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Uva e Vitigni · Vitigni rossi

Brachetto d'Acqui

Aggiornato il 02 agosto 20133 capitoli5 domande frequenti
brachetto

Il vitigno

Il Brachetto è un'uva originaria del Piemonte a bacca rossa, molto chiara, diffusa in particolare nelle province di Asti e Alessandria dove raggiunge buoni livelli di qualità anche se i vini prodotti da questo vitigno non sono considerati tra i pregiati, ma solo una moda giovanile. Non deve essere confuso con il Braquet francese, coltivato in Provenza e considerato molto antico e apprezzato per la produzione di vini rossi e rosé chiamati Bellet a Nizza. Il vitigno ha una produzione bassa, on risultati delicati. Le ipotesi sulla sua origine lo posizionano sulle colline dell'Astigiano o in alternativa su quelle del Monferrato. Il problema al riguarda risulta nella scarsità di informazioni, le cui prime dovrebbero riferirsi ad alcuni accenni del Rovasenda nel 1877. Vi è una divisione in due diversi tipi, ancora ipotetica, tra la qualità piemontese e quella di Nizza Marittima piuttosto modesta in qualità. Un'altra confusione vi è spesso con i Moscato rossi che producono vini frizzanti dello stesso colore. Viene conosciuto anche con diversi sinonimi come Bracchetto e Borgogna, ma nel Roero viene conosciuto come Brachetto a grappolo grande o Brachettone. Il Brachetto migliore viene considerato quello Migliardi o di Montavone coltivato ad Acqui e Nizza Monferrato. Poi c'è il Brachét coltivato nel canavese e il Brachetto di Valsusa che viene chiamato anche Lambrusco di Alessandria vista la su somiglianza con il vitigno emiliano, ma nessuno di questi appartiene in realtà alla varietà del Brachetto. Il vitigno del Brachetto invece si presenta con un fogliame medio, cosi come il grappolo, sempre di medie dimensioni e forme cilindriche/piramidali allungate e dotati di ali. La densità è nella media. Gli acini sono ancora di media grandezza con forme ellittiche e colori nero chiari e violacei scuri. La pruina è presente nella media e la polpa aromatica. Vi sono delle difficoltà nel distacco del pedicello. Le rese sono regolari e basse, e segnala in particolare sofferenze ai virus che ne variano la produzione, mentre la maturazione precoce ne limita gli effetti del marciume.

I vini del Brachetto

Il Brachetto fornisce vini abbastanza dibattuti, di cui il Brachetto d'Acqui è sicuramente il migliore e il più particolare. Gli esperti e gli addetti ai lavori trovano questi vini modesti, dolciastri e decisamente mediocri. I giovani invece li apprezzano notevolmente tanto da tributargli un ottimo successo commerciale. Si vinificano in purezza per ottenere dei vini frizzanti, dal colore rubino brillante e la gamma piuttosto monocorde alla fragola. Raramente il naso offre aromi più complessi, mentre il palato è sempre vivace e brioso, di bassa gradazione alcolica e dolce. Questo ne ha decretato il successo tra i giovanissimi che poco conoscono le complessità dei vini e spesso si accontentano di gusti semplici tendenti al dolce. In genere comunque i vini sono molto delicati, con aromi anche muschiati a volte. Il vitigno ha conquistato la denominazione di origine controllata e garantita DOCG Brachetto d'Acqui nel novembre del 2011, dopo essere stato a lungo nelle DOC. qui il vitigno deve essere presente per un minimo del 97% a cui può essere aggiunto un 3% di vitigni piemontesi collinari. Il Brachetto d'Acqui e gli altri Brachetti sono quindi dei vini semplici per adolescenti e ventenni, spesso bevuti per serate in compagnia e in aperitivo. Altrimenti gli accompagnamenti possono essere scelti fra i dolci secchi o cremosi, e la frutta fresca, in genere le piccole bacche di bosco o i frutti rossi. Non trova altri abbinamenti data la sua leggerezza nel gusto. Negli anni 80 e 90 il Brachetto d'Acqui divenne cosi tra i vini più bevuti in prima serata dai ragazzi e dalle ragazze soprattutto, grazie al grande compromesso che questo vino riesce a realizzare tra i due sessi, divisi sempre tra il bianco e il rosso, e tra il dolce e il secco. Questo consente di scegliere lo stesso vino per tutti.

