Rossese

Vitigni rossi

Rossese

Il Rossese è un antico vitigno rosso ligure, che non ha origini certe ma rappresenta una tipicità ligure, confinato in un piccolo territorio impervio e difficile da coltivare.

di Redazione

08 settembre 2012

La varietà

Il Rossese è un vitigno a bacca rossa autoctono ligure, molto tipico e legato al territorio di Dolceacqua, piccolo comune a 20 chilometri dalla Francia, sulle alte colline della provincia di Imperia, che regala dei rari vini particolari. Probabilmente il Rossese venne introdotto dai Greci già nel VII secolo avanti Cristo, ma le notizie sono del tutto incerte. Si sa per certo che il vitigno è presente da tempo immemorabile nella zona. Alcuni ritengono che l'introduzione della vite in Liguria sia avvenuta per opera degli antichi Greci; altri sostengono che gli Etruschi iniziarono per primi a coltivare la vite nella parte occidentale della regione. Altre notizie però lo vogliono importato dai Doria nei loro possedimenti a Dolceacqua nell 1270 in uno dei loro viaggi via mare. Il Rossese si presenta con grappoli mediamente grandi, a forma piramidale, alati, mediamente a spargolo. Le bacche sono di dimensioni medie o medio-piccole, ellittiche, con colore blu che tende al nero e al violetto, abbastanza pruinosi e con bucce mediamente spesse. Tra le avversità il Rossese soffre la colatura e l'acinellatura. Il sistema di allevamento tradizionale è ad alberello, ma negli ultimi anni si stanno sperimentando anche altri sistemi. I vigneti si trovano sulle impervie colline delle Prealpi liguri, tra i 300 e i 600 metri sul livello del mare, e questo fa sì che tutte le operazioni siano manuali. A causa della difficile morfologia del territorio è probabile che il vitigno sia sempre rimasto confinato in quest'area. Le rese sono abbastanza produttive e costanti.

I vini del Rossese

I vini del Rossese hanno guadagnato la propria denominazione di origine dal 1972, che comprende 14 comuni in Val Nervia e nella Valle Crosia, dove si vinifica in purezza in un disciplinare che prevede almeno il 95 per cento del vitigno. Da luogo a rossi leggeri, da bere giovanissimi, ma se vinificato con attenzione riesce a regalare buoni vini, anche complessi, anche invecchiabili. Il colore, prima molto chiaro, diventa di un bel rubino che tende al granato con il tempo. La gamma olfattiva è vinosa, con bei profumi floreali di delicate rose e viole, con punte fruttate di fragola e ribes. Il palato resta delicato, morbido, ma con un bel corpo strutturato dai tannini che lo rendono leggermente amarognolo, equilibrato però da ottime vene vellutate. Viene vinificato anche nella tipologia superiore se affinato per un anno, ma nelle vinificazioni di particolare pregio, deve essere consumato dopo almeno quattro anni, riuscendo ad invecchiare fino agli otto. Gli abbinamenti ideali sono con la carne rossa ma anche con selvaggina, come il coniglio in umido, a temperature di circa 18° centigradi. Fa parte delle denominazioni di origine Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua DOC e del Riviera Ligure di Ponente DOC, ma viene vinificato anche in indicazione geografica tipica.

