Moscato Bianco

Vitigni bianchi

Moscato Bianco

Il Moscato Bianco è un vitigno francese molto antico, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Fortemente aromatico, è tra i più coltivati, grazie al successo garantito delle sue vinificazioni molto versatili, che regalano ottimi vini da dessert ma anche famosi spumanti e buone vinificazioni secche.

di Redazione

26 settembre 2012

La varietà

Il Moscato Bianco, noto anche come Moscato di Canelli, è il nome italiano del vitigno a bacca bianca francese Muscat Blanc à Petits Grains, che trova in Italia coltivazioni più estese anche dello stesso Trebbiano, con quasi 15.000 ettari vitati, posizionandosi in quarta posizione. Con la Malvasia è tra le varietà più antiche esistenti nella nostra penisola, diffuso in tutte le regioni. Quasi tutti i vini italiani denominati Moscato infatti sono vinificati da questo vitigno. Il nome Muscat, poi traslato in italiano, si deve forse alla locuzione latina muscum, con la quale si indicava il caratteristico profumo di muschio emanato dai chicchi di questo vitigno. In antichità veniva denominata anathelicon moschaton dai Greci e apiana dai Romani. Il vitigno si presenta con grappoli di medie dimensioni a forma cilindrica, alati, con densita compatta o a spargolo. Le bacche hanno dimensioni variabili, comunque mai piccole, sferiche, con colori gialli che sfumano al verdolino e al dorato nella maturazione sotto i raggi del sole. Poca pruina sulle bucce poco consistenti. Il vitigno è molto aromatico e viene coltivato in preferenza su suoli ricchi di calcare, marnosi, asciutti e quindi con scarsa presenza di argilla, in luoghi soggetti ai venti che mantengono bassa l'umidità. Le rese sono medio-alte e costanti, con buona resistenza alla siccità ma bassa all'oidio, al marciume e alla peronospora. Si alleva con sistemi poco espansi e potature decise. Ha una buona resistenza al freddo. La maturazione regala alta concentrazione di zuccheri.

I vini del Moscato bianco

Il Moscato Bianco è un vitigno molto aromatico che regala vinificazioni in purezza di alta qualità sia nella tipologia dolce che frizzante o spumantizzata. La versione dolce da dessert è sicuramente la più apprezzata come nel Moscato di Siracusa, mentre altrettanto famosi sono il Moscatello di Montalcino, ma ancora di più il Moscato d'Asti. Viene vinificato anche in tipologia secca, anche qui con buoni risultati. Questi vini non hanno nulla a che fare comunque con i famosi Zibibbo della Sicilia, conosciuti anche come Moscato di pantelleria, in cui il vitigno impiegato è il Moscato d'Alessandria. Viene vinificato con successo invece anche all'estero, in Francia naturalmente ma anche in Germania, come musckateller, in Spagna come moscatel menudo blanco e nel Regno Unito con il nome di White Frontignan, dal famoso vino francese.

I produttori

Lunghissima la lista dei produttori per questo vitigno molto usato fin dall'antichità. In Piemonte lo si trova nell'Astigiano per i famosi spumanti spesso dolci, ma anche secchi o in vinificazioni per vini da dessert. Ma è tutta la penisola ad usarlo, anche se il successo maggiore lo si riscuote appunto in Piemonte e nel sud Italia per le versioni da dessert. Tra i migliori moscati il Piemonte Moscato d'Autunno DOC di Sarocco, forse il più pregiato, elegante e fine, di colore paglierino brillante, ricco di menta, mela golden, citronella e agrumi. Palato fresco e lungo, per la torta di mele.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Moscato Bianco e il Moscato d'Alessandria?
    La distinzione fondamentale risiede nel vitigno stesso e nelle caratteristiche organolettiche dei vini risultanti. Il Moscato Bianco, tecnicamente noto come Muscat Blanc à Petits Grains, produce uve dalla buccia sottile e grappoli meno compatti, ideali per vini delicati, aromatici e spesso frizzanti o dolci leggeri come il Moscato d'Asti. Al contrario, il Moscato d'Alessandria ha bacche più grandi, buccia spessa e polpa carnosa, adatto a vini da dessert più strutturati, passiti o liquorosi, come lo Zibibbo di Pantelleria. Confondere le due varietà porta a aspettative errate sul profilo gustativo: il primo è elegante e profumato, il secondo è intenso e concentrato.
  • Come si presenta il sapore tipico di un vino fatto con Moscato Bianco?
    Il Moscato Bianco è celebre per la sua forte aromaticità, che ricorda fiori bianchi, agrumi, pesca, albicocca e talvolta note erbacee o di menta. A seconda della vinificazione, il profilo cambia notevolmente: nei versi secchi il gusto è fresco, vivace e minerale; negli spumanti frizzanti come il Moscato d'Asti prevale la dolcezza residua bilanciata da una piacevole acidità e bolle fini; nelle versioni da dessert la dolcezza diventa avvolgente, mantenendo però una freschezza che impedisce al vino di risultare stucchevole. È un vino che esalta i profumi naturali dell'uva senza bisogno di affinamento in legno.
  • In quali regioni italiane il Moscato Bianco è più importante e perché?
    Sebbene coltivato in tutta Italia, il Moscato Bianco trova il suo habitat ideale in Piemonte e nel Sud Italia. In Piemonte, specialmente nelle province di Asti e Cuneo, è la star assoluta del Moscato d'Asti e dell'Asti Spumante, grazie ai terreni calcarei e alle brezze che preservano l'acidità e gli aromi. Nel Sud, soprattutto in Sicilia e Sardegna, viene utilizzato per vini da dessert liquorosi o passiti, sfruttando il caldo per concentrare gli zuccheri. Questa dualità geografica permette al vitigno di esprimere due anime diverse: quella fresca e frizzante del Nord e quella intensa e dolce del Sud.
  • Con quali piatti si abbina meglio il Moscato Bianco secco e quello dolce?
    La versatilità del Moscato Bianco permette abbinamenti diversificati. Per le versioni secche, la freschezza e la mineralità lo rendono perfetto con antipasti di mare, insalate leggere, formaggi freschi e erborinati delicati, oppure con la cucina asiatica leggera. Per le versioni dolci, come il Moscato d'Asti o i vini da dessert, l'abbinamento classico è con torte della nonna, crostate alla mela, pasticceria secca e frutta fresca. Evitare carni rosse o piatti troppo speziati, poiché la dolcezza e l'aromaticità potrebbero creare conflitti gustativi sgradevoli.

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