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Vino rosso piemontese

Barbera del Monferrato

Il Barbera del Monferrato è uno dei vini rossi più famosi del Piemonte e più apprezzati d'Italia. Viene realizzato in un territorio vastissimo, compreso tra le province di Asti ed Alessandria

di Redazione

18 luglio 2011

Vino e tanto altro: il Monferrato

Che ci si riferisca a tradizioni culinarie, ai dolci, oppure alla produzione vinicola, quando si parla del Monferrato si fa riferimento ad una delle roccaforti del “bere e mangiare bene” in Piemonte. Da queste parti, i piatti tipici con i quali leccarsi baffi, ma anche le bottiglie pregiate per innaffiarli, sono numerosi e tutti di alta qualità, ma un posto d'eccellenza non può che spettare al Barbera del Monferrato, un vino rosso ottenuto dalle uve del secondo vitigno autoctono più importante della regione. La legge autorizza la produzione di queste bottiglie in una fascia di terra collinare piuttosto estesa, comprendente ben 216 comuni tra le province di Asti ed Alessandria. Questo vitigno fece la sua prima comparsa nella zona nel lontano 1978, ed ancora oggi il suo nome è strettamente legato alle caratteristiche del territorio. La denominazione originale fu “Vitis vinifera Montisferratensis”.

Il rosso perfetto per la "bagna cauda": focus sul Barbera del Monferrato

Stiamo parlando di un vino fermo estremamente interessante all'esame delle proprietà organolettiche. Partiamo dal colore, che è di un rosso rubino molto intenso, tendente all'imbrunirsi con il trascorrere dell'invecchiamento. Il Barbera del Monferrato ha un odore tipicamente vinoso e gradevole, mentre in bocca si presenta corposo, ma asciutto e leggermente abboccato. Raggiunge una gradazione alcolica massima di 12 gradi e talvolta è rintracciabile in versioni frizzanti di certo non meno piacevoli da sorseggiare. In una regione costellata di etichette DOC, quella di cui stiamo parlando è addirittura una DOCG, prodotta anche in versione riserva (in questo caso l'invecchiamento non deve durare meno di 14 mesi e la gradazione non è mai inferiore ai 12,5 gradi). In fase di vinificazione, oltre alle uve Barbera, per dar vita a questa specialità, ci si serve di uve Freisa, Grignolino e Dolcetto. Questo vino si può consumare sia giovane che invecchiato, anche se a seconda degli anni trascorsi nelle botti di rovere, gli abbinamenti consigliati cambiano. Nel primo caso, ad esempio, il Barbera del Monferrato dà il meglio di sé sulle castagne, lesse o arroste, oppure sulle zuppe di legumi, mentre quando è più vecchio va servito ad una temperatura compresa tra i 16 e i 18 gradi, in accompagnamento a piatti di carne rossa particolarmente saporiti, piuttosto che su brasati, arrosti, formaggi stagionati a pasta dura, ma anche pietanze tipiche della cucina piemontese, come la famosa “bagna cauda”.

Tenuta La Tenaglia

Uno degli elementi più caratteristici di tutto il Piemonte e, nella fattispecie, della regione del Monferrato, è il numero elevato di cantine e luoghi in cui è possibile godere dello spettacolo messo a disposizione dall'offerta enogastronomica. Una di queste è senza ombra di dubbio la “Tenuta La Tenaglia”, un punto di riferimento per chi si trova nella zona del Parco Naturale del Santuario di Crea e vuole toccare con mano il meglio del Barbera del Monferrato. Si tratta di un'azienda in continua crescita, che con il passare del tempo e lavorando sodo, è arrivata ad occuparsi di ben 30 ettari di terreno adibito a vigneti, ed oggi non soltanto è annoverabile tra le cantine più rinomate di tutto il Piemonte, ma riveste anche una non trascurabile rilevanza culturale.

Famiglia Accornero: vino dal 1839

A Vignale Monferrato, in provincia di Alessandria, invece, sorge l'Azienda Vinicola Accornero, cui pioniere fu Bartolomeo Accornero nel lontano 1839: oggi a prendersi cura della terra sono le generazioni successive della medesima famiglia, ma l'impegno, la passione e la dedizione non sono affatto cambiati, ed oggi, come allora, quando si fa questo nome si tira in ballo uno dei fiori all'occhiello della produzione viti-vinicola monferrina. Oltre al Barbera del Monferrato DOCG Superiore, al Barbera del Monferrato Superiore e al Monferrato Rosso, qui si producono anche il Grignolino del Monferrato, il Casorzo DOC e il Casorzo Passito DOC.

