Vitovska

Vitigni bianchi

Vitovska

Il Vitovska è un antico vitigno autoctono originario del confine italiano con la Slovenia. Utilizzato quasi sempre per gli assemblaggi nel passato, oggi sta vivendo un buon momento grazie alla passione di alcuni viticoltori che hanno effettuata con buoni risultati delle sperimentazioni in purezza.

di Redazione

17 settembre 2012

La varietà

La Vitovska è un vitigno a bacca bianca che divide la sua origine e diffusione tra la provincia di Trieste e la Slovenia, nella zona prima territorio italiano fino alla seconda guerra mondiale. Il nome chiaramente sloveno, si deve con molta probabilità alla cittadina di Vitolje. Probabilmente il vitigno è presente nel Friuli, in particolare nel Carso, e nella Svolvenia da tempo immemorabile, ma non ci sono fonti storiche certe che possano attestare un qualche raccolto riguardante il passato. Quel che si sa è che probabilmente la Vitovska era presente già in epoca romana, autoctona delle regione e antichissima. Questo si desume dalla coltivazione della zona chye avviene spesso con il Terrano, conosciuto già da Greci e Romani. Il vitigno presenta grappoli di forma piramidale e compatti, con bacche sferiche, verdi. Viene coltivato nel Carso, su terreni di rocce bianco-grigie, chiaramente calcarei, identificativi di una zona come il Carso, con una buona componente gessosa. Questi terreni sono molto fertili, nonostante l'aspetto esteriore. Le varie epoche, germogliamento, vendemmia ad esempio, sono abbastanza precoci, e il vitigno viene allevato con sistemi a spalliera, e l'uva possiede una polpa succosa insapore.

I vini della Vitovska

Nonostante il sapore neutro dei suoi chicchi, dalla Vitovska si vinificano vini di buona personalità e spessore, semiaromatici con una gamma olfattiva tutta incentrata sul fruttato e l'erbaceo. Il profumo caratteristico è quello della pera Williams, con bei tocchi di salvia in chiusura. Il palato è dotato di una buona struttura, con un bell'equilibrio tra la sapidità e l'acidità che mantiene il vino fresco e ben presente, con un corpo generalmente solido. I gusti sono sempre secchi e ben si sposano con gli antipasti di salumi freschi o di mare, come il baccalà, ma il vino del Vitovska può essere servito benissimo in aperitivo. I colori sono quelli classici del paglierino brillante. Negli ultimi decenni, dopo essere stato sempre usato per gli assemblaggi con il Malvasia Istriana, il vitigno sta ottenendo buoni risultati anche in purezza, grazie alle sperimentazioni eseguite dai produttori locali, sia friulani che sloveni. Questo ha portato anche ad alcune versioni affinate che svelano oltre la vinosità della gioventù, anche dei palati morbidi e setosi in affinamento, quando l'acidità si attenua per far posto a strutture più amabili. Il vino è però oscurato dai numerosi grandi bianchi friulani, che con le loro viti autoctone e non, rappresentano un pregio di assoluto rilievo per la regione. Nella denominazione di origine DOC Carso Vitovska è riuscito comunque a ritagliarsi il suo spazio e sempre più produttori sembrano interessati alle vinificazioni. Il vitigno rappresenta una realtà comunque importante, tanto da essere celebrato nel festival “Mare e Vitovska” giunto quest'anno alla quarta edizione, al castello di Duino, generalmente in giugno, con convegni e degustazioni per raccontare gli spiccati gusti marini di questo vino.