I produttori

Un gran bel Rossese in purezza viene vinificato da Terre Bianche nel suo Rossese di Dolceacqua Bricco Arcagna, un vino di un bel rubino che porta ad una gamma olfattiva matura, con marasca e speziature di chiodi di garofano. Bel palato tannico ed equilibrato, ideale per la capra ai fagioli. Sempre da Terre Bianche il Rossese viene impiegato al 30 per cento in assemblaggio al Cabernet Sauvignon nell'Arcana Rosso, un ottimo vino da tavola di livello nazionale, di un bel rubino con venature granata. Ottimo olfatto di sottobosco finito dalle note di vaniglia. Il palata ha bei tannini, brillanti, e dopo 18 mesi in botte si abbina splendidamente con il piccione in umido. Terre Bianche vinifica anche il Rossese IGT, rubino brillante, con bei sentori di viola e more, con palato fresco dotato di sapidità, per la torta di bietole. Gran Rossese in purezza anche nel Riviera Ligure di Ponente di La Vecchia Cantina, rubino porpora, con un bell'aroma di ribes e lampone. Bel palato sapido e fresco, da provare con le zuppe. Bel Rossese di Dolceacqua Superiore anche da Foresti, rubino venato di porpora, con una bella gamma olfattiva incentrata sui frutti di bosco, caldo al palato dai tannini ben equilibrati. Da provare con gli involtini di carne liguri. Da provare anche il buon Riviera Ligure di Ponente Rossese di Cascina Feipu dei Massaretti, con i riflessi viola e i classici aromi di fragola e ribes. Palato sapido e caldo, per accompagnare i ravioli al ragù. Da Biovio è in assemblaggio con il 20 per cento di Granaccia per il Bacilò, dai riflessi porpora, anche qui pieno di ribes, lamponi e un palato incentrato sulla sapidità e la delicatezza. Bene con la torta di zucca. Da Bruna torna in purezza per il Riviera Ligure di Ponente Rossese che assume colori chiari, con olfatto delicato e fresco di ciliegia e mora. Tannini levigati e discreta persistenza da accompagnare con i porcini. Ancora un grande assemblaggio al 30 per cento, con il 50 per cento di Grenaccia e il 20 di Barbera per il Solitario, un gran vino da tavola di Cascina delle Terre Rosse, di un bel rubino profondo sfumato di violetta. Bel naso complesso, con il ribes e le more che vengono speziate dalla liquirizia e dalla vaniglia. Tannini aristocratici e levigati, affinato in botte e da provare con gli stufati.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche organolettiche principali del vino Rossese?
    Il Rossese offre un profilo sensoriale distinto e gradevole. Al colore, si presenta inizialmente come un rubino chiaro che, con l'invecchiamento, evolve verso tonalità granata. L'olfatto è prevalentemente vinoso, arricchito da eleganti note floreali di rosa e viola, integrate da accenni fruttati di fragola e ribes. Al palato, il vino si rivela delicato e morbido, ma possiede una struttura corporea data da tannini che conferiscono una lieve nota amarognola, bilanciata da una sensazione vellutata. Questa combinazione lo rende un vino versatile, capace di offrire freschezza nei giovani e maggiore complessità dopo un periodo di affinamento.
  • Come si conserva e invecchia il Rossese? È un vino da invecchiamento?
    Il Rossese è tradizionalmente considerato un vino da bere giovane, immediato e fresco. Tuttavia, quando vinificato con cura e rispetto, può sviluppare notevoli capacità di invecchiamento. Per le tipologie superiori, come il Rossese di Dolceacqua Superiore, è consigliata una conservazione minima di un anno in bottiglia prima del consumo. Nelle annate di particolare pregio, il vino può beneficiare di un affinamento di almeno quattro anni, raggiungendo il suo massimo espressione e complessità entro gli otto anni di vita. Questo processo permette ai tannini di ammorbidirsi e agli aromi di evolversi verso note più complesse e speziate.
  • Quali piatti della cucina ligure si abbinano meglio al Rossese?
    Grazie alla sua acidità vivace e ai tannini strutturati, il Rossese si abbina magnificamente ai sapidi piatti della tradizione ligure. È eccellente con carni rosse e selvaggina, come il classico coniglio in umido o gli involtini di carne tipici della zona. Trova perfetta armonia anche con preparazioni a base di legumi, come la capra ai fagioli, o con la pasta fatta in casa, ad esempio i ravioli al ragù. Non disdegna nemmeno le torte salate, come quella di bietole o di zucca, e i funghi porcini. La temperatura di servizio ideale è intorno ai 18°C, per esaltare appieno il suo bouquet aromatico.
  • Dove viene prodotto principalmente il Rossese e qual è il suo territorio storico?
    Il vitigno Rossese è strettamente legato alla Liguria, in particolare alla provincia di Imperia. Il suo cuore pulsante è il comune di Dolceacqua, situato a circa 20 chilometri dal confine francese, sulle colline prealpuni. La produzione è concentrata in un'area specifica che include 14 comuni della Val Nervia e della Valle Crosia. I vigneti si estendono su pendii impervi e scoscesi, tra i 300 e i 600 metri sul livello del mare. Questa conformazione geografica accidentata ha contribuito a confinare il vitigno in questa piccola area, preservandone l'autenticità e rendendo necessarie lavorazioni agricole quasi esclusivamente manuali.
  • Quali sono le denominazioni di origine che tutelano il vino Rossese?
    Il Rossese gode di diverse tutele denominali che ne garantiscono l'origine e la qualità. La principale è il 'Rossese di Dolceacqua DOC', istituita nel 1972, che richiede almeno il 95% di uve di questo vitigno e copre i territori di Val Nervia e Valle Crosia. Esiste inoltre la menzione 'Superiore' per i vini affinati per almeno un anno. Il vitigno è utilizzato anche all'interno della denominazione più ampia 'Riviera Ligure di Ponente DOC'. Inoltre, molti produttori vinificano il Rossese in formato IGT (Indicazione Geografica Tipica), permettendo maggiore libertà nelle vinificazioni, come gli assemblaggi con altre varietà internazionali o locali.

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