Bordolese

Servire il vino

La Bordolese

La bottiglia bordolese e pensata appositamente per questi vini e i loro depositi, in modo da trattenerli il più possibile quando si effettua il servizio del vino.

di Redazione

24 maggio 2012

La bottiglia

La bottiglia in vetro come contenitore per il vino dovette attendere molto tempo prima di essere usata. In realtà fino a che nel cinquecento i maestri di Murano iniziarono ad avviare una discreta produzione a prezzi più contenuti. Da allora lentamente la bottiglia iniziò a prendere il sopravvento sulla terracotta e sul legno, utilizzati per le anfore e le botti per trasportare grosse quantità di vino. A tavola il vino veniva invece servito alla mescita utilizzando delle brocche in metallo o terracotta. Il vetro era costoso e molto fragile, poco adatto ai trasporti rudimentali dell'epoca.

Le funzioni odierne della bottiglia

La bottiglia di oggi non è più un semplice contenitore, ma assume forme e colorazioni particolari studiate appositamente per le esigenze del liquido che devono contenere. Le diverse forme delle bottiglie di vino in particolare, sono studiate per rendere funzionale la bottiglia secondo le caratteristiche proprie di ogni tipologia di vino. Cosi si hanno le bottiglie adatte allo spumante, quelle per i vini bianchi secchi e leggeri, quelle per i vini dolci, per i rossi giovani o invecchiati e cosi via. Ognuna di queste bottiglie viene quindi progettata per rispondere ai problemi di conservazione che si possono presentare, problemi diversi a seconda della tipologia di vino. Generalmente i problemi nella conservazione sono rappresentati dalla luce, dalle precipitazioni cristallizzate degli elementi naturalmente presenti nel vino, dai depositi o dalle eventuali pressioni. Quindi le bottiglie non cambiano forma per un semplice vezzo del produttore, ma per rispondere a dei requisiti essenziali per la perfetta conservazione e il perfetto servizio in tavola. La bottiglia infatti non solo deve proteggere il vino nel suo periodo di ferma in cantina, nel trasporto e in un tutti gli spostamenti che deve comunque subire normalmente, ma deve essere anche funzionale al servizio, in modo da evitare il più possibile il versamento di quegli elementi naturali che naturalmente si formano nel bicchiere del nostro ospite o peggio ancora di un cliente di un ristorante dove stiamo prestando servizio.

La bottiglia bordolese

La bottiglia bordolese, come si intuisce chiaramente dal nome, è stata pensata e realizzata a Bordeaux per contenere i vini della zona, rispettando i requisiti richiesti. Non molto spessa, di diametro tra i 6 e mezzo e gli 8 centimetri, è una bottiglia alta circa 30 centimetri con due caratteristiche principali per risolvere i problemi generati nei vini della zona, che poi in realtà problemi non sono. La bottiglia è studiata per trattenere al massimo i depositi all'interno, depositi che in questi vini si formano naturalmente. Il fondo, con il centro conico molto pronunciato, serve a distribuirli e ad aggregarli tra loro sui lati, in modo che restino compatti e stretti tra il cono e il bordo. La spalla, la parte tra il corpo e il collo, è molto pronunciata in modo da trattenere invece quei depositi che sfuggono alla prima soluzione. La colorazione verde scuro infine evita la penetrazione della luce che favorisce le precipitazioni tartariche. I vini di Bordeaux sono generalmente prodotti da Cabernet Sauvignon, Merlot, ed altre uve che producono numerosi depositi e per questo necessitano di una bottiglia di questo tipo.

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Domande frequenti

  • Perché la bottiglia bordolese ha un fondo conico e profondo?
    Il fondo conico pronunciato della bottiglia bordolese non è un elemento estetico, ma una soluzione ingegneristica fondamentale per la gestione dei sedimenti. Nei vini rossi strutturati, come quelli tipici di Bordeaux, i tannini e le sostanze polifenoliche tendono a precipitare nel tempo formando depositi solidi. La forma conica del fondo permette a questi sedimenti di aggregarsi e compattarsi lungo le pareti interne, lontano dall'apertura. Questo design facilita enormemente l'operazione di decantazione: versando delicatamente il vino, si riesce a separare il liquido limpido dai sedimenti rimasti intrappolati nel fondo, garantendo un servizio pulito e privo di residui sgradevoli al palato.
  • Qual è la funzione specifica della spalla alta nella bottiglia bordolese?
    La spalla, ovvero la sezione curva che collega il corpo cilindrico al collo stretto, gioca un ruolo cruciale secondario ma importante nella filtrazione naturale. Se alcuni sedimenti riescono a staccarsi dal fondo conico durante lo spostamento della bottiglia, la spalla alta e pronunciata agisce come una barriera fisica aggiuntiva. Questa conformazione rallenta la risalita delle particelle solide verso il collo, permettendo loro di ricadere o restare intrappolate nelle curve superiori. Di conseguenza, quando si versa il vino, la probabilità che frammenti di deposito raggiungano il calice è drasticamente ridotta, assicurando una presentazione elegante e professionale.
  • Perché il vetro della bottiglia bordolese è solitamente verde scuro?
    La colorazione verde scuro del vetro non è casuale, ma risponde all'esigenza primaria di protezione chimica del vino. La luce, in particolare quella ultravioletta, può innescare reazioni fotochimiche negative nel vino, alterandone aroma e sapore (un difetto noto come 'odore di luce'). Inoltre, l'esposizione luminosa accelera le precipitazioni tartariche, ovvero la formazione di cristalli di tartrato di potassio. Il vetro scuro filtra efficacemente la maggior parte dello spettro luminoso, preservando la stabilità chimica del vino e impedendo la degradazione prematura delle sue componenti organiche durante la conservazione e il trasporto.
  • Che differenza c'è tra la bottiglia bordolese e quella borgognona?
    Le due bottiglie rispondono a esigenze diverse dettate dalle caratteristiche dei vini che contengono. La bordolese, con spalle alte e fondo conico, è ideale per i rossi strutturati (Cabernet, Merlot) ricchi di tannini e soggetti a formare molti sedimenti solidi nel lungo invecchiamento. Al contrario, la borgognona ha spalle basse e inclinate, ed è progettata per i vini bianchi e i rossi leggeri (come il Pinot Nero) che tendono a formare depositi cristallini fini e polverosi piuttosto che blocchi compatti. La forma borgognona facilita la raccolta di questi sedimenti fini vicino al collo, mentre quella bordolese li confina saldamente nel fondo.
  • È necessario decantare un vino imbottigliato in bottiglia bordolese?
    Sì, la decantazione è altamente consigliata, specialmente per i vini rossi invecchiati conservati in bottiglia bordolese. Poiché questa bottiglia è progettata specificamente per accumulare depositi naturali nel fondo, il vino al momento del servizio potrebbe risultare torbido se non trattato. Versare il vino in una caraffa decanter permette di osservare visivamente l'arrivo dei primi sedimenti e fermarsi tempestivamente, lasciando il fondo pieno nella bottiglia originale. Oltre a chiarificare il vino, la decantazione ossigena il liquido, ammorbidendo i tannini e liberando l'aromaticità complessa tipica di questi grandi vini.

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