I produttori

Tra i produttori che utilizzano il Vitovska in purezza nella DOC Carso abbiamo Zidarich, che coltiva i suoi vigneti fra i 250 e i 300 metri di altitudine sul classico suolo calcareo di terra rossa della zona di Duino. Limitando le rese a 5 tonnellate per ettaro, riesce a produrre circa 10 mila bottiglie l'anno di vino dorato brillante, con un bel naso dagli accenti fruttati e minerali, dove spicca una bella vena sapida, marina, e un elegante tocco di frutta in confetture. Il palato conferma le caratteristiche generali con l'equilibrio tutto giocato su freschezza e sapidità. Affinato per due anni, si serve a 15°C con gli antipasti di pesce o con le verdure grigliate, ma viene suggerito anche per il sushi e per i pesci crudi in generale, o con delle carni bianche alle erbe aromatiche. Il Vitovska di Vodopivec presenta invece un bel colore ambrato vivace e chiaro come se fosse un passito, dove anche al naso viene richiamata questa caratteristica con bei aromi di frutta bianca matura sempre alla pera Williams, ben chiusi da segnali di ossidazione e spezie dolci. Ottima sapidità al palato, con nette sensazioni di mare e lunghe persistenze aromatiche. Particolare di questo vino è vinificazione che prevede un affinamento di 60 giorni in anfore d'argilla georgiane seguite da due anni in botte. Un vino da considerare con pesci strutturati, salmone e altri pesci grassi. Un'altra grande realtà, anche dal punto di vista storico, è quella di Lupinc, il primo a vinificare in purezza il Vitovska nel 1968, quando alla guida dell'azienda vi era il padre dell'odierna generazione, Danilo. Il loro Vitovska da 13,5% vol presenta buoni aromi di frutta tropicale, con poca sapidità e buona freschezza, grazie alla macerazione a freddo e alla permanenza per un anno sulle fecce, realizzata in legno. Anche qui si può abbinare a formaggi e salumi freschi, ma anche alle carni bianche e ai pesci grassi.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Vitovska?
    Il Vitovska è un vino bianco semiaromatico dal colore paglierino brillante, talvolta tendente all'ambrato nelle versioni affinate. Al naso spiccano note di pera Williams, frutta tropicale e tosti erbacei come la salvia, accompagnati da una marcata vena minerale e marina tipica dei suoli carsici. In bocca si presenta secco, con una struttura solida e un equilibrio deciso tra acidità fresca e sapidità. L'affinamento in legno o anfore può aggiungere morbidezza e setosità, attenuando leggermente l'aggressività iniziale e offrendo una bevuta più avvolgente e persistente.
  • Con quali piatti si consiglia di abbinare il Vitovska?
    Grazie alla sua sapidità e freschezza, il Vitovska è eccellente come aperitivo e si abbina perfettamente agli antipasti di mare, come il baccalà, e ai crostacei. Nelle sue versioni più strutturate e affinate, diventa ideale per pesci grassi come il salmone, il sushi e i piatti crudi. Si sposa bene anche con antipasti di salumi freschi, verdure grigliate, carni bianche aromatizzate alle erbe e formaggi freschi. La sua versatilità lo rende un compagno affidabile per chi ama i sapori delicati ma definiti dal territorio.
  • Dove viene coltivato principalmente il vitigno Vitovska?
    Il Vitovska è un vitigno autoctono diffuso principalmente nella provincia di Trieste (Friuli Venezia Giulia) e nell'area confinante della Slovenia, storicamente nota come Carso. Cresce su terreni calcarei, bianco-grigi e ricchi di gesso, tipici di queste zone collinari. Sebbene le origini siano antiche e forse romane, la sua coltivazione sistematica si è concentrata negli ultimi decenni, specialmente nelle DOC del Carso, dove i viticoltori hanno iniziato a valorizzarlo in purezza, abbandonando l'uso tradizionale negli assemblaggi con la Malvasia Istriana.
  • Chi sono i produttori storici e importanti del Vitovska?
    Tra i produttori più rinomati figurano Zidarich, Vodopivec e Lupinc. Lupinc detiene il primato storico essendo stato il primo a vinificare il Vitovska in purezza nel 1968. Zidarich produce un vino dorato brillante affinato due anni, noto per la sua eleganza e sapidità marina. Vodopivec offre una versione unica, affinata in anfore georgiane e poi in botte, con note di frutta matura e ossidazione controllata. Queste cantine rappresentano eccellenze nel rispetto della tradizione carsica, offrendo interpretazioni diverse ma di alta qualità del vitigno.
  • Come è cambiato l'uso del Vitovska nel tempo?
    In passato, il Vitovska veniva utilizzato quasi esclusivamente per assemblaggi, spesso con la Malvasia Istriana, a causa del suo sapore neutro e della polpa insapore. Tuttavia, negli ultimi decenni c'è stata una svolta significativa: molti viticoltori friulani e sloveni hanno intrapreso sperimentazioni in purezza, ottenendo ottimi risultati. Questa scelta ha permesso al vino di esprimere meglio il suo carattere minerale e fruttato, guadagnandosi una propria identità distintiva e spaziando da vini giovani e freschi a versioni più complesse e affinate in legno.

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