un Prosecco extra dry

Cantine spumante

Spumante extra dry

Gli spumanti extra dry hanno contenuti zuccherini residui leggermente superiori ai brut. Una punta di zucchero in più che però non cambia gli abbinamenti con il pesce e i crostacei. Molti ottimi prodotti, soprattutto in Franciacorta e in Valdobbiadene.

di Redazione

02 gennaio 2012

La classificazione

Nella classificazione dei vini spumanti la tipologia extra dry, al contrario di quanto potrebbe far sottintendere il nome, si pone tra le tipologie leggermente dolci, anche se parliamo di una quantità di zuccheri talmente minima da essere appena percepita al palato. In effetti questa tipologia è leggermente più dolce del Brut. La quantità di residui zuccherini si attesta infatti dai 12 ai 17 grammi per litro. Una quantità quindi minima che non rientra nella definizione e nella percezione classica che si intende per dolcezza. I vini base sono i più svariati, ottenuti con numerosi uvaggi a seconda della zona di produzione.

Le zone di produzione

Le migliori zone di produzione italiane per questo tipo di spumanti sono le classiche zone molto conosciute già al grande pubblico, quali quella del Prosecco e della Franciacorta. Ma tutta l'Italia, specialmente quella del nord, è coinvolta nella produzione di ottimi spumanti extra dry. Anche la famosa Falanghina produce lo spumante extra dry ad esempio.

Gli extra dry di Franciacorta

La Franciacorta è una delle massime espressioni della spumantistica italiana. Tra i migliori troviamo l'extra dry del Barone Pizzini, ottenuto con lo Chardonnay in purezza. Il colore è un bel oro brillante, con ottimi aromi agrumati di cedro e pere acerbe, sfumate dalla mandorla e il pistacchio. La frutta bianca e gli agrumi proseguono in bocca, per uno spumante di rara eleganza, con abbinamenti succulenti con il pescespada. Bersi serlini ha un ottimo Franciacorta extra dry Riserva, dallo Chardonnay tagliato al 10% con Pinot bianco. Solo 10.000 bottiglie per questo splendido vino al cedro, mela cotogna, mandorle e belle sensazioni floreali. Il palato è setoso, alcolico ed equilibrato. Passa 50 mesi sui lieviti, da abbinare agli scampi. La Tenuta Castellino produce un bell'extra dry Rosé dal Pinot Nero, molto elegante con un bel colore cerasuolo. Belle sensazioni di paprika, corbezzolo e garofano. Palato fresco e fruttato per uno spumante da abbinare con il pesce spada e i pomodorini pachino.

I Prosecco extra dry

Anche in Veneto il Prosecco viene prodotto in tipologia extra dry, come l'ottimo Bepin De Eto, ottenuto dal Prosecco tagliato al 10% con il Pinot Bianco. Bei profumi di frutta bianca, pesca e pera, con note agrumate. Molto persistente al palato, per la granseola alla veneziana. Ottimo l'extra dry Rù di Bortolin, con prosecco in purezza, dalla spuma soffice e persistente, preludio degli aromi alla mela limoncella e i fiori bianchi. Finale agrumato e ammandorlato, da associare alle verdure fritte. Tra gli IGT c'è l'ottimo Riserva del Governatore di Bortolomiol con un assemblaggio di Pinot Nero, Chardonnay e Prosecco. Bel colore e perlage finissimo, con profumi di miele d'acacia e frutta tropicale. Al palato ha sensazioni affumicate e persistenza. Ottimo abbinamento con il palombo al coriandolo. Sempre da Bortolomiol l'ottimo Prosecco di Valdobbiadene Banda Rossa, un extra dry dal Glera in purezza. Paglierino luminoso, ha ottimi sentori di ananas e maracuja, speziato ed erbaceo, con maggiorana e origano. Il palato fresco e persistente giova di una buona vena sapida che lo associa agli spiedini non elaborati con vegetali. Il Col de' Salici è forse il più famoso dei Prosecco extra dry. Paglierino luminoso, con un perlage molto persistente, il naso si apre alla frutta matura, il glicine e l'acacia. Il palato è morbido, equilibrato, ancora fruttato. Da servire con il salmone alle erbe.

Le altre regioni

In Emilia Francesco Ceci produce un ottimo Tre di Terre Extra Dry Bianco spumante dal Pinot nero tagliato con Malvasia e Sauvignon. Un bel paglierino in cui si immerge un fine e persistente perlage, con naso che esprime profumi di mela golden e pesca su sfondi minerali. Al palato è fresco e sapido, abbastanza persistente da gustare con gli spiedini di pesce. È spumantizzato con il metodo Charmat. In Campania la Cantina del Tiburno nel Cilento, vinifica una Falanghina extra dry paglierino a sfumature verdi. Il naso è fragrante, con bei sentori di lievito e pane caldo. Questo fresco spumante ha dato inizio alla spumantizzazione della Falanghina nella regione, che prelude a buoni risultati futuri se verrà sviluppata in modo adeguato. Anche il Trentino è una regione con un ottima tradizione spumantistica. Dallo Chardonnay in purezza, la cantina Abate Nero vinifica l'extra dry sotto la denominazione Trento con il metodo classico. Ottima fragranza e sentori di lieviti.

Il servizio e gli abbinamenti

Gli spumanti extra dry vanno serviti ben freddi, sui 6-8° C. i sentori che esprimono li rendono ottimi abbinamenti con molti piatti di pesce, crostacei e carni bianche. Nei profumi esprime generalmente fragranza, con sottofondi fruttati esotici e floreali. Talvolta minerali, che si accostano meglio ai crostacei, ai molluschi e alle conchiglie, questi spumanti possono raggiungere livelli qualitativi molto alti, anche se non arrivano ai grandi brut.

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Domande frequenti

  • Perché si chiama "Extra Dry" se in realtà è leggermente dolce?
    Il termine "Extra Dry" negli spumanti crea spesso confusione perché, contrariamente a quanto suggerisce la parola inglese "dry" (asciutto/secco), indica una lieve dolcezza. Questa tipologia contiene tra i 12 e i 17 grammi di zuccheri residui per litro, rendendola effettivamente più dolce dello Brut, che ne contiene meno. Tuttavia, la quantità è così minima da essere appena percettibile al palato, senza conferire al vino un sapore chiaramente dolce. Si tratta quindi di una via di mezzo elegante, perfetta per chi cerca freschezza ma desidera una leggera rotondità in bocca.
  • A quale temperatura va servito uno spumante Extra Dry?
    Lo spumante Extra Dry deve essere servito rigorosamente freddo, idealmente tra i 6 e gli 8 gradi Celsius. Mantenere questa temperatura è fondamentale per preservare la vivacità della bollicina e accentuare la freschezza aromatica del vino. Servirlo troppo caldo appiattirebbe i sapori e renderebbe evidente quella minima presenza di zuccheri residui, alterando l'equilibrio organolettico. Utilizzare un ghiacciaio o un secchiello con acqua e ghiaccio per il tempo necessario garantisce che il vino arrivi in tavola alla perfezione, pronto esaltare i suoi profumi floreali e fruttati.
  • Quali sono i migliori abbinamenti gastronomici per l'Extra Dry?
    Grazie al suo equilibrio tra acidità e una minima dolcezza residua, l'Extra Dry si abbina magnificamente a piatti di mare delicati. È ideale con crostacei come scampi e granchi, molluschi, conchiglie e pesci nobili come il pesce spada o il salmone. Funziona anche con carni bianche e antipasti leggeri. Ad esempio, un Franciacorta Extra Dry accompagna perfettamente gli scampi, mentre un Prosecco Extra Dry si sposa bene con verdure fritte o salmone alle erbe. La sua versatilità permette di accompagnare anche piatti vegetali, come spiedini di verdure o insalate ricche.
  • Dove vengono prodotti i migliori spumanti Extra Dry in Italia?
    L'Italia offre eccellenti esempi di Extra Dry in diverse zone vitivinicole rinomate. La Franciacorta, in Lombardia, è celebre per i suoi Extra Dry ottenuti principalmente da Chardonnay e Pinot Nero, spesso caratterizzati da eleganza e struttura. In Veneto, la zona del Prosecco (Valdobbiadene e Conegliano) produce spumanti freschi e aromatici dal vitigno Glera. Altre regioni importanti includono l'Emilia-Romagna, con produzioni da Pinot Nero e Malvasia, la Campania, dove la Falanghina dà vita a spumanti fragranti, e il Trentino, specializzato in metodi classici da Chardonnay. Tutte queste aree garantiscono alta qualità.
  • Qual è la differenza principale tra Extra Dry e Brut?
    La differenza sostanziale risiede nel contenuto di zuccheri residui. Lo Brut è classificato come "secchetto" e contiene fino a 12 grammi di zuccheri per litro, risultando più asciutto e diretto. L'Extra Dry, invece, presenta una gamma compresa tra 12 e 17 grammi per litro. Sebbene la differenza numerica sembri piccola, al palato l'Extra Dry appare leggermente più morbido e arrotondato rispetto allo Brut, offrendo una sensazione di maggiore rotondità senza diventare dolce. Entrambi sono considerati secchi nella categoria generale, ma l'Extra Dry offre una sfumatura gustativa più ricca e complessa.

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