I produttori

Tra i produttori si segnala Bava-Cocchi con un discreto Brachetto d'Acqui dal bel colore rosato, abbastanza aromatico con classici aromi di fragoline e accenni di peonie. Fresco e non troppo dolce è ottimo con la mousse di fragole e panna. Anche Giacomo Bologna Braida vinifica un buon Brachetto d'Acqui dai colori rosati, anche nella spuma leggera. Buoni profumi di rosa, classica fragola, ma anche pesca e mughetto. Fresco e anche sapido, è perfetto con i lamponi freschi. Anche da Vigne Regali abbiamo un buon Brachetto d'Acqui Spumante Rosa Regale Banfi, con delicati aromi di rosa, profumi alle fragole, pesca bianca e muschio. Ottimo palato equilibrato tra freschezza e sapidità. Ottimo da provare con l'Aspic di fragole e melone. Sempre da Vigne Reali il Brachetto d'Acqui Vigneto La Rosa, dolce e leggero, con classici profumi di fragole. Palato molto beverino e ideale con le fragole fresche.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il Brachetto d'Acqui e il Braquet francese?
    Nonostante i nomi simili, Brachetto e Braquet sono vitigni distinti e geograficamente separati. Il Brachetto è un vitigno autoctono del Piemonte, coltivato principalmente nelle province di Asti e Alessandria, noto per produrre vini frizzanti, dolci e aromatici. Il Braquet, invece, proviene dalla Provenza in Francia, dove dà vita ai vini locali noti come 'Bellet', utilizzati sia per rossi che per rosati. È fondamentale non confonderli poiché hanno origini, caratteristiche organolettiche e aree di produzione completamente diverse, nonostante entrambe le uve siano di colore rosso.
  • Perché il Brachetto d'Acqui è così popolare tra i giovani?
    La popolarità del Brachetto d'Acqui tra i giovani deriva principalmente dal suo profilo sensoriale accessibile: è un vino dolce, frizzante, a bassa gradazione alcolica e dal sapore gradevole che ricorda la fragola. A differenza di molti vini rossi strutturati o bianchi secchi che richiedono maggiore esperienza di degustazione, il Brachetto offre un'esperienza immediata e rinfrescante. Questa semplicità lo rende ideale per l'aperitivo o le serate sociali, fungendo da 'compromesso' perfetto tra chi preferisce il dolce e chi il secco, rendendolo un'opzione sicura e divertente per gruppi misti.
  • Come si abbina correttamente il Brachetto d'Acqui?
    Data la sua natura dolce, frizzante e delicata, il Brachetto d'Acqui richiede abbinamenti specifici per non risultare stucchevole. Si sposa eccellentemente con dolci secchi o cremosi, come torte alla crema o meringhe. È inoltre perfetto con la frutta fresca, in particolare le piccole bacche di bosco (lamponi, more) e le fragole. Alcuni produttori suggeriscono abbinamenti più sofisticati come mousse di fragole e panna, aspic di frutta o melone. Evitare carni rosse o piatti salati pesanti, poiché la dolcezza del vino creerebbe uno sgradevole contrasto con i sapori umami o piccanti.
  • Cosa significa la denominazione DOCG Brachetto d'Acqui e quali regole impone?
    La denominazione DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) conferita nel novembre 2011 rappresenta il massimo riconoscimento qualitativo per il vino, succedendo alla precedente DOC. Per fregiarsi di questa etichetta, il vino deve rispettare rigorosi disciplinari di produzione. La regola principale impone che il vitigno Brachetto costituisca almeno il 97% dell'uvaggio. Il restante 3% può essere composto da altri vitigni a bacca rossa tipici delle zone collinari piemontesi, autorizzati dal consorzio. Questo garantisce autenticità territoriale e una certa costanza qualitativa rispetto alle versioni precedenti meno regolate.
  • Quali sono le caratteristiche agronomiche del vitigno Brachetto?
    Il Brachetto è un vitigno con rese generalmente basse e una maturazione precoce, che aiuta a limitare i danni da marciume ma richiede attenzione nella gestione. Presenta foglie e grappoli di media grandezza, con acini ellittici di colore nero-violaceo e polpa aromatica. Una caratteristica distintiva è la forte aderenza del pedicello all'acino, che rende difficile la vendemmia meccanica senza danneggiare l'uva. Inoltre, la pianta è sensibile ad alcune malattie virali che possono variare negativamente la produzione. Nonostante queste sfide colturali, la sua precocità di maturazione rimane un vantaggio climatico importante nelle zone di coltivazione piemontesi.

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