La Piana delle Colline Novaresi

Vino bianco piemontese

Colline Novaresi

Nelle Colline Novaresi il simbolo è il vino rosso, ma vengono prodotti anche vini bianchi di pronta beva, buoni compagni nei pasti di tutti i giorni.

di Redazione

25 ottobre 2011

La zona vinicola

La zona di produzione del Colline Novaresi, a nord di Novara, si svolge sulle colline basse che partono dal limite della pianura coltivata a riso. Non è un territorio collinare omogeneo ma costituito da alcuni pianalti allungati, alternati a valli pianeggianti dove scorrono i principali corsi d'acqua. Sono visibili depositi di morena di parecchi metri dovuti ai ghiacciai e ai corsi d'acqua. Su questi depositi viene coltivata la vite, alternata a ampie zone di bosco. La linea morbida delle colline che segnano il profilo sfuma all’orizzonte con il Massiccio del Monte Rosa. Per le parti di pianura l'uomo ha costruito nei secoli dei terrazzi per la coltivazione. Nel substrato roccioso le rocce che costituiscono la zona dei rilievi (a partire dal massiccio del Mottarone) e che il più delle volte fanno da base ai successivi depositi superficiali (anfiteatri morenici), hanno una lunga storia che inizia tra i 1.900 milioni di anni e i 700 milioni di anni fa quando le rocce sono state trasformate dalle pressioni e dalle temperature differenti nelle varie ere geologiche. Oltre ai graniti si ritrovano anche rocce di tipo magmatico effusivo, i Porfidi dalla colorazione ocracea, che affiorano in lembi discontinui a contatto spesso con i micascisti. Rocce di origine sedimentaria si concentrano nella zona di Arona costituite prevalentemente da dolomie calcaree, calcari dolomitici e brecce dolomitiche interessate anche da fenomeni di carsismo.

Il vitigno

Per produrre la tipologia bianca del Colline Novaresi si utilizza esclusivamente l'Erbaluce, uno dei vitigni piemontesi più antichi, chiamato anticamente dai Romani Alba Lux. È forse una variante del Fiano portata in Piemonte durante l'espansione di Roma nella Gallia Cisalpina ma più probabilmente è originaria della zone prealpina del Canavese. Vista l'elevata acidità fissa, da questo vitigno si vinificano dagli eleganti spumanti secchi, ai vini tranquilli, caratterizzati da profumo fine e leggero e gusto fresco ed acidulo, ma anche importanti passiti, o passiti liquorosi. Il vino è generalmente di corpo, leggero e acido, anche se non mancano prodotti fini ed eleganti come appunto i Passiti dolci all'aroma di buccia di mela.

Il Colline Novaresi DOC

La denominazione di origine controllata Colline Novaresi venne istituita per decreto ministeriale il 5 novembre 1994 per autorizzare la produzione di vini bianchi, rossi e rosati in una trentina di comuni, tutti in provincia di Novara. L'unica uva utilizzata nella produzione del Bianco deve provenire dal vitigno Erbaluce, con rese di 9,5 tonnellate per ettaro e gradazioni alcoliche naturali minime di 10,00% vol. I vigneti devono essere esposti su terreni argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni, a giacitura collinare. Sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati e quelli con altitudine non inferiore a 180 metri sul livello del mare e non superiore a 550 metri di quota. Le operazioni di vinificazione e di imbottigliamento possono essere effettuate anche in alcuni comuni della provincia di Vercelli e di Biella. Il Colline Novaresi Bianco, unica tipologia per questo bianco, ha colore giallo paglierino più o meno intenso. L'olfatto ha delicate fragranze di agrumi, e sapore vivace e leggermente amarognolo. Ottimo con gli antipasti magri, i pomodori ripieni e i formaggi a pasta morbida.