Bricco Mondalino: il meglio dei rossi della zona

L'elenco delle cantine migliori può proseguire con un'altra azienda situata sempre a Vignale Monferrato e conosciuta come Bricco Mondalino. Siamo nel cuore del Monferrato Casalese, in una terra dove pare che il tempo si sia fermato, lasciando le tradizioni e i sapori al riparo dal trascorrere degli anni. Da generazioni, la famiglia Gaudio gestisce 18 ettari di terreno perfetto per la vinificazione, in quanto calcareo e ricco di sedimenti marini. Anche in questo caso, la produzione è dominata dal Barbera del Monferrato superiore, seguito dal Barbera d'Asti, dal Grignolino del Monferrato e dal Monferrato Freisa.

A Rocchetta Tanaro, patria della Postdalvin

Chiudiamo la nostra rassegna delle cantine e delle aziende vinicole più rinomate del Monferrato con la PostdalVin, situata a Rocchetta Tanaro, dove dal 1960 qualcosa come 200 vignaioli vinificano le uve coltivate nei propri vigneti. A soli 15 chilometri da Asti, da sempre questa cantina preferisce l'alta qualità dei prodotti all'alta resa quantitativa. Che si parli di Barbera del Monferrato, di Casorzo, di Monferratto rosso, insomma, da queste botti esce solo il meglio.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del Barbera del Monferrato?
    Il Barbera del Monferrato si distingue per un colore rosso rubino intenso che tende a imbrunire con l'invecchiamento. Al naso offre un profumo tipico e gradevole, mentre al palato risulta corpo, secco e leggermente abboccato. La gradazione alcolica massima è solitamente intorno ai 12 gradi, ma esistono versioni riserva con almeno 12,5 gradi dopo 14 mesi di affinamento. È disponibile anche in versione frizzante, molto piacevole da bere. L'uso di uve complementari come Freisa, Grignolino e Dolcetto contribuisce a definire il suo profilo unico all'interno della denominazione DOCG.
  • Come cambia l'abbinamento alimentare tra Barbera giovane e Barbera invecchiato?
    La scelta del piatto ideale dipende fortemente dall'età del vino. Un Barbera del Monferrato giovane accompagna perfettamente le castagne (lesse o arrosto) e le zuppe di legumi, sfruttando la sua freschezza. Al contrario, un vino invecchiato, servito a una temperatura di 16-18 gradi, richiede pietanze più strutturate: carni rosse saporite, brasati, arrosti, formaggi stagionati a pasta dura e piatti tradizionali piemontesi come la bagna cauda. L'affinamento in barrique di rovere modifica l'acidità e la struttura, rendendolo adatto a sapori più intensi.
  • In quali territori geografici viene prodotto il Barbera del Monferrato DOCG?
    La produzione del Barbera del Monferrato DOCG è autorizzata in una vasta area collinare che comprende 216 comuni situati tra le province di Asti e Alessandria. Questa estensione territoriale permette di esprimere diverse sfumature del vitigno grazie alle variazioni microclimatiche e pedologiche del Monferrato. Il nome stesso del vino è strettamente legato a questo territorio storico, noto per eccellenza culinaria e vinicola, dove la tradizione vitivinicola risale a secoli fa, con origini documentate già dalla fine del XVIII secolo.
  • Cosa distingue il Barbera del Monferrato Riserva rispetto alla versione base?
    La principale differenza risiede nell'invecchiamento obbligatorio e nella gradazione alcolica minima. Mentre la versione standard può essere bevuta giovane, il Barbera del Monferrato Riserva richiede un periodo di invecchiamento non inferiore a 14 mesi, spesso in legno, che ne arrotonda i tannini e sviluppa note terziarie complesse. Inoltre, la legislazione impone una gradazione alcolica naturale minima del 12,5% per la riserva, contro i 12 gradi massimi della versione base. Questo processo conferisce al vino maggiore struttura, persistenza e capacità di invecchiamento ulteriore.
  • Quali altre varietà di uve possono essere utilizzate nella vinificazione del Barbera del Monferrato?
    Sebbene il vitigno principe sia il Barbera, la normativa consente l'utilizzo di altre uve autoctone per arricchire il blend. Nello specifico, possono essere aggiunte uve dei vitigni Freisa, Grignolino e Dolcetto. Queste varietà contribuiscono a bilanciare l'acidità e la struttura del Barbera, aggiungendo complessità aromatica e corporeità. La presenza di questi vitigni complementari è tipica della tradizione piemontese, dove l'assemblaggio permette di creare vini armoniosi che riflettono l'identità specifica del terroir del Monferrato.

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