i sentori di uva passa, fiori secchi e frutta candita. Maresco anche punta sul Moscato Passito Passì Scaprona dal giallo dorato intenso e i profumi di mela gialla, pesca e mandorle. Il gusto dolce è avvolgente, da accostare alla torta di mandorle. Pio Cesare ha uno Chardonnay L'Altro lineare, con fiori e frutta bianca e acidità in bocca. Per l'insalata di nervetti. Dai Poderi Bertelli invece un grande Chardonnay Giarone in purezza di un fantastico verdolino vivo. La gamma olfattiva è cremosa, elegante con tostatura e pompelmo. Il palato di notevole struttura ha una rinfrescante trama acida supportata da ben 15% vol. Un vino aristocratico per il petto d'anatra con crema acida. Ancora un altro gran vino per questa denominazione, stavolta il Piemonte Moscato d'Autunno di Sarocco, con i cinque grappoli conquistati negli anni passati. Aromatico e fine, dal giallo paglierino cristallino. Ampio al naso, ricco di profumi agrumati, menta, citronella e mela golden. Il palato è dolce e fresco, minerale e lunghissimo. Ha tutto il sapore del vitigno, abbinato in tavola con la torta di mele sormontata dalla gelatina d'uva. Per il risotto alla zucca scegliamo lo Chardonnay di Cascina Stella, burrosi lieviti e frutta gialla sorretti da sapidità e acidità. Non potevano mancare le Cantine Gancia con un Piemonte Brut Carlo Gancia Riserva del Fondatore Millesimato di prim'ordine, da un equilibrato assemblaggio del 50% di Chardonnay e Pinot Nero. I riflessi sono dorati e il perlage perfetto. Il naso è complesso, in evoluzione, con mela cotogna, pompelmo, e via via frutta secca, erica e nocciola tostata. Passa 30 mesi sui lieviti prima di essere degustato per aperitivi importanti. Per la Cascina Ferro un altro grande Chardonnay Realtà di 13% vol, verdolino. Delicati aromi di marzapane, pistacchio e nocciola sono supportati dalla buona struttura e la beva piacevole del retrogusto amarognolo e leggermente acido. Ottimo per gli scampi. Ancora un eccellente spumante Brut da Castello di Nieve. Metodo Classico, fragrante, con aromi di lieviti e frutta fresca. Morbido per i gamberi in padella. Coppo vinifica lo Chardonnay paglierino verdolino con risultati di alta qualità. Mela golden, agrumi canditi, erbe aromatiche ed un palato fresco, fine. Castelmagno di media maturazione in abbinamento. Il suo Brut Riserva spumante invece ha l'80% di Pinot Nero a il 20 di Chardonnay, per un colore dorato e ampio naso tostato, di crema inglese e limone candito. Rotondo, morbido e con la giusta acidità per un retrogusto tutto di nocciola. Va accordato con il branzino alla griglia.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali vitigni autorizzati per la produzione del Piemonte DOC bianco?
    Il disciplinare del Piemonte DOC prevede un'ampia gamma di vitigni bianchi, permettendo una grande versatilità produttiva. I protagonisti assoluti sono il Cortese, il Chardonnay, il Moscato Bianco e le varianti del Pinot (Bianco, Grigio e Nero, quest'ultimo usato spesso per gli spumanti). Per le versioni monovitigno, come il Piemonte Cortese o Chardonnay, questi devono costituire almeno l'85% dell'assemblaggio, mentre il resto può essere completato da altre uve a bacca bianca. Una particolarità importante riguarda il Moscato: per ottenere il Piemonte Moscato o il Moscato Passito, il vitigno deve essere presente al 100%, garantendo così l'intensità aromatica tipica di questa varietà.
  • Come si distinguono il Piemonte Cortese e il Piemonte Chardonnay per caratteristiche organolettiche?
    Entrambi presentano un colore giallo paglierino con possibili riflessi verdognoli, ma offrono esperienze gustative diverse. Il Piemonte Cortese si distingue per un odore delicato e persistente, con un palato fresco e secco; è ideale per accompagnare piatti leggeri come riso in insalata, insalata russa, formaggi a pasta molle e cipolle. Il Piemonte Chardonnay, invece, offre un profilo più strutturato: al naso mostra sentori leggeri, mentre al gusto risulta secco, vellutato, morbido e armonico. Questa sua eleganza lo rende perfetto per risotti alle erbe, piatti a base di pesce o uova, e insalate di polipi. Entrambe le tipologie possono essere prodotte anche in versione spumante, adattandosi perfettamente ad aperitivi e pietanze marine.
  • Cosa caratterizza il Piemonte Moscato Passito e quali sono i suoi abbinamenti consigliati?
    Il Piemonte Moscato Passito è un vino dolce, complesso e aromatico, ottenuto esclusivamente dal vitigno Moscato Bianco. Si presenta con un colore giallo oro che tende all'ambrato, accompagnato da un profumo intenso e muschiato tipico del vitigno. Al palato è dolce, armonico, vellutato e molto persistente, con un titolo alcolico totale minimo di 15,5% vol. A causa della sua dolcezza e struttura, richiede un invecchiamento di almeno un anno. Gli abbinamenti ideali sono con i classici amaretti piemontesi o in meditazione, ovvero bevuto puro per apprezzarne appieno la complessità olfattiva e gustativa senza distrazioni alimentari.
  • È possibile produrre spumante con la denominazione Piemonte DOC? Come avviene la vinificazione?
    Sì, la denominazione Piemonte DOC include diverse tipologie di spumante. Possono essere definiti tali i vini ottenuti da Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero, oppure quelli specifici Piemonte Spumante Pinot Bianco/Grigio/Nero. La spumantizzazione può avvenire tramite due metodi: la fermentazione in autoclave (metodo Charmat) o in bottiglia (Metodo Classico), con l'importante divieto di aggiungere anidride carbonica esterna. Questi spumanti si presentano con colore giallo paglierino, odore fruttato e sapore sapido. Sono eccellenti come aperitivi, ma si sposano bene anche con dessert dolci, gnocchi alla bava, rane fritte e piatti leggeri di pesce, grazie alla loro freschezza e struttura.
  • Quali sono alcune cantine note per la produzione di Piemonte DOC di alta qualità?
    Numerose cantine storiche e rinomate del Piemonte producono eccellenze sotto questa denominazione. Tra le più citate vi sono La Montagnetta, nota per il suo Chardonnay fresco e floreale; Spinetta, celebre per il Moscato Oro Passito e il Chardonnay Lidia; e Poderi Bertelli, con il suo Chardonnay Giarone strutturato e minerale. Altre realtà di prestigio includono Pio Cesare, con il suo Chardonnay lineare, e Cantine Gancia, specialista nello spumante Brut Carlo Gancia Riserva. Anche Cascina Ferro e Coppo offrono versioni di alto livello, dimostrando come il Piemonte DOC possa racchiudere vini di grandissima eleganza, dalla morbidezza del Moscato alla potenza del Chardonnay.

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