Le aziende

La Cascina Zoina produce l'Esther della Zoina, giallo dorato, con ottimi profumi di burro, erba tagliata, fieno, salvia e vaniglia, con agrumi fragranti e delicati. Il bocca risulta caldo, sapido, dal gusto delicatamente amaro. Colpisce per i suoi 14% vol. L'Azienda Agricola Brigatti vinifica il Vigna Mottobello dai terreni sabbioso-argillosi, mentre Ioppa ha il suo Colline Novaresi dal colore giallo paglierino chiaro. Il profumo complesso con note fruttate e tropicali. Il sapore è fresco e minerale con ottimo equilibrio complessivo. Da provare con il pesce, i formaggi freschi e non troppo stagionati, e anche molti piatti di vegetali, tanto da essere consigliato a chi ha scelto come stile di vita e alimentazione di rinunciare alla carne. Da servire tra i 10° e i 12° C. La provincia di Novara dedica ai vini delle Colline Novaresi il concorso Calice d'Oro, dove vengono premiati i migliori vini sotto questa denominazione nelle due categorie bianco e rosso, assegnando un punteggio secondo la metodologia francese. Tra i migliori negli anni scorsi sono risultati il Colline Novaresi DOC dell'azienda Agricola Castaldi, il Colline Novaresi Bio Luminae 2007 di Bianchi, il Criccone 2007 di Ravellotti Viticoltori in Ghemme, L'Erbavoglio di Torraccia del Piantavigna e molti altri. Quest'ultimo è un ottimo vino ottenuto grazie a fermentazioni molto lunghe e senza macerazioni, facendo poi affinare il vino per due mesi sulle fecce, con altri tre mesi in acciaio.

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Domande frequenti

  • Qual è l'unico vitigno ammesso per produrre il Colline Novaresi Bianco?
    Il Colline Novaresi Bianco è prodotto esclusivamente utilizzando il vitigno Erbaluce, una varietà antica e tipica del Piemonte, storicamente nota ai Romani come 'Alba Lux'. Questo vitigno, probabilmente originario della zona prealpina del Canavese, conferisce al vino un'identità distintiva caratterizzata da un profumo fine e leggero, con note di agrumi, e un gusto fresco, vivace e leggermente amarognolo. Grazie alla sua elevata acidità naturale, l'Erbaluce permette di ottenere non solo vini bianchi tranquilli pronti per la beva quotidiana, ma anche eccellenti spumanti secchi e importanti vini passiti dolci.
  • A quali abbinamenti culinari si consiglia il Colline Novaresi Bianco?
    Grazie alle sue note agrumate e al suo profilo fresco e minerale, il Colline Novaresi Bianco si rivela un compagno versatile in tavola. È particolarmente indicato per accompagnare antipasti magri, pietanze a base di pomodoro come i pomodori ripieni e formaggi a pasta morbida o freschi. La sua acidità lo rende perfetto anche per il pesce e per numerosi piatti vegetali, risultando una scelta ideale per chi segue un'alimentazione vegetariana. Si consiglia di servirlo ad una temperatura compresa tra i 10°C e i 12°C per esaltarne appieno le caratteristiche aromatiche e strutturali.
  • Quali sono i requisiti territoriali e geografici per la denominazione Colline Novaresi DOC?
    La zona di produzione si estende sulle colline basse a nord di Novara, con vigneti situati obbligatoriamente tra i 180 e i 550 metri sul livello del mare. Sono esclusi i terreni di fondovalle umidi e poco soleggiati; i vigneti devono trovarsi su pendii ben esposti. Il suolo è tipico degli anfiteatri morenici glaciali, composto da miscele di argilla, limo e sabbia, con presenza di rocce antiche come graniti, porfidi e, in alcune zone come quella di Arona, dolomie calcaree soggette a carsismo. Questa complessità geologica contribuisce a dare al vino il suo carattere minerale unico.
  • Come si presenta olfattivamente e gustativamente il Colline Novaresi Bianco?
    All'occhio, il vino si presenta con un colore giallo paglierino, la cui intensità può variare. Al naso, emerge un bouquet delicato e fragrante dominato da note di agrumi, talvolta arricchito da sfumature floreali o erbacee a seconda dell'invecchiamento e della gestione in cantina. Al palato, il sapore è vivace, fresco e leggermente amarognolo, con una struttura leggera ma elegante. Alcuni produttori, attraverso affinamenti specifici come le macerazioni brevi o le fermentazioni lunghe, riescono a creare versioni più calde e sapide, mantenendo comunque la tipica acidità che ne garantisce la longevità e la versatilità gastronomica.

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