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Servire il vino

Calice poco largo per rossi giovani

La forma del bicchiere è fondamentale. Nel caso dei rossi giovani questa deve essere poco panciuta, in modo da togliere quel tocco pungente che può essere fastidioso al naso.

di Redazione

13 luglio 2013

I rossi giovani

Per rossi giovani si intendono in genere quei vini entro i due anni al massimo di vita, ma in particolare anche più giovani, come i novelli e quelli entro il primo anno di vita. Questo tipo di vini ha generalmente un naso più aggressivo dei vini ammorbidito dall'affinamento, ma anche più fresco e vivace. Gli aromi tendono più sulla frutta fresca, non ancora matura, e quindi pungente ed invitante, in particolare nelle giornate più fresche. Anche l'acidità gioca un ruolo fondamentale nello scegliere il bicchiere giusto per questi vini. Essi infatti hanno in genere un'acidità spiccata e un palato piuttosto astringente, a differenza dei vini maturi. In particolare i vini novelli hanno freschi accenti di mosto, anche se la moda del Beujoleais ha cercato di introdurre profumazioni nuove, come quelle alla banana, classiche del Gamay cresciuto nella valle del Rodano.

I giovani rossi e la macerazione carbonica

Negli ultimi due decenni si è molto affermata e anche affinata come tecnica la macerazione carbonica per i giovani rossi, che hanno cambiato anche la tipologia di bicchieri da utilizzare. Con la macerazione carbonica infatti, i vini acquistano nella vinificazione la maturità dei vini di 3 anni almeno, con aromi completi e non più acerbi come nei freschi vini di una volta. I Beujolais ne sono un esempio oggi. La macerazione carbonica consiste in una tecnica di fermentazione intracellulare, una sorta di fermentazione dal dentro delle cellule degli acini, in modo che questi estraino più velocemente gli aromi. Questa nuova moda, ha cambiato molti novelli anche italiani, che hanno tentato di imitare i novelli francesi. Ma forse è grazie ai Beaujolais che i novelli hanno acquistato molta importanza e mercato negli ultimi decenni. Oggi vi sono quindi due tipi di novelli, quelli ottenuti per macerazione carbonica, e quelli ottenuti per vinificazione tradizionale. Per i primi i bicchieri più adatti sono i normali calici per i vini già affinati, mentre per i secondi si deve andare su bicchieri appositi.

Calice poco largo per i giovani rossi

Il vino giovane rosso quindi, non ottenuto da macerazione carbonica, è generalmente fresco e pungente, acidulo e fruttato, ma non maturo. La sua degustazione quindi potrebbe risultare infastidita da questa vivacità nel caso di un bicchiere che intrappoli questa brillantezza in forme troppo panciute che blocchino l'evaporazione. Per questo il bicchiere per i rossi molto giovani deve essere poco largo, con una pancia stretta. In questo modo l'evaporazione viene accelerata verticalmente e i profumi possono divenire meno pungenti, in modo da non infastidire il naso.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un bicchiere per rossi giovani tradizionali e uno per vini ottenuti con macerazione carbonica?
    La scelta del calice dipende dalla tecnica di vinificazione utilizzata. Per i rossi giovani prodotti con vinificazione tradizionale, caratterizzati da acidità spiccata e profumi pungenti e fruttati non ancora maturi, si consiglia un bicchiere dalla pancia stretta e bocca poco larga. Questa forma accelera l'evaporazione verticale degli aromi, smussando l'aggressività olfattiva. Al contrario, i vini giovani ottenuti tramite macerazione carbonica (come molti moderni Novelli o Beaujolais) sviluppano aromi più completi e maturi simili a quelli di un vino affinato; per questi esemplari è preferibile un calice standard per rossi strutturati, che valorizzi la complessità aromatica senza appiattirla.
  • Perché la forma del bicchiere influisce sull'esperienza olfattiva dei rossi giovani?
    I rossi giovani, specialmente quelli entro il primo anno, presentano spesso note aromatiche aggressive, pungenti e un'elevata acidità residua. Un bicchiere troppo panciuto tende a concentrare e trattenere questi vapori brillanti vicino al naso, creando una sensazione fastidiosa o 'tagliente'. Utilizzando un calice dalla pancia stretta e svasatura ridotta, si favorisce una dispersione verticale degli aromi. Questo permette ai composti volatili più aggressivi di dissiparsi più rapidamente, lasciando emergere la freschezza e la vivacità del frutto senza sovraccaricare le papille olfattive, rendendo la degustazione più gradevole e bilanciata.
  • Cosa cambia nella degustazione grazie alla macerazione carbonica rispetto alla vinificazione tradizionale?
    La macerazione carbonica è una tecnica di fermentazione intracellulare applicata agli acini interi prima della pigiatura. A differenza della vinificazione tradizionale, dove i tannini e i colori estraggono lentamente, qui gli acini fermentano al loro interno, rilasciando aromi fruttati intensi e morbidi in tempi brevissimi. Il risultato è un vino che acquisisce una percezione di maturità precoce, paragonabile a quella di un vino affinato per tre anni, con profili aromatici complessi e meno aspri. Questo cambiamento tecnico trasforma il profilo sensoriale del vino, richiedendo quindi un approccio diverso in fase di servizio e degustazione rispetto ai classici novelli freschi e astringenti.
  • Come riconoscere un rosso giovane ottenuto con macerazione carbonica da uno tradizionale?
    È possibile distinguere i due stili osservando il profilo aromatico e gustativo. I rossi giovani tradizionali mostrano note di frutta fresca non matura, spesso con accenti di mosto, elevata acidità e una certa astringenza tannica che li rende vivaci ma talvolta ruvidi. Al contrario, i vini ottenuti con macerazione carbonica presentano aromi più dolci e maturi, privi delle note acerbe. Spesso ricordano frutti di bosco maturi o, nel caso del Gamay tipico del Beaujolais, note specifiche come la banana. Se il vino risulta morbido, profumato e privo di quella 'pungentezza' iniziale tipica dei giovani non trattati, probabilmente è stato sottoposto a questa tecnica innovativa.

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