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Uva ursina tintura madre

La tintura madre di uva ursina è molto semplice da preparare ma bisogna sempre seguire le indicazioni del fitoterapista nelle posologie, in quanto potrebbe avere degli effetti indesiderati.

di Redazione

25 giugno 2012

La varietà

L'uva ursina è una pianta arbustiva di piccole dimensioni, circa 25-30 centimetri di altezza, appartenente alla famiglia delle Arctostaphylos, con il nome scientifico di Arctostaphylos uva-ursi. Trova moltissimi impieghi come pianta officinale, grazie alla presenza arbutina, un elemento terapeutico molto importante nella cura delle infezioni soprattutto delle vie urinarie. Viene utilizzata per curare la prostata dalle cistite e dalle infiammazioni, facendo infusi e decotti con le foglie. Si consiglia comunque di consultare prima un fitoterapista, in quanto ci potrebbero essere delle controindicazioni al livello dello stomaco o di intossicazione.

La tintura madre

La tintura madre viene prescritta oltre che per le infezioni urinarie anche come antidolorifico. L'uva ursina infatti contiene altri principi attivi come i tannini e i flavonoidi e i triterpeni. La tintura madre si prepara come infuso, decotto ma anche per macerazione a freddo, utilizzando le foglie. I dosaggi sono generalmente prestabiliti in 40 gocce da prendersi tre volte al giorno. La tintura madre viene preparata in associazione con altre erbe. In genere la ricetta più usata è composta di 40 grammi di foglie di uva ursina, 30 grammi di Solidago Virga, 30 grammi di Orthosiphon. Le foglie sbriciolate ed essiccate vanno cotte per un quarto d'ora, e poi filtrate. Il decotto può essere bevuto freddo, visto il gusto abbastanza amaro, in modo da coprire il sapore. La macerazione a freddo, che consiste nel lasciare la miscela di erbe in acqua per almeno 48 ore, offre la possibilità di non far evaporare alcuni elementi durante la cottura. Può essere macerata anche in alcol, sempre da utilizzare in gocce diluite in acqua.

Gli altri usi

La tintura madre di uva ursina viene prescritta anche per la cura della gotta, e per favorire la diuresi. Inoltre è abbastanza analgesica. Ha inoltre proprietà astringenti, e quindi può essere utilizzata per combattere la ritenzione idrica. In erboristeria viene utilizzata anche come anticongestionante e per combattere l'ipertrofia della prostata. I tannini e i glucosi presenti nella tintura madre possono inoltre combattere le fermentazioni nell'apparato digestivo e lenire quindi problemi di riflusso e acidità. Infatti l'uva ursina ha anche capacita di bilanciamento per la flora batterica, e può essere usata nei casi di squilibrio intestinale. Allo stesso tempo però non bisogna abusarne in quanto i troppi tannini potrebbero causare vomito e nausea, come spesso accade con concentrazioni troppo elevate. Bisogna sempre quindi rispettare i dosaggi e consultare un fitoterapista.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali indicazioni terapeutiche della tintura madre di uva ursina?
    La tintura madre di uva ursina è principalmente indicata per contrastare le infezioni delle vie urinarie, grazie all'arbutina contenuta nelle foglie. Oltre alle cistiti, viene utilizzata come antidolorifico naturale e per favorire la diuresi, risultando efficace anche contro la ritenzione idrica e la gotta. Grazie alle sue proprietà astringenti, può essere impiegata per gestire l'ipertrofia prostatica e come anticongestionante. Inoltre, i tannini e i glucosidi presenti aiutano a bilanciare la flora batterica intestinale, lenendo problemi di reflusso gastroesofageo e acidità, purché utilizzati con moderazione.
  • Come si prepara correttamente la tintura madre di uva ursina?
    La preparazione avviene solitamente mediante infusione, decotto o macerazione a freddo delle foglie essiccate e sbriciolate. Una ricetta comune prevede 40 grammi di uva ursina uniti a 30 grammi di Solidago Virga e 30 grammi di Orthosiphon. Per il decotto, la miscela va fatta bollire per quindici minuti e successivamente filtrata; il risultato, dal gusto amaro, può essere consumato freddo. La macerazione a freddo richiede almeno 48 ore in acqua per preservare gli elementi volatili, oppure può avvenire in alcol, ottenendo un estratto da usare in gocce diluite.
  • Quali sono i dosaggi consigliati e come assumerla?
    I dosaggi standard prevedono generalmente 40 gocce di tintura madre, da assumere tre volte al giorno. Se la preparazione è stata effettuata in alcol, le gocce devono essere necessariamente diluite in acqua prima dell'ingestione per mitigarne l'intensità. È fondamentale rispettare rigorosamente queste quantità, poiché l'eccesso di tannini può provocare effetti collaterali spiacevoli come nausea e vomito. L'assunzione deve sempre avvenire sotto controllo professionale, integrandola eventualmente con altre erbe come Solidago o Orthosiphon per potenziarne l'efficacia terapeutica sulle vie urinarie.
  • Esistono controindicazioni o effetti indesiderati noti?
    Sì, l'uso improprio o eccessivo della tintura madre di uva ursina può causare irritazione gastrica, nausea e vomito a causa dell'alta concentrazione di tannini. Potrebbero verificarsi anche fenomeni di intossicazione se non si rispettano le posizioni stabilite. Per questi motivi, è assolutamente necessario consultare un fitoterapeuta prima dell'inizio della terapia, specialmente in caso di patologie pregresse allo stomaco. Non deve mai essere assunta senza supervisione medica, dato che il suo potere terapeutico è strettamente legato al rispetto preciso dei dosaggi e delle modalità di preparazione.
  • Perché è importante consultare un professionista prima dell'uso?
    È cruciale rivolgersi a un fitoterapeuta perché l'uva ursina, pur essendo efficace, presenta rischi significativi se mal dosata. L'automedicazione può portare a sovradosaggio, con conseguenti disturbi gastrointestinali come vomito e nausea, o a interazioni negative con altre condizioni di salute. Un esperto valuterà la corretta combinazione con altre piante officinali, come l'Orthosiphon, e stabilirà il dosaggio esatto in base alle specifiche esigenze cliniche. Questa consulenza garantisce sicurezza, evitando complicanze e massimizzando i benefici terapeutici per infezioni urinarie, prostatite o problemi digestivi correlati